HOME Memorie storiche di Favara di Carmelo Antinoro

GENEALOGIA DEI FAVARESI

emigrazioni

 

  

 

ALBERO GENEALOGICO DEI FAVARESI NEL MONDO

 

Questo sito ricostruisce le origini di tutte le famiglie che hanno avuto dimora a Favara, dalla seconda metà del 1500 al 1900, a partire dagli ultimi discendenti, risalendo indietro in senso cronologico e generazionale, per quanto possibile, in base a riferimenti archivistici ancora esistenti. In particolare il sito raccoglie num. 1.155 cognomi di famiglie, di cui il 55% non più presenti a Favara perché estinte o trasferite.

 

a) Contenuto della ricerca - (laddove le notizie sono recuperabili):

Luogo di provenienza della coppia   ascendente capostipite;

Nomi e cognomi degli ascendenti;

Paternità e maternità delle ascendenti;

Data di matrimonio delle coppie ascendenti;

Vedovanze e nuovi matrimoni;

Nomi dei figli per ogni coppia    ascendente compreso nomi e cognomi    delle persone con cui hanno contratto    matrimonio, data matrimonio e num. figli avuti;

Date di nascita, decesso e chiese di sepoltura prima della fondazione del cimitero risalente al 1877;

Soprannomi;

Mestieri;

Beni posseduti (urbani, agricoli e animali), dei luoghi e delle case di abitazione derivanti dai Riveli dal 1835 al 1593.

 

b) Dati occorrenti per una ricerca

Per iniziare la ricerca genealogica potrebbero bastare nomi e cognomi degli  ascendenti più lontani di cui si ha memoria (i nonni potrebbero bastare) ed eventualmente, per evitare errori imputabili ad omonimie, altri dati disponibili come bisnonni, fratelli e sorelle dei nonni, etc.

Richieste specifiche di alberi genealogici secondo i dati riportati al punto a) possono essere effettuate a  gensfavara@libero.it

Per una verifica preliminare sulle famiglie vissute (e ancora presenti) a Favara consulta la tabella.

 

 

 

 

FAMILY TREE OF FAVARESI INHABITANTS IN THE WORLD

 

This site is meant to reconstruct the origins of all the families that settled in Favara, from the second half of 1500 to 1900, starting from the lasts descendants, going back in chronological and generational terms, as far as possible, according to archival references still in existence. In this site are gathered about 1155 surnames of families, of which 55% of them not present in Favara anymore due to them becoming extinct or having moved from the city.

 

a) Research content - (whereas news are recoverable):

Place of origin of the originating ascendant   couple;

First and last names of the ancestors;

Paternity and maternity of the ancestors;

Date of marriage of the ascendant couples;

Widowhoods and new marriages;

Names of the offsprings of every ascendant couple, including first and last names of  the people they have contracted marriage with, date and num. of children they've had;

Dates of birth, decease and church burial antecedent to the foundation of the cemetery, which dates back to 1877;

Nicknames;

Professions;

Owned assets (urban, agricultural and animal), of the dwelling places and houses, deriving from the "Riveli", from 1835 to 1593.

 

b) Data required for a research

First and last names of the furthest ancestors known might be enough to start a genealogical research (grandparents might be enough), and eventually further data available, such as great-grandparents, brothers and sisters of the grandparents, etc. to avoid mistakes imputable to homonymies.

Specific family trees requests (according to the data under the a) point) can be forwarded to gensfavara@libero.it

For a preliminary verification on the families that have lived (and are still present) in Favara, you can consult the list.

 


 

 

Esempio di Albero genealogico

(I cognomi ed altri dati più recenti sono stati sostituiti con .......)

 

……. Natale di Pietraperzia

……. Giovanni n. 1547  m. 10 10 1611 sep. madrice

……. Caterina n. -  m. 24 7 1636 sep. Carmine

  1. Matteo n. 1584  m. 12 1 1649 sep. madrice (il 18 7 1615 sposava ….. Giovanna n. -  m. 18 7 1645 sep. madrice alias Cartia, da cui sono nati 12 figli: 6 maschi e 6 femmine);

  2. Vincenzo n. 10 9 1592 m. 20 12 1598 sep. madrice;

  3. Francesca n. 19 9 1596  m. 3 11 1622 sep. madrice (il 31 1 1610 sposava ….. Calogero n. 1591  m. 11 7 1641 sep. madrice di Simone e …… Gesua, da cui sono nati 4 figli: 1 maschio e 3 femmine);

  4. Eufemia n. 12 10 1602;

Nel 1607 la famiglia era residente nel quartiere S. Nicolò in 4 case terrane confinanti con Giacomo Reale e altri confini;

Sposati 18 7 1615

……. Matteo n. 1584 Pietraperzia m. 12 1 1649 sep. madrice

………. Giovanna n. -  m. 18 7 1645 sep. madrice alias Cartia

Figli:

  1. Giacomo n. 24 7 1618;

  2. Antonino n. 7 10 1620  m. 20 10 1620 sep. madrice;

  3. Domenico n. 27 11 1622  m. 9 5 1668 sep. SS. Rosario (il 30 7 1654 sposava ….. Agata di Pietro e …… Giovanna, da cui sono nati 3 figli: 1 maschio e 2 femmine);

  4. Francesca n. 29 3 1625  m. 7 11 1632 sep. S. Francesco;

  5. Gerlanda n. 25 2 1627;

  6. Rosalia n. 14 12 1628  m. 28 11 1708 sep. madrice;

  7. Libertino m. 21 11 1632 sep. madrice;

  8. Bartolomeo n. 23 8 1633  m. 23 1 1694 sep. madrice;

  9. Grazia n. 22 11 1635  m. 1 9 1636 sep. madrice;

  10. Giovanni n. 25 10 1637  m. 20 1 1691 sep. SS. Rosario (il 7 1 1657 sposava ….. Rosaria di Carlo e …… Caterina, da cui sono nati 11 figli: 4 maschi e 7 femmine);

  11. Pietra n. 31 5 1640;

  12. Caterina n. 16 9 1643  m. 4 4 1672 sep. S. Rocco (il 27 10 1658 sposava ….. Giuseppe n. 12 7 1635  m. 26 11 1689 sep. oratorio SS. Crocifisso alias Lupu lagnusu di Liberto e …… Maria, da cui sono nati 6 figli: 2 maschi e 4 femmine - ….. Giuseppe risposava la vedova …….. Rosalia da cui ha avuto 1 figlia);

Nel 1616 la famiglia possedeva 1 vigna nel feudo di Favara, contrada della Grotta del Sollazzo, confinante con vigna di Matteo Meli e di Pasquale Cammilleri Cartia;

Nel 1623 la famiglia era residente nel quartiere Madrice in 1 casa terrana di 1 corpo confinante con Giuseppe Buscemi; possedeva 1 vigna di 7 tumoli e 1 vigna di 1 tumolo in territorio di Girgenti, confinanti con vigna di Diego Meli e Giuseppe Bunone; 1 chiusa di terre nel feudo del Pioppitello confinante con Giacomo Pillitteri; possedeva anche 3 somari e 1 mulo;

Nel 1636 la famiglia era residente nel quartiere Madrice in 3 case terrane incortigliate di 1 corpo confinanti con Calogero Piscopo e strada pubblica; una casa terrana accanto a dette case; altro (illegibile); possedeva 1 vigna di un migliaio e mezzo di viti nel feudo di Stefano confinante con vigne di Biagio Meli e di Giuseppe Buscemi; possedeva anche 2 buoi, 2 vacche lavoratrici, altro (illegibile);

Sposati 7 1 1657

……. Giovanni n. 25 10 1637  m. 20 1 1691 sep. SS. Rosario

……. Rosaria n. 21 9 1643  m. 19 3 1699 sep. SS. Rosario (di Carlo e .......... Caterina)

Figli:

  1. Calogero n. 7 10 1660;

  2. Anna Calogera n. 16 9 1663  m. 5 11 1663 sep. SS. Rosario;

  3. Angela n. 20 8 1665  m. 1 3 1673 sep. SS. Rosario;

  4. Tommasa n. 22 12 1667  m. 20 4 1727 sep. madrice (il 9 11 1681 sposava ….. Giuseppe di Carlo e …… Giuseppa, da cui sono nati 4 figli: 2 maschi e 2 femmine – il 21 2 1707 risposava il vedovo …… Filippo di Onofrio e …… Caterina ma non ha avuto figli);

  5. Teresa n. 21 11 1670  m. 26 11 1670 sep. SS. Rosario;

  6. Anna Maria n. 20 3 1672  m. 28 11 1744 sep. madrice (il 1 5 1689 sposava ….. Gaetano di Libertino e …… Domenica, ma non ha avuto figli);

  7. Gaspare n. 27 10 1674  m. 2 10 1723 sep. Oratorio SS. Crocifisso (il 28 5 1703 sposava ….. Grazia n. 9 9 1685 di Domenico alias Testa Bianca e …… Anna, da cui sono nati 2 figli: 1 maschi e 1 femmina);

  8. Angela Caterina n. 8 10 1677  m. 2 5 1741 sep. madrice (il 10 5 1699 sposava ….. Francesco n. 24 11 1668  m. 1 1 1702 sep. madrice di Pietro e …… Arcangela, da cui sono nati 2 figli: 1 maschio e 1 femmina – il 29 6 1711 risposava il vedovo …… Giovanni alias Canalaro di Baldassare e …… Anna, da cui sono nati 6 figli: 1 maschio e 5 femmine);

  9. Giacomo Paolino n. 9 8 1682  m. 22 5 1710 sep. madrice;

  10. Stefano Domenico Onofrio n. 17 5 1685  m. 7 1 1735 sep. oratorio SS. Crocifisso (il 7 6 1705 sposava ….. Vittoria n. 4 11 1687  m. 15 9 1765 sep. Carmine di Calogero e …… Eleonora, da cui sono nati 11 figli: 4 maschi e 7 femmine);

  11. Francesco n. 30 1 1688  m. 17 4 1756 sep. madrice (il 12 1 1715 sposava ….. Angela n. 9 7 1692  m. 12 4 1730 sep. madrice di Gaetano e …… Caterina, da cui sono nati 5 figli: 2 maschi e 3 femmine – il 25 8 1730 risposava ….. Onofria di Stefano e …… Stefana, da cui era nata 1 femmina - ….. Onofria era vedova di …… Costantino che aveva sposato il 14 1 1725 e da cui non aveva avuto figli e risposava ……. Onofrio il 4 8 1756 da cui non ha avuto figli);

Nel 1682 la famiglia era residente nel quartiere S. Nicolò, in 2 corpi di case confinanti con Carlo Crapanzano e via pubblica; possedeva un pezzo di terra con 1500 viti in c.da Falsirotta confinante con Michele Spiteri e via pubblica; possedeva anche 1 balduina e 1 giumenta

……. Francesco n. 30 1 1688  m. 17 4 1756 sep. madrice

1° matrimonio 12 1 1715 con ….. Angela n. 9 7 1692  m. 12 4 1730 sep. madrice (di Gaetano e …… Caterina)

Figli:

  1. Giovanni n. 21 4 1716  m. 22 12 1760 sep. Carmine (il 27 7 1738 sposava ….. Gerlanda n. 5 1 1714  m. 12 2 1752 per causa di parto sep. madrice di Stefano e …… Anna, da cui sono nati 6 figli maschi – il 10 4 1752 risposava la vedova …… Anna n. -  m. 29 7 1791 sep. SS. Rosario di Calogero e …… Gerlanda, da cui sono nati 2 figli: 1 maschio e 1 femmina - …… Anna era vedova di mastro …… Simone che aveva sposato il 20 6 1734 e da cui aveva avuto 7 figli: 4 maschi e 3 femmine);

  2. Calogera Rosaria n. 29 5 1718  m. 3 8 1721 sep. madrice;

  3. Vincenza n. 1723  m. 28 5 1723 sep. madrice;

  4. Caterina  n. 25 8 1725  m. 5 7 1727 sep. madrice;

  5. Francesco Calogero n. 25 8 1727  m. 5 3 1770 sep. madrice (il 20 6 1756 sposava ….. Antonina n. 9 12 1734  m. 4 8 1785 sep. madrice di Michele e …… Giovanna, da cui sono nati 5 figli:  4 maschi e 1 femmina);

2° matrimonio 12 1 1715 con Renda Onofria (di Stefano e .......... Stefana) vedova di Infurna Costantino che aveva sposato il 14 1 1725 da cui non ha avuto figli; risposava Di Martino Onofrio il 4 8 1756 da cui non ha avuto figli

Figli:

  1. Calogera Filippa n. 9 9 1731  m. 9 9 1732 sep. madrice;

Nel 1748 la famiglia era residente nel quartiere S. Nicolò in una casa terrana confinante con Giuseppe Stagno e Salvatore Calleia; possedeva 8 tumoli di terre al Priolo confinanti con Natale Stagno ed il sac. Girolamo Alba; possedeva anche 1 balduina.

Sposati 20 6 1756

……. Calogero n. 25 8 1727  m. 5 3 1770 sep. madrice

……. Antonina n. 9 12 1734  m. 4 8 1785 sep. madrice (di Michele e Raguccia Giovanna)

Figli:

  1. Angela Maria Caterina n. 27 10 1758;

  2. Francesco Gaspare n. 1 12 1760;

  3. Francesco Gaspare n. 13 12 1761;

  4. Giovanni Gaetano n. 21 11 1765  m. 31 12 1810 sep. SS. Rosario contadino (il 2 4 1787 sposava ….. Francesca n. 30 7 1772  m. 14 5 1837 sep. S. Francesco di Calogero e …… Antonina, da cui sono nati 10 figli: 7 maschi e 3 femmine);

  5. Stefano Natale n. 18 9 1768  m. 13 8 1823 sep. madrice zolfataio (il 9 9 1787 sposava ….. Ursola n. 27 2 1770  m. 13 2 1819 sep. madrice di Calogero e …… Gerlanda, da cui sono nati 7 figli: 4 maschi e 3 femmine - il 3 3 1819 risposava ….. Angela n. 30 9 1799  m. 30 12 1858 sep. S. Francesco di Mariano e …… Calogera, da cui sono nati 2 figli: 1 maschio e 1 femmina - ….. Angela risposava …… Giuseppe il 16 6 1824 da cui aveva 5 figli);

……. Stefano n. 18 9 1768  m. 13 8 1823 sep. madrice zolfataio

1° matrimonio 9 9 1787 …….  Ursola n. 27 2 1770  m. 13 2 1819 sep. madrice (di Calogero e Spina Anna Gerlanda)

Figli:

  1. Gaetano Antonio Calogero n. 7 1 1790 contadino (il 10 1 1813 sposava ….. Francesca n. 19 4 1791  m. 7 7 1870 sep. S. Francesco contadina di Pasquale e …… Elisabetta, da cui sono nati 10 figli: 4 maschi e 6 femmine);

  2. Anna Lucia Antonia n. 13 12 1795  m. 12 8 1797 sep. madrice;

  3. Gaspare Angelo n. 26 8 1798  m. 22 12 1845 sep. S. Francesco zolfataio (il 25 10 1818 sposava la vedova ….. Rosalia n. 17 10 1792  m. 3 5 1873 sep. S. Francesco bottegara di Mariano e …… Calogera, da cui sono nati 4 figli: 3 maschi e 1 femmina - ….. Rosalia era vedova di …… Michele che aveva sposato il 30 4 1815 e dai cui aveva avuto 2 figlie);

  4. Antonio Giovanni n. 24 8 1801 zolfataio/villico trafficante (il 20 8 1826 sposava Vincenza n. 10 4 1797 di Calogero e …… Giuseppa ma non hanno avuto figli);

  5. Anna Maria Antonia Giuseppa n. 24 1 1804  m. 6 10 1808 sep. madrice;

  6. Salvatore Pasquale n. 27 3 1807 zolfataio (il 25 10 1827 sposava ….. Vita n. 21 7 1810 di Calogero e …… Giuseppa, da cui è nato 1 figlio);

  7. Giuseppa Antonia Maria n. 11 10 1811  (il 20 8 1826 sposava ….. Francesco zolfataio n. 1807 di Calogero e …… Giuseppa, da cui è nata 1 figlia).

2° matrimonio 3 3 1819 ……. Angela n. 30 9 1799  m. 30 12 1858 sep. S. Francesco (di Mariano e ……. Calogera) – risposava ……. Giuseppe pastore il 16 6 1824 da cui ha avuto 5 figli: 3 maschi e 2 femmine).

Figli:

  1. Ursola n. 10 5 1820  m. 9 8 1821 sep. madrice;

  2. Giuseppe n. 10 8 1822  m. 10 8 1822 sep. madrice;

Sposati 10 1 1813

……. Calogero n. 7 1 1790 contadino

……. Francesca n. 19 4 1791  m. 7 7 1870 sep. S. Francesco contadina (di Pasquale e ……. Elisabetta)

Figli:

  1. Maria Antonia Ursola n. 9 10 1813  m. 2 9 1814 sep. madrice;

  2. Ursola Antonia Maria n. 16 8 1815;

  3. Antonio Stefano Vito n. 4 12 1817  m. 29 8 1870 sep. S. Francesco zolfataio (il 28 11 1840 sposava ….. Concetta n. 12 9 1824  m. 5 2 1864 sep. S. Calogero di Gaspare e …… Gaetana, da cui sono nati 9 figli: 3 maschi e 6 femmine);

  4. Stefano Calogero n. 29 7 1819 Valguarnera  m. 16 8 1889 zolfataio (il 22 4 1855 sposava ….. Carmela n. 31 5 1839  m. 20 5 1917 casalinga di Biagio e …… Maria Antonia, da cui sono nati 8 figli: 5 maschi e 3 femmine);

  5. Andrea n. 20 3 1821;

  6. Maria n. 13 3 1823  m. 24 9 1842 sep. S. Francesco contadina nubile;

  7. Pasquale n. 26 2 1825  m. 28 8 1863 sep. Carmine (il 5 6 1853 sposava ….. Angela n. 14 11 1834  m. 21 3 1914 casalinga di Michele e …… Francesca, da cui sono nati 4 figlie femmine);

  8. Cristoforo n. 1826 Valguarnera  m. 31 1 1873 zolfara Luciella sep. S. Francesco zolfataio (il 3 9 1854 sposava ….. Concetta n. 1837 Palma di Montechiaro  m. 22 10 1901 casalinga di Filippo e …… Maria, da cui sono nati 8 figli: 5 maschi e 3 femmine);

  9. Michela n. 1829  m. 10 9 1849 sep. Maria delle Grazie nubile;

  10. Rosalia n. 1831  m. 10 9 1849 nubile;

  11. Elisabetta n. 1835  m. 17 9 1844 sep. S. Francesco;

Nel 1823-1825 residente nel quartiere S. Antonio;

Sposati 28 11 1840

……. Antonio n. 4 12 1817  m. 29 8 1870 sep. S. Francesco zolfataio

……. Concetta n. 12 9 1824  m. 5 2 1864 sep. S. Calogero (di Gaspare e Lentini Gaetana)

Figli:

  1. Francesca n. 31 1 1842  m. 17 2 1842 sep. S. Francesco;

  2. Calogero n. 20 4 1843  m. 8 12 1897 S. G.nni Gemini zolfataio (il 12 10 1868 sposava ….. Anna n. 25 1 1851 filandaia di Giovanni e …… Antonia, da cui sono nati 8 figli: 2 maschi e 6 femmine);

  3. Francesca n. 25 1 1846  m. 10 12 1924 casalinga (il 18 8 1866 sposava ….. Giovanni n. 27 8 1842  m. 23 12 …. zolfataio di Giuseppe e …… Giuseppa, da cui sono nati 8 figli: 3 maschi e 5 femmine);

  4. Gaspare n. 19 5 1849  m. 20 9 1925 zolfataio/facchino (il 10 5 1873 sposava la vedova ….. Rosalia n. 9 12 1855  m. .. . …. sep. cimitero nuovo industriosa/contadina di Giuseppe e …… Angela, da cui sono nati 10 figli: 8 maschi e 2 femmine - ….. Rosalia era vedova di …….. Angelo che aveva sposato il 8 4 1872 e da cui non aveva avuto figli);

  5. Gaetana n. 22 3 1852 (il 16 6 1872 sposava ….. Antonio di Calogero  e …… Anna di Racalmuto, da cui è nata 1 femmina);

  6. Carmela n. 1 3 1859  m. 1 11 1859 sep. S. Francesco;

  7. Giuseppa n. 23 12 1855  m. 8 9 1861 sep. S. Francesco;

  8. Carmela n. 1 3 1859;

  9. Salvatore n. 10 11 1860  m. 28 10 1929 bracciante;

Nel 1929 la famiglia era residente in v. Saraceno;

Sposati 10 5 1873

……. Gaspare n. 19 5 1849  m. 20 9 1925 zolfataio/facchino

……. Rosalia n. 9 12 1855  m. 25 4 1938 sep. cimitero nuovo industriosa/contadina (di Giuseppe e ……. Angela (vedova di ……. Angelo -filius populi – che aveva sposato il 8 4 1872 da cui non aveva avuto figli)

Figli:

  1. Antonio n. 15 8 1874 bracciante (il 27 1 1895 sposava ……. Carmela n. 27 11 1875  m. 12 2 1896 casalinga di ……. Raffaele e ……. Gaetana ma non hanno avuto figli – il 11 6 1899 risposava ….. Caterina casalinga n. 1877 casalinga ed hanno avuto 3 figli: 2 maschi e 1 femmina);

  2. Concetta n. 24 11 1876  m. 20 5 …. sep. cimitero nuovo casalinga;

  3. Giuseppe n. 1 2 1879  m. 2 7 1880;

  4. Giuseppe n. 9 5 1882 zolfataio (il 30 8 1903 sposava ……. Antonia di ……. Antonio e ……. Teresa ed hanno avuto 10 figli: 5 maschi e 5 femmine);

  5. Rosa n. 5 6 1884  m. 14 7 1885;

  6. Calogero n. 3 4 1886 (il 16 6 1907 sposava ……. Giuseppa di ……. Antonio e ……. Teresa, ed hanno avuto 4 figli: 3 maschi e 1 femmina);

  7. Giovanni n. 1889 (il 29 4 1912 sposava ……. Giuseppa n. 11 4 1890  m. . .. …., filia populi, ed hanno avuto 8 figli: 5 maschi e 3 femmine);

  8. Salvatore n. 5 8 1891  m. 17 3 …. (il 30 11 1912 sposava ……. Calogera n. 6 9 1893  m. . .. …. di …… Raffaele e ……. Gaetana ed hanno avuto 6 figli: 3 maschi e 3 femmine);

  9. Angelo n. 9 12 1893  m. 7 1 …. zolfataio (il 2 3 1919 sposava ……. Francesca n. n. 2 10 1898  m. . .. …. di …… Salvatore e ……. Bartolomea ed hanno avuto 9 figli: 3 maschi e 6 femmine);

  10. Stefano n. 5 1 1896;

  11. Stefano n. 30 7 1898 Agrigento  m. 20 4 …. contadino (il 10 6 1917 sposava ……. Rosa casalinga di …… Francesco e ……. Angela ed hanno avuto 5 figli: 2 maschi e 3 femmine);

Nel 1885-1925 la famiglia era residente nel c.le Lombardi, 11

Sposati 30 8 1903

……. Giuseppe n. 9 5 1882 zolfataio

……. Antonia n. 6 5 1885  m. 3 5 ….. (di Antonio e ……. Teresa -filia populi)

Figli:

  1. Gaspare n. 23 6 1904  m. . .. …. (il .. . …. sposava ……. Vincenza di Antonio e ……. Angela, da cui sono nati 3 figli: 2 maschi e 1 femmina);

  2. Rosalia n. 31 5 1907  m. 9 10 1907;

  3. Rosalia n. ?  m. 3 1 1996 casalinga (il .. . …. sposava ……. Pasquale carrettiere di Gaspare e ……. Domenica, da cui sono nati 4 figli: 2 maschi e 2 femmine);

  4. Antonio n. 7 5 1910  m. 5 8 …. carrettiere (il .. . …. sposava ……. Angela di Domenico e ……. Domenica, da cui sono nati 2 figli: 1 maschio e 1 femmina);

  5. Teresa n. 1 5 1913  m. 1 8 …. casalinga (il .. . …. sposava ……. Salvatore contadino di Antonio e ……. Giovanna, da cui sono nati 3 figli: 2 maschi e 1 femmina);

  6. Angelo n. 16 3 1916  m. 7 1 ….;

  7. Angelo n. 17 10 1918  m. 21 10 …. carrettiere (il .. . …. sposava ……. Carmela di Giuseppe e ……. Rosalia);

  8. Giuseppa n. 21 9 1921  m. 20 6 ….;

  9. Giuseppa n. 12 5 1923  m. 1 7 …. (il .. . …. sposava ……. Calogero contadino di Antonio e ……. Giovanna);

  10. Salvatore Giuseppe n. 30 7 1927  m. 24 5 …. carrettiere (il .. . …. sposava ……. Giovanna di Gaspare e ……. Carmela);

Nel 1922 la famiglia era residente in v. ….….

Sposati .. . ….

….... Angelo n. .. .. ….  m. .. .. …. carrettiere

….... Carmela n. . . ….  m. .. .. …. (di Giuseppe e ….... Rosalia)

 

sep. = sepolto/a nella chiesa di …….

Dal 27 2 1877 le sepolture vennero effettuate nel cimitero di Piana Traversa con fosse a terra. All’inizio del 1900, a causa di paventati pericoli di epidemie, per via dell’esistenza di una grossa falda d’acqua sottostante il cimitero, di cui gli abitanti di Favara facevano uso domestico quotidiano, le sepolture vennero sospeso. Si aprì un nuovo cimitero chiamato di S. Antonio, in c.da Sanfilippo, meglio conosciuto come cimitero “Nuovo”, anch’esso con fosse a terra. Dopo apposite verifiche venne constatato che la falda sotto il cimitero di Piana Traversa non risultava inquinata e, per scongiurare eventuali contagi, le sepolture, dai primi anni del 1900, vennero effettuate in apposite colombaie fuori terra, facendo cadere in disuso, dopo qualche decennio, il cimitero “Nuovo”.

 


 

 

FAMIGLIE FAVARESI DALLA SECONDA METÀ DEL 1500 ALLA METÀ DEL 1900

 

ABATE/ABBATE - Cognome con varianti: Abati, Abbate, Abbati, Abà, Abbà, Dell'Abate, Dell'Abbate, Degli Abati, Deggli Abbati, L'Abate, Labate, Labbate, Abatello, Abatelli, Abatino, Abatini, Abbaleo, Abatangelo, Abbatangelo, Abatantuono, Abbategianni, Abatescianni, Abaterusso, Abaticola. Diffuso nel nord Italia soprattutto come Abà, Abbà e Labà. Ha come significato e soprannome originario abate o abbate, superiori di monasteri autonomi, ma anche di sacerdoti secolari e preti. Nel Piemonte, Abà o Abbà significa "re, capo di una festa o chi dirige i balli in feste popolari". Famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 alla seconda metà del 1600. Altri due ceppi sono venuti all'inizio del 1800 da Palma di Montechiaro e Naro, ancora oggi presenti.

 

ABISSO - Frammenti di questa famiglia sono stati rilevati a Favara verso la fine del 1500, nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

ACCARDO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1600.

 

ACCASCINO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva nella prima metà del 1600.

 

ACCURSO - Si può trovare nelle varianti Accorsi, Accorso, Accursio. Era un nome discretamente diffuso in epoca medioevale, ha un significato propiziatorio ed il nome Accolto, Accorso, veniva dato al figlio tanto atteso o al figlio giunto dopo la morte di una persona cara. La diffusione è generalizzata nell'intera penisola anche se la differente vocale di appoggio o e u tendono a differenziarsi tra nord e sud. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1700 e nella seconda metà del 1800.

 

ACQUISTO - Acquisti è tipico dell'aretino, Acquisto è specifico dell'agrigentino e del palermitano, derivano entrambi dal nome gratulatorio medioevale Acquisto dato normalmente a bambini particolarmente desiderati, è pure possibile una derivazione dall'aferesi del nome Bonacquisto, in altri casi potrebbero derivare da toponimi come Acquisti (GR). La famiglia Acquisto presente a Favara è venuta da Racalmuto nella seconda metà del 1600.

 

ADAMO - Il cognome si può trovare nelle varianti Adami, Adamic e Adamoli. L'origine è chiaramente risalente al termine Adamo, il primo uomo per le chiese cristiane ed ebraica. Adamo usato inizialmente come nome proprio finiva per diventare il cognome dei suoi discendenti. La diffusione è omogenea in tutta Italia, anche se la variante Adamic e Adamich è particolarmente presente nell'estremo nord est è tradisce l'origine slovena o croata, per quella terminazione -ic, -ich che stanno per figlio di (Adamo). Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600. Altro ceppo è venuto nella prima metà del 1800 ed ancora presente.

 

AGENTI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 ed i primi del 1600.

 

AGLIATA - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

AGNELLO - Cognome con varianti: Agnelli, Agnella, Aniello, D'Agnello, Dagnello, Agnellini, Agnellotti, Agnelutto, Agnelutti; in napoletano Aniello, Anello. In epoca medioevale questo nome era abbastanza diffuso, in modo particolare nell'Italia centrale e settentrionale; dal nome proprio al cognome il passo fu breve. Esiste anche un'ipotesi che propone il cognome come derivante dall'aggettivo agnello, inteso come mite come un agnello, quindi di carattere timido e accondiscendente. A Favara si rileva una famiglia di Grotte nella prima metà del 1800.

 

AGOSTA/AGOSTO - Cognome con varianti: Agosti, Augusto, Augusti, Agostini, Agostino, Agostinis, Agostinelli, Agostinetti, Agostinone. Agostoni, Agustoni, Agostani, Agostena, Agostaro, De Agostini, De Agostinis, D'Agostino, Dell'Agostino. Da "augustus", consacrato dagli auguri, favorito da buoni auspici, ma anche da agosto come mese. Agosta è decisamente siciliano, anche se compare un ceppo, forse non secondario, nel mantovano ed uno nella provincia romana, che dovrebbe derivare dal toponimo Agosta (RM), Agosti è tipico lombardo e dell'alta Emilia, Agostini è diffuso in tutto il centrosud, Agostinis molto raro è dell'udinese, Agostinelli è tipico del centro Italia e del beneventano, Agostinello, rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo veneto ed uno nel Salento, Agosto sembra avere un ceppo nel Piemonte occidentale, uno nell'udinese ed uno in Calabria, hanno origine quasi tutti dal suprannome latino Augustus (consacrato agli auguri) titolo di dignità degli imperatori romani, può anche essere riferito al mese di agosto, come “bambino nato ad agosto”, il nucleo siciliano può anche prevalentemente derivare dal toponimo Augusta (SR).  Traccia di queste cognomizzazioni la troviamo a Bergamo nel 1500, nel 1513 un certo Oliverio Agosti, insigne giurista, viene designato dai cittadini di Bergamo come patrocinatore dei loro interessi ed ambasciatore presso il vicerè spagnolo a Milano. Qualche frammento di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500.

 

AGOZZINO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai primi del 1700.

 

AGRÒ - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

AIELLO - Cognome riscontrabile anche nella variante Ajello. Derivano dal vocabolo latino Agellum “piccolo podere”, “campicello” anche tramite toponimi come Aielli (AQ), Aiello Calabro (CS), Aiello del Friuli (UD), Aiello del Sabato (AV) e molti altri. Molto diffuso nel Sud Italia in special modo a Catania. Abbiamo tracce di questa cognomizzazione fin dal XII secolo, Matteo d'Ajello è stato nella seconda metà del 1100 notabile al servizio dei sovrani normanni, personaggio di rilievo della seconda metà del 1500 fu il pittore Antonio Ajello nativo di Rivello (PZ). deriva dal toponimo Aiello (in varie parti dell'It. merid.) da latino augellus "piccolo podere". Si deve a questo cognome l'esistenza isolana del toponimo Aiello. Questa famiglia è dello stesso stipite del napoletano ascritta al sedile di Capuana. Un Francesco fu console generale di Spagna in Messina per tutto il Regno delle Sicilie nell'anno 1711 e fu padre di un Letterio che troviamo ascritto alla Mastra Nobile di detta città del 1807. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600 , fra la seconda metà del 1800 ed i primi del 1900.

 

AIRÒ/AIRÒ FARULLA - Sembra avere due ceppi, nel tarantino e nell'agrigentino, è molto raro. Dovrebbe derivare dal nome longobardo Airoaldo di cui abbiamo traccia ad esempio in un atto di compravendita datato 765 stilato in Chiusi (SI): "...Constat me prenominatus Teudemari ab ac die uindedisse et uindedi tiui Airoaldo terra purectas in casale Quaratule...". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni, con ceppi da Naro (il più antico) e Pietraperzia, entrambi estinti. Nella metà del 1600 altro ceppo da Racalmuto ha fissato la dimora a Favara ed ancora è presente. Un ceppo di quest'ultimo, già nella seconda metà del 1600 era soprannominato Farulla. Questo appellativo successivamente è diventato cognome assieme ad Airò.

 

ALA - Qualche f rammento di questa famiglia si riscontra nella seconda metà del 1500, nella prima e nella seconda metà del 1600.

 

ALABISO/LABISO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600. La ritroviamo in maniera frammentaria anche fra la seconda metà del 1700 e l’inizio del 1800.

 

ALAIMO - Cognome Tipico siciliano, deriva dal nome medioevale Alaimo, ma in alcuni casi può derivare dal nome della località Alaimo di Lentini, inizio di questa cognomizzazione la troviamo nel 1200 con il Conte Alaimo di Lentini Maestro Giustiziere del Regno, Strategoto (governatore) di Messina, custode della famiglia Reale durante l'assenza del Re angioino. Famiglia presente dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni, con diverse provenienze, soprattutto da Racalmuto.

 

ALARIO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

ALAURIA/LAURIA - Cognome diffuso al sud, in Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, dovrebbe derivare dal toponimo Lauria (PZ). Traccia di questo cognome la troviamo con il famoso Ruggiero Lauria ammiraglio della flotta siciliana che sconfisse carlo D'Angiò nel 1284. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ai nostri giorni. Il cognome Alauria è una storpiatura di Lauria, avvenuta nella prima metà del 1800.

 

ALBA - Cognome derivante dalla forma antica D’Alba, tipico della Puglia, Bari, Taranto e Uggiano La Chiesa (LE) e Giurdignano (LE), con un ceppo forse non secondario nel palermitano. Potrebbe derivare da uno dei tanti toponimi contenenti la radice Alba come ad esempio Contrada Monte d’Alba (BA), ma più probabilmente deriva dal nome spagnolo Alba, pensiamo al vicerè di Napoli il famoso Duca D'Alba. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Capurso (BA) nel 1600 con Don Diomede D’Alba arciprete della Chiesa Matrice di Capurso. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ai nostri giorni.

 

ALBANESE - Il cognome, riscontrabile anche nella forma Albanesi, è diffuso al sud, ha chiara origine geografica, indicando l'appartenenza ad un popolo, l'albanese, che si insediò nelle zone costiere adriatiche dagli Abruzzi alle Puglie e di lì in Sicilia. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1700.

 

ALBANO- Cognome riscontrabile anche nelle forme Albani e Albaniss. L'origine di questo cognome è abbastanza varia. La prima possibilità è che sia una derivazione da un toponimo romano Alba presente in varie zone d'Italia, dalla piemontese Alba Pompeia (Alba) alla più famosa Alba Longa. Una seconda teoria è che il cognome derivi da un nome tardo latino Albanus, mentre una terza ipotesi plausibile è che derivi da un toponimo medioevale Albano, presente in molte parti d'Italia. Le prime tracce di questi cognomi sono del 1500. Questa famiglia si rileva a Favara in modo frammentario nella prima metà del 1600 e del 1700 ed in forma stabile, fino ad oggi, con un ceppo venito da Palma di Montechiaro nella seconda metà del 1800.

 

ALBERGANO/ALBERGAMO - Famiglia di Caltagirone presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

ALBERGO - Cognome con varianti: Alberghetti, Alberghini, Albergotti, Albergacci, Albergati, da "rifugio, ricovero". Famiglia di Caltagirone presente in modo molto frammentario a Favara nella prima metà del 1600.

 

ALCAMISI - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

ALESSI - Cognome con varianti: Alessio, Alesi, Alesio, Ales, Alesci, Alescio, Alecci, Aleccio, D'Alessio, De Alessio, Alesseri, Alessiani, Alessiati. Alla base il nome Alessio e poi Alexis in latino. Alessi è diffuso in tutt'Italia, Alessio ha ceppi nel nord Italia ed al sud, soprattutto in Calabria, Alesso, abbastanza raro, ha un ceppo nel Piemonte occidentale ed uno in Sicilia, derivano dal nome latino di origine greco bizantina Alexius, di cui abbiamo un esempio nelle ecloghe di Virgilio: "...'O crudelis Alexi, nihil mea carmina curas?...". Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

ALFANO- Cognome riscontrabile anche nella forma Alfani. L'origine potrebbe essere diversa a seconda delle diverse aree di diffusione che sono Il nord Italia, la Toscana la Campania, la Calabria e la Sicilia. Tre sono le ipotesi: la prima che il cognome derivi da un termine germanico halfer (aiutante,) la seconda che derivi da un toponimo campano Alfano, la terza che avrebbe contribuito anche all'origine del toponimo è araba, dal termine al fannan (l'asino selvatico). Alfana è anche il nome di una razza di cavalli arabi molto imponenti ed Alfani potrebbe quindi essere un riferimento ad  allevatori o addetti a cavalli di tale razza. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1900.

 

ALFERI - L'origine di questo cognome ci porterebbe al nome proprio germanico Adelferio o piuttosto alla sua forma contratta Alferio. Importato in Italia dalla popolazione franca nella seconda metà dell'VIII sec., il nome fa la sua comparsa nei documenti già a partire dal IX sec., al sud come Adelferius (Benevento, 1839) e al Nord nella forma, anch'essa latinizzata, Alferius (Genova, 1133): testimonianze tanto antiche rendono impraticabile l'ipotesi di una derivazione da Alfiere, documentato solo a partire dal XVI sec. Una tale derivazione potrebbe trovare conferma solo limitatamente alla Sicilia, dove, peraltro, il cognome è molto raro, si dovrebbe allora chiamare in causa l'arabo al-faris, “cavaliere”, attestato già all'inizio del IX sec., oppure lo spagnolo alféraz, documentato a partire della seconda metà del XIII sec. con l'arrivo degli Aragonesi. Ritornando al nome germanico Adelferio, aggiungiamo ora che il suo significato è parafrasabile all'incirca come “colui che è a capo per nobiltà”, esso rievoca dunque le altere figure dei capi nordici alla guida degli eserciti conquistatori. Il cognome si trova con le varianti Alfieri, Alfiero, Alfier, Alferio, Alfero (con diffusione in Piemonte), Aufieri, Auferio, Arfeo, Alfè e Arfè (tipiche del napoletano), Allieri, Alliero, Auferio. La famiglia di Favara è venuta da Bivona fra la fine del 1500 e l'inizio del 1600.

 

ALLETTI - La famiglia è venuta a Favara tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600.

 

ALLETTO - Si contano diverse famiglie, la prima, proveniente da Racalmuto all'inizio del 1600, estinta intorno alla metà del 1600; la seconda venuta da Girgenti nella metà del 1600.

 

ALONGE/ALONGI - È una delle famiglie più antiche di Favara. Era già presente in questo luogo nella seconda metà del 1500. La versione italianizzata Alonge e quella dialettizzata Alongi provengono dallo stesso ceppo racalmutese e agrigentino.

 

ALOTTA/ALOTTO - Famiglia presente a Favara nel XVII sec.

 

ALVARO - Si segnala una sparuta presenza nella seconda metà del 1800.

 

AMARI - Unico ceppo presente a Favara nella seconda metà del 1500, estinto per mancanza di discendenza maschile all'inizio del 1800.

 

AMATO - Cognome fortemente diffuso, derivante dall'omonimo nome e, a sua volta, dal latino Amatus. Il cognome è molto antico, alla fine del X secolo troviamo Petri de Amatus arcipresbitero ad Avellino. Dall'XI sec. si è espanso in tutto il Sud, con punte massime nel napoletano e in Sicilia. Si trova anche nelle varianti Amati, Amat, Amata, D'Amato, Amatucci, Amatelli. A Favara si contano disparate provenienze da diversi Comuni ed in diversi periodi, a partire dalla metà del 1600.

 

AMBROSINI - L'antica presenza di questo cognome nella penisola italiana fa sì che il cognome che ne deriva sia diffuso in modo pressocchè uniforme, anche se nelle varie località prevalgono forme diverse tutte comunque aventi in comune la sorgente. Si può trovare nelle varianti Ambrogetti, Ambrogi, Ambrogio, Ambrosetti, Ambrosi, Ambrosin, Ambrosio. Ambrosius è di origine greca ed ha il significato di immortale, passato in uso in latino e poi in italiano, con varie forme e variazioni. Famiglia arrivata da Nola nella seconda metà del 1800.

 

AMELLA - Il cognome Amella, estremamente raro, sembrerebbe originario di San Biagio Platani (AG). La variante Amello dovrebbe essere del centro Italia. Entrambi potrebbero derivare dal rarissimo praenomen latino Amellus (Amella) originato dal nome di un fiore, come si legge in Virgilio nel libro quarto delle Georgiche: "...Est etiam flos in pratis, cui nomen amello fecere agricolae,...". A Favara un primo ceppo è arrivato da Chiaramonte tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 ed ha messo radici pure a Racalmuto; un secondo è venuto da Grotte intorno alla metà del 1600; un terzo è venuto nella prima metà del 1700 da Girgenti.

 

AMBRÒ - La famiglia è venuta dal quartiere S. Croce di Girgenti nella seconda metà del 1800.

 

AMICO - Cognome di derivazione mediaevale, derivante dalla forma arcaicizzata D’Amico, diffuso moltissimo in Italia, ma particolarmente nel centro sud. Dal latino amicus, si trova anche nelle varianti Amici, Amigo, D'Amico, De Amicis, Dell'Amico, Amicarelli, Amicucci, Amicone, Amighetti, Amighini, Amigotti, Amigoni, Amietti, Amioni. È una delle famiglie più antiche di Favara, presente già nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

AMODEO - Tutte le varianti hanno in comune l'origine religiosa  medioevale Amo Deus - Ama Deus cioè ama il Signore, è un cognome molto comune in Italia con forme diverse nelle varie zone. Esistono tracce di questi tipi di cognome già dal XIII secolo, anche se la piena diffusione avvenne in epoca rinascimentale. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 da Mussomeli ed estinta per trasferimento e mancanza di figli maschi.

 

AMORMINO - Famiglia proveniente da S. Giovanni Gemini nella seconda metà del 1800.

 

AMOROSO- Cognome diffuso in tutto il centrosud. Amorosi sembrerebbe tipico romano, Amorusi sembrerebbe specifico di Apricena (FG) ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Amoruso è molto diffuso in Puglia e nella fascia costiera della Campania ed ha un ceppo anche in Sicilia. Derivano tutti dal nome tardolatino Amorusus o Amorusius. A Favara si evidenzia una prima presenza all'inizio del 1600. Nella seconda metà del 1800 altra famiglia, ancora oggi esistente, è venuta da Canicattì.

 

ANCA/D'ANCA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

ANDANTE - Famiglia venuta a Favara all'inizio del 1900.

 

ANGUILLA - Qualche frammento di questa famiglia era presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

ANNIBALE - Il cognome Annibale, molto raro, sembra essere di origini campane anche se potrebbe avere un ceppo secondario nel veneziano. Si può trovare nelle varianti Annibali, Annibaldi, Anniballo. Annibali e Annibaldi sono tipici dell'Italia centrale; Anniballo, estremamente raro, potrebbe essere campano.  Dovrebbero tutti derivare dal nome punico Hannibal o dal bizantino Hannibalianus. Tracce di questo cognomen si hanno fin dal 300 d.C. con l'imperatore Flavius Hannibalianus figlio di Flavius Dalmatius e nipote dell'imperatore di origine illirica Flavius Valerius Constantius.  Nel 1350 troviamo il Cardinale Annibaldo da Ceccano, principe di Avignone, in qualità di legato del Pontefice Romano Clemente VI. La famiglia Annibaldi, divisa in 3 ceppi:  della Molara, di Montecompatri e Zancato, ebbe numerosi senatori e cardinali, tra i suoi più celebri figli annovera il cardinale Riccardo della Molara, che prende il nome della omonima fortezza vicino Tuscolo, sua abituale residenza. Nella biografia del Petrarca, fra i suoi amici, incontriamo Paolo Annibaldi. San Tommaso d'Acquino dedica parte della sua Catena Aurea ad Annibaldo Annibaldi, a Roma, nella basilica di S.Maria in Trastevere, è conservato il mausoleo del cardinale Pietro Annibaldi (?-1414). Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1600.

 

ANSELMO - Cognome che affonda le radici nella tradizione germanica e che deriva dal nome proprio Anselmo, composto dai termini ans (divinità) ed helm (elmo), con il significato quindi di elmo divino, elmo sacro o difensore di Dio. Nel "500 troviamo la latinizzazione Anshelmus italianizzato poi in Anselmo, già rintracciabile in documenti longobardi del VI sec. nella forma latinizzata Ansehelmus, mentre due secoli più tardi lo troviamo annotato nella forma contratta Anselmus e nel diminutivo Anselminus. Dal X sec. si diffonde con significativa frequenza sull'intero territorio nazionale. La variante Anzelmo è tipica del napoletano. Costituiscono pure varianti i cognomi Anselmi, Anzelmi, Anselmini, Saelmi, Selmini, Selmin. La famiglia è stata presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

ANTINORO - Cognome che si trova anche nella variante Antinori. Tipico del centro Italia, sembra avere un ceppo primario anche nel bolognese e nel fiorentino, ci sono nuclei collegati  nel perugino e sul litorale adriatico da Forlì al maceratese, deriva dal nome di origine greca Antinore (il troiano Antenor).  Si hanno tracce di questo cognome a Firenze fin dal 1400 con la famiglia di ricchi mercanti che acquisirono poi nel 1506 quello che si chiama ancora oggi Palazzo Antinori, nel 1600 nella provincia di Pisa troviamo il Vicario Alessandro Antinori di Sebastiano. A Favara troviamo sporadiche presenze ed una stabilizzazione a partire dalla prima metà del 1700.

 

ANTONUZZO - Assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona tra il foggiano ed il Molise, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Antonio. A Favara la famiglia è venuta nella prima metà del 1700 da Palma di Montechiaro.

 

APRILE - Si è rilevata una famiglia a Favara tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600. Altra famiglia si è stabilita a Favara nella prima metà del 1800.

 

ARANCIO/ARANCITELLO - Antica famiglia, venuta probabilmente da Raffadali, già presente a Favara nella seconda metà del 1500. Il cognome Arancitello è una probabile deformazione di Arancio.

 

ARCADIPANE - Famiglia venuta a Favara tra la fine le 1700 e l'inizio del 1800.

 

ARCERI - Famiglia venuta da Cammarata nella prima metà del 1800.

 

ARENA - Cognome panitaliano, la cui origine dovrebbe essere in Calabria e in Sicilia, deriva da soprannomi con riferimento a toponimi del luogo. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

ARGENTO - Argenti ha un nucleo importante in Umbria e Lazio e possibili ceppi anch'essi probabilmente primari lungo la riviera tosco ligure e nel Veneto, Argento sembra avere un ceppo in Sicilia tra palermitano ed agrigentino, uno nel napoletano e probabilmente anche uno nel barese, dovrebbero derivare dal mestiere di argentiere o dal nome Argento abbastanza diffuso in centro Italia in epoca medievale. Esempio di questa cognomizzazione si ha a Capua (CE) dove in un atto del 1120 si legge: "...Quoniam per interventum Aymonis cognomento De Argintia...." e a Firenze nel 1200 con Filippo Argenti contemporaneo e nemico personale di Dante che apparteneva alla fazione politica dei Guelfi Neri, Dante lo incontra nel quinto girone dell’Inferno tra i superbi immersi nella melma della palude stigia. A Roma nel 1500 troviamo gli Argenti alla Corte papale in qualità di segretari di Papi e Cardinali. Di questa famiglia si rileva a Favara un ceppo proveniente da Naro nella prima metà del 1600. Dopo un lungo periodo di assenza la ritroviamo nuovamente a Favara a partire dall'inizio del 1800 fino ai nostri giorni, con provenienze da Agrigento, Canicattì e Castrofilippo.

 

ARIOSTO - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.

 

ARMANI - Il cognome ha origine dal termine longobardo Arimanni (uomini liberi), gli arimanni costituivano una forma di patriziato avendo la responsabilità di mantenere il potere del Rè nei territori occupati. Assimilabili agli Equites (cavalieri) romani come livello di nobiltà. La diffusione è massiccia nell'Italia settentrionale con qualche presenza al centro ed al sud. Si può riscontrare nelle forme Armanini, Armanni, Armanno, Armano. Famiglia di Agrigent, presente a Favara nella seconda metà del 1700.

 

ARNONE - Famiglia proveniente da Mussomeli e presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

ARONIA - Tracce di questa famiglia si riscontrano a Favara fra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.

 

ARRIGO - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

ASARO - V. D'Asaro.

 

ASTA - Famiglia venuta a Favara probabilmente dall'antica Zabut (l'odierna Sambuca di Sicilia) nella prima metà del 1700.

 

ATTANASIO - Il nome deriva dal greco Athanasios e significa "immortale"; è infatti composto da a (negazione alfa privativo) e thanatos (mortale). Anche questo è un nome bene augurale che ha dato origine a cognomi soprattutto nella zona di influenza greca cioè al sud, ma essendo molto antico ha avuto modo di diffondersi in tutta Italia, anche se le maggiori concentrazioni sono nel Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Lo ritroviamo anche nelle varianti Atanasi, Attanasi, Atanasio. A Favara la famiglia è venuta da Positano all'inizio del 1800, ma si è trasferita agli inizi del 1900.

 

ATTARDO - Famiglia venuta da Girgenti e presente a Favara nella seconda metà del 1500. altri componenti negli anni si sono aggiunti venendo da altri Comuni come Palma di Montechiaro, Aragona, etc.

 

AUGELLO/AUCELLO/ALCELLO - Cognome riscontrabile nelle varianti Aucelli, Aucello, Augelli. Aucello sembra avere un ceppo nel foggiano a Cerignola e San Marco in Lamis ed uno a Palermo; Aucelli, molto raro, è del napoletano; Augelli è specifico del foggiano di Lesina in particolare; Augello oltre a nuclei siciliani ne ha anche nel foggiano, derivano tutti dal nome, soprannome medioevale Augellus (Uccello), tipico esempio di quest'uso lo abbiamo con il famosissimo pittore fiorentino Paolo di Dono detto Uccello (1397-1475). A Favara la famiglia è presente dalla metà del 1500 ai nostri giorni, dapprima sotto il toponimo di Alcello e Aucello ed infine Augello, con un ceppo proveniente da Cattolica Eraclea.

 

AVANZATO - Il cognome, nella forma Avanzati, è tipica del senese ed abbastanza rara, derivante da una variazione del nome beneaugurale Diotavanzi. A Favara la famiglia è venuta da Naro all'inizio del 1600.

 

AVENIA - Famiglia che dovrebbe derivare dal cognomen latino Avenius. Ricordiamo il poeta e storico latino Rufus Festus Aveniuso. Questa famiglia oggi è presente soprattutto nelle Province di Agrigento, Napoli e Caserta, in misura minore in quelle di Salerno, Roma e Milano ed in numero ristretto in altre Province italiane. La famiglia più antica, probabilmente da Girgenti, era presente a Favara nella seconda metà del 1500, ma negli anni successivi qualche altro componente è venuto ad aggiungersi, probabilmente appartenente a quella di Favara.

 

AVERNA - La famiglia più antica era presente a Favara nella seconda metà del 1500. Altre famiglie girgentane si sono aggiunte nella metà del 1600 da Racalmuto ed all'inizio della seconda metà del 1800 da Girgenti.

 

AVOLA - Cognome tipico della Sicilia centro orientale, con un ceppo anche nel napoletano, derivante dal toponimo Avola (SR). Secondo un'altra ipotesi deriverebbe da una modificazione del vocabolo sicano Ibla (i Sicani erano antichi abitanti della Sicilia); questo nobile casato con titolo baronale risale almeno al 1300, si ricorda il matrimonio nel XIV sec. tra Guglielmo de Aragon e Beatrice D'Avola. A Favara Famiglia è stata presente fra la seconda metà del 1500 e i primi del 1700 anche col nomignolo Carlino.

 

AZZARELLO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600 col soprannome "Pregadio".

 

AZZARETTO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

AZZARO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600.

 

AZZOLINO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1700 e nella seconda metà del 1800.

 

BACCHI - Famiglia venuta da Terranova (Gela) nella prima metà del 1700.

 

BAGANELLA - V. Mancuso/Mancuso Baganella.

 

BAGLIO - L'origine del cognome potrebbe ascriversi alla funzione di baglio o baglivo che dal tardo medioevo serviva ad indicare personaggi che occupavano posizioni rilevanti sia politiche che amministrative o giudiziarie. Il baglio o balio o balivo era il magistrato o il consigliere reggente una città per conto del sovrano e appartenere alla famiglia di un balivo era motivo onorifico, tanto da renderlo un attributo da trasmettere alla discendenza, identificando così un'origine che si distingueva dalla norma. La distribuzione del cognome è in tutta Italia, anche se più rappresentata in quella centrale.

 

BAIAMONTE - Baiamonte è tipico del palermitano e agrigentino assieme a Bajamonte e Baiamonti. Rarissimo, potrebbe essere veneto o emiliano, derivano dal nome medioevale Baiamons (tis) di cui abbiamo traccia ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove sotto l'anno 1168 si può leggere: "...manuum Carli de Curte Nova et Pandemilii et Baiamontis Ferrarii et Suzi Sartoris, testium...". Questa cognomizzazione la troviamo ad esempio a Modena nel 1170 con Rolando di Baiamonte. uno dei firmatari della carta di fedeltà ai consoli di Modena contro  Montecuccolo, i conti di Gomola e altri capitani e valvassori del modenese. La famiglia di Favara è venuta da Palermo nella seconda metà del 1800.

 

BAIO - Cognome, assieme a Bajo, abbastanza raro. Si individua un nucleo siciliano che dovrebbe essere di derivazione spagnola dal termine bajo (basso) e corrisponderebbe all'italiano Basso che sarebbe legato ad una caratteristica fisica del capostipiti. Si individua anche un ceppo veneziano, forse autoctono, ma che potrebbe anch'esso essere proveniente dalla Spagna. Esiste, poi, un piccolo ceppo piemontese che potrebbe derivare dal toponimo Baio Dora (TO) ed un nucleo lombardo del quale si potrebbe supporre una derivazione dal vocabolo baglio (vedi Bajetta). Per il nucleo siciliano esiste un'ipotesi affascinante secondo la quale il cognome Bajo deriverebbe dal nome del mitico compagno d'arme d'Enea di Troia: Bajos, morto vicino a Salerno in località golfo (di) Bajos, dove esiste una colonna in sua memoria sotto la quale si dovrebbe trovare sepolta la sua salma. Baio e Bajo, potrebbero derivare dal termine italiano baio a sua volta derivato dal latino medioevale badius (di colore rosso bruno). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

BAJERI - Famiglia proveniente da Racalmuto all'inizio delle seconda metà del 1700, ma estinta nel corso del 1800.

 

BALCONERI - Famiglia proveniente da Naro nella prima metà del 1600, dimoranti anche in Girgenti, estinta nei primi del 1700. Si è rilevata la presenza di una famiglia proveniente da S. Cataldo, ma dimorante a Serradifalco, nella seconda metà del 1600 ed un'altra di Serradifalco nella seconda metà del 1700.

 

BALDACCHINO - È una delle più antiche famiglie di Favara, presente sin dalla metà del 1500.

 

BALDANZA/BALLANZA - A parte una famiglia venuta da Naro nella prima metà del 1600, si riscontra la presenza di un'altra famiglia venuta da Girgenti nella seconda metà del 1800, tutt'oggi presente anche nella variante Ballanza.

 

BALDO - Cognome con varianti: Baldi, Ballo, Balla, Balletti, Balletto, Ballini, Ballotti, Balloni, Ballone, Ballandi, Ballanti, Ballante, Ballantini, Balleri, Ballero, Ballerini, Ballerino, Ballarini, Ballatore, Balladore. Di origine medioevale, deriva da "ballare", "che balla o che sa ballare". Cognome già attestato nel IX sec., quando presso i Longobardi era presente nelle forme Paldus o Paldo. Dal 948, in avanzata epoca franca, ha assunto la grafia Badus, per divenire poi comune nei documenti latini dell'XI e XII sec. Tutte queste forme, quando non discendono direttamente dal germanico baltha “coraggioso”, possono costituire contrazioni familiari di nomi, anch'essi di origine germanica, quali Ubaldo, Tebaldo, Rambaldo, Sinibaldo, oppure, con la caduta del secondo elemento, Baldovino. Si può trovare nelle varianti Baldi, Baudi, Baudo, Baldini, Balducci, Baldacci, Baldecchi, Baldari, Baldesi. A Favara si rileva una famiglia proveniente da Pietraperzia verso la fine del 1500 ma che non ha avuto sviluppo. Altra famiglia è venuta da Agrigento all'inizio del 1600.

 

BALDONE/BALLONE - Cognome che si è propagato sin dal medioevo, tipico della Sicilia, con varianti nel settentrione come Ballarini nell'Emilia e Ballarin a Venezia. Deriva dal termine “ballare o ballerino”. Costituiscono varianti i cognomi Balli, Ballo, Balla, Balletti, Ballini, Ballotti, Ballarò, Ballandi, Ballante, Ballantini, Balleri, Ballerini, Ballarin, Balladore. Famiglia, presente a Favara nella seconda metà del 1500, con ceppi venuti da Agrigento e Racalmuto.

 

BALISTRERI - Costituiscono varianti i cognomi Balestri, Ballestra, Ballestri, Ballista, Balestrelli, Balestrini, Balestracci, Balestrassi, Balestrazzi, Balestrieri, Balestreri, Ballestrieri. Cognome tipico del Sud, che costituisce una delle varianti di Balestra, diffuso in tutta l'Italia peninsulare, tipico della zona che comprende Toscana, modenese, bolognese, ravennate e forlivese, appartiene al repertorio guerriero del pieno medioevo, testimonianza di un'influenza dal termine provenzale balestriers. Balestrieri ha un nucleo nel napoletano, uno nel Lazio ed uno nel parmense, con ceppi secondari sparsi a macchia di leopardo; Balestrini ha un nuleo nel milanese e Lombardia a nord di Milano, nel genovese e cagliaritano e nelle Marche; Balestrino ha un nucleo a Genova, uno a Cagliari ed uno nel salernitano; Balestro. molto raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno in Umbria, dovrebbero derivare dal mestiere o dalla qualifica militare di operatore alla balestra.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in un atto del 1434 a Bormio con un certo Giacomino Balestrus e nel 1500 a Milano con l'architetto ed ingegnere idraulico Giovanni Balestrieri o Balestrini (esistono entrambi i riferimenti). Nel 1534 risulta podestà di Bergamo Nicola Balestro, a Piacenza agli inizi del 1600 con Maria Caterina Balestrieri, un'ava di Giuseppe Verdi, in Valtellina nel 1700 con Lodovico Balestra fu Mariano, abitante a Fusine (SO), tesoriere della veneranda Scuola del Santissimo Sacramento.Il cognome probabilmente è stato importato nel meridione d'Italia al seguito dei molti tiratori in forza alle milizie francesi, giunte alla fine del XII sec. al comando di Carlo D'Angiò. È una delle famiglie più antiche di Favara, presente nella seconda metà del 1500.

 

BALLARÒ - Cognome che si è propagato sin dal medioevo, tipico della Sicilia, con varianti nel settentrione come Ballarini nell'Emilia e Ballarin a Venezia. Deriva dal termine “ballare o ballerino”. Costituiscono varianti i cognomi Balli, Ballo, Balla, Balletti, Ballini, Ballotti, Ballone, Ballandi, Ballante, Ballantini, Balleri, Ballerini, Ballarin, Balladore. La famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 ed estinta nella prima metà del 1700 è venuta da Sutera (CL). Altra presenza è stata rilevata fra la fine del 1800 e l'inizio del 1900.

 

BALSANO/BALSAMO - Cognome diffuso in tutto il sud Italia e Sicilia, con un ceppo anche in Piemonte e Liguria, derivante dal nome beneaugurale medioevale Balsamus. Esempio di questa cognomizzazione si ha ad esempio a Solofra (AV) nel 1100 con il notaio Balsamus, come si legge in un suo atto: ...sui et illius heredibus viginti auri solidos constantinatos, et in suprascripta divisione semper firmiter permanere. Et taliter tibi Balsamus clericus et notarius scribere precepi .... Personaggio famoso con questo cognome fu l'avventuriero, alchimista e guaritore Giuseppe Balsamo (1743-1795) detto Conte Cagliostro. Si può trovare nelle varianti Balsamini, molto raro e tipico del pesarese e Balsamello, molto raro è specifico del palermitano. Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

BARBA - Cognome che dal X sec. si diffonde in tutta Italia. Può avere derivazioni diverse, una prima ipotesi è che derivi da un soprannome germanico indicante un uomo barbuto, un'altra possibilità è che derivi dall'appellativo dialettale barba (zio). Si può trovare nelle varianti Barbi, Barbis, Barbella, Barbetta, Barbolini, Barbucci, Barboccia, Barbone, Barbacci, Barbasio, Barbato, Barbè,Barbini, Barbato, Barbagallo. È una delle famiglie più antiche di Favara e la sua presenza è attestata nella metà del 1500. È probabile che la prima sia venuta da Girgenti, anche se è stata rilevata, verso la fine del 1600, una provenienza da Naro ed altra da Alcamo nella prima metà del 1800.

 

BARBERI - La derivazione di questo cognome è la professione del barbiere. In epoca antica, ma anche in epoche recenti, il barbiere era una specie di medico in scala minore che, oltre che svolgere pratiche igieniche e di cura delle persone, effettuava piccoli interventi chirurgici come salassi e flebotomie. Le prime attestazioni e diffusioni geografiche si riscontrano dagli inizi dell'XI sec. ed ha iniziato la sua espansione nell'Italia del nord e centro-occidentale, dove raggiunge la sua punta massima in Toscana, Piemonte e soprattutto biellese. Si può trovare nelle varianti Barbierato, Barberio, Barberia, Barbero, Barbera, Barberis, De Barberis, Barbè, Barberaz, De Barbieri, Debarbieri, La Barbera, Barberini e Barbieri. La variante Barbierato ha una particolare concentrazione nel Veneto. In Toscana si lega ai nomi di località come Barberino di Mugello o Barberino Val d'Elsa. In una delle varianti può avevre un'origine etnica ed essere legato alla Regione nord-africana della Barberia. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1900.

 

BARGIONE - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 alla prima metà del 1800.

 

BARONE - Cognome che potrebbe derivare dal termine germanico baro (uomo libero) declinato baroni (dell'uomo libero. Si trova anche nelle varianti Baroni, diffuso al centro nord e Baron concentrato nelle Venezie. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

BARRACCO - Sia Barracco che Barraco sono tipici siciliani del trapanese, ma è presente anche un ceppo originario in Valtellina, potrebbero essere di origini spagnole e derivare dal vocabolo barracho (grosso contenitore), ma è pure possibile una derivazione dal nome di una località, come potrebbe essere a solo titolo di esempio: "...Dallo lito del mare dove discende il fiume chiamato Barraco, et sale per lo detto fiume ..." in uno scritto nel 1400.  Tracce di questo cognome le troviamo nel 1300 a Spezzano (CS) dove la famiglia viene annoverata tra i nobili di parte aragonese, nel crotonese nel 1600 con il nobile proprietario terriero di Montespinello (KR) Bernardo Barracco e, in Valtellina nella seconda metà del 1500 Giovanni de Barracco fu Galeazzo è decano della comunitò di Fusine (SO), nel 1800 i Barracco possono fregiarsi nel casertano del titolo di Barone." Famiglia proveniente da Palermo, ma residente anche a Racalmuto, nella metà del 1700. A Favara la ritroviamo fra la metà del 1700 e la seconda metà del 1800.

 

BARRESI - Barrese, ha un ceppo nel reggino ed uno in Campania, Barresi è tipico della Sicilia e del reggino, dovrebbero derivare dall'etnico di Barrafranca (EN), tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Napoli nella seconda metà del 1200 con il nobile siciliano Alaimo Barresi, nel 1330 Abbo Barresi, titolare del feudo di Militello, acquisisce il feudo di Convicino e nel 1336 quello di Caltabellotta (AG): "...Dominus Abbas Barresius pro Petrapercia, Militello, Feudo et Molendinis...", nel 1500 troviamo Pietro Barresi, marchese di Pietraperzia (EN). Famiglia proveniente da Naro, con sporadiche presenze a Favara nel XVII e XVIII sec.

 

BARTOLOTTA - Bartali è specifico del fiorentino e del senese, Bartalini è tipicamente toscano, Bartalotta è un cognome di origine calabrese, Bartoletti è tipico della fascia che da Lucca arriva alla Romagna, Bartolini è molto diffuso dall'Emilia al Lazio, Bartolotta è siciliano, Bartolotti è specifico del bolognese e ravennate. Derivano tutti da modificazioni del nome medioevale Bartolus di cui abbiamo un esempio con l'insigne giurista bolognese Bartolus de Saxoferratus (1314-57) ed in quest'atto del 1400 nel cesenate: "...Postquam super venit Bartolus predictus filius dicti Sanctis et armatus una stanga lignea fecit insultum, impetum et aggressuram contra dictum Ser Joannem...". A Favara si evidenzia una presenza nella prima metà del 1600 ed un'altra nel secondo decennio del 1900.

 

BASILE - Cognome diffuso in tutta Italia che potrebbe derivare dal nome Basilio, o meglio dal suo equivalente greco Basileios (regale). La famiglia di Favara è venuta da Girgenti. Era già presente nella seconda metà del 1500 e si è estinta nella prima metà del 1600.

 

BATTAGLIA - Cognome massicciamente diffuso in Italia. Può avere diverse origini, da quella da toponimi, peraltro presenti in tutta la penisola alla derivazione da soprannomi legati al carattere battagliero o alla partecipazione ad eventi bellici. Le prime presenze si rilevano nella seconda metà del 1500. Si possono trovare nelle varianti Battaglini e Battaglino. A Favara si hanno sporadiche presenze nella prima metà del 1600 e nella prima metà del 1900.

 

BELLANCA - Famiglia venuta da Mussomeli nella prima metà del 1600 ed estinta fra la fine del 1700 ed i primi del 1800.

 

BELLAVIA - È una delle famiglie più antiche di Favara, venuta da Sutera alla fine del 1500. È, inoltre, una delle più estese, per numero di componenti, dove fiorirono anche notai.

 

BELLINO - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

BELLO/LO BELLO - Belli è molto diffuso in tutta l'Italia centrosettentrionale, Bello è diffuso al sud, nel Triveneto ed in Piemonte, derivano derivano dal soprannome divenuto successivamente nome augurale medioevale Bellus di cui abbiamo un esempio nel 1400 a Bergamo: "...Cristoforus dictus Bellus filius quondam Pedrini Bardelle de Rota...", tracce di queste cognomizzazioni le abbiamo nella seconda metà del 1100 con il notaio "Petrus Bellus filius Iohannis Rastelli de Osenago civitatis Mediolani notarius". Personaggio famoso è stato il poeta dialettale romanesco Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863). Bello in Sicilia è diffuso nel palermitano, nell'agrigentino e nel siracusano in particolare. Dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche del capostipite. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500. Conta diverse provenienze: da Castrofilippo all'inizio del 1700 (l'unica che ha avuto seguito fino ai giorni nostri), da Augusta e Agrigento alla fine del 1800 e da Naro all'inizio del 1900.

 

BELLOMO - Cognome diffuso in tutta la penisola, derivante da un soprannome legato al vocabolo bell'uomo (come anticamente veniva scritto nei registri). Nel nord Italia si può trovare nella variante Bellomi. A Favara era presente una famiglia Bellomo, proveniente da Racalmuto, nella seconda metà del 1500, ma che si è estinta. Altro ceppo è venuto da Grotte verso la fine del 1700, ancora oggi presente a Favara.

 

BELLUZZO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Bellucci, Belluccio, Belluti, Belluto, Belluzzi. Bellucciè tipico del centro Italia con ceppi anche nel modenese e al sud; Belluccio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano; Belluti, estremamente raro, parrebbe del mantovano;, Belluto, molto molto raro, è specifico di Brandizzo (TO); Belluzzi ha un ceppo nel bolognese e basso mantovano ed uno nel vicentino; Belluzzo ha un ceppo a Legnago nel veronese e nel vicentino, uno tra la provincia di Udine e quella di Venezia, ed uno a Favara (AG). Dovrebbero tutti derivare dal nome latino Bellutus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "D(is) M(anibus) - L(ucius) Sicinius A(uli) f(ilius) Arn(ensi) - Bellutus IIIIvir - iter(um) i(ure) d(icundo) Clusi".  Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel Montefeltro e a San Marino agli inizi del 1400 con la nobile famiglia dei Belluzzi; nel cosentino nel 1600 a Frascinento in un atto leggiamo: "Die 16 men[sis] 9[m]bris 11 Ind[itioni]s 1612 in Casali S[anct]i Cosmi et Constitutis in n[ost]ri p[rae]sentia Horatio Belluccio sindico In p[rae]sentis dicti Casalis...", nel modenese, sempre nel 1600 un  Pietro Belluzzi è bargello di Vignola. Il cognome Bellucci presente in Capitanata (Puglia) deriva da un ceppo proveniente verso il 1600 dalla Sicilia dove era dedito al commercio e dove era giunto precedentemente provenendo dalla Spagna, molto probabilmente durante uno dei trasferimenti o delle conquiste spagnole. La f amiglia di Favara è venuta da Castrofilippo all'inizio del terzo decennio del 1800.

 

BELMONTE - Notabile famiglia venuta a Favara da Sutera (CL) nella seconda metà del 1600 ed estinta nella seconda metà del 1800 per mancanza di discendenza maschile. Oggi le maggiori concentrazioni si riscontrano nelle province di Cosenza e Roma, seguono Palermo, Salerno, Milano e Torino. Altre presenze di minore entità si riscontrano in quasi tutte le altre province d'Italia.

 

BENNARDO - Famiglia presente in tutto il nord Italia con la variante Bernardelli e in tutta la penisola, ma particolarmente al centro nord con Bernardi ed al sud Bernardo. Questi cognomi hanno origini diverse tra le quali possiamo ritenere valide la derivazione dal nome tardo latino Bernardus o Bernardinus oppure dal germanico Baerhard “forte orso”. Diffuso  e molto frequente in tutta l'Italia nel tipo "Bernardi", con punte massime in Lombardia, nel Veneto e in Emilia, è proprio della Toscana e del centro (ma anche dell'Emilia e della Venezia Giulia), dove è specifica la variante Bernich. Alla base è il nome di origine germanica Bernardo, già frequente e documentato in italia dell'Alto Medio Evo, ma affermatosi nel XII e XIII secolo per il prestigio e il culto di San Bernardo di Chiaravalle, e l'ipocoristico apocopato Bèrna  e Bèrno (Bernus è attestato a Firenze nel 997). Bernardo è l'adattamento del nome franco Bernhard, formato dal germanico "beran - orso, e hardhu - duro, fortte, valoroso". Significato originario quindi " forte, valoroso come un orso". Questa famiglia era chiamata Di Bernardo e Bernardo, successivamente Bennardo ed era già presente a Favara nella seconda metà del 1500. Oggi le maggiori concentrazioni le troviamo nelle province di Agrigento e Cosenza ed in minore misura in altre province italiane.

 

BENNICA/PENNICA - La prima famiglia Pennica da Girgenti, dove fiorirono mastri marammieri e scalpellini, è venuta a Favara nella seconda metà del 1700. Nella metà del 1800 altra famiglia è venuta da Mussomeli. Nella prima metà del 1800, per un probabile errore anagrafico, Pennica è stato trasformato in Bennica. Oggi la maggior concentrazione dei Bennica la troviamo solo in provincia di Agrigento e quella di Pennica, oltre che in detta provincia, in misura minore in quelle di Caltanissetta, Palermo, Roma e Modena e, più limitatamente, in qualche altra provincia d'Italia.

 

BENTIVEGNA - Cognome abbastanza raro, tipico siciliano. La variante Bentivegni, assolutamente molto raro, sembrerebbe romagnolo. L'altra variante rarissima Bentivenga sembra lucano, con un ceppo non secondario in Sicilia, derivano dal nome beneaugurale medioevale Bentivegna. Si legge in un atto notarile del 1218: ... silicet Ildebrandino et Jacopo Cavalcantis et Ranerio Ranucci pro tertia parte et Gundo et Ranuccino et Bencivenni Gislincionis recipientibus pro se et Boninsegna predicto; in uno scritto del 1243 a Montieri (GR): "...tradidimus atque cessimus Bentivegne Davanzati mercatori Florentiae filio quondam Ugolini fedeli nostro...", o anche nell'ottava giornata del Decamerone di Boccaccio: "...Ora avvenne che, tra l'altre sue popolane che prima gli eran piaciute, una sopra tutte ne gli piacque, che aveva nome monna Belcolore, moglie d'un lavoratore che si facea chiamare Bentivegna del Mazzo, la qual nel vero era pure una piacevole e fresca foresozza, brunazza e ben tarchiata...". Oggi la maggiore concentrazione la troviamo in provincia di Agrigento; seguono Palermo e Milano e, in misura inferiore, Enna, Catania e Roma. Altre presenze più limitate si trovano in altre province italiane. La famiglia Bentivegna di Favara, ceppo unico, è una delle più antiche ed è venuta da Troina (EN). La sua presenza è attestata intorno alla metà del 1500.

 

BENZA - Potrebbe essere una variante di Benzi e derivare, quindi, da un nome germanico longobardo Bendizo (alfiere), trasformatosi in Benzo. Tracce molto antiche del nome Benzo si hanno nel 986 e si rifanno ad un Benzo come messo imperiale di Ottone. Nel 1059 c'era un vescovo Benzone d'Alba (CN), messo imperiale a Roma e fautore di Enrico IV. Di Benzoni si hanno notizie fin dal 1185, quando Federico Barbarossa investì il Dominus Benzone di Crema, assieme ad altri, dei privilegi di amministratore della città cremasca. Nel 1300 troviamo un personaggio famoso, lo scrittore preumanista Benzo d'Alessandria. Circa l'antichità del ramo ligure, basti vedere come nella storia di Quiliano (SV) in uno scritto del 1432, si parli dei Benzi come di un'antica famiglia di proprietari terrieri, mentre in un atto di compravendita del un Vivaldo de Petro e Bomo de Benzo, entrambi di Montenero (SP), comprarono da Venturino de Bonamico, taverniere, una quantità di pesce salato per soldi 20. Benzi ha un nucleo principale nelle province di Genova e Alessandria, ma esistono anche ceppi secondari nel milanese, nel modenese e tra forlinese e riminese. Benzone è quasi scomparso, mentre Benzoni è presente in tutto il nord, particolarmente concentrato in Lombardia. A Favara è stata presente una famiglia Benza verso la fine del 1500, proveniente da Carini (PA), ma si è estinta nella seconda metà del 1600. Oggi la maggiore concentrazione della famiglia si riscontra in provincia di Imperia ed in misura inferiore Caltanissetta. Una sparuta presenza la troviamo in qualche provincia del nord-ovest d'Italia ed a Catania.

 

BERLINGERI/BIRLINGERI - Famiglia di Castrogiovanni (antica Enna), presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

BERTOLINO - Il cognome si può trovare nelle varianti Bertola, Bertolaia, Bertolazzi, Bertoletti, Bertoli, Bertolini, Bertolotti, Bortoli, Bortolazzi, Bortolotti. Sono state rilevate diverse provenienze ed in diversi periodi. Oggi le maggiori concentrazioni della famiglia le troviamo nelle province di Trapani, Palermo, Cuneo e Torino; seguono Savona, Asti ed in misura inferiore altre province italiane. A Favara la ritroviamo fra la seconda metà del 1500 ed i primi del 1700.

 

BEVILACQUA - Cognome assolutamente panitaliano che può derivare sia da soprannomi probabilmente legati ad un amore particolare per il vino, sia da toponimi come Bevilacqua (FE) - (VR) - (BO) o altri; esempio di questa consuetudine si trova in uno scritto del 1050 dove si legge: ...Gregorius qui dicitur bibit aquam .... La nobile famiglia veronese dei Bevilacqua è originaria di Ala (TN) Guglielmo divenne nel 1300 Vassallo del Vescovo di Verona; alla Corte degli Scaligeri il suo casato crebbe d'importanza con Francesco che come ambasciatore dei Della Scala ricevette onorificenze dai Visconti, dai Carraresi, dagli Estensi e dal papa Clemente VI. La famiglia Bevilacqua è una delle più estese e, con esclusione di Nuoro, presente in tutte le province italiane. I Bevilacqua di Favara sono venuti da Palermo nella prima metà del 1800.

 

BIANCAVILLA - Famiglia presente in quantità esigue nelle province di Agrigento, Palermo, Roma, Imperia, Savona, Milano, Udine e Sassari. A Favara la ritroviamo sin dalla fine del 1800.

 

BIANCO/LO BIANCO - Termine anticamente usato come nome o come soprannome derivante da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale, da un toponimo, dal nome di una zona, etc. Si possono trovare nelle varianti Bianchessi, probabilmente di origine cremonese, già documentato in epoca medioevale e presente solo in Lombardia; Bianchi, Bianchini diffusi fortemente in tutto il territorio nazionale, con prevalenza al centro nord per Bianchini. I Bianchi di Firenze risalgono almeno al 1000, nel 1200 sono inseriti fra le casate nobili consolari, cioè la classe di ricchi e potenti feudatari più aristocratica di Firenze. Il casato Bianchi di Milano dovrebbe provenire da Bologna, il capostipite sembra sia stato Ugolino Bianchi, che nel 1390 Gian Galeazzo Visconti nominò Maresciallo del Ducato di Milano. Oggi la maggiore concentrazione della famiglia Lo Bianco la troviamo nella provincia di Palermo ed in misura inferiore in altre province italiane. La famiglia Bianco, invece, è presente in grandi quantità in tutta Italia, con maggiore prevalenza a Torino e Napoli. A Favara se ne attesta la presenza dalla fine del 1500 alla prima metà del 1700.

 

BIANCUCCI - Tipico del centro Italia, sembrerebbero esserci tre ceppi uno nelle Marche sud orientali con epicentro nel maceratese, uno nel senese ed uno nel Lazio, l'origine del cognome dovrebbe essere derivata da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale, da un toponimo, o dal nome di una zona, etc. Tracce di questa famiglia si trovano in Toscana già dal 1300, in un atto del 1389 leggiamo: ...domus et terre contigue in Villa Lavachi districtus Masse... locata ad un certo Iacobuccio et Fosco del fu Biancucci del Comune di San Vitale (sottoposta alla signoria di Lucca). Nelle Marche, a Senigallia, parroco della chiesa di Santa Maria della Neve nella seconda metà del 1600 è un tale don Pierfrancesco Biancucci che si ricorda soprattutto per avere lui fondato nel 1669 la Compagnia della Santissima Trinità del Riscatto. Oggi le maggiori concentrazioni della famiglia le troviamo nelle province di Roma, Ascoli Piceno, Siena e, in misura inferiore in altre province italiane. A parte una singola presenza all'inizio del 1700, a Favara si rileva la prima famiglia stabile all'inizio del 1800.

 

BILELLO - Famiglia venuta da Menfi nella seconda metà del 1800, ma estinta nei primi del 1900. Oggi la maggiore concentrazione della famiglia la troviamo in provincia di Agrigento; in misura inferiore in quella di Palermo ed in quantità sparute in poche altre province.

 

BIONDO/BIUNDO/BLUNDO - Bionda ha un ceppo nella provincia di Verbania ed uno tra quella di Como e Milano, Biondi è assolutamente panitaliano, Biondo ha un ceppo siciliano ed uno veneto, derivano dal fatto dall'avere i capostipiti i capelli biondi e o la carnagione chiara. A Favara anticamente detta famiglia era chiamata Biunda, Biundo e Blundo. Una prima famiglia è venuta da Girgenti alla fine del 1500, ma si è estinta intorno alla metà del 1600. Si rileva pure una provenienza da Palma di Montechiaro nella prima metà del 1700, ma senza sviluppo. Il ramo attualmente presente a Favara è venuto da Canicattì nella seconda metà del 1600.

 

BISACCIA/BISACCIA CIBARDO - È una delle famiglie più antiche di Favara, presente già nella siconda metà del 1500, volgarmente chiamata Visazza. Altra famiglia Bisaccia è venuta da Ravanusa nella prima metà del 1700, che si è estinta nella prima metà del 1800 ed altra ancora da Girgenti nella prima metà del 1800.

 

BOCCADUTRI - Famiglia venuta da Girgenti nella seconda metà del 1800.

 

BONAFEDE - Famiglia presente a Favara in modo frammentario nei primi del XVII sec. La ritroviamo in modo stabile dai primi del 1700 alla prima metà del 1800.

 

BONANNO - Cognome siciliano di probabile origine pisana (Bonanni). Deriva dal nome augurale Bonusannus. Le prime tracce dei Bonanno in Sicilia si trovano a Caltagirone nella seconda metà del 1200, quando Giangiacomo Bonanno fu promosso a gran cancelliere del regno dall'imperatore Federico II, personaggio degno di nota è stato Filingieri Bonanno che nel 1700 fu capitano giustiziere di Palermo e governatore della nobile compagnia della Pace. A Favara una famiglia è venuta da Girgenti nel secondo decennio del 1600, ma si è estinta nella seconda metà dello stesso secolo. Altra famiglia è venuta da Naro all'inizio del 1600, ma si è estinta nella seconda metà del 1600. Tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 è venuta un'altra famiglia da Caltabellotta, che si è estinta nella seconda metà del 1600.

 

BONAVENTURA - Bonaventura sembra comprendere tre ceppi autonomi fra le province di Venezia e Treviso, in quelle di Viterbo, Roma e l'Aquila ed in Sicilia, nel catanese. La variante Bonaventuri parrebbe toscano. Entrambi derivano dal nome beneaugurale Bonaventura, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto del 1184 redatto in Brescia"...Ego Bonaventura notarius interfui et rogatus hoc breve scripsi..." e anche in uno scritto del 1261 a Firenze: "...Tunc florebat in ordine fratrum minorum frater Bonaventura, patria Tuscus et magister in theologia,..." Tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad esempio nell'archivio di Stato di Modena dove nel repertorio dei Notai del 1200 troviamo un notajo Albertino Bonaventura. Sporadiche presenze ritroviamo a Favara nella metà del 1700 e nei primi del 1900.

 

BONAVIA - Sporadiche presenze ritroviamo nella seconda metà del 1500 e nella metà del 1600.

 

BONETTO - Cognome che si trova nelle varianti Bonetti e Bonni, con forte prevalenza nella fascia centrale dell'Italia settentrionale, Bonini in Lombardia Emilia, Toscana e Lazio. Deriva dal nome latino Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo. A Favara la ritroviamo in modo frammentario alla fine del 1500 ed in forma stabile nella seconda metà del 1800.

BONFANTI - Cognome diffuso in tutt'Italia, con forte prevalenza nella fascia individuata dalla Lombardia Emilia, Toscana e Lazio, con un ceppo anche in Sicilia. Sembra derivare dal nome augurale tardo latino Bonusinfans (buon fanciullo). A Favara la famiglia la ritroviamo tra la seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600. Si segnala una blanda presenza anche nella seconda metà del 1800.

 

BONFIGLIO - Cognome che si può trovare nelle varianti Bonfigli e Bonfiglioli. Bonfigli ha due ceppi, uno nella provincia di Massa ed uno tra maceratese e Piceno, Bonfiglioli è specifico del bolognese, derivano dal nome beneaugurale medioevale Bonfilius; esempio di questo nome si ha nel XI secolo con San Bonfilius nato a Osimo nel Piceno e divenuto vescovo benedettino di Foligno nel 1078, l'uso del nome Bonfilius come inizio di cognomizzazione si ha ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove in un atto del 1186 si legge: Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo sesto, duodecimo die mensis februarii, indicione quarta. Vendicionem ad proprium sub dupla defensione fecit Otto filius quondam Iohannis qui dicebatur Bonfilius de loco Albariate in Arderico qui dicitur de Moecia de civitate Mediolani pro accepto precio argenti denariorum bonorum Mediolanensium nove monete.... Tracce di questa cognomizzazione si trovano nel 1600 ad Arezzo con lo scultore Jacopo Bonfiglioli di Arezzo. A Favara la ritroviamo a partire della seconda metà del 1500.

 

BONGIORNO - Cognome tipico siciliano derivante dal nome beneaugurale medioevale Bongiorno, con un ceppo, probabilmente secondario in Puglia. La famiglia è molto diffusa nel Sud Italia soprattutto nel Siciliano con larga presenza in Messina Catania e paesi limitrofi. Sembrerebbe probabile la derivazione da Patti o da Lentini ottenendo privilegi da parte dei sovrani aragonesi per i servigi resi. Secondo altri sarebbe di origine spagnola e scesa in Italia verso la fine del XVsec.   Pare che un ramo abbia ottenuto il baronato di Santo Stefano e il governatorato della città di Messina.  Un tal Alfonso Bongiorno di Acireale si è unito con una discendente dei borboni delle due Sicilie del ramo dei conti di Roccaguglielmina, la cui discendenza ancora esiste.  A Gangi esiste tuttora il Palazzo Bongiorno del XVIII secolo.  Presente nel comune di Giarre e di Riposto (CT) rappresentato dalla signora donna Venera Bongiorno Buscemi fu Isidoro. A Favara le prime due famiglie sono venute da Calascibetta e Castronovo, all'inizio del 1600, ma estinte. Altra famiglia è venuta da Girgenti nella seconda metà del 1700 e ancora oggi esistente.

 

BONGIOVANNI - Il cognome Bongioanni è tipico del cuneese e sembrerebbe avere più ceppi, in Sicilia, in Piemonte e Liguria, nel bolognese ed in Lombardia e basso Veneto. Deriva dal nome medioevale Bonus Johannes. Tracce di questa cognomizzazione la si trova a Piacenza nel 1100 con il notaio Bonus Johannes, si ricorda inoltre il Cardinale di Mantova fatto poi Beato Bonus Johannes (1168-1249). A Favara troviamo sporadiche presenze nel XVII sec., nel XIX e nel XX sec. Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 alla seconda metà del 1900.

 

BONO - Famiglia presente a Favara dagli inizi del 1600 alla prima metà del 1700.

 

BONOMO - Il cognome Bonomo ha un nucleo siciliano, uno laziale ed uno nel veronese. Si può trovare anche nelle varianti Bonomi e Bonomini. Bonomi è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale con grossa prevalenza nella zona centro settentrionale (Milano, Como, Varese, Bergamo, Brescia, Sondrio, Trento, Verona); Bonomini è specifico del bresciano. Tutti traggono origine dal nome augurale Bonushomus (buonuomo) o da sue modificazioni medioevali, quali ad esempio quella che troviamo in un atto di vendita del 1144 redatto in Pavia: "Constat nos Bonumiohannem, filium quondam Donumdei de Valli , et Purpuram iugalis, filia quondam Niger Bonum Marro, qui professi sumus ambo ex nacione nostra lege vivere Longobardorum ipso namque iugale et mundoaldo meo mihi consençiente et subter confirmante et iusta ex meam lege una cum noticia propinquorum parentum meorum qui supra Purpura visi sunt Lanfranco germano meo et Vasallo consobrino meo, in quorum presentia et testium certam facio professione quod nullam me pati violentiam ad quopiam hominem nec ab ipso iugale et mundoaldo meo nisi mea bona et spontanea voluntate, accepisse communiter sicuti et in presentia testium accepimus a te Oberto presbitero canonice Sancte Marie de loco Lomello, a parte ipsius ecclesie Sancte Marie argenti denariorum bonorum Papiensium libras decem, finito precio pro pecia una de terra aratoria iuris nostri, quam habere visi sumus super fluvio Ticini in loco et fundo Octabiano et in eius territorio ad locus ubi dicitur Plozone, et est pecia ipsa de terra aratoria per mensuram iustam iugeas duas....", o nella forma corretta in un atto dell'anno 1166 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove leggiamo: "...inter Bonomum qui dicitur da Syrone germanum suum de loco Salvano ut in Dei nomine debeat dare, sicut a presenti dedit, ipse presbiter Arnoldus eidem Bonomo germani suo ...".  Abbiamo tracce inoltre di un Giovanni Francesco Bonomi nel 1536, Vescovo di Vercelli e letterato. Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1900.

 

BONSIGNORE - Il cognome Bonsignore è tipicamente siciliano e la variante Bonsignori è toscano, in particolar di Livorno, con un ceppo anche a Pontedera e nel pisano. Derivano dal nome medioevale Bonussenior (Buonsignore), di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in uno scritto del 1115 a Milano: "...Mediolani, in burgo Porte Ticinensis, prope ecclesia Sancti Laurentii, necnon et inter Ugonem filium quondam Vuariberti qui fuit dictus de Sabladore et Bonumseniorem filium quondam item Bonisenioris  qui dicitur Guita de Auro de suprascripta civitate...". La famiglia la ritroviamo a Favara con sporadiche presenze nei secc. XVI, XIX e nel XX sec.

 

BONTÀ - Famiglia venuta da Aragona verso la fine del 1700 e tutt'ora esistente.

 

BORDINO - Famiglia venuta da Palma di Montechiaro nella seconda metà del 1800.

 

BORDONARO - Probabile variande di Bordoni, diffuso in tutto il centro nord con nuclei importanti in provincia di Sondrio, di Milano, di Rimini, in Umbria e nel Lazio. Potrebbe derivare da soprannomi legati a vocaboli tardo latini quali burdonem (asino selvatico) o al medioevale bordone (bastone da pellegrino). Famiglia che conta diverse provenienze a Favara, a partire dalla prima metà del 1600.

 

BORGHESE - Cognome originato da una provenienza cittadina, in contrasto con l'ambiente villano, probabilmente come soprannome prima e poi come indicativo di appartenenza famigliare. Risulta diffuso in tutta Italia. Anticamente la famiglia veniva chiamata col termine dialettale Borgese ed è stata presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

BORSELLINO - Famiglia venuta da Castrofilippo nella metà del 1600.

 

BORZELLA - Probabile variante di Borzelli, Borzilli e Borzillo. Borzelli è abbastanza raro, con un ceppo romano ed uno napoletano; Borzilli è praticamente unico; Borzillo, assolutamente rarissimo, è tipico della Campania centrosettentrionale. Il cognome  dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale Bortius. Famiglia venuta a Favara verso la fine del 1500. Altra è venuta da Castrofilippo nella seconda metà del 1800.

 

BOSCARINO - Cognome costituente una delle tanti varianti di Bosco (v.); Boscarelli, molto raro, che sembra avere tre ceppi, nel beneventano, nel cosentino e nel catanese; Boscarello oltre al ceppo catanese, che parrebbe avere anche un nucleo nel vicentino. Dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vivere o presso boschi o dal lavorare nei boschi. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1600 a Caltagirone con l'illustre medico Gian Leonardo Boscarelli, medico personale di Donna Giovanna d'Austria, figlia di Giovanni d'Austria, il vincitore della battaglia di Lepanto. A Favara la famiglia la ritroviamo dalla seconda metà del 1600 alla seconda metà del 1700. Altra famiglia la ritroviamo a partire dai primi del 1900.

 

BOSCO - Diffusissimo cognome accompagnato da numerose varianti, deve la sua nascita alle origini agricole della società italiana e, in particolare, ai rigogliosi boschi, di cui era ricca la nostra penisola, spesso fonte di sostentamento per le popolazioni rurali. Alla base del cognome vi sono soprannomi come Boscarino o Boschero e, nelle forme dialettali, Boscain e Buscaien, frequenti in epoca medievale, venivano assegnati a coloro che si guadagnavano da vivere, svolgendo attività come il taglio della legna, la ricerca di erbe dalle proprietà medicinali o la raccolta del miele selvatico. Nonostante questi termini potessero assumere talvolta una coloritura dispregiativa, soprattutto quando sottolineavano la rustichezza di chi, conducendo un'esistenza selvaggia e isolata, si mostrava poco avvezzo ai modi del vivere civile, tale cognome evoca piuttosto l'incanto fiabesco e, al tempo stesso l'onesta fatica di vivere, entrambi legati al mondo silvestre. Anche i nomi di località che ricordano la presenza di un bosco nelle loro vicinanze, sono divenuti fonti per il cognome, che in questo caso designava il luogo di provenienza di un individuo, fra cui si ricordano Bosco Chiesanuova in provincia di Verona, Boscoreale in provincia di Napoli e Boscotrecase sulle falde del Vesuvio. Dal punto di vista etimologico il cognome deriva dal termine latino medievale Buscus, risalente al tedesco antico Busk, “macchia, boschetto”. Si trova anche nelle varianti Boschi, Busco, Del Bosco, Boschello, Boschini, Boscoli, Boscolo, Boscari, Boscarino, Buscarino, Boscaino, Boscariolo, Boscarato, Boschieri, Boscherini, Buscaglia, Buscaglione, Boscato, Boscivich. È diffuso in tutta Italia con variazioni regionali. Dei personaggi famosi si citano: il fondatore dei salesiani S. Giovanni Bosco, il critico e storico Umberto Bosco, il pittore manierista del cinquecento Andrea Boscoli ed il cantante melodico Fred Buscaglione. Dell'unico ceppo presente a Favara troviamo la prima presenza tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700. Famiglia presente a Favara dall'inizio del 1700 ai nostri giorni.

 

BOSCOLO - Cognome tipico veneto, molto diffuso dal rovigoto all'alto veneziano. Dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo bosco o al mestiere di boscaiolo. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Firenze nel 1400. È famosa la congiura antimedicea di Pier Paolo Boscolo di cui fu sospettato di far parte anche il Macchiavelli. La famiglia tutt'oggi presente a Favara è venuta da Sottomarina (Chioggia) nella seconda metà del 1800.

 

BOTTA - Cognome diffuso nella fascia centro occidentale dell'Italia settentrionale, con altri ceppi importanti anche in Campania, in Puglia ed in Sicilia. La variante Botti è molto diffusa in Lombardia, Liguria, Emilia ed alta Toscana, con ceppi anche nel Lazio ed in Campania. Botto invece è specifico di Piemonte e Liguria. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Bottus di cui ad esempio si hanno tracce nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove, in un atto del 1169 si legge: "...Albertum qui dicitur de Rivolta et Bottum qui dicitur Salinarius de Meleniano, nominative de ponte de Meleniano edificato supra flumen Lambri et de omnibus rebus territoriis et buschis...".  Tracce di questa cognomizzazione si trovano ad esempio ad Ardesio (BG) nel 1500 con il notaio Agostino Botto di Giovan Antonio di Ardesio e a Milano nel 1502 con Bergonzio Bottus uno dei conduttori delle entrate dello stato di Milano. Famiglia con sporadiche presenze a Favara fra la fine del 180o ed i primi del 1900.

 

BOTTONE - Cognome tipico del napoletano e salernitano, probabilmente derivante da Bottoni, quest'ultimo presente in tutta Italia, con prevalenza nel Lazio, in provincia di Milano, Ferrara, Bologna, nelle Marche ed in Toscana. L'origine del cognome può essere dal mestiere di fabbricante o venditore di bottoni o da un soprannome transitato dal dialetto. Tracce di questa cognomizzazione si trova a Cento (FE) fin dal 1200 dove opera Gioanni di Jacopo Bottoni Notajo del Vicario Generale di Bologna. A Favara la ritroviamo in forma stabile a partire dalla seconda metà del 1800.

 

BRANCATO - Cognome di probabile derivazione dal tardo latino Brancatius, che discende dal nome bizantino Pancratius (Pancrazio). La rara variante Brancati è presente nella provincia di Siracusa, Reggio Calabria, Catanzaro, in Basilicata ed in Campania. Brancato è tipico siciliano, con un ceppi nel potentino e nel napoletano che potrebbero derivare dal toponimo San Brancato (PZ). Gli altri dovrebbero derivare dal nome tardo latino Brancatius, che discende dal nome bizantino Pancratius (Pancrazio).  Tracce di questa cognomizzazione si trovano a Malta fin dal 1500: "...quod tota hereditas predicta devolvatur hori Petro Brancato ipsius testatricis patruo et...". A Favara troviamo sporadiche presenze alla fine del 1500, nel XVIII sec. e nella metà del 1800.

 

BRANDO - La famiglia sembrerebbe avere due nuclei, uno nel napoletano ed uno nella zona costiera di confine tra Basilicata, Calabria e Campania. Deriva dal nome medioevale di origine germanica Brando, anche attraverso l'aferesi dei suoi composti come Ildebrando ecc. Questo nome, abbastanza diffuso nel tardo medioevo venne portato ad esempio nel 1400 dal Cardinal Brando Brancacci.

 

BROCCIA - V. Veneziano/Veneziano Broccia.

 

BRONZO - Famiglia venuta da Famagosta (isola di Cipro) nei primi del 1600 ed estinta nella prima metà del 1700 per mancanza di discendenza maschile.

 

BRUCCOLERI/BRUCCULERI - I primi Bucculeri (poi Brucculeri e Bruccoleri) da Racalmuto erano presenti a Favara nella seconda metà del 1500. È probabile che uno dei rami oggi presenti abbia un collegamento con quella originaria racalmutese. Altri Brucculeri sono venuti da Castrofilippo tra la prima metà e la seconda Verifica la distribuzione della famiglia nelle varie

 

BRUNETTO - Il cognome Brunetto, assieme a Brunelli, Brunello, Brunelleschi, Brunetti, Brunini, Brunone, Brunacci, Brunati, Brunengo, Bruneri, Brunod e Brunese, costituisce una variante di Bruno (v.). Ritroviamo sporadiche presenze in Favara nella prima metà del 1800 e del 1900.

 

BRUNO - Cognome la cui storia è testimonianza dei fecondi scambi linguistici avvenuti fra le popolazioni italiche e le stirpi germaniche, già dal secolo I d. C. Fonte del cognome è il nome proprio germanico Bruno, la cui formazione seguì due differenti strade. Fu innanzitutto nome personale autonomo, alterato in Brunellesco, Brunello, Brunetto che, assieme al derivato Brunone, sono presenti nei documenti sin dall’VIII secolo. Fu, tuttavia, anche diminutivo familiare di nomi come Brunaldo, Brunoldo, Bruncaldo e Brunilde. Significato comune al personale germanico come al soprannome italiano, è il riferimento al colorito scuro della pelle, dei capelli o degli occhi di una persona, caratteristica che presso i popoli germanici doveva avere una particolare evidenza. Le varianti Brunengo e Bruneri possono essere state originate sia da modificazioni linguistiche settentrionali, sia dalla trasformazione di nomi longobardi o franconi, mentre cognomi che hanno una formazione più recente possono provenire da nomi di località come Brunello in provincia di Varese o Brunelli vicino Parma. Costituiscono varianti i cognomi Brunelli, Brunello, Brunelleschi, Brunetti, Brunetto, Brunini, Brunone, Brunacci, Brunati, Brunengo, Bruneri, Brunod e Brunese. Si citano l’umanista aretino Leonardo Bruni, l’anatomista Antonio Cesare Bruni, l’architetto e scultore rinascimentali Filippo Brunelleschi, il filosofo domenicano vittima dell’inquisizione Giordano Bruno, il patriota romano dell’ottocento Angelo Brunetti detto Ciceruaccio. A Favara la Famiglia Bruno la ritroviamo fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

BRUTTO/LO BRUTTO - Cognome tipico siciliano, dell'agrigentino in particolare; dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche del capostipite. Tracce di questo cognome le troviamo nel 1600 a Casteltermini (AG) con il notaro G. B. Lo Brutto. Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 in poi. La ritroviamo in forma stabile dalla fine del 1600 ai nostri giorni.

 

BUBELLO/BUMBELLO - Famiglia di Grotte, presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

BUFALARO - Famiglia venuta da Girgenti fra la fine del 1500 e l'inizio del 1600. Si è estinta nella prima metà del 1600.

 

BUFALINO - Cognome riscontrabile anche nella variante Bufalini, specifico dell'area che comprende Marche, Umbria e Toscana. Bufalino, abbastanza raro, sembrerebbe originario del siracusano, con possibili ceppi probabilmente secondari nel cosentino. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Bufalus di cui abbiamo esempio nel 1300 con Bufalus de Cancellariis, sepolto nel 1404 in ecclesia in platea Columnae a Roma.  Troviamo tracce di questa cognomizzazione nel XIV sec., nella Città di Castello (PG) con il castellano Niccolò di Manno Bufalini; personaggio famoso è stato l'architetto Francesco Antonio Bufalini (1670-1716 ) che operò sia a Roma che a Urbino. Uuna leggenda sulla famiglia Bufalini di San Giustino (PG), dice che un cavaliere al servizio dell'imperatore di nome Paolo di Riccomanno durante un torneo di caccia avrebbe ucciso una bufala e ne avrebbe preso la testa come emblema della sua famiglia da questo il soprannome Bufalino.  I Bufalini furono signori di San Giustino dove è visitabile il loro palazzo fatto erigere da loro nel 1492, con tanto di giardino all'italiana con ancora intatto il labirinto. Personaggi della famiglia più conosciuti sono: il cardinale Giovanni Ottavio, Ortensia madre del famoso cardinale Mazzarino e la poetessa Francesca Turina. Sparute presenze si trovano a Favara nella prima metà del 1700 e nella seconda metà del 1800.

 

BUGGEA - Antica famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 ed ancora oggi in vita.

 

BUNONE - V. D'Anna.

 

BURGIO - È una delle famiglie più antiche di Favara, già presente nella prima metà del 1500 e tutt'oggi esistente. Conta una moltitudine di provenienze: Girgenti, Raffadali, Sutera, Ravanusa e Naro, ma si stabilizza a Favara verso la fine del 1800.

 

BURRASCA - Famiglia venuta a Favara nella prima metà del 1800.

 

BUSCAGLIA - Cognome tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese, l'alessandrino e la Liguria centrale. Famiglia espressasi a Milano nel 1500 con il sovrintendente di polizia Pietro Francesco il cui figlio venne fatto cavaliere di Santo Spirito di Toscana, nel 1600 acquisì il feudo di Lamagna, nel 1661 Filippo IV di Spagna concesse loro il rango nobiliare di Marchesi. A Favara la ritroviamo a partire dalla prima metà del 1800.

 

BUSCEMI - Il cognome è specifico di tutta la Sicilia. Si possono riscontrare le varianti: Buscema, tipico della Sicilia meridionale, del catanese, siracusano e ragusano in particolare; Bussemi, probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente. Sono tutti cognomi di origine araba, dal toponimo Buscemi (SR) e dalla sua forma arcaica Bussema o Buscema. È una delle famiglie più antiche di Favara, già presente nella metà del 1500 e tutt'oggi esistente. Conta una moltitudine di provenienze: Naro, Girgenti, Racalmuto ed infine Aragona. Quest'ultima si stabilizza a Favara nella prima metà del 1800.

 

BUSUITO - Si segnala una sporadica presenza nella prima metà del 1700.

 

BUTERA - Famiglia presente in modo frammentario a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1600 e del 1700. La ritroviamo in forma stabile dall'inizio del 1800 in poi.

 

BUTTACAVOLI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1600.

 

BUTTAFUOCO - Famiglia presente a Favara fra la fine del 1500 e la metà del 1600.

 

BUTTICÈ - Famiglia provenienti da Girgenti nella prima metà del 1800.

 

CACCIATO - Famiglia venuta da Castrogiovanni (antica Enna), presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla metà del 1700.

 

CACCIATORE - Cognome molto presente in tutta Italia, con origini diversificate e ceppi in Piemonte, Abruzzo, Lazio, Puglia e Sicilia. Dovrebbe derivare da un soprannome legato all'abilità venatoria. A Favara si riscontra una rada presenza nella seconda metà del 1500. Altra famiglia è presente dalla prima metà del 1600 all’inizio del 1800 e dalla metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CACIOPPO - Cognome con varianti Cacciopini, Caccioppini, Caciopini, Cacioppini. Assolutamente rarissimi, le varie forme di questo cognome sembrano suggerire un antico insediamento nella zona tosco-umbra, dovrebbe essere di origine spagnola e deriverebbe da un soprannome disceso dal vocabolo cachopin (ciabattone, di uno che sbatte gli zoccoli) comparso in Spagna dopo il ritorno dalla scoperta dell'America, termine di derivazione náhuatl (linguaggio mesoamericano). Di questa famiglia è stata rilevata qualche rada presenza alla fine del 1500, ma altra famiglia è venuta da Licata nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente a Favara.

 

CACOCCIOLA - Antica famiglia Agrigentina, presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

CAFIERI - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1900.

 

CAFISI - Importante famiglia venuta dal ragusano all’inizio del 1700 ed estinta nella seconda metà del 1900.

 

CAICO - Famiglia tipicamente dell'agrigentino, presente a Favara con diverse provenienze, ma quella che ha messo radici a Favara è di Casteltermini nei primi della seconda metà del 1600.

 

CALABRESE - Cognome derivante dall'etnico di Calabria, abbastanza diffuso in tutto il centrosud. Una sporadica presenza è stata rilevata alla fine del 1500. Altra famiglia è venuta da Gioiosa Vecchia (ME) nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

CALACIONE - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1600.

 

CALACIURA - Caliciura è tipicamente siciliano, ha un ceppo nel catanese, uno a Butera, nel nisseno, ed uno a Palermo, ma è ben distribuito in tutta la Sicilia, Caliciuri è molto più raro ed è calabrese. Una sporadica presenza è stata rilevata a Favara alla fine del 1500 e nella seconda metà del 1600.

 

CALAFATELLO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CALAFATO - Famiglia venuta da Agrigento tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 ed estinta nella seconda metà del 1600.

 

CALAMELI - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1600. Una rada presenza si riscontra nella seconda metà del 1700 e nel 1800.

 

CALARCO - Una rada presenza di questa famiglia si riscontra nella prima metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

CALBO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800.

 

CALCARA - Famiglia presente a Favara tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600.

 

CALCARELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

CALCATERRA - Cognome presente in tutto il territorio nazionale. Si evidenziano due ceppi distinti uno in Sicilia, l'altro nelle Marche, ed entrambi dovrebbero derivare da un soprannome legato all'attività del capostipite. A Favara si rscontra una rada presenza nella seconda metà del 1500 e nei primi del 1900.

 

CALDARELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1800.

 

CALDERONE - Calderone è tipico siciliano, Calderoni ha un ceppo nel ravennate ed uno nel barese, dovrebbe essere di origini spagnole e potrebbe derivare o da un toponimo, di paesi chiamati Calderon in Spagna, ce ne sono almeno due, o da un soprannome legato a caratteristiche di una località o ad un mestiere. Il casato dei Calderon lo troviamo come feudatario del re spagnolo in Calabria nel 1600, a Bormio (SO) nel 1507 in un atto si legge: "...Et super hoc dat pro testibus Angelum Redulfini, Antonium Juliani, Simonem Andree Calderoni....". Una famiglia Calderone è venuta a Favara da Agrigento nei primi del 1600.

 

CALELLA - V. Mendolia e Giglia.

 

CALLARI - Cognome specifico della Sicilia, con un ceppo anche in provincia di Roma, potrebbe derivare dal praenomen latino Callarus. Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CALLEA/CALLEIA - È una delle famiglie più antiche di Favara. Tra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600 era Calleija (di probabile provenienza araba); per diversi decenni il cognome è stato trasformato in Calleia ed infine anche, e soprattutto, in Callea. Nella seconda metà del 1800, a causa di errori anagrafici un ceppo si trasforma in Fallea.

 

CALTAGIRONE - Famiglia presente a Favara tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. Una rada presenza ri rileva tra la fine del 1700 e i primi del 1800.

 

CALVANIO - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1600 ai nostri giorni.

 

CALVESI - Ha un ceppo a Bitti (NU) ed uno a Olbia (SS), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo calvesa (calvizie), e dovuto probabilmente a caratteristiche fisiche del capostipite. Una rada presenza di questa famiglia si rileva a Favara verso la fine del 1500.

 

CALZARANO - Famiglia venuta a Favara alla fine del 1500 ed ancora presente.

 

CALÌ - Cognome molto diffuso in Sicilia, soprattutto nel catanese e nel palermitano. Dovrebbe derivare dal vocabolo greco kalos (bello). Famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 alla prima metà del 1800. Altra famiglia è venuta nella seconda metà del 1800 da Riesi.

 

CAMBIANO - Una rada presenza di questa famiglia ri rileva tra la fine del 1600 e i primi del 1700.

 

CAMMALLERI/CAMMILLERI - È una delle famiglie più antiche di Favara, dove si attesta la presenza nella seconda metà del 1500 con il cognome Cammalleri e col soprannome Cartia.

 

CAMPANELLA - Cognome molto diffuso in Italia, con i ceppi più importanti in Sicilia, Puglia e Campania; Campanelli è specifico della zona tra bassa bresciana ed alto cremasco, dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche del capostipite o perchè il suo mestiere comportasse l'uso di campane o campanacci o per la presenza di una campana in prossimità della sua abitazione, personaggio degno di nota fu il filosofo calabrese Tommaso Campanella (1568-1639. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CAMPIONE - Famiglia venuta da Caltagirone nella seconda metò del 1500. Si evidenzia, per completezza, un ramo di Mangravita alias Campione, presente con detto nomignolo per tutto il XVIII sec., alla fine del quale l’originario cognome (Mangravita) è stato soppiantato dal nomignolo (Campione) che è divenuto cognome.

 

CANCELLERI/CANCELLIERI - Cognome presente in tutta Italia, con diverse zone di provenienza, dalle Marche, al Lazio alla Sicilia, deriva dall'appartenere ad una famiglia dove qualcuno ha svolto la professione omonima. A Favara si attestano rade presenze alla fine del 1500 e tra la prima e la seconda metà del 1800.

 

CANCEMI/CANGEMI - Cognome tipico siciliano con possibile derivazione da un nome di località, la contrada Cangemi di Termini Imerese nel palermitano potrebbe essere un esempio. A Palermo troviamo un Galterius Changemi nel 1283. Potrebbero anche  derivare dal cognomen Cangemius, di cui abbiamo tracce nel 1600 con il dotto medico Franciscus Cangemius autore di un trattato medico sulla cura di varie patologie.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1593 ad Alessandria della Rocca (AG) dove viene fatto parroco della chiesa Madre di S. Maria del Pilerio il reverendo Don Natale Cangemi. A Favara la famiglia è presente dall’inizio della prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CANCIALOSI - Famiglia venuta da Canicattì nella metà del 1800.

 

CANCILLA - Famiglia venuta da Trabìa (PA) alla fine del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

CANI - Il cognome Cani ha più ceppi: nel cagliaritano, nella zona di Carbonia, Iglesias e Santadi (CA), in Emilia e nell'agrigentino, derivano dal nome medioevale Cane, si ricordi ad esempio Cane Grande della Scala (1291–1329) signore di Verona. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad esempio in Valle Anzasca, nel manoscritto Memorie antiche della valle Anzasca del notaio anzinese Carlo Zambonini, si legge che: il 5 maggio del 1496 tre fratelli, i conti Cani di San Pietro arrivarono a Battiggio, in valle d’Aosta, Ciola, Pianezza, ora San Carlo, ovvero un comune della valle Anzasca (VB) nel quale presero a lavorare miniere d'oro. A Favara si riscontrano frammenti di questa famiglia tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

CANINO - A Favara si riscontrano frammenti di questa famiglia tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

CANNAROZZO - A Favara si riscontrano frammenti di questa famiglia nella seconda metà del 1500, tra la prima e la seconda metà del 1600, nella prima e la seconda metà del 1700.

 

CANNELLA - A Favara si riscontrano frammenti di questa famiglia nella fine del 1500, nella seconda metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

CANNISTRARO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CANNIZZARO - Cognome tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto, dovrebbe essere di origine spagnola, ma potrebbe anche derivare dal toponimo Cannizzaro (CT). Il casato dei Cannizzaro compare in Sicilia nell'XI secolo dove viene investito della castellania di Terranova da re Pietro I d'Aragona.  Tracce di questa cognomizzazione si trova nel 1600 a Catania, in uno scritto dell'epoca si legge: "...Die l9 Augustu 1657 si compro du pezzu di lu tirrenu di li patri gesuiti per crisciri la Clesia: l'attu fu fatto in Catania per li atti di notar Marco Cannizzaro: lu preezzu di detto terreno fu di onze 1.10...".  Personaggio famoso è stato il chimico palermitano Stanislao Cannizzaro (1826-1910). Famiglia venuta da Castrogiovanni (antica Enna), presente a Favara nella seconda metà del 1500 ed estinta nella seconda metà del 1600.

 

CANTA - Famiglia venuta da Agrigento nella seconda metà del 1500 ed estinta nella prima metà del 1800.

 

CAPITANO - Cognome riscontrabile anche nella variante Capitani. Presente in tutto il centro nord Capitani; Capitanio ha la sua massima concentrazione nel lombardo veneto, ma presenta ceppi anche nel Lazio, negli Abruzzi e nelle Puglie. Questi cognomi derivano da soprannomi originati dal vocabolo medioevale Capitaneus (capitano, massima autorità cittadina), soprannomi raramente derivanti dall'aver fatto parte della famiglia di un Capitaneus, più spesso per esserne al servizio o in qualche modo collegati. Di questa famiglia evidenzia una sola presenza nella prima metà del 1600.

 

CAPIZZI - Cognome originario della Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche, essendo la contrazione di un capiddi rizzi (capelli ricci). A Favara si riscontrano frammenti di questa famiglia nella seconda metà del 1500, tra la prima metà e la seconda metà del 1600, tra la prima metà e la seconda metà del 1700 ed all’inizio del 1900, proveniente da Serradifalco.

 

CAPOBIANCO - Cognome molto diffuso al sud, nel Lazio, Campania, Puglia e Basilicata. Un ceppo è presente anche nell'agrigentino. Deriva da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, come l'essere bianco di capelli. Antichissima famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 ai nostri giorni.

 

CAPODICI - Antica famiglia presente a Favara dalla metà del 1600 ai nostri giorni.

 

CAPPA - Tracce di questa famiglia sono state rilevate nella prima metà del 1600.

 

CAPPALONGA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà alla seconda metà del 1600.

 

CAPPASANTA - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

CAPPELLO/CAPELLO/CAPILLO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Capelletti, Capellini, Capello, Cappella, Cappelli, Cappellini, Cappellino. Specifico del sudmilanese e cremonese Cappelletti; concentrato in Lombardia, Emilia e Liguria Capellini sembra essere originario della zona tra Piacenza e Cremona; piemontese Capello; Cappella è diffuso nel centro Italia. Sembrerebbero esserci tre nuclei, nel Lazio, nelle Marche in provincia di Macerata e nel Molise in provincia di Campobasso, diffuso in tutta Italia Cappellini, soprattutto al centro Cappelli; in provincia di Palermo e di Cuneo Cappellino; siciliano Cappello, ma con presenze massiccie anche in provincia di Lecce e nel Veneto. Tutti questi cognomi sono originati da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche o identificatori di mestiere, quali il venditore o fabbricante di cappelli. Cognomi come questi nel sud italia venivano attribuiti a persone dotte e colte di gusto e finezza e comunque aristocratiche, a differenziarsi dal popolo comune. A Favara si riscontrano rade presenze di questa famiglia nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1800, dai primi del 1900 ai nostri giorni.

 

CAPRARO - V. Craparo.

 

CARACAUSI - A Favara si riscontrano rade presenze di questa famiglia nella seconda metà del 1500, dalla prima metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

CARAMANNO - Antichissima famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 finoai nostri giorni.

 

CARAMAZZA - Un primo ceppo è venuto da Montaperto nei primi della seconda metà del 1600 ed un secondo da Aragona nella seconda metà del 1700.

 

CARAMUNGI - Famiglia presenta a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

CARAPEZZA - Rade presenze di questa famiglia si lilevano a Favara nel primi del 1700.

 

CARATOZZOLO - Rade presenze di questa famiglia si lilevano a Favara dalla prima alla seconda metà del 1800.

 

CARAVASSO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CARAVELLO - Rade presenze di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1600.

 

CARAVOTTA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

CARBONE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Carboni e Carbonini. Carboni è diffuso in tutto il centro nord e nella Sardegna; Carbonini sembrerebbe bresciano, ma con un ceppo forse in provincia di Pavia; Carbone è diffuso in tutta Italia, soprattutto al sud. Tutti questi cognomi sono derivati da soprannomi collegati con l'attività di estrattore o venditore di carbone o provengono da uno dei molti toponimi legati al vocabolo carbone, quali Carbone (PZ) Carbonara (BA) - (NA) etc.. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 e dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CARCHIOLO - Rade presenze di questa famiglia si rilevano a Favara dalla seconda metà del 1600 alla prima metà del 1700.

 

CARCIONE - V. Graccione.

 

CARDELLA - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e i primi del 1600, dalla fine del 1600 alla prima metà del 1700 ed infine dalla metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CARISI - Famiglia presente a Favara tra la prima e la seconda metà del 1700 e dalla fine del 1800 ai nostri giorni.

 

CARLINO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Carli, Carlini, Carloni, Carlucci. Carli è diffuso in Toscana, nel Veneto ed in Emilia, diffuso in tutt'Italia, con prevalenza al centro nord; Carlini sembrerebbe avere più nuclei, in provincia di Ferrara di Rimini, Genova, in Umbria e nel Lazio, la presenza nel cagliaritano dovrebbe essere di origine ligure; diffuso in tutto il centro è Carloni, mentre Carlucci appare provenire dal sud e precisamente dalla Puglia e Basilicata. Carlino è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, Tutti questi cognomi derivano dal nome medioevale Carolus, che è una latinizzazione del germanico Karl (uomo libero). A Favara è stata rilevata una presenza fra la seconda metà del 1500 e la metà del 1600 di una famiglia Avola, soprannominata Carlino. un ceppo, tutt’ora esistente, è venuto da S. Elisabetta nella prima metà del 1800 ed altro ancora da Palma di Montechiaro nella seconda metà del 1800.

 

CARLISI - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500, tra la metà del 1600 e la seconda metà del 1700, infine nella prima metà del 1800.

 

CARLOTTA - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

CARLUZZO - Una rada presenza di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1800.

 

CARRAZANO - Rade presenze di questa famiglia si rilevano tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

CARRUBA/CARRUBBA - Carruba, molto raro, è tipico del nisseno ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Carrubba che è molto presente in tutta la sicilia meridionale, nel siracusano in particolare, derivano ovviamente da soprannomi originati dal frutto del carrubo a sua volta derivato dal vocabolo arabo charrub. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CARUANA - La prima famiglia venuta da Aragona fra la fine del 1600 e l’inizio del 1700. Altre famiglie sono venute da Agrigento nella prima metà e l’inizio della seconda metà del 1700. Infine altre famiglie sono venute da S. Cataldo e Agrigento all’inizio e nella prima metà del 1800.

 

CARUSO - Cognome diffusissimo in tutta Italia anche se si può ipotizzare una provenienza siciliana. La sua origine è dal vocabolo dialettale caruso (ragazzo, garzone). I Caruso discenderebbero dal cavaliere Pier Fortugno che nel 1026 espugnò la città di Nocera dei Pagani travestendosi da saraceno e rasandosi il capo. Da allora fu ricordato come il cavalier Caruso, cioè rasato. I Caruso si diramarono in tutta Italia dando origine a vari rami. A Favara la famiglia si rileva dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600, nella seconda metà del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CARUSOTTO/CIBARDO CARUSOTTO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 alla seconda metà del 1800.

 

CASABONA - Ha un ceppo originario a Genova, uno a Livorno ed uno in Sicilia, nella zona tra Enna, Caltanissetta e Catania. Deriva dal nome di una località che per il ceppo siciliano potrebbe essere il toponimo Casabona (KR), ma anche più semplicemente indica l'appartenenza ad una casa accogliente. Il ceppo toscano potrebbe originare dal botanico Giuseppe Goedenhuitze un Fiammingo che, trasferitosi nella seconda metà del 1500 in Toscana al servizio del Granduca di Toscana, italianizzò il proprio cognome appunto in Casabona. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CASALICCHIO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CASATUTO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CASCIARO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CASCINO - Cognome decisamente meridionale con ceppo principale in Sicilia e ramificazioni anche in Campania e Basilicata. Dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato alla località di provenienza. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla seconda metà del 1800.

 

CASCIO - Cognome specifico della Sicilia nord occidentale. Potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale casciu (caseificio, cacio), ma più probabile, dalla gens Cascia (Cassia). A titolo di esempio riportiamo il contenuto di una lapide di epoca romana che cita personaggi appartenenti a questo clan: "D(is) M(anibus) A(ulus) Cascius Marcianus matri suae Casciae Capriolae pientissim(a)e b(ene)m(erenti) p(osuit)".  Tracce di questa cognomizzazione si riscontrano a Palermo nel 1600: "...Nos praeteritis rivulis istis omnibus, puriorem ex fonte aquam porrigimus; neque gravitier ferimus ad manus nostras non pervenisset vitam, quam (eodem Vincentio teste) Jacobus Cascio Thermitanus Panormi edidit anno MDCXI...". A Favara si rileva una famiglia a partire dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

CASERTA - Famiglia venuta da Palma di montechiaro nella prima metà del 1800 e tutt’oggi esistente.

 

CASSARO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Cassara, Cassarono, Cassarotto. Cassara è originario della provincia di Palermo; Cassarino è tipico del sud della Sicilia; Cassarotto, assolutamente rarissimo sembrerebbe torinese, mentre Cassaro è della provincia di Agrigento. Questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati al toponimo Cassaro (SR) o al mestiere di cassaio (produttore di casse). A Parte due provenienze nella seconda metà del 1600 ed intorno alla metà del 1800 da Canicattì ed un’altra da Aragona nella prima metà del 1800, le famiglie Cassaro di Favara hanno un ceppo unico proveniente da Canicattì intorno alla metà del 1800.

 

CASTAGNA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Castagnetti, Castagnini, Castegnini. Castagnetti è decisamente emiliano, probabilmente originario della provincia di Modena; Castagnini è veronese ed è anche ben rappresentato in Emilia;Castegnini è tipico bresciano; Castagna è comune in tutt'Italia. Questi cognomi dovrebbero avere un'origine da soprannomi dialettali legati al mestiere di venditore di castagne o a toponimi quali: Castagneto (MO) - (RE), Castegnato (BS). A Favara si riscontra la presenza della famiglia fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600, nella prima metà del 1700, nella prima metà del 1800 ed infine all’inizio del 1900.

 

CASTELLANA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Castellani, Castellano, Castellari, Castellano, Castellazzi, Castelletti, Castelli, Castellini, Castello, Castellonotti, Castelluzzo e Castelluccio. Castellano è presente in tutta Italia con notevole prevalenza al sud, soprattutto in Sicilia, Puglie e Campania; Castellani è decisamente del centro nord; Castellari è assolutamente emiliano; Castellaro è veneziano, ma esiste un ceppo anche tra la provincia di Alessandria e di Genova; Castellazzi ha due zone d'elezione, la provincia di Bergamo e di Modena; Castelletti è tipico lombardo; Castelli è molto diffuso in tutt'Italia, Castellini è presente in tutta Italia, con diverse aree di provenienza, una tra le provincie di Brescia, Verona e Vicenza, un'altra nella liguria orientale un'altra in Umbria e potrebbe essercene pure una in provincia di Palermo; Castello ha ceppi sparsi a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia; Castellotti è lombardo delle provincie di Milano, Pavia e Lodi; Castelluzzo e Castelluccio ha due ceppi uno nel palermitano ed uno nel leccese; Castellana è tipico dell’agrigentino. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi originati dal fatto di abitare in un castello o di essere alle dipendenze in un castello, ma possono anche essere derivati da soprannomi legati a toponimi con la radice Castel- come ce ne sono svariate decine in Italia. La presenza a Favara della famiglia è attestata sin dalla seconda metà del 1500 ed il ceppo preminente, è venuto da Gratteri (PA).

 

CASTELLI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Castellani, Castellano, Castellari, Castellano, Castellazzi, Castelletti, Castellini, Castello, Castellonotti, Castelluzzo e Castelluccio, Castellana. Castellano è presente in tutta Italia con notevole prevalenza al sud, soprattutto in Sicilia, Puglie e Campania; Castellani è decisamente del centro nord; Castellari è assolutamente emiliano; Castellaro è veneziano, ma esiste un ceppo anche tra la provincia di Alessandria e di Genova; Castellazzi ha due zone d'elezione, la provincia di Bergamo e di Modena; Castelletti è tipico lombardo; Castello ha ceppi sparsi a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia; Castellotti è lombardo delle provincie di Milano, Pavia e Lodi; Castelluzzo e Castelluccio ha due ceppi uno nel palermitano ed uno nel leccese; Castellana è tipico dell’agrigentino; Castellini è presente in tutta Italia, con diverse aree di provenienza, una tra le provincie di Brescia, Verona e Vicenza, un'altra nella liguria orientale un'altra in Umbria e potrebbe essercene pure una in provincia di Palermo. Castelli è molto diffuso in tutt'Italia; è un cognome abbastanza comune in tutta l'Italia. In Trentino è originario della Valsugana e della Valle dei Laghi. Come le numerose varianti (Castelani e Castelazzi nella Valle dell'Adige, Castellan e Ccastellani nelle Valli di Non e di Sole, Castellini nelle Giudicarie) deriva da appellativi indicanti sia gli abitanti e i dipendenti di un castello, sia la provenienza da una delle numerose località (trentine e non) che hanno Castello nel loro nome. Castelluber (della Valsugana) è uno dei cognomi portati in Trentino nei secoli scorsi dai coloni germanici. Non se ne conosce con certezza l'etimologia, ma si ritiene che il primo elemento possa considerarsi l'italiano castello. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi originati dal fatto di abitare in un castello o di essere alle dipendenze in un castello, ma possono anche essere derivati da soprannomi legati a toponimi con la radice Castel- come ce ne sono svariate decine in Italia. A Favara si rileva la presenza della famiglia tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600, tra gli inizi del 1700 e la seconda metà del 1500.

 

CASTELLINO - A Favara si rileva la presenza della famiglia tra la metà del 1500 e la seconda metà del 1600, dagli inizi del 1700 ai nostri giorni.

 

CASTELLISI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CASTELLO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Castellani, Castellano, Castellari, Castellano, Castellazzi, Castelletti, Castelli, Castellini, Castellonotti, Castelluzzo e Castelluccio, Castellana. Castellano è presente in tutta Italia con notevole prevalenza al sud, soprattutto in Sicilia, Puglie e Campania; Castellani è decisamente del centro nord; Castellari è assolutamente emiliano; Castellaro è veneziano, ma esiste un ceppo anche tra la provincia di Alessandria e di Genova; Castellazzi ha due zone d'elezione, la provincia di Bergamo e di Modena; Castelletti è tipico lombardo; Castelluzzo e Castelluccio ha due ceppi uno nel palermitano ed uno nel leccese; Castellana è tipico dell’agrigentino; Castelli è molto diffuso in tutt'Italia, Castellini è presente in tutta Italia, con diverse aree di provenienza, una tra le provincie di Brescia, Verona e Vicenza, un'altra nella liguria orientale un'altra in Umbria e potrebbe essercene pure una in provincia di Palermo; Castello ha ceppi sparsi a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia; Castellotti è lombardo delle provincie di Milano, Pavia e Lodi. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi originati dal fatto di abitare in un castello o di essere alle dipendenze in un castello, ma possono anche essere derivati da soprannomi legati a toponimi con la radice Castel- come ce ne sono svariate decine in Italia. A Favara la famiglia si rileva dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

CASTELLUCCIO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Castellani, Castellano, Castellari, Castellano, Castellazzi, Castelletti, Castellini, Castello, CASTELLI, Castellonotti, Castelluzzo e Castelluccio, Castellana. Castellano è presente in tutta Italia con notevole prevalenza al sud, soprattutto in Sicilia, Puglie e Campania; Castellani è decisamente del centro nord; Castellari è assolutamente emiliano; Castellaro è veneziano, ma esiste un ceppo anche tra la provincia di Alessandria e di Genova; Castellazzi ha due zone d'elezione, la provincia di Bergamo e di Modena; Castelletti è tipico lombardo; Castello ha ceppi sparsi a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia; Castellotti è lombardo delle provincie di Milano, Pavia e Lodi; Castellana è tipico dell’agrigentino; Castelli è molto diffuso in tutt'Italia, Castellini è presente in tutta Italia, con diverse aree di provenienza, una tra le provincie di Brescia, Verona e Vicenza, un'altra nella liguria orientale un'altra in Umbria e potrebbe essercene pure una in provincia di Palermo; Castelluzzo e Castelluccio ha due ceppi uno nel palermitano ed uno nel leccese. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi originati dal fatto di abitare in un castello o di essere alle dipendenze in un castello, ma possono anche essere derivati da soprannomi legati a toponimi con la radice Castel- come ce ne sono svariate decine in Italia. A Favara la famiglia si rileva dalla prima metà del 1700 alla seconda metà del 1800.

 

CASTIGLIONE - Cognome presente in tutto il centro nord si individua un importante ceppo nelle province di Varese e Como, ma potrebbero esserci altri ceppi in provincia di Rimini, di Verona, di Lucca e di Genova. Il cognome discende da toponimi quali Castiglione d'Adda (LO), Castiglione d'Asti (AT), Castiglione d'Intelvi (CO), Castiglione Olona (VA), Castiglione Chiavarese (GE), Castiglione Mantovano (MN), ecc..  Nel 1000, nel varesotto si trova tra gli altri il casato nobiliare, dei Castiglioni che si fregiavano allora del titolo di Capitani di Castiglione Olona e che nel secolo successivo erano tra le più nobili famiglie del Seprio, nel 1300 a Casciago (VA) troviamo la nobile e influente famiglia Castiglioni tra le più abbienti e potenti, nel 1400 c'è un Branda Castiglioni Vescovo di Como, e un suo omonimo Vescovo di Piacenza, creato Cardinale nel 1411dall’antipapa Giovanni XXIII, a Berbenno, in Valtellina, nel 1450 l'arciprete Guidotto Castiglioni è alla guida della pieve, il Guicciardini nelle sue Memorie cita, riferendosi a nobili cavalieri fiorentini del 1400: "...messer Luigi Ridolfi, messer Matteo Castiglioni, Niccolò da Uzzano...", a Elice (PE) nel 1500 la famiglia Castiglioni di Penne risulta fra i ricchi proprietari terrieri: "...Istromento di ratifica di una vendita di un terreno feudale in contrada delli Sanarci a beneficio dell'Università dell'Elce colla renuncia del patto redimendo, contro D. Francescantonio e D. Pompeo Castiglioni eredi del quondam Camillo Castiglioni...", nel 1700 i Castiglioni sono Marchesi a Calcio (BG). A Favara la famiglia si rileva all’inizio del 1600 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CASTROGIOVANNI - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara verso la fine del 1500, nella seconda metà del 1600 e nella seconda metà del 1700.

 

CASTRONOVO - Questa è una delle più antiche famiglie di Favara, già presente nella seconda metà del 1500. Il ceppo principale, più antico, ancora oggi esistente, è quello dei Calcinari, per via del lavoro legato alla produzione della calce. Fiorirono in questo ceppo numerosi mastri, soprattutto marammieri.

 

CASÀ - Famiglia presente a Favara alla fine del 1500, dove si stabilizza nella seconda metà del 1600 con un ceppo proveniente da Aragona.

 

CATALANO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Catalani, Catalani, Catalano. Catalani è raro e sembra avere un ceppo nel Lazio ed uno nelle Marche; Catalano, diffusissimo in tutt'Italia, sembrerebbe decisamente centro meridionale, ma potrebbero esserci anche altri ceppi in Liguria, tra Bologna e Firenze e in Lombardia; Catalani, molto raro, oltre al ceppo marchigiano potrebbe averne anche uno secondario nel mantovano; Cattalano è rarissimo e sembra proprio del torinese. L’origine di detti cognomi potrebbe derivare dal nome medioevale italiano Catalanus o da soprannomi originati dalla provenienza geografica del capostipite, la regione della Catalogna, in Spagna, origine che può essere reale o attribuita a chi, come i legionari veterani di Pompeo, aveva effettuato delle campagne in Spagna. Nel 1200 sulla Nova Cronicha del Villani si legge: "...due cavalieri frati godenti di Bologna per podestadi di Firenze, che l'uno ebbe nome messer Catalano dÈ Malavolti, e l'altro messer Loderigo delli Andalò, ...", sempre nel 1200 in un atto leggiamo: "...dominico de Villalonga Ferrarius Catalanus, «haereticorum terror»,...", nel 1300 nell'elenco dei vescovi fatti da Giovanni XXII si trova Jordanus Catalanus, nel 1500 troviamo un famoso pittore Gian Domenico Catalano, in un atto rogato a Monterubbiano (AP) si parla di 1500 ducati, impegnati a favore di un tale ebreo Abraham Catalanus. A Favara la famiglia è presente tra la seconda metà del 1500 e la metà del 1700, dall’inizio del 1800 ai nostri giorni.

 

CATALDO - Cognome riscontrabile anche nella variante Castaldi. Castaldi è abbastanza diffuso in tutto il sud, con ceppi importanti in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, ma sembrano esserci nuclei anche nel Lazio e nelle Marche. Cataldo è specifico di tutto il sud. Entrambi derivano dal nome medioevale Cataldus, di cui si ha traccia ad esempio in un atto di donazione del 686 scritto in Cremona, dove si può leggere: "In nomine domini Dei et beatissimi auctoris nostri Iesu Christi et beate matris eius Marie domine nostre. regnantes gloriosissimis domnis nostris Pertharith et Chuniberth uiri excellentissimi regibus, anno regni eorum decimo sexsto et nono... ...Ego Cataldus indignus primus presbiter ut primerius ut custus Sancte Marie huic cartula donactonis et dotacionis a nobis facta subscripsimus et probaui...", ma è pure possibile una derivazione da toponimi come San Cataldo (CL) o San Cataldo di Bella (PZ) o dal termine longobardo Gastaldo (vedi).  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Messina nel 1300, in un testamento infatti si legge: "...et meridiem est via pubblica et a septentrione hospitium dicti Donni Cataldi et tertiam partem bonorum et iurium suorum existentium ...". A Favara la famiglia è venuta da Caltanissetta nella prima metà del 1800.

 

CATANESE - Di questa famiglia si riscontrano rade presenze nella prima metà del 1800.

 

CATANIA - Cognome specifico siciliano, deriva dal toponimo omonimo. Il ceppo messinese si stabilì a Messina sotto Federico II, da cui ebbe il feudo di Nissoria, la castellania di Asaro ed il casale di Placa di Baione costituito in Baronia. A Favara la presenza di questa famiglia si attesta fra la prima metà del 1600 e la prima metà del 1700, nella prima metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

CATANZARO - Cognome diffuso in Sicilia, Calabria e Puglia, deriva dal toponimo omonimo. A Favara la presenza di questa famiglia si attesta fra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1700, fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

CATINELLA - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1600, nella prima metà del 1700, nella prima metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

CAVALERI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Cavaliere, Cavalieri. Questi ultimi sono diffusi in tutt'Italia; Cavaliere è molto più presente al sud e nel Veneto, mentre Cavalieri è più diffuso al nord, in Emilia soprattutto. Hanno diverse origini, da soprannomi riferiti al mestiere di cavallaio (chi cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia di Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell'esercito, all'aver fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli. Si hanno tracce di questo cognome già dal rinascimento, a Ferrara un Bartolomeo Cavalieri vende a Ludovico Ariosto con rogito 30 giugno 1526 redatto dal notaio Ercole Pistoia, una casa in Contrada del Mirasole. Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

CAVALLARO - Cognome diffuso nelle varianti: Cavalli, presente in tutt’Italia, ma prevalentemente nella parte nord occidentale; Cavallini, tosco emiliano, anche se diffuso in tutta la penisola; Cavallino parrebbe avere tre ceppi uno genovese, uno napoletano ed uno palermitano; Cavallo è pure diffuso in tutt’Italia, ma soprattutto al sud; Cavallotti dovrebbe avere due ceppi, uno tra il pavese ed il milanese ed un altro tra Modena e Bologna. Questi cognomi hanno diverse origini, da soprannomi riferiti al mestiere di cavallaio (chi cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia di Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell’esercito, all’aver fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli, oppure da toponimi quali Cavallino (LE) o Cavallo Pastorio (ME) o simili. A Favara la famiglia è presente dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

CERESI - Cognome con varianti: Ceresa, Cereso, Cerasa, Ceraso, Cerasi, Cirasa, Ciraso, Ceresini, Ceresoli, Ceresolo, Ceresero, Cereseto, Cerasola, Cerasoli, Cerisola. Derivante da "ciliegia", nato da soprannomi di mestiere connessi con la ciliegia. Cerasa è del centro Italia, potrebbe avere ceppi nel leccese e nel palermitano; Ceresa sembra essere specificatamente lombardo e piemontese. A Favara questa famiglia è presente dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CERVELLO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CHIANETTA/MARZETTA - Unico ceppo presente a Favara dall’ultimo decennio del XVI sec., il cui cognome originario era Marzetta.

 

CHIAPPARO - A parte di una singola presenza nella seconda metà del 1500, è stata rilevata una prima famiglia a partire dall’inizio del 1800 ed una seconda (quella ancora oggi esistente) a partire della metà del 1800.

 

CHIARA - Cognome con vari ceppi in Piemonte, Veneto, Puglia e Sicilia. Possono derivare dal nome mediovale Clara (luminosa), ma è pure possibile una derivazione dai vari toponimi contenenti la radice Chiara. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CHIARELLI/CHIARELLO - Chiarella ha un ceppo importante a Borgia (CZ) e Catanzaro, ed uno a Polignano a Mare, a Molfetta (BA) e nel foggiano; Chiarelli è panitaliano. Chiarello ha ceppi sparsi per l'Italia, nel vicentino, nel Salento, in Calabria ed in Sicilia. Derivano dal nome medioevale Clarella - Clarellus, di cui abbiamo un esempio nella Cronica di Salimbene da Parma nel 1200: "...In isto autem exercitu erat quidam frater laycus ex Ordine Minorum, natione Paduanus, nomine Clarellus, quem vidi et bene cognovi...". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600 nella versione più antica Chiarello. La variante Chiarelli risulta presente dalla metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CHIARENZA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

CHIODO - Si trova nelle varianti Chioda, nel Bergamasco, e Chiodaroli nell'area piacentino lodigiana. Chiodi è molto diffuso in pianura padana, con ceppi anche nelle Marche, Abruzzo e Lazio. Chiodo sembrerebbe originario del cosentino, ma con ceppi anche in Lombardia. Dovrebbero essere originati da soprannomi legati al mestiere di produttori o venditori di chiodi, o, in certi casi, legati al toponimo Chiuduno (BG). Famiglia presente a Favara dalla seconda del 1800 ai nostri giorni.

 

CHIRMINISI/CRIMINISI - Famiglia venuta da Grotte verso la fine del 1700 e tutt'oggi esistente.

 

CIBARDO CARUSOTTO - V. Carusotto.

 

CIBELLA/GIBELLA - Famiglia proveniente da Naro, presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni, anche con cognomi Cillebba e Gibella.

 

CICCONE - Cognome specifico della fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e foggiano, con un ceppo autonomo anche nel reggino. Cicconi è concentrato nella zona che comprende le Marche meridionali, l'Abruzzo settentrionale ed il Lazio. Dovrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'accrescitivo dell'aferesi del nome Francesco. Famiglia presente a Favara dalla seconda del 1800 ai nostri giorni.

 

CICCOTTO - Famiglia venuta da Castrofilippo nella seconda metà del 1700 ed ancora presente a Favara.

 

CICERO/LO CICERO - Cognome tipicamente lombardo nella forma Ciceri, ma con possibili altri ceppi nel sassarese e in provincia di Firenze, mentre Cicero è siciliano. Potrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale cicer (tazzine) il ceppo lombardo, quindi relative al mestiere di venditore o produttore di stoviglie, menttre tutti gli altri dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo cicer (cece) o dal nome medioevale Cicerus di cui abbiamo un esempio nel Codex cavensis diplomaticus sotto l'anno 955: "...In nomine domini vicesimo secundo anno principatus domni nostri Gisolfi gloriosi principis, mense ianuarius tertiadecima indictione. memoratorium factum a me mirandus filius quondam Ruscinii, eo quod ante presentia Guaiferi Castaldei et aliis subscripti testes per bonam convenientiam guadia mihi dederunt Petrus et Cicerus germani filii quondam Lademari, et mediatorem mihi posuerunt amatus filius Comperti...". Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara nella seconda metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

CICIO - Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara tra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

CIGNA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CILONA - Un primo nucleo di questa famiglia si rileva a Favara tra la prima metà e la seconda metà del 1600. Altra famiglia, ancora presente è venuta da Comitini nella seconda metà del 1800.

 

CIMINO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Cimmini e Cimmino. Cimmini è rarissimo e dovrebbe essere un derivato di Cimmino che è tipico campano, del napoletano e casertano; Cimino è diffuso in tutto il sud e potrebbero derivare dall'aferesi di nomi come Decimius o Ecimius. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

CINO - Cognome diffuso in tutto il sud, derivante da contrazioni di diminutivi di nomi come Leone, Guido, Mario e molti altri. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1715 e nella seconda metà del 1800.

 

CINQUEMANI - Antichissima famiglia presente a Favara già nella metà del 1500.

 

CIPOLLA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Cipolletta e Cipollini. Cipolletta è presente in tutt'Italia, ma dovrebbe avere due ceppi originarii, le Marche e la Campania. Cipollini è presente nel centro nord e sembrerebbe avere tre ceppi, nelle Marche, nel Lazio ed in Toscana. Cipolla è diffuso in tutt'Italia, ha tre zone di massima concentrazione dove si riconoscerebbero dei ceppi nativi e sono la provincia di Cosenza, la Sicilia, con le provincie di Palermo ed Agrigento ed il Lazio. Questi cognomi derivano da soprannomi originati da abitudini alimentari o dal mestiere di contadino. Famiglia presente a Favara dai primi anni del 1600.

 

CIPRIANO - Cognone diffuso in tutta Italia,  particolarmente concentrato nella fascia centrale, ma ha presenze molto significative anche a Verona e nelle Puglie. La sua origine è dal nome medioevale Ciprianus. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1700.

 

CIRANNA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600.

 

CIRASOLO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600, con sporadiche presenze anche tra la prima e la seconda metà del 1700.

 

CIRAULO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1800.

 

CIRINO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CIRNESI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1700.

 

CIRRONE - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la fine del 1500 e gli inizi del 1600.

 

CIULLA - Cognome originario della Sicilia orientale. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1800 ai nostri giorni.

 

CLEMENTE - Cognome riscontrabile anche nella variante Clementi. Clementi è diffuso in tutto il centro nord, Marche, Umbria e Lazio. Clemente è diffuso in tutt'Italia, ma particolarmente al sud ed in provincia di Udine. Derivano dal nome omonimo. Famiglia con sporadiche presenze a Favara all’inizio del 1600. Presente in maniera stabile dai primi del 1800 ai nostri giorni.

 

COGNATA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

COIRO/CORIO - Famiglia venuta a Favara nella seconda metà del 1800 da S. Arsenio.

 

COLLETTI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Colletta e Colletto. Colletta è presente a macchia di leopardo in tutta Italia; Colletto, molto raro, ha un ceppo nel palermitano ed uno nel veneziano; Colletti sembra avere oltre al nucleo principale nella Sicilia occidentale, anche un ceppo originario nel Lazio tra le province di Rieti e di Roma ed uno nel bolognese. Dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Nicola. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Giuliana (PA) nel 1500 con il notaio Giacomo Colletti, nel veneziano nella seconda metà del 1700 con il compositore Giuseppe Colletti. Colletti è un cognome originario dell'Irpinia in particolare da Montemiletto (mos milthum), si rilevano notizie fin dal 1600. I Colletti furono tra i grandi liberali dei moti del 1860 della regione, in parte selvaggiamente sterminati con altri dai sostenitori, fuorilegge dei filoborbonici. Sporadiche presenze di questa famiglia si rilevano a Favara tra la fine del 1800 ed i primi del 1900.

 

COLLURA - Sporadiche presenze di questa famiglia si rilevano a Favara tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600. Troviano la presenza della famiglia in modo stabile dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

COMPAGNINO - Famiglia presente a Favara fra la metà e la fine del 1500.

 

COMPARETTO - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

CONIGLIO - Sporadiche presenze di questa famiglia riscontriamo a Favara nella seconda metà del 1500 e nella seconda metà del 1600.

 

CONTE/CONTI - cognome molto diffuso in Italia nelle varianti Conte e Conti, con una prevalenza centro settentrionale, Sicilia e Sardegna per il secondo. Contini è sommamente rappresentato in Sardegna, ma è comunque presente in modo significativo nel resto d'Italia. Questi cognomi derivano da soprannomi legati al fatto di essere i capostipiti in qualche modo connessi con dei Conti, o perchè al loro servizio, o per gli atteggiamenti, o per la somiglianza fisica, o per altri motivi simili. Famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 alla seconda metà del 1600, con provenienze da Racalmuto. Un secondo ceppo, proveniente da Cammarata si rileva nella seconda metà del 1700 e dalla fine del 1800 ai nostri giorni.

 

CONTINO - Cognome che rappresenta una variante di Conte/Conti. Un nucleo principale si ritrova in Sicilia, ma esistono ceppi anche nel Salento, nel foggiano, in Campania e nel Lazio. Antichissima famiglia già presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi esistente.

 

CONTRINO - Antichissima famiglia già presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi esistente.

 

CORALLO - Famiglia presente a Favara dai primi del 1800 ai nostri giorni.

 

CORDARO - Cognome di probabile origine ascolana. Dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere del produttore o venditore di corde. Famiglia presente a Favara dai primi del 1800 ai nostri giorni.

 

CORRAO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nei primi del 1800 e nei primi del 1900.

 

CORIO - V. Coiro.

 

CORSINO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e i primi del 1600.

 

CORTESE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Cortesi e Corti. Cortesi è specifico di Lombardia e Romagna, con ceppi anche nel fiorentino ed a Roma; Corti è diffuso in tutto il centro nord, ha un ceppo importante in Lombardia ed uno in Toscana; Cortese è diffuso in tutt'Italia. Questi cognomi potrebbero essere originati da soprannomi derivanti dal fatto di essere a servizio alla corte di qualche signorotto, come è possibile che derivino da uno dei tanti toponimi con la radice Corte-, come Corte (PD) - (TN) o Corte Brugnatella (PC), Corte dÈ Cortesi (CR), Corte Palasio (LO), o uno dei tanti altri. Famiglia presente a Favara fra la metà e la fine del 1500.

 

COSENTINO - Cognome riscontrabile anche nella variante Casentini. Cosentini, molto raro ha un nucleo calabrese nel cosentino ed un ceppo forse non secondario nel ragusano; Cosentino è diffuso in tutto il sud. Entrambi derivano dall'etnico di Cosenza. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1800.

 

COSTA - Cognome diffuso moltissimo in tutta Italia che dovrebbe derivare da soprannomi originati da toponimi quali: Costa (TV), Costa Calcinara (PD), Costa d'Arcevia (AN) e tantissimi altri. A Favara è stata rilevata la presenza di famiglie Costa nella seconda metà del 1500 provenienti prevalentemente da Agrigento. Altra famiglia è venuta da Pietraperzia (CL) all’inizio del 1700 e tutt’oggi esistente.

 

COSTANTINO - Cognome riscontrabile anche nella variante Costantini. Sono diffusi in tutt'Italia, ma Costantini  particolarmente nella fascia centrale mentre Costantino lo è al sud. Questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Costantinus. Nel 1200, troviamo una famiglia Costantini annoverata tra i patrizi di Venezia. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima e seconda metà del 1600, nella prima metà del 1700, nella prima e seconda metà del 1800.

 

COSTANZA - Cognome con varianti: Costanzi, Costanzo, De Costanzo, Di Costanzo, Decostanzi, Decostanzo. Deriva dal nome Costanzo e dall’astratto "costanza", tenacia, perseveranza.Cognome riscontrabile anche nella variante Costanzo. Sono entrambi diffusi in tutt'Italia, ma la loro origine dovrebbe essere meridionale. Possono derivare sia dal cognomen latino Costantinus che da un soprannome legato al concetto di costanza, che a toponimi. La prima presenza è stata rilevata nella prima metà del 1500 e, fra queste, una venuta da Castrogiovanni (antica Enna), col nomignolo di Pillizza, tutt’oggi esistente.

 

COTTONE - Frammenti di questa famiglia sono stati rilevati nella prima metà del 1700 e nella prima metà del 1800.

 

COZZO - Cognome riscontrabile anche nella variante Cozzi. Cozzi è diffuso a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare; Cozzo dovrebbe essere originario della provincia di Messina. Dovrebbero entrambi derivare da modificazioni dell'aferesi contratta del nome Jacopo. Frammenti di questa famiglia sono stati rilevati nella prima e seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

CRAPA - Cognome con varianti: Capra, Cavra, Crava, Chiabra, Caprini, Caprino, Caprioli, Capriolo, Capriotti, Capruzzi, Caproni, Capraro, Caprari, Capraro, Caprara, Caprile, Caprilli, Capriati, Cavrini, Cavrotti, Cavrulli, Cavriani, Cravetti, Cravini, Cravino, Cravotta, Craviotto, Cravari, Cravarolo, Craveri, Cravero, Chiabrero, Chiabrera, Cibrario. Cognome che deriva sostanzialmente da "capra", pastorizia, pertanto da un mestiere. Diffuso in tutta l'Italia settentrionale centro occidentale con ceppi isolati anche al centro ed al sud, deriva da un soprannome legato al vocabolo capra, o per caratteristiche del mestiere di pastore o altro.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Milano nel 1400 con Baldassarre Capra cancelliere della curia arcivescovile. Famiglia venuta a Favara da Palma di Montechiaro nella seconda metà del 1800.

 

CRAPANZANO - Antichissima famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 ai nostri giorni.

 

CAPRARO/CRAPARO - Cognome con varianti: Caparra, Caprai, Capra, Cavra, Crava, Chiabra, Caprini, Caprino, Caprioli, Capriolo, Capriotti, Capruzzi, Caproni, Capraro, Caprari, Capraro, Caprara, Caprile, Caprilli, Capriati, Cavrini, Cavrotti, Cavrulli, Cavriani, Cravetti, Cravini, Cravino, Cravotta, Craviotto, Cravari, Cravarolo, Craveri, Cravero, Chiabrero, Chiabrera, Cibrario. Cognome che deriva sostanzialmente da "capra", pastorizia, pertanto da un mestiere. Caprara ha un ceppo nel Lazio, uno in Emilia, nel bolognese e modenese, uno nel veronese e probabili ceppi non secondari in Liguria, Molise e Basilicata; Caprari sembra avere un ceppo nel sondriese, uno nel reggiano, uno nell'anconetano ed uno nel Lazio; Capraro ha un ceppo veneto nel bellunese, vicentino e trevigiano, uno nel Lazio e Campania settentrionale, uno nel Salento ed uno nell'agrigentino, dovrebbero derivare o da toponimi come Caprarola (VT), Caprarico (MT), Caprarica di Lecce (LE), Caprara d'Abruzzo (PE), Caprara (RE), o monte Capraro nel Molise e molti altri, oppure dal cognomen latino Caprarius portato ad esempio da Caius Caecilius Metellus Caprarius console nel 113, o anche da soprannomi legati al mestiere di custode di capre. A Favara la famiglia si rileva nelle varianti Craparo e Capraro (anche se in minore quantità), dai primi alla seconda metà del 1700, anche se non mancano tracce nella prima metà del 1600. Infine la ritroviamo in forma stabile dalla prima metà del 1900 ai nostri giorni.

 

CRESCIMANNO - Frammenti di questa famiglia sono stati rilevati fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

CRISCENZO - Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

CRISCI - Cognome probabilmente originario delle provincie di Napoli e Caserta. Dovrebbe derivare dal cognomen latino Criscius o Crixsius. Nel 1200 ad Amalfi troviamo un Criscius Amalfitanus magister procurator, ad Afragola; in una sentenza del 1271 è citato in qualità di coimputato un Criscius de Presbitero. Sporadiche presenze di questa famiglia si rilevano a Favara tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

CRISPO - Cognome con varianti: Crispi, Crespini, Crispino. Crispi diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud ha un ceppo importante in Sicilia nel catanese; Crespini, molto raro, sembrerebbe umbro; Crispino, diffuso in tutto il sud, ha un ceppo nel napoletano e casertano, uno nel cosentino ed uno nel catanese;Crispo ha un ceppo in Campania ed uno in Calabria. Derivano tutti dal cognomen latino Crispus o dal suo diminutivo Crispinus, questo nome è citato ad esempio da Svetonio: "...Passienus Crispus, municeps Viselliensis, tirocinio suo in senatu ita coepit:..." storico latino vissuto nel I e II sec. d.C., mentre il secondo viene ricordato dal console romano dal 354 al 351 a.C. Titus quinctius poenus capitolinus Crispinus. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1700.

 

CRISTA - Sporadiche presenze di questa famiglia si rilevano a Favara tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

CUCCHIARA - Antica famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

CUCCHIARELLA - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1600.

 

CUCUZZELLA - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

CULLELLA - Famiglia Agrigentona presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

CUMBO - Qualche presenza di questa famiglia si riscontra a Favara nei primi anni del 1600, nella prima metà del 1700 ed infine, in forma stabile, dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CUNTRERI - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CUPARDO - Famiglia Agrigentona, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

CURABBA - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1600 alla seconda metà del 1800.

 

CURATOLO - Cognome riscontrabile anche nella variante Curatola. Curatola è tipico del reggino; Curatolo ha un ceppo nel Gargano, nella zona di Cagnano Varano (FG) e Sannicandro Garganico ed uno in Sicilia a Caltanissetta e Marsala (TP). Derivano dal termine bizantino kourator (intendente). Sporadiche presenze di questa famiglia si rilevano a Favara tra la prima metà del 1600 e la prima metà del 1700 ed all’inizio del 1900.

 

CURCIO - Cognome riscontrabile anche nella variante Curci. Curci è tipico del sud peninsulare, della Puglia in particolare e del napoletano, con un possibile ceppo lombardo ma originario del veneziano. Curcio è più diffuso in tutto il sud Campania, Calabria e Sicilia. Entrambi derivano da soprannomi originati da vocaboli dialettali che possono significare sia corto (basso di statura), sia l'organo sessuale femminile, in pugliese curciu. Traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Paternopoli (AV) nel 1600 con Giacomo  Curcio Procuratore della Cappella del Rosario della locale chiesa della Beata Vergine Maria, a Venezia sempre nel 1600 troviamo il liutaio  Zuanne Curci. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1800.

 

CURRERI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600. Qualche presenza la ritroviamo anche nella prima metà del 1700.

 

CURSERI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1700.

 

CURTO - Cognome diffuso in tutta Italia, con probabile origine da un soprannome legato alla bassa statura del capostipite. Famiglia presente a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1700. Ritroviamo, in forma stabile, un cetto proveniente da Comitini, dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

CUSCHERA/CUSCHERI - A parte una sporadica presenza della famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1600, proveniente da Naro, ritroviamo un altro ceppo di Aragona a partire dai primi del 1800 ai nostri giorni.

 

CUSUMANO - Cognome di origine siciliana, che potrebbe derivare da una latinizzazione (Cosmanus) del nome greco Kosmas, si ricordino i SS Cosma e Damiano. Da Cosmanus si è arrivati poi a Cusmano e poi a Cusimano e Cusumano. Un primo ceppo di una famiglia Giangreco, soprannominata Cusumano, lo ritroviamo in Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600. Col passare degli anni il soprannome ha preso il sopravvento sul cognome e scomparve l’originario cognome Giangreco. La famiglia Cusumano è presente ancora oggi a Favara.

 

CUTAIA - Antica famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

CUTTITTO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1700.

 

D’AGOSTINO - Cognome molto diffuso in tutta Italia, ma particolarmente nel centro sud. Deriva dal nome latino Augustus o dal fatto di essere nato in agosto, il riferimento da cui il capostipite ha tratto il soprannome. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Giovinazzo (BA) almeno dal 1500, quando in un atto viene citato mastro Giuseppe de Agostino di Nola. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600 e dalla fine del 1600 ai nostri giorni.

 

D'ANCA - Sportadiche presenze di questa famiglia le ritroviamo fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

D’ANDREA - Cognome diffuso moltissimo in tuttaItalia, ma particolarmente nel centro sud, derivante dall’omonimo nome medioevale. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1700. Qualche presenza si rileva anche nella metà del 1800.

 

D’ANGELO - Cognome patronimico proveniente dal nome proprio Angelo, presente soprattutto al centro-sud, ma diffusissimo in tutt’Italia con una lunghissima serie di varianti. All’origine troviamo Angelus, diffuso come nome della tarda latinità, come prosecuzione del greco anghelos “messaggero”, che traduce l’ebraico mal’ak che si perpetua senza grandi cambiamenti nella nostra lingua, con diversi adattamenti regionali soprattutto in Veneto e Toscana con Angiolo e Agnolo, al centro-sud con De Angelis, in provincia di Latina con D’Angelis e della provincia di foggia con Deangelis. Le prime attestazioni le troviamo in epoca medievale, tra cui i derivati dal nome del padre D’Angeli e De Angeli, caratteristici dell’Italia meridionale. La grande sfilza di varianti comprende: Angelo, Angela, Angioli, Angiolo, Agnoli, Agnolo, D’Angeli, De Angeli, De Angelis, Dell’Agnola, Angelelli, Angelillo, Agnorelli, Angeletti, Angioletti, Agnoletto, Angiolicchio, Angelini, Angiolini, Angelucci, Agnolucci, Angelotti, Agnolotti, Angelozzi, Angiulli, Angeloni, Angioloni, Angheloni, Angiolani, Angelastro, Agnelutto, Dagnelut. Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

D'ANNA/D’ANNA BUNONE - BUNONE - Elegante cognome di difficile datazione, specifico dell’Italia meridionale, che a Favara troviamo nell’antica forma matronimica. Si tratta di uno dei rari casi di derivazione materna. Nel napoletano troviamo la variante Annarumma, risultato composito di Anna e Rummenica, quest’ultimo versione napoletana di Domenica. Anna è un diffusissimo nome di tradizione ebraica (Hanna nell’Antico Testamento è la madre del profeta Samuele) che la chiesa ha attribuito, senza preciso fondamento, alla madre di Maria, che la partorì dopo vent’anni di ininterrotte preghiere.Dal punto di vista etimologico si collegherebbe al nome ebraico hanan “avere misericordia”. Si può trovare nelle varianti Anna, Annoni, Annella, Annuzza, Annarumma, De Anna. Antichissima famiglia presente a Favara dalla metà del 1500. Il cognome Bunone è nato come soprannome di un ceppo della famiglia D’Anna nella seconda metà del 1700. Nella prima metà del 1800 è comparso come cognome singolo, oltre che associato a D’anna, fino a diventare autonomo nella seconda metà del 1800.

 

D'ASARO/ASARO - Asaro è tipico del trapanese, di Mazara Del Vallo (TP) in particolare, Asero è della zona di Paternò, Biancavilla e Belpasso, nel catanese, potrebbe derivare dal toponimo Assoro (EN), ma potrebbe pure derivare dal nome arabo Azar o Assar. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

D'IPPOLITO/IPPOLITO/POLITO - Ippoliti è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio; Ippolito è tipico di tutto il sud. Detti cognomi derivano dal nomen latino Hippolitus o dall'equivalente greco Hippolytos, di cui abbiamo tracce nella tragedia di Seneca Phaedra: "...Adeste, Athenae! fida famulorum manus, fer opem! nefandi raptor Hippolytus stupri instat premitque, mortis intentat metum, ...". Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

D'ORO - Famiglia presente ancora oggi a Favara venuta alla fine del 1600 da Castelvetrano.

 

D’URSO - V. Urso.

 

DAIDONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

DAINO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla prima metà del 1700. Sporadiche presenze ritroviamo nei primi del 1800. Nella seconda metà del 1800 troviamo invece una famiglia Dainotto.

 

DALLI - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600. Tra la prima metà e la seconda metà del 1600 ritroviamo detto toponimo come soprannome.

 

DALLI CARDILLO - Famiglia venuta da Agrigento agli inizi della seconda metà del 1800.

 

DAMIANO - Cognome con variante Damiani. Mentre Damiani è molto diffuso in tutta Italia, Damiano è circoscritto al sud. Derivano dal nome latino tardo "Damianus". Si afferma in Piemonte già dall’alto Medioevo. Esempio famosissimo di questa cognomizzazione si ha con San Pier Damiani o Petrus Damiani (988 - 1072) fondatore dell'eremo di Camaldoli. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1800.

 

DANIELE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Daniel e Danieli. Daniel sembra trevigiano; Danieli ha un importante nucleo veneto con un ceppo nel Lazio ed uno nel Salento; Daniele è diffuso in tutta Italia, in particolare a Napoli. Tuttiderivano dal nome Daniele, tipico della tradizione protocristiana. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1200 in Istria con il mercadante fiorentino Manuccio Danieli. Il nome di questa famiglia è diffuso in circa 822 comuni italiani, con massima concentrazione in Piemonte, Veneto e Campania, con lieve presenza nelle Puglie, specialmente nel Salento. In quest'ultimo ha goduto nobiltà in Gagliano del Capo (LE) dove la famiglia vive tutt'ora. Celebri membri sono un Alessandro Daniele che prese parte ai movimenti successivi alla rivoluzione Napoletana  e iscritto nel Notamento dÈ Rubricati di Terra d'Otranto; e i coniugi Enrico Daniele ed Erminia Romasi dei Baroni di Montesardo per la costruzione dell'Ospedale di Gagliano del Capo. Il Palizzolo Gravina la fa derivare dalla città di Noto e feudataria di Canicattì. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

DANILE - Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

DANTE - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1900 ai nostri giorni.

 

DE FRANCHIS - Frammenti di questa famiglia palermitana si riscontrano nella prima metà del 1700.

 

DE FRANCISCI - Famiglia venuta da Palermo nella prima metà del 1800.

 

DE LUCA - Cognome siffuso massicciamente in tutta Italia, deriva dal nome Luca. Sporadiche presenze di questa famiglia si riscontrano a Favara nella prima metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

DE PETRA - Famiglia presente a Favara dai primi del 1600 ai nostri giorni.

 

DE VECCHI - Cognome dal significato chiaro, diffuso dappertutto in Italia, ma con diversa distribuzione secondo le numerose varianti: De Vecchi, Del Vecchio, Vecchiarino, Vecchièt, Vecchione, Vecchietti, etc..Le forme precedute da articoli sono tipiche del Sud (Lo Vecchio, Li Vecchi, Lo Vecchio). Del Vecchio è molto presente in tutta la penisola, ma con grande concentrazione al centro sud; De Vecchi è diffuso in tutto il settentrione, con ceppi diversi, nel Veneto e nell'area tra le province di Milano, Lodi e Pavia. Derivano da soprannomi o legati all'età del capostipite, o a toponimi come  Vecchiano (PI) o Vecchiarello (CS), oppure a distorsioni del nome latino Vedius o del nome gotico Vetericus. La famiglia De Vecchi di Favara è venuta da Venezia nella seconda metà del 1800 e qui è rimasta fino alla prima metà del 1900.

 

DEJURE/DE JURE - Famiglia venuta da Agrigento nella seconda metà del 1700 ed estinta nei primi del “900.

 

DEL POPOLO - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1800 e dalla prima metà del 1900 ai nostri giorni.

 

DELL'ARTE - Sporadiche presenze di questa famiglia si riscontrano a Favara nella seconda metà del 1500, nella seconda metà del 1700 e nei primi del 1800.

 

DESTRO/LO DESTRO - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla prima metà del 1600, nei primi del 1700, nella prima metà del 1800 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

DI BARTOLO - Di Bartolo sembrerebbe originario della Sicilia, ma con un ceppo anche in provincia dell’Aquila, diffuso nel centro sud (Lazio, Abruzzi, Molise, Campania e Puglia), Di Bartolomeo, forse pugliese Dibartolomeo, probabilmente di origine del siracusano Dibartolo, sono probabilmente frutto di un errore di trascrizione con il quale si è perso lo spazio dopo la particella Di.Tutti questi cognomi derivano dal nome Bartolomeo. Famiglia presente a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

DI BENEDETTO - Cognome estremamente diffuso in tutt’Italia, all’infuori della Sardegna, deriva dal nome Benedetto. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi esistente.

 

DI BILIO - Famiglia proveniente da Comitini, presente a Favara nella seconda metà del 1800 e da qui emigrata nella seconda metà del 1900.

 

DI BLASI - Cognome con varianti Di Biase, Di Biasi. Di Biase è abbastanza raro e sembra tipico della Campania; Di Biasi è diffuso nelLazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia; Di Blasi ha la massima concentrazione in Sicilia, con un nucleo anche in Calabria ed in Campania. Possono derivare dal cognomen latino Blaesus o da un soprannome derivato dal nome Biagio. Di questa famiglia si rilevano presenze a Favara nella seconda metà del 1500 e nella seconda metà del 1600.

 

DI CARLO - Cognome molto diffuso in tutto il centro sud, derivante dal nome Carlo. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad esempio in Sicilia nel 1500 a Castiglione di Sicilia (CT) con una certa Maria Di Carlo. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1800. Altro ceppo ritroviamo all’inizio del 1900.

 

DI CARO/DI CARO MARRIX - MARRIX - Cognome estremamente raro, presente in modo assolutamente disperso in tutta Italia, derivante dal cognomen latino Carus, ricordiamo il famosissimo scrittore Titus Lucretius Carus. Personaggio famoso con questo cognome è stato Annibal Caro (Civitanova Marche, 1507-1566) il celebre traduttore dell'Eneide. Antica famiglia dimorante a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni. Ad un ceppo di questa famiglia, nella prima metà del 1700, è stato attribuito il nomignolo di Marrixi. Nel corso dei secoli la famiglia ha assunto il cognome: Di Caro, Di Caro Marrix e semplicemente Marrix dalla prima metà del 1800.

 

DI COSIMO - Qualche frammento di questa famiglia, proveniente da Agrigento, si rileva nella prima metà del 1600.

 

DI DIO - Frammenti di questa famiglia si rilevano fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, fra la seconda metà del 1600 ed i primi del 1700, nella seconda metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

DI EMANUELE - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

DI FEDE - Abbastanza raro, sembra specifico della Sicilia sud orientale. Famiglia presnte a Favara in modo frammentario fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700, nella prima metà del 1800 e nella seconda metà del 1800.

 

DI FRANCESCO - Qualche presenza di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1600.

 

DI FRANCO - V. Franco.

 

DI GAETANO - V. Gaetano.

 

DI GIACOMO - Cognone molto presente in tutta lItalia centro meridionale, derivante dal nome Giacomo. Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

DI GIOVANNI - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella prima metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

DI GIROLAMO - Proprio dell'area compresa tra Puglia, Basilicata e Campania, deriva dal nome gerolamo. Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

DI GLORIA - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1800 e dalla seconda metà di detto secolo ai nostri giorni.

 

DI GRAZIO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

DI/DE GREGORIO - Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600 ed alla fine del 1800.

 

DI LAURO - V. Lauro.

 

DI LEO/DE LEO - Cognome presente a macchia di leopardo, dovrebbe essere originario della provincia di Brindisi, ma sembrerebbe esserci un nucleo anche a Reggio Calabria, dovrebbe derivare dal nome Leone. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

DI LIBERTO/DILIBERTO - Cognome siciliano della zona cui appartengono le provincie di Caltanissetta ed Agrigento. Dovrebbe derivare da un nome della devozione tardo latina Dei Libertus ( il liberto di Dio cioè colui che Dio ha reso vero uomo). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

DI LORENZO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

DI LUCIA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

DI MAGGIO - Famiglia presente in maniera frammentaria a Favara fra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600, nella prima metà del 1700, nella seconda metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

DI MARCO - Cognome molto diffuso in tutta Italia, derivante dal nomen latino Marcius, Marcia era, tra i nomi di clan, uno dei più popolosi della Latinità. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1700 e tra la seconda metà del 1800 ai nostri giorni, prtoveniente da Castronovo (PA).

 

DI MARIA - V. Maria/Maria Nasonte.

 

DI MARTINO - Cognome tipico del centro sud con ceppi un pò in tutta Italia, deriva dal nome Martinus. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1700.

 

DI MICELI/MICELI - Cognome non comune, di probabili origini sicule, della zona tra la provincia di Palermo e Agrigento, deriva da una modificazione del nome Michele. Tracce di questa cognomizzazione si trovano a Palermo fin dal 1600, nella seconda metà del secolo a Palermo esercita il notaio Leonardo di Miceli nativo di quella città. Personaggio notevole è stato il pittore monaco Domenico Di Miceli di Naro (AG) nel 1700. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

DI MINO - Cognome riscontrabile anche nella variante Dimino. Entrambi sono originari della zona ai confini tra la provincia di Agrigento e Trapani. Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1700 e l’inizio del 1800.

 

DI NAPOLI/NAPOLI - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600. La ritroviamo anche dall’inizio del 1700 ai nostri giorni. Fino ai primi del 1700 si riscontra col toponimo Di Napoli e successivamente semplicemente Napoli.

 

DI NARO - Famiglia presente in modo molto frammentario fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600. La ritroviamo in forma stabile dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo proveniente da Resuttano.

 

DI NICA/NICA - Famiglia tutt’oggi presente a Favara, proveniente da Agrigento nella prima metà del 1700.

 

DI NOLFO - Famiglia presente a Favara fra i primi del 1600 ed i porimi del 1700. Un altro ceppo ancora oggi esistente è venuto da Agrigento nella prima metà del 1800.

 

DI NOTO/NOTO - Cognome diffuso in Sicilia e Calabria, con un ceppo anche nel napoletano, deriva dal toponimo Noto (SR). Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1700. Altro ceppo è venuto nella seconda metà del 1800 e tutt’oggi esistenti.

 

DI PASQUALE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

DI PRIMA - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

DI RAIMONDO - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 ed i primi del 1700.

 

DI ROCCO - Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

DI ROSA/LA ROSA - Cognome riscontrabile anche nella forma Larosa. La Rosa è tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto di Messina, Larosa molto più raro, ha un ceppo nel reggino ed uno nel barese, derivano entrambi dal nome personale latino Rosa. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600. successivamente, dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

DI SALVO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni la ritroviamo in forma stabile.

 

DI SILVESTRO - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

DI STEFANO/DISTEFANO - Di Stefani e Distefani, assolutamente rarissimi, sembrerebbero esclusivi del centro Italia, Di Stefano è estremamente diffuso in tutto il centrosud; Distefano è specifico della Sicilia sudorientale. Derivano dal nome Stefano, la particella Di starebbe ad indicare quelli di, cioè la famiglia di un certo Stefano. Frammenti di questa famiglia li ritroviamo fra la seconda metà del 1500 ed i primi del 1600. Qualche presenza si rileva nella seconda metà del 1600. La ritroviamo in forma stabile dai primi del 1800 con un ceppo proveniente da serradifalco ed ancora oggi esistente.

 

DI VINCENZO - Famiglia di Castrofilippo, presente a Favara nella prima metà del 1700. Altri ceppi provenienti da Palma di Montechiaro e Comitini li ritroviamo dalla prima alla seconda metà del 1800.

 

DIANA - Ha un grosso nucleo in Sardegna, un ceppo in Campania ed uno nel barese, dovrebbero tutti derivare dal nome Diana o dal suo significato dialettale di strega, in quanto divinità pagana. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai primi del 1700 e dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni, con provenienze da Agrigento e Comitini.

 

DIBILIO/DI BILIO - Famiglia presente a Favara dai primi del 1900 ai nostri giorni.

 

DIONISI/DONISI - Dionigi ha un nucleo nella zona che comprende le province di Rimini, Pesaro e Perugia, con un ceppo anche nel Lazio; Dionigio è quasi unico; Dionisi è tipico della fascia che comprende Marche, Umbria, bassa Toscana e Lazio; Dionisio ha un ceppo nell'alto udinese, uno tra Molise, Campania, Puglia e Basilicata ed uno nella Sicilia occidentale, Dioniso, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, derivano dal nome medioevale Dionisius di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Carta venditionis del 1155 a Milano: "...Ego Dionisius, notarius sacri palatii ac missus domini secundi Chunradi regis, suprascriptam Contesam interrogavi, et predictis aliis feminis consensi ut supra et subscripsi.". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1600 nella forma Dionisi e dalla seconda metà del 1800 in poi nella variante Donisi.

 

DISPENZA - Frammenti di questa famiglia, proveniente da Agrigento, si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1700 e la prima metà del 1900.

 

DISPINSERI/DISPINZERI - Cognome molto raro di cui non si riesce ad individuare una zona di radicamento.Frammenti di questa famiglia la ritroviamo a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600 e tra la prima e la seconda metà del 1700, con diverse provenienze da Agrigento, Camastra e Naro.

 

DISTEFANO - V. Di Stefano.

 

DOLCE/DI DOLCE - Di questa famiglia ritroviamo a Favara rarissime presenze nella seconda metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

DOMANTE - Famiglia rilevabile a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

DONATO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Donadelli, Donadoni, Donatelli, Donati, Donatini. Donadelli è diffuso al nord, con la presenza di più nuclei, nell'area delle provincie di Reggio Emilia e Modena, di Milano, Bergamo e Lodi, di Vicenza e forse anche nelle Venezie; Donadoni parrebbe di origine bergamasca; Donatelli ha un nucleo nel veronese, uno in Umbria, uno molto importante abruzzese e almeno due nelle Puglie; Donati è enormemente diffuso in tutto il centro nord; Donatini ha un ceppo nell'area di confine tra Lombardia, Trentino e Veneto, e un nucleo nell'areale descritto dalle provincie di Ravenna, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia e Lucca; Donato è uniformemente distribuito in tutt'Italia. Questi cognomi possono derivare sia dal nome Donato come dal cognomen Donatus e Donatianus. La famiglia Donati di Firenze è stata senza ombra di dubbio una delle famiglie nobili più importanti, favorita con onori e cariche dagli imperatori germanici, ebbe in Corso Donati di Simone, nel 1300, capo della fazione guelfa dei Neri, il suo rappresentante più importante. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

DONIA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

DONISI - V. Dionisi.

 

DRAGO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Draghetto, Draghetti, Dragotto, Dragotti, Dragotta, Dragone, Dragonetto, Draghi, Dragonetti, Dragoni. Draghi ha più di un nucleo, uno della zona che comprende le provincie di Milano, Pavia e Piacenza ed almeno un altro nella provincia di Grosseto; Dragonetti proprio dell'areale compreso tra Puglie e Basilicata, dovrebbe derivare dal toponimo Dragonetti (PZ); Dragoni è dell'Italia centrale, della fascia compresa tra Romagna, Marche, Toscana, Umbria e Lazio; Drago è diffuso in tutta Italia meridionale e settentrionale, un nucleo molto importante in Sicilia, uno in provincia di Padova, uno in Liguria, ma ne esistono altri. Tutti questi cognomi possono derivare dal nome medioevale Draco o Dragone, con significato di animale favoloso. Antichissima famiglia rilevabile a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni ed ancora oggi presente a Favara.

 

DULCETTA - Antica famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

DUMAS - Si rileva una sporadica presenza di questa famiglia a Favara fra la fine del 1800 e la prima metà del 1900.

 

ERRORE - Famiglia agrigentina presente in modo frammentario nella prima metà del 1600 e tra la prima metà del 1700 e la seconda metà del 1800.

 

FABIANO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fabbiani, Fabbiano, Fabiani. Fabbiani appartiene all'area compresa tra Emilia, Toscana e Liguria; Fabbiano, molto raro, è specifico del tarentino, Fabiani, molto più diffuso è presente in tutto il centro nord, con particolare evidenza in Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio; Fabiano è tipico del sud peninsulare. Tutti questi cognomi derivano dal cognomen latino Fabianus, originato dal nome della gens Fabia. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800.

 

FACCIPONTE/FACCIPONTI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600 e nei primi del 1700.

 

FAILLA - Cognome riscontrabile nella Toscana centro orientale con la variante Failli. Può derivare o da un'aferesi del nome medioevale Raffaello o dal cognomen latino Fabillus o dal nomen Flavilla. Antichissima famiglia rilevabile a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi presente.

 

FALCO/ DI FALCO - Cognome riscontrabile nelle varianti De Falco, Falchetto, Falchieri, Fulchieri, Fulchero Falchi, Falcone, Falconetti, Falconi, Falconieri. Falchi è sardo, ma con ceppi anche in Toscana, Umbria e Lazio; Falcone è di tutto il centro sud; Falconetti potrebbe essere laziale e barese; Falconi è del centro nord e Sardegna; Falconieri è della penisola salentina; Falco è presente in tutt'Italia, tranne che Sardegna e fascia centrale. Questi cognomi hanno molteplici derivazioni, dall'antico nome greco Phalces o dal tardo latino Falco e Falconius, al Falcard dei Franchi, al Falk germanico, al medioevale Falco e Falcone, così come alcuni invece derivano da toponimi quali: Falconara Albanese (CS), Falconara (AN) e Falcone (ME), altri, infine, possono discendere dall'attività di falconiere, cioè di chi addestra i falchi alla caccia e da soprannomi di mestiere, ma anche con il significato di forza, rapidità, coraggio, eroismo. Famiglia presente a Favara in modo frammentario fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, nei primi del 1700, nella prima metà del 1800 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

FALCONE - Cognome riscontrabile nelle varianti Falchi, Falco, Falconetti, Falconi, Falconieri. Falchi è sardo, ma con ceppi anche in Toscana, Umbria e Lazio; Falco è presente in tutt'Italia, tranne che Sardegna e fascia centrale; Falconetti potrebbe essere laziale e barese; Falconi è del centro nord e Sardegna; Falconieri è della penisola salentina; Falcone è di tutto il centro sud. Questi cognomi hanno molteplici derivazioni, dall'antico nome greco Phalces o dal tardo latino Falco e Falconius, al Falcard dei Franchi, al Falk germanico, al medioevale Falco e Falcone, così come alcuni invece derivano da toponimi quali: Falconara Albanese (CS), Falconara (AN) e Falcone (ME), altri, infine, possono discendere dall'attività di falconiere, cioè di chi addestra i falchi alla caccia. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

FALDETTA - Famiglia proveniente da Racalmuto all’inizio del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

FALLEA - V. Callea.

 

FALLETTA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

FALLITO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1900.

 

FALSONE/FALZONE - Cognome riscontrabile nelle varianti Falconi e Falzoni. Falzoni ha un ceppo nella zona che comprende il bolognese, il ravennate ed il ferrarese, un ceppo nel pavese ed uno nel veronese Falsone e Falzone sono molto rari è tipici dell'agrigentino. Derivano da un soprannome originato dal vocabolo dialettale falzon (grossa falce). Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, nella prima metà del 1700, nella metà del 1800 e, in forma stabile, dalla prima metà del 1900 ai nostri giorni.

 

FANARA - Antichissima famiglia rilevata a Favara già nella metà del 1500 e tutt’oggi presente.

 

FANELLO - Cognome riscontrabile nelle varianti Fanella e Fanelli. Fanella è raro ed è specifico del Lazio centro meridionale; Fanelli è molto diffuso in tutta Italia; Fanello molto più raro ha un ceppo in Calabria e possibili ceppi in Liguria, Venezia e Roma. Dovrebbero derivare dal cognomen latino Fannius, ma è pure possibile che derivino dall'aferesi di toponimi come: Sacrofano (RM). Traccia di questa cognomizzazione si trova a Perugia dove nell'albo degli scolari della locale università nell'anno 1585 si trova un Victorius Fanellus. Le prime presenze di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500. La ritroviamo dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni. Tutt’oggi è presente.

FANTAUZZO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la metà del 1700.

 

FARINA - Cognome diffusissimo in Italia, probabilmente derivante da un soprannome legato al mestiere di mugnaio. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 e dalla metà del 1800 ai nostri giorni.

 

FARRUGGIA/FARRUGGIO - Cognome riscontrabile nella variante Farrugia. Sono tutti cognomi tipici della Sicilia, in particolare dell'agrigentino. Sono di origine maltese e dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo arabo farrug o farrudja (pollastro). Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Malta nel 1400 in un atto: "...Nos Manfreddus Axach Judex annalis curie Civilis Civitatis Maltae Laurentius Farrugius Civitatis et Insularum Maltae et Gaudisii et Reginalis Cammare publicus notarius et testes subscripti..:". Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

FASULO - Famiglia rilevata a Favara dalla metà del 1700 alla prima metà del 1900.

 

FAZIO - Cognome riscontrabile nelle varianti Fazia, Fassio, Fassi, Fazzini, Fazzino, Fassino, Fassini, Fassone, Faccini, Facciolo, Fazi, Fazzi, Fazzio. Fazi è tipico della fascia dell'Italia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio, ed aquilano; Fazzi, più raro, ha ceppi nel Salento, nell'ennese, in Toscana e nel nord; Fazzio, rarissimo è del catanese; Fazio è presente in tutta l'Italia meridionale e settentrionale. Derivano dal nome medioevale Fatius, aferesi del nome medioevale Bonifatius, di cui abbiamo un esempio con Bonifazius (Bonifatius) da Canossa feudatario dell'imperatore Ottone III nel XI sec. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara verso la fine del 1500, nella prima metà del 1600, nella prima e la seconda metà del 1800.

 

FEDELE - Cognome riscontrabile nella variante Fedeli. Fedeli è proprio del centro nord; Fedele è diffuso in tutta Italia. Derivano dal nome Fedele che a sua volta deriva dal cognomen latino Fidelis. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, nella prima e la seconda metà del 1800.

 

FELICE - Famiglia presente a Favara tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600, dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

FERLISI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600, nella seconda metà del 1700 e infine dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

FERRANTE - Cognome riscontrabile nelle varianti Ferrandi, Ferrando, Ferrantelli. Ferrandi sembrerebbe originario del milanese; Ferrando del genovese e alessandrino; Ferrantelli è specifico della Sicilia occidentale; Ferrante è diffuso in tutta Italia, ma particolarmente nel centro sud. Tutti questi cognomi derivano o dal nome Ferdinando (Fernando) o dal francese medioevale Ferrant. Derivano dall'antico aggettivo "ferrante" (da ferro) che indicava propriamente il colore grigioferro o rossiccio del mantello del cavallo. Per estensione di senso, allude a persona dai capelli, barba o baffi brizzolati. I Ferrante appartennero alle famiglie parlamentari biscegliesi del '500 (un Bartolomeo Ferrante è stato sindaco nel 1527. A Favara frammenti della famiglia li ritroviamo nella seconda metà del 1500 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

FERRARO - Cognome riscontrabile nelle varianti Ferraris, Ferrai, Ferrero, Ferriero, Ferrieri, Ferrerio, Fevrero, Fevriero, Ferrer, De Ferrari, Deferrari, De Ferraris, Ferrarello, Ferraretto, Ferrarini, Ferrarotti, Ferrari, Ferrario, Terrazzano, Ferri, Ferrieri, Ferrigutti, Ferro. Ferrari è diffuso in tutta Italia, soprattutto al nord; Ferrario è assolutamente lombardo; Ferrazzano parrebbe originario del foggiano, Ferretti, diffuso in tutta la penisola, sembra più concentrato nel centro nord; Ferri è estremamente diffuso in tutta la penisola; Ferrieri dovrebbe essere originario del barese; Ferrigutti è unico, presente solo a Melegnano; Ferro è presente in tutta la nazione; Ferraro è molto diffuso, in modo omogeneo in tutt'Italia. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi legati al mestiere di fabbro (dal latino faber ferrarius) o di lavorante all'estrazione o alla fusione del ferro. Antichissima famiglia già presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi esistente.

 

FERRO - Cognome riscontrabile nelle varianti Ferretti, Ferretto, Ferrini, Ferrino, Ferrucci, Ferruzzi, Ferroli, Ferrotti, Ferroni, Ferrone, Ferrato, Ferrari, Ferrario, Ferraro, Ferrazzano, Ferri, Ferrieri, Ferrigutti. Ferrari è diffuso in tutta Italia, soprattutto al nord; Ferrario è assolutamente lombardo; Ferraro è molto diffuso, in modo omogeneo in tutt'Italia; Ferrazzano parrebbe originario del foggiano, Ferretti, diffuso in tutta la penisola, sembra più concentrato nel centro nord; Ferri è estremamente diffuso in tutta la penisola; Ferrieri dovrebbe essere originario del barese; Ferrigutti è unico, presente solo a Melegnano; Ferro è presente in tutta la nazione. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi legati al "ferro", nel significato di "chi lavora il ferro" (dal latino faber ferrarius), ma anche da mantello maschile di panno o di seta, portato nel passato da persone di condizione elevata. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

FIACCABRINO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

FIACCAVENTO - Famiglia presente a Favara dai primi anni del 1600 fino ai primi del 1700.

 

FIANNACA - L’unica presenza di questa famiglia a Favara, proveniente da Caltanissetta, è attestata nei primi del 1700.

 

FIASCONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

FICARROTTA - Famiglia di S. Stefano di Quisquina, presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

FICILI - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

FIDIRICHELLO - Famiglia notabile presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla prima metà del 1800.

 

FIGLIOLA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

FILIPPAZZO - Cognome riscontrabile nelle varianti Filippazzi, Filippi, Filippini. Filipazzi è specifico delle provincie di Milano, Lodi e Piacenza; Filippazzi dovrebbe essere del piacentino; Filippi è diffuso in tutta Italia, con prevalenza al centro nord; Filippini è tipico del centro nord, derivano tutti dal cognomen latino Philippus. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

FILOCCA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

FILORIZZO - Famiglia proveniente da Naro nella prima metà del 1800 ed ancora oggi presente a Favara.

 

FIORE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fiori, Fiora, Floris, Flores, Fiorelli, Fiorello, Fiorella, Fioretti, Fioretto, Fioritto, Fiorotto, Fiorucci, Fioruzzi, Fioroni, Fiorone, Fiorani, Fioranti, Fiorasi, Fiorato, Fiorese, Fiorita. Fiora è specifico di Lombardia e Piemonte; Fiore è diffusissimo in tutto il centrosud. Derivano normalmente dal nome medioevale italiano Fiore o Fiora, ma è pure possibile una derivazione da toponimi contenenti la radice Fiore o Fiora, come ad esempio Santa Fiora (AR), (GR), o La Fiora (GR), (LT), o anche la radice Fiorano come ce ne sono moltissimi un pò in tutta Italia, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel 1500 nel Varesotto con il sarto Beltramo da Fiora di Maccagno Inferiore. Alla base il nome medievale "Fiore": nome augurale diffuso dall'epica dei cavallieri erranti. Antichissima famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 ai nostri giorni.

 

FIORENTINO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fiorentina e Fiorentini. Fiorentina è molto raro,ma potrebbe essere di origine pugliese; Fiorentini è diffuso intutto il centro nord; Fiorentino in tutto il centro sud. Questi cognomi derivano per lo più dai nomi bizantini Florentinus e Florentius quelli di origine centro meridionale e dal toponimo Firenze, Fiorentino (RSM), Fiorenzuola d'Arda (PC) o Fiorenzuola di Focara (PS), gli altri. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla fine del 1600.

 

FIORENZA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

FIORICA - Frammentarie presenze di questa famiglia si rilevano a Favara dalla fine del 1500 all’inizio del 1700.

 

FIORINO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fioretti, Fiori, Fiorini. Fiorese è tipico del vicentino; Fioresi è più propriamente emiliano. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Florensis derivato dal cognomen latino Florens, ma è pure possibile che derivino da toponimi come Belfiore d'Adige (VR) o Montefiorino (MO). Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600 e dalla prima metà del 1700 alla prima metà del 1800.

 

FONTANA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fontani, Fontanotti, Fontanini, Fontanesi, Fontanari, Fontanazza, Fontanazzi, Fontanella. Fontanari è della provincia di Trento; Fontanazza della provincia di Enna; Fontanazzi è del modenese; Fontanella ha più nuclei , nel ragusano, nel napoletano e casertano, nell'anconetano, nella provincia di venezia e nel bellunese, in Lombardia e nel genovese; Fontana è assolutamente panitaliano. Tutti questi cognomi dovrebbero essere derivati da soprannomi legati a toponimi quali Fontana (PR) - (NA), Fontana di Montella (AV), Fontana Liri (FR), Fontana Pradosa (PC), Fontanella (BG), Fontanelle (CE) e moltissimi altri. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600. Qualche presenza si rileva nella seconda metà del 1700 e nella metà del 1800. La ritroviamo in forma stabile dai primi del 1900 ai nostri giorni.

 

FORCA - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1500, tra la prima e la seconda metà del 1600 e nel 1700.

 

FORMICA - Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

FORTE - Cognome riscontrabile anche nella variante Forti. Forti è presente al centro nord, mentre Forte è diffuso in tutta Italia, con particolare concentrazione al centro sud. Derivano dal nome medioevale Forte o da contrazioni di nomi come Fortebraccio e simili. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

FORTUNATO - Cognome diffuso in tutta Italia, con particolare concentrazione al centro sud. Deriva dal cognomen latino Fortunatus o dal suo derivato italiano Fortunato. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

FRADELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

FRAGAPANE/FRAGAPANI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fregatane e Fregapani. Fragapane è siciliano di Santa Elisabetta (AG) in particolare, ma con ceppi secondari anche a Roma; Fregapane molto raro è tipico di Raffadali (AG). Derivano da un soprannome, del cui uso abbiamo un esempio già nel 1094: "...piae recordationis Domnum Papam Urbanum in domo Johannis Frica-panem latitare, et contra Guibertistam haeresim viriliter laborare...". Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

FRANCARDO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1700.

 

FRANCO/DI FRANCO - Diffuso in tutt’Italia ed in tutto il centro nord nella versione Franchi Hanno diverse origini: dal nomen latino Francus, dal nome germanico Frank o da un soprannome derivato dall’identificatore etnico franco (appartenente alla nazione dei Franchi). La variante Di Franco la ritroviamo a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, con qualche frammento nella prima metà del 1700. La Variante Franco la ritroviamo a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

FRANCOLINO - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1900 ai nostri giorni.

 

FRATTINA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fratini e Frattini. Fratini è specifico della fascia che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio; Frattini, tipico della Lombardia occidentale, ha ceppi anche in Emilia, nelle Marche e nel napoletano. Derivano o da soprannomi (vedi Frate) o da toponimi come Cà dei Frati (RE), Corte dè Frati (CR), Settefrati o Fontana Fratta (FR), Sasso Frattino (AR), Fratta Todina (PG), Frattamaggiore (NA), Ripafratta (PI) o Valera Fratta (LO). Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Tirano (SO) nella seconda metà del 1600 con il notaio Giacomo Frattinus. Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1700.

 

FRENDA - Presenze di questa famiglia si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1500 ed i primi del 1600, fra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

FRETTO - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

FURMUSA/FRUMUSA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 e nella seconda metà del 1600.

 

FUCÀ - Famiglia presnte a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

FURNERI - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 alla prima metà del 1800.

 

FUSAI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Fusar, Fusari, Fuser. Fusar è rarissimo e probabilmente triestino; Fusari sembrerebbe avere più ceppi, in Lombardia, nel veronese e vicentino, in Emilia e Romagna, nell'anconetano e nell'aquilano; Fuser è della zona tra Venezia e Treviso. Questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi legati a vocaboli dialettali stanti ad indicare o il fonditore di metalli o chi lavora con i fusi (filatore). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

GABRIELE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Gabrieli e Gabrielli. Gabrieli, molto diffuso ha ceppi in tutto il nord Italia, nella fascia centrale che comprende il Lazio e l'Abruzzi, la Puglia e la Calabria; Gabrielli è diffuso in tutta Italia, particolarmente al centro nord. Deriva dal nome medioevale Gabriello che a sua volta deriva dal Gabrielius bizantino. Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

GAETANO/DI GAETANO - Cognome riscontrabile anche nella variante Gaetani. Gaetani ha un nucleo nel cosentino, uno nel Salento, uno nel Lazio ed uno nelle Marche; Gaetano è tipico calabrese con un ceppo anche nel napoletano. Derivano dal toponimo Gaeta (LT), ma anche spesso dal nome Gaetano, a sua volta derivato dal cognomen latino Caitanus, troviamo tracce di questo nobile casato nel 1300 con i Gaetani d'Aragona signori di Fondi (LT). Piccoli frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella seconda metà del 1600 e nell’800.

 

GAGLIO - Tipico della Sicilia sud occidentale, una possibile derivazione è dal toponimo Gagliano Castelferrato (EN). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

GAIPA - V. La Gaipa.

 

GALANTE - Cognome panitaliano, ma è più diffuso al centrosud; Galanti è tipico del centronord, ma con un ceppo autonomo in Sicilia. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Galante, a Solofra (AV) in un atto del 1543 si legge di un certo Galante de Ciccarellis. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella seconda metà del 1600, nella prima metà del 1800 e del 1900.

 

GALEONE/GALIONE - Galeone ha un ceppo nel casertano, tra San Cipriano D'Aversa e Santa Maria La Fossa, ed un nucleo autoctono nel tarantino, a Grottaglie in particolare, Galeoni, rarissimo, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del primo. Dovrebbero derivare dal nomen latino Galenus o in alcuni casi dal nome normanno Galeo. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

GALEOTO/GALIOTO - Galeotta è rarissimo e dovrebbe trattarsi di un'alterazione del cognome Galiotta che è specifico pugliese del Salento in particolare; Galeotti è comune in Toscana, Emilia, Marche settentrionali e Lazio; Galeotto, molto molto raro, ha un ceppo veronese ed uno in provincia di Latina; Galioto è del palermitano; Galiotto è originario del veronese e vicentino. Derivano direttamente o con una lieve modifica dialettale, dal nome medioevale Galeottus, di cui abbiamo un esempio a Narni nel 1400: "...aderat Galeottus Martius non ut dona acciperet, sed ut dona regia faceto sermone condiret...". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

GALIANO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Gagliani, Gagliano, Galiani. Gagliani e Galiani, entrambi rarissimi, sono napoletani; Gagliano sembra tipico siciliano; Galiano è presente a macchia di leopardo in tutto il sud ed in Sicilia. Possono derivare da toponimi come Gagliano (TE), (CZ), AQ), (LE) o (EN), ma è pure possibile una derivazione dalla Gens Gallia.  Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Napoli in un atto del 1547: "...Michelangelo Amato de Gagliano cumquibus omnibus sit assertis et recognitis et pro inferto infradetto predetto et bene divulgato...", nel 1700 sempre a Napoli è rinomato il mastro liutaio Alexander Gaglianus, e pure: "Janurius Gaglianus Alumnus Antonii Stradiuarii". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

GALICI - Frammentarie presenze di questa famiglia si trovano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e fra la seconda metà del 1700 e la prima metà del 1800.

 

GALLINA - Galina e Galini sono dovuti i ad errori di trascrizione o a forme arcaiche dei seguenti; Gallina è panitaliano, con un nucleo nella fascia che comprende Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, vari ceppi in Emilia, Umbria, Lazio. Campania, Calabria e Sicilia; Gallini ha un nucleo nel ferrarese ed uno in Lombardia; Gallino è tipicamente ligure e piemontese. dovrebbero derivare da vezzeggiativi del nomen latino Galla. Ricordiamo Aelia Galla Placidia (390 - 450), figlia dell'Imperatore Teodosio. Non è da escludere anche un'origine da soprannomi e in alcuni casi possono derivare da toponimi come Gallina (RC), (RG). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel cuneese agli inizi del 1300 con il notaio Guglielmo Gallina di Gorrino (CN); in val Brembana nella seconda metà del 1500 con il giudice Iohannes Baptista Galina. Frammentari e presenze di questa famiglia si rilevano fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

GALLO - Cognome diffuso, con numerose varianti, in tutt'Italia, con altissima frequenza nel Nord nella forma Galli, mentre nel Sud prevale Gallo. Questi cognomi hanno diversa origine, alcuni derivano dal nome medioevale Gallo, altri dal vocabolo gallo (di etnia gallica), altri da toponimi quali: Gallo (FE) - (CE), Gallo Bolognese (BO), Gallo di Grinzane (CN), Gallo di Petriano (PS), Gallo di Tagliacozzo (AQ) etc. La forma italiana Gallo è documentata sin dall'VIII sec. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi esistente.

 

GALLUZZO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Gallucci, Galluccio, Galluzzi. Gallucci è tipico del centrosud; Galluccio ha un ceppo nella Campania centro settentrionale, nel reggino ed in provincia di Roma; Galluzzi è presente a macchia di leopardo, con un nucleo in Toscana, che potrebbe originare dal nome di località Galluzzo frazione di Scandicci (FI), nelle Marche, nel Lazio e nel barese; Galluzzo sembra avere un nucleo principale nella Sicilia occidentale, nel reggino e nel brindisino, con ceppi, forse non secondari, in Campania che potrebbe derivare dal toponimo Galluccio (CE) e nel Lazio. Dovrebbero derivare dal nome latino Gallutius: "Hic demum labor est, hoc opus, rem vulgo ignoratam patefacere et in hereditatem poetici iuris asserere, quo in genere eruditissimus saeculi nostri Tarquinius Gallutius Sabinus tribus perpetuis orationibus feliciter laboravit ostenditque...".  Traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Naso (ME) nel 1500 con il vice portolano Cono Galluzzo, a Pofi (FR) sempre nel 1500 con un certo Domenico Galluzzo. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GALLÀ - Famiglia di Cefalù presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GAMBACORTA - Cognome riscontrabile anche nella variante Gamba. Gamba è in tutto il nord; Gambacorta ha un ceppo nel barese, uno nel palermitano ed altri più piccoli sparsi al centro sud. Derivano da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite.  Nel 1300, a Frasso (BN) si trova la nobilissima famiglia dei Gambacorta principi e signori di Frasso. Brevissime tracce di questa famiglia si rilevano fra la fine del 1500 ed i primi del 1600.

 

GAMBINO - Gambina, abbastanza raro, è del trapanese; Gambini è diffuso nella fascia che comprende Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio; Gambino sembrerebbe tipicamente siciliano, ma presenta ceppi anche nel genovese, in Piemonte, in Campania e nella Puglia settentrionale. Dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dalla caratteristica fisica di avere delle gambe corte, tracce di quest'uso si trovano a Palermo fin dal 1300 con un certo Gambinus de Thetis e, nell'astigiano alcuni atti datati 1305 sono redatti dal  notaio Astexanus Gambinus. Brevissime tracce di questa famiglia si rilevano fra la prima e la seconda metà del 1600, nei primissimi del 1800 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GAMEZ - Una brevissima presenza di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1600.

 

GANDOLFO - Cognome riscontrabile anche nella variante Gandolfi. Gandolfi è dell'area emiliana e lombarda; Gandolfo ha un nucleo nella Sicilia occidentale, uno in Liguria ed uno nella provincia di Venezia. Dovrebbe derivare dal nome medioevale  di origine longobarda Gandulfus. Famiglia presente a Favara fra la prima metà del 1600 e la prima metà del 1700, dalla fine del 1800 ai nostri giorni.

 

GANGAROSSA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla seconda metà del 1700, con una frammentaria presenza anche alla fine del 1800.

 

GANGI - Gangemi è tipico della zona che comprende la Sicilia orientale ed il reggino. Ganci è più del palermitano e Gangi è più del catanese e del nisseno. Dovrebbero tutti derivare dal toponimo Gangi (PA). (vedi anche Cancemi). Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600. Una frammentaria presenza la ritroviamo anche nella prima metà del 1800

 

GANGITANO - Frammentarie presenze di questa famiglia le ritroviamo nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1700 e fra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.

 

GARAGLIANO - Frammentarie presenze di questa famiglia le ritroviamo nella seconda metà del 1500.

 

GARGANO - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1900 ai nostri giorni.

 

GARIBOLI - Famiglia d’origine palermitana, presente a Favara dalla metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GAROFALO - Cognome riscontrabile anche nella variante Garofali. Garofali dovrebbe essere della provincia di Frosinone; Garofalo è diffuso in tutta Italia, particolarmente al centro sud. Una possibile derivazione è dal toponimo Garofali (CE) o da nomi di località simili e ormai scomparsi. L'origine prima sembra comunque essere il nome longobardo Gairulf o Garolf o un termine dialettale che significhi garofano, usato come soprannome. Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

GAROZZO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla prima metà del 1800.

 

GARRAFFO - Unico ceppo presente a Favara, venuto da Licata nella prima metà del 1700.

 

GATI - Rari frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella prima metà del 1600.

 

GATTO - Cognome molto diffuso sia al nord, Piemonte, Liguria, Lombardia occidentale e Veneto, sia al sud, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Salento. Dovrebbe derivare dal nome medioevale Gactus di cui si ha un esempio a Viterbo in un testamento del 1306: "...Nobilis vir dominus Visconte Gactus filius quondam domini Raynerii Gacti civis viterbiensis...", a Pisa nella seconda metà del 1200 troviamo certi Bectus Gactus, Guccius Gactus e Andreas Gactus citati in alcuni atti. Il cognome Gatto deriva dal Longobardo Hatto, che significava combattente, Hatto diviene Gatto tra il XI e il XII secolo. Il termine hadu nella lingua dei Goti significava combattimento, si può notare l'assonanza e somiglianza con l'Hatto longobardo. Il nome Atto o Hatto compare fra i longobardi tra VI e XII secolo, un Atto, Attone è duca longobardo, Hatto è presente in documenti del 742 a Spoleto e nel 773 a Rieti. Il cognome Gato/Gatto appare nella documentazione a partire dal X secolo, nel Codice Diplomatico padovano, (vol. I, doc. n. 261), in data 15 gennaio 1080, leggiamo: " .. Johannes et Martino germanis del Gato qui profesi sumus ex nacione nostra lege vivere langobardorum. ", in un atto datato 25 febbraio 1153 scritto in Verona per i coniugi Azirigo detto Beto da Zevio e Navilia, di legge longobarda, è presente in qualità di testimone certo Michael Gandulfi de Gattho, nel Codice Diplomatico Veronese, (vol. II, pag. 413), in data 4 aprile 1291, troviamo la firma di un certo " ...Henrico Gato quondam Atonis de Bardolino et ... ". Famiglia presente a Favara fra la fine del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

GATTUSO - Cognome tipico del reggino, con un nucleo importante anche nel palermitano, deriva da vezzeggiativi del nome tardo latino Cattus: "...Aemathioque Vel quibus Ausonios Cattus spoliaverit ausis, spreverit et Latios Belgica terra Deos...", ma è pure possibile una derivazione dal nome longobardo Hatto (vedi Gatto). Frammentarie presenze di questa famiglia si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GAZZIANO - Famiglia di Aragona presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GEBBIA - Cognome specifico del palermitano, derivante dal vocabolo dialettale gebbia, a sua volta derivato dal termine arabo gebihja (vasca o cisterna). Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara tra la fine del 1500 ed i primi del 1600, fra la seconda metà del 1600 ed i primi del 1700, infine dalla prima alla seconda metà del 1800.

 

GELARDI - Famiglia di Agrigento presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GELO - Cognome molto raro, parrebbe avere più ceppi distinti, nell'agrigentino, nel torinese e, forse, nel brindisino. I ceppi meridionali potrebbero derivare dal nome greco Gelo (colui che sorride), mentre il ceppo settentrionale potrebbe derivare dal nome germanico Gele. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni. Un ceppo lo ritroviamo nella variante di Signorino Gelo (vedi), per via di due matrimoni avvenuti fra le due famiglie.

 

GELSOMINO - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

GENCO - Cognome riscontrabile anche nella variante Genchi. Genchi ha un nucleo nel barese ed uno nel palermitano; Genco ha un ceppo nel genovesae, nel barese, nel salernitano ed uno nella Sicilia occidentale. Dovrebbero derivare dal cognomen latino Genicus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide romana: "...Plotius M(arci) f(ilius) Quartio A(ulus) Genicus A(uli) f(ilius) iter(um) duoviri locum dederunt compiti aedificandi ...". Famiglia originaria da Mussomeli, presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Nella prima metà del 1700 altra famiglia è venuta ad aggiungersi da Palma di Montechiaro, scomparsa nella seconda metà del 1700. Altra famiglia ancora è venuta nella seconda metà del 1800, presente fino alla metà del 1900 ed estinta.

 

GENTILE - Cognome diffuso in tutta Italia, con maggiore frequenza nel Sud. Deriva dal soprannome latino "gentile", nel senso di persona nobile e cortese nel sentire e nel comportamento, oppure "appartenente a una stessa famiglia". Nel Medioevo passò a significare anche "pagano, non cristiano". Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600 e dai primi anni del 1800 ai nostri giorni.

 

GENUA/GENOVA - Cognome con probabile derivazione dal soprannome legato al toponimo Genova. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla fine del 1700.

 

GENUARDI/GENUARDO - Famiglia presente a Favara nelle due varianti dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600 e dall’inizio del 1800 ai nostri giorni.

 

GIACCHETTO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

GIACONE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Giacco, Giaccone, Giacconi, Giacò, Giaconi. Giacco è del napoletano. Giaccone e Giacone sembrano avere due nuclei, uno nella Sicilia sud occidentale ed uno in Piemonte; Giacconi dovrebbe essere marchigiano, dell'area di Ancona, mentre Giaconi oltre all'anconetano ha anche ceppi in Toscana; Giacò, molto raro, è specifico della zona tra barese e foggiano. Dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome Giacomo. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 all’inizio della seconda metà del 1600 e dalla fine del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo proveniente da Sambuca Zabut.

 

GIAMBRONE - Cognome di probabile origine palermitana, potrebbe derivare da un'alterazione del toponimo Zambrone. Famiglia originaria di Cammarata, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GIANCANI - Antichissima famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 ai nostri giorni.

 

GIANCUNTRERI - Frammenti di questa famiglia si rilevano fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

GIANDAIDONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

GIANDALIA - Famiglia presente a Favara nei primi del 1600.

 

GIANGRANO - Qualche presenza di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1600.

 

GIANGRECO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1700 alla fine del 1800.

 

GIARDINA - Cognome di origini siciliane, dovrebbe derivare dal toponimo Giardina Gallotti (AG). Tracce di questa famiglia si trovano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e dalla prima metà del 1900, con un ceppo proveniente da Barrafranca.

 

GIARRIZZO - Cognome tipico siciliano derivante da un soprannome dialettale originato dall'essere il capostipite ricco di capelli. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500. Altro ceppo di Agrigento si rileva nella seconda metà del 1800.

 

GIARRUSSO - Questo cognome ha un nucleo siciliano, soprattutto nel catanese e nel palermitano e un ceppo nel casertano e nel molisano. Deriva da un soprannome dialettale stante legato probabilmente al colore di capelli, Gianni il rosso. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

GIBELLA - V. Cibella.

 

GIBILARO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

GIGLIA/GIGLIA CALELLA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Gigli e Giglio. Gigli è specifico del centro Italia, delle Marche e in particolare della Toscana con possibile derivazione da uno dei vari toponimi contenenti il termine Giglio; Giglio è diffuso in tutto il sud, ma particolarmente in Calabria e Sicilia; Giglia è originario dell'agrigentino, un'ipotesi lo fa derivare dal nome di località Giglius, un territorio romano in Libia. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dai nomi medioevali Giglio e Giglia. Un Aloigi Giglio di Cirò in Calabria, lo troviamo nel 1500 come principale artefice del calendario gregoriano. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 e ancora oggi presente.

 

GILIBERTO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi anni della seconda metà del 1600, dall’inizio alla seconda metà del 1700.

 

GINEX - Sporadiche presenze di questa famiglia le ritroviamo nella seconda metà del 1500 e del 1700.

 

GIOCONDO - Sporadiche presenze di questa famiglia le ritroviamo fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

GIORDANO - Cognome con varianti: Giordani, Giorda, Giordanengo. Cognome molto comune in tutta Italia, probabilmente derivante dal cognomen latino Gordianus, dal nome medioevale italiano Giordano o da quello francese Jourdain. Alla base il nome Giordano, comune nell'alto Medio Evo e già documentato in iscrizioni latine del II e III secolo, deriva dal nome del fiume Giordano, divenuto un personale cristiano perché proprio nel Giordano fu battezzato Gesù. Si affermò in Piemonte con le prime Crociate in Terrasanta. Questa famiglia la ritroviamo a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

GIUDICE/LO GIUDICE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Lo Giudice, Loiodice, Loiudice, Lojodice. Il cognome ha più origini, una sicura è lombarda, ma potrebbero esserci ceppi nel Piemonte, nel genovese, in Toscana e nel Lazio; Le forme Loiodice, Loiudice, Lojodice sono specifici del barese. Potrebbero derivare dall'essere il capostipite legato in qualche modo o all'incarico di giudice, o all'aver servito, presso un giudice.La presenza a Favara di questa famiglia si rileva dalla metà del 1500 ai nostri giorni.

 

GIUFFO - Tracce di questa famiglia si rilevano fra la fine del 1500 ed i primi del 1600.

 

GIUFFRIDA - Tracce di questa famiglia si rilevano all’inizio del 1900.

 

GIULIANA/GIULIANO - Molto diffuso in tutta Italia peninsulare anche nella variante Giuliani. Giuliano copre tutta l'Italia con un grosso ceppo in Piemonte e in tutto il sud, potrebbe essere stato originato dal nome Giuliano o da toponimi quali: Giuliano di Lecce (LE), Giuliano di Roma (FR), Giuliano Teatino (CH) o altri simili. Alla base il nome latino Giuliano "Iulius". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600. Dall’inizio del 1800 ai nostri giorni la ritroviamo nella variante Giauliano.

 

GIUNTA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Giunti, Giuntini, Giuntino, Giunto. Giunti, decisamente toscano, ha forse un ceppo palermitanbo, probabilmente dovuto ad errori di registrazione di Giunta; Giuntini è tipico del fiorentino e del pisano; Giuntino, praticamente unico; Giunto, assolutamente molto raro, è campano; Giunta oltre al nucleo principale in Sicilia, sembra avere ceppi originari anche nel pesarese, nel lucchese, nel milanese e nel torinese. Dovrebbero tutti derivare dal nome gratulatorio medioevale Buonaggiunta o Buonaggiunto, di cui abbiamo un esempio nel 1200 con il poeta lucchese Bonaggiunta Orbicciani, citato da Dante Alighieri nel Purgatorio canto XXIV, e nel 1300 con Buonaggiunta da Poppleto capitano di ventura. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Firenze nel 1400 con il mastro costruttore Meo di Piero Giuntini e nel 1500 con la famiglia di editori Giunti. Di questa famiglia si rileva una famiglia all’inizio del 1700. Nella seconda metà del 1800 ai nostri giorni si rilevano altre famiglie provenienti da diversi luoghi, fra cui S. Cataldo, Cammarata e Caltanissetta.

 

GLIMA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600. Altra presenza si rileva nella prima metà del 1700.

 

GORGONE - Cognome siciliano che potrebbe derivare da una modificazione del nome Gregorio, ma è pure possibile una derivazione dal nome femminile latino Gorgonia di cui abbiamo un esempio in questa antica lapide: "D(is) M(anibus)/Aur(elio) Proculo puero an(norum) XIII filio / dulcissimo / p(ia) f(ecit) / Gorgonia / Alumna et". Frammenti di questa famiglia venuta da Catania si rilevano a Favara verso la fine del 1500.

 

GRACCIONE/CARCIONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

GRACEFFA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 e fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

GRACI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, fra la seconda metà el 1600 e la seconda metà del 1800.

 

GRAFFEO - Famiglia presente in modo frammentario e con diverse provenienze nella seconda metà del 1800.

 

GRAMAGLIA - Famiglia presente a Favara alla fine del 1600 e dalla fine del 1700 ai nostri giorni.

 

GRANO - Famiglia venuta dalla provincia di Cosenza nella seconda metà del 1800 e tutt’oggi presente a Favara.

 

GRASSO - Cognome riscontrabile anche nella variante Grassi. Sono entrambi assolutamente panitaliani, potrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche, trasformate prima in nome e poi in cognome.  Tracce di questa cognomizzazione si trovano nelle Pergamene milanesi del monastero di S. Ulderico detto Bocchetto, sotto l'anno 1191, dove si legge: "...Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo, tercio die mensis madii, indicione nona, Laudatione et domne Fomia monacha monasterii quod dicitur Dathei, Cicilia monacha monasterii quod dicitur Dathei, Bellixia monacha monasterii quod dicitur Dathei,  monacharum infrascripti monasterii Dathei et  Guifridus Anrochus avocatus monasterii quod dicitur Dathei negocii avocati electi, et secundum quod estimaverunt Rabbus Bunizane, Rabbinus, Rabinus Bonizane de loco Trenno  Guilielmus Rovore de loco Trenno qui dicitur Rovore de loco Treno, qui estimaverunt et dixerunt uti lex et usus possit, cartulam commutationis fecit domna Allexandria abbatissa monasterii quod dicitur Dathei prefati monasterii Dathei siti in civitate Mediolani necnon ex altera parte Arialdus de civitate  Landulfus Grassus filius quondam  Arialdus de civitate Mediolani Landulfi Grassi de suprascripta civitate. ...". Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500 ed all’inizio del 1900.

 

GRECO - Cognome riscontrabile anche nella variante Grechi. Grechi è diffuso nell'Italia centrale ed in Lombardia, Greco è diffusissimo in tutta Italia. Dovrebbe derivare dal nome medioevale Greco che originariamente stava ad indicare probabilmente l'origine del capostipite. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GRIGOLI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Grigoletti, Grigoletto, Grigolli. Grigoli e Grigoletti sono specifici dell'alto veronese, anche se Grigoli ha un ceppo originario nel palermitano; Grigoletto è tipico veneto, del padovano in particolare; Grigolli, molto molto raro, è trentino, derivano dal nome medioevale Grigolus (forma dialettale per Gregorius). Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

GRILLETTO/GRILLETTO MAZZULO - Cognome estremamente raro, presente in particolar modo a Nola (NA) ed a Palermo. La casata Grilletto, fiorita nel Regno di Napoli, trae antica origine dal Ducato di Savoia, donde passò in Spagna con Pietro Grillet, che prese parte alla conquista di Maiorca. Passato al servizio di Giacomo I D’Aragona, partecipò alla conquista di Valenza distinguendosi per grande valore e stabilendo la propria dimora in Valenza.  Bubernei Ambert, Consigliere del Duca Di Savoia nella città di Burgo, fu valente Cavaliere sotto l’Imperatore Carlo V, il quale lo nominò membro del suo Consiglio delle Fiandre. Con Privilegio datato in Barcellona il 22 aprile 1538 detto Imperatore gli concesse il titolo di Nobile. Figlio Bubernei Ambert fu Glaudo che generò Glaudo Bartolomé, Cavaliere Valenziano che sposò Eleonora De Borja, da cui Bubernei Pedro De Grilletto al quale fu concesso il titolo di Conte di Saint Trivier nel 1554. Isabella, moglie di Bernardino di Savoia, Signore di Roccamigi, fu Signora dei Feudi di Bellecombe e Chàtelard nel 1575 e di quelli di Caselle e di Villafranca nel 1582. Questa Casata fu Signora di numerosi Feudi in Savoia, delle Baronia di Brissac e di Coumons. Diramazioni dei Grilletto si ebbero anche in Catalogna . Il ramo fiorito in Nola, nel 1879, è rappresentato dal Cavaliere Gerosolimitano Arcangelo Grilletto, di Antonio di Arturo di Pedro, sposatosi con Assunta Amorino, da cui: Maria, Antonio e Raffaele. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

GRILLO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Grilletti, Grilli, Grillino. Grilletti è assolutamente rarissimo; Grilli è tipico del centro nord con ceppi anche in Puglia e Campania; Grillini è specifico del bolognese; Grillo è assolutamente panitaliano, eccezion fatta per la Sardegna. Derivano dal nome medioevale Grillus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1188 a Sartirana: "...atque affirmacione et consensu consulum eiusdem loci Callosius et Petrus de Rizolo et Otto Grillus et Rufinus de Campo necnon et aliorum bonorum hominum credencie, hii sunt Guibertus et Petrus Calegarius et Iohannes Cerrutus et Iacobus de Purciano...", ma è pure possibile che derivino da nomi di località. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, nella prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

GRIMALDI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Grimaldo, Grimaudo, Grimaudi, Grimoldi. Grimoldi è specifico dell'areale milanese, varesotto e comasco; Grimaldi è diffuso in tutta Italia. Derivano entrambi o dal nome franco Grimald o dal nome longobardo Grimoald, ma in alcuni casi il primo può anche derivare dal toponimo Grimaldi (CS) o anche Grimaldi di Ventimiglia (IM). Di origine germanica formato da "grima" (elmo, maschera da combattimento) e "waldaz" (potente, principe, capo) con il significato quindi di: "capo munito di elmo". Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e nella seconda metà del 1700.

 

GRISAFI - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1700 e dalla fine del 1800 in poi.

 

GROVA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

GUADAGNO - V. Vita.

 

GUADAGNINO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla prima metà del 1700.

 

GUAGENTI/AGENTI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

GUAIA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

GUARINO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Guarini, Guerini, Guerrini, Guerrisi. Guarini sembra essere di origine pugliese; Guerini è decisamente lombardo; Guerrini è del centro nord; Guerrisi parrebbe originario della provincia di Reggio Calabria. Il cognome Guarino  è panitaliano, della Valle dell'Adige, con alla base il nome di persona di origine germanica Guarino (originariamente Warin "protettore, difensore", in uso sia come nome autonomo che come diminutivo di nomi composti come Warinfrid, Warinpert, Warinhar). Il cognome, anche nella forma Varino, fu portato in Italia dai Longobardi e compare già in documenti del VII secolo. La forma Guerino (e anche Guerrino) è invece riconducibile alla tradizione francone e venne diffusa più tardi dai poemi cavallereschi del ciclo carolingio. Altre varianti sono: Guareschi, Guarinoni, Guerinoni (cognomi originari della Valle dell'Adige); Guarienti (Val di Sole e Val di Non); Vareschi e Varesco (presenti in diverse località del Trentino). Dai nomi germanici Warner e Werner (in origine Warinhar, composto da Warin– "difensore" e –haria "esercito", col significato di "protettore dell'esercito") si sono formati i cognomi VARNER (Valle dell'Adige e Valle dei Laghi) e Warner (Valle dell'Adige). Il nome Guarniero (derivato dalla latinizzazione di Warinhar) ha dato il cognome Guarnieri, di Caldés, nella Val di Sole. Tracce della famiglia Guarino si hanno a Napoli fin dal 1500, in un atto di vendita di beni feudali di Solofra ad Alessandro de Antenoro si legge:"...Angelo Guarino...Salvatore Guarino...Alessandro Guarino...con l’assistenza del capitano e governatore Michele Nigretti Ispani e alla presenza di Alessandro de Antenoro di Napoli, asseriscono di tenere in feudo dalla regia curia due starze arbustate e vitate con alberi di viti latine site in Solofra nel casale de li Burrelli confinanti con i beni della chiesa e del Monastero di S. Agostino,...". Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome germanico Warin. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1800. Altro ceppo è venuto da Palermo nella seconda metà del 1800, di cui si ricorda il giovane sindaco Gaetano, assassinato nel 1946, con il quale si è estinta la famiglia a Favara.

 

GUARNERI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Guarnero, Guarnirei, Guarniero. Guarnero, molto raro, sembra essere specifico del Piemonte, alessandrino e vercellese; Guarnieri è panitaliano; Guarniero è assolutamente rarissimo. Di Guarneri si individuerebbero due nuclei originari, uno in Sicilia, tra le province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta ed uno in Lombardia, con massima concentrazione nella bassa bresciana. Derivano dal nome medioevale Guarnerus di cui si ha un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1183: "...Prima pecia iacet in Albereto et est perticas duabus; coheret: da una parte Guarnerus Medicus, a tercia Sancti Andrea. ..".  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Genova nel 1600; in uno scritto del 1643 si legge: "...Il Patron Domenico Menino di Lerice ha carricato alla presente spiaggia di Portovenere sopra la sua fregatta fusti numero trenta pieni di vino per quelli condurre alla Città di Genova mandati da Bartolomeo Guarnero e da consignare alli infrascritti..."; in Valcamonica nella seconda metà del 1700 opera il notaio Giovanni Antonio Guarneri. Frammenti di questa famiglia si rilevano nella seconda metà del 1500, fra la prima e la seconda metà del 1700 e tra la prima e la seconda metà del 1800.

 

GUARRACI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600, nei primi e nella seconda metà del 1700, fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

GUCCIARDINO - Cognome con possibili varianti Gucciardo, Guiccirdi, Guicciardini. A Favara la famiglia è presente con un ceppo venuto nella seconda metà del 1600 e ancora oggi presente.

 

GUELI - Cognome che sembra essere tipico siciliano, probabilmente delle province di Agrigento e Caltanissetta e potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Miguel. Esistono anche tracce di cognomi come Guelus risalenti al XVI sec. (in un antico registro si legge: "...Joseph Guelus baptismum recipit.". Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600.

 

GUIDA - Cognome riscontrabile nelle varianti Guidi e Guidone. Guidi è diffuso nell'Italia centro settentrionale, con nuclei originari nella fascia centrale; Guidone dovrebbe avere due ceppi, uno nel foggiano ed uno nel napoletano; Guida è diffuso in tutta Italia, con una bassa concentrazione al centro. Questi cognomi hanno in comune la radice il nome longobardo Wildo, o anche il nome germanico Guildo. La casata Guidi, fin dal 1000, ha esercitato signoria feudale sui territori dell'alto Casentino, fino al torrente Archiano al di là del quale si trovava  la signoria ecclesiastica dei vescovi di Arezzo; il capostipite fu Tegrimo Guidi, cui Re Ugo, con un diploma risalente al 927, assegnò il monastero di San Salvatore in Alina, nel territorio della diocesi pistoiese, qualificandolo come "...compater et fidelis..." del sovrano. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

GUIDARA - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

GULINO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600, nella prima metà del 1700 e nella prima metà del 1900.

 

GULLO - V. Vullo.

 

GUTTADAURO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, con presenze anche nella seconda metà del 1600.

 

IACÀ - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

IACOLINO/AQUILINO - Antichissima famiglia rilevabile a Favara sin dalla seconda metà del 1500 con la variante Aquilina/Aquilino ed ancora oggi presente.

 

IACONO/JACONO/LO IACONO/LO JACONO - Cognome riscontrabile nelle varianti Icona e Iaconelli, Loiacono, Lo Jacono, Lojacono. Iacona è siciliano; Iaconelli sembra essere tipico della zona meridionale della provincia di Frosinone; Iacono ha due ceppi importanti, uno nel napoletano ed uno nella Sicilia meridionale; Jacono sembra essere nato nel milanese, forse da diverse trascrizioni del cognome precedente. I cognomi Lo Iacono, Loiacono, Lo Jacono, Lojacono sono decisamente di origini siciliane, tranne Loiacono che sembrerebbe avere due ceppi, uno calabro ed uno nel barese. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi indicanti la funzione caratteristica di Diacono. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 nella variante Lo Iacono. Dopo oltre un secolo di assenza la ritroviamo a partire dall’inizio del 1700 con lo stesso toponimo e successivamente semplicemente nella forma Iacono. Ancora oggi è presente a Favara.

 

IANNUZZO - Cognome riscontrabile nelle varianti Iannuzzi, Jannuzzi, Jannuzzo. Iannuzzi è tipicamente campano e del casentino; Jannuzzi e Jannuzzo sono rarissimi e probabilmente dovuti a errori di trascrizione; Iannuzzo sembrerebbe specifico di Fontanarosa (AV). Derivano da modificazioni dialettali del nome Giovanni. La forma cognominale Iannuzzo è una variante della forma dialettale Ianni, derivata a sua volta dal nome Giovanni. Il cognome in Campania proviene dalla provincia di Avellino, dalla zona del comune di Pietrastornina e dintorni, e dal Salernitano dalla Piana del Sele: i due rami in questione sembrerebbero appartenere ad un unico ceppo proveniente dalla Puglia. Altri ceppi consistenti sono oggi presenti in Puglia e in Calabria, nel cosentino. Tra le famiglie Iannuzzi e Iannuzzo emigrate in altri Stati dall'Italia, molte hanno modificato il cognome in Januzzi/o o Jannuzzi/o, oppure in Yannuzzi/o o Yanuzzi/o.  Anche nel nostro paese sono registrate famiglie Jannuzzi. La famiglia, nella variante Iannuzzo, è rilevabile a Favara dalla fine del 1600 alla prima metà del 1700, all’inizio e nella seconda metà del 1800.

 

IEMBULA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e gli inizi della seconda metà del 1600.

 

IMBERGANO/IMBERGAMO - Antica famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600, fino al secolo scorso anche nella forma Imbergano.

 

IMBORDINO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

IMPERIA - Frammenti di presenza di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1800 con un ceppo di Naro.

 

IMPUGIADES - Frammenti di presenza di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella prima metà del 1600 con un ceppo di Girgenti.

 

INCARDONA - Cognome originario della zona tra la provincia di Bari e quella di Matera, deriva quasi sicuramente da toponimi come Campomaggiore (PZ) o altri simili.

 

INCARNATO - Si rilevano rarissime presenze di questa famiglia nella seconda metà del 1500 e nella prima metà del 1900.

 

INDELICATO - Cognome tipico siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome, come pure da una modificazione del cognomen latino Delicatus. A parte una famiglia di Mazzara, presente a Favara nella prima metà del 1600, la ritroviamo all’inizio del 1700 e, in forma stabile, con un ceppo di Agrigento, a partire dalla fine del 1700 ai nostri giorni.

 

INFANTINO - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e dall’inizio del 1800 ai nostri giorni

 

INFURNA/MINALDO INFURNA - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ai nostri giorni. Il cognome di questa famiglia nel “550 era Minardo/Minaldo, mentre Infurna era il soprannome. Nel corso degli anni quest’ultimo ha sostituito definitivamente l’originario cognome.

 

INFUSINO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

INGALA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 e la prima e la seconda metà del 1700.

 

INGRAO - Cognome riscontrabile anche nella forma Ingarao. Ingarao rarissimo è proprio della Sicilia meridionale ed orientale; Ingrao invece è specifico della Sicilia occidentale. Una derivazione possibile è dal nome normanno In gran. Traccia di questo cognome le troviamo a Ragusa nella seconda metà del 1500 con il mastro costruttore Leonardo Ingarao. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700, dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni, con provenienze da Grotte Aragona e Agrigento.

 

INGRASSIA - Brevissimi frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

INSALACO/INZALACO - Famiglia di Castrofilippo presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

INTERNICOLA - Famiglia di Agrigento presente a Favara dalla seconda metà del 1800 in poi.

 

INVEGES - Frammenti di questa famiglia dello stesso ceppo del noto storico e frate saccense Agostino Inveges, li ritroviamo a Favara fra la fine del 1500 ed i primi del 1600.

 

IPPOLITO - V. D'Ippolito.

 

ITALIANO - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo fra la fine della prima metà e l’inizio della seconda metà del 1700.

 

LA CAGNINA - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella prima metà del 1700.

 

LA GAIPA/GAIPA - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1600, nella prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 in poi.

 

LA GRECA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1800.

 

LA GRUTTA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

LA LOGGIA - V. Loggia.

 

LA LUMIA/LA LOMIA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1700.

 

LA MANNA - Cognome riscontrabile anche nelle forme La Magna, Lamagna, La manna. Lamagna è tipico di Napoli, con ceppi anche nel materano; La Magna molto più raro ha un ceppo a Napoli ed uno nel catanese; Lamanna è tipico del sud peninsulare; La Manna è presente in tutto il sud. Possono derivare sia da attributi di grandezza relativi a zone o a caratteristiche fisiche la magna (grande) casa, persona, o altro, come è pure possibile che derivino da modificazioni di termini longobardi come arimanno o dal nome della nazione di provenienza Alamagna (Germania). Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600. La ritroviamo in forma stabile dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

LA MANTIA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600 e fra la seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

LA MARCA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

LA MATINA/LA MATTINA - V. Matina.

 

LA MENDOLA - V. Mendola.

 

LA MONICA - Cognome riscontrabile anche nella forma La Monaca. La Monaca è molto poco comune, ha un ceppo nel milanese, nel teatino, nel foggiano e in Sicilia; La Monica, tipicamente siciliano ha un ceppo probabilmente secondario in Campania. derivano da soprannomi legati al fatto di essere originariamente vicini ad un monastero o alle sue dipendenze. Un principio di questa cognomizzazione lo troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1178: "...Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septuagesimo octavo, decimus kalendas madii, inditione undecima.... Interfuerunt Bernardus de la Monica, Carnelevarius de Burgo, Marabottus de Milano..." e sotto l'anno 1191: "...Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo, indicione nona, tercio die mensis decembris. Iuraverunt Iohannes Desparius et Tebaldus archipresbiter et Aglerius Grossus et Ru|finus Marisanus et Ugo de Curte et Robertus de la Monaca et Petrus Senex...". Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

LA PAGLIA - Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara nella seconda metà del 1600, nella seconda metà del 1700 e fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

LA PIANA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la metà del 1600.

 

LA PLACA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.

 

LA RIZZA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1900.

 

LA ROCCA - Cognome riscontrabile anche nella forma Larocca. Larocca è specificatamente lucano, in particolare della zona di Calvello e Abriola (PZ); La Rocca è diffuso in tutto il centrosud, in Campania ed in Sicilia in particolare. Derivano da toponimi contenenti la radice rocca, come ce ne sono moltissimi in Italia. Antichissima famiglia presente a Favara dalla metà del 1500 ai nostri giorni.

 

LA ROSA - V. Di Rosa.

 

LA RUSSA - Antichissima famiglia già presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi presente.

 

LA TONA/LATONA/TONA - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e dalla prima metà del 1900 ai nostri giorni.

 

LANA - Cognome riscontrabile anche nella forma Lamaro. Lanaro è di probabili origini vicentine; Lana potrebbe avere diversi nuclei, nell'agrigentino, nel Lazio, nel maceratino, nel padovano, nel mantovano e nel novarese e varesotto. Questi cognomi probabilmente derivano da soprannomi connessi con il mestiere di filatore o tessitore di lana, in qualche caso può anche essere disceso dall'aferesi del nome germanico Gailana. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 in ai nostri giorni.

 

LANDOLINA - Frammenti di questa famiglia la ritroviamo a Favara verso la fine del 1500.

 

LANDONE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Landini e Landoni. Landini ha forse diversi ceppi nel quadrilatero avente ai vertici Genova, Como, l'aretino e il pescarese; Landoni e Landone sono specifici della zona tra comasco e varesotto, derivano dal nome medioevale Lando o da aferesi di nomi come Orlando. Il conte Landone (843-860), contribuì alla ricostruzione della città di Capua sulle rive del fiume Volturno; verso la fine del IX secolo il longobardo Landone di Vescovio, vescovo di Civitate Sabinense divenne Papa. Famiglia venuta da Agrigento nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

LANFRANCA - Famiglia venuta da Gibellina (TP) nella prima metà del 1800.

 

LANZA - Cognome riscontrabile anche nella forma Lanzi. Lanzi occupa l'areale che comprende Lombardia, Emilia, Toscana, Umbria e Lazio; Lanza è molto diffuso sia al sud che al nord. Dovrebbero derivare da soprannomi legati alla forma arcaica del vocabolo lancia, ad indicare probabilmente il mestiere dell'uomo d'armi o più semplicemente la funzione di portatore d'armi.   Già nel XII secolo c'è un Francesco Lanza feudatario di Rosolini (SR) e una famiglia Lanzi è annoverata tra la nobiltà ghibellina di Trescore (BG), nel 1400 troviamo Blasco Lanza, Dottore in legge che sposa Rosa, Baronessa di Mojo, nel 1500 il Barone Cesare Lanza è feudatario di Carini (PA). Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

LATINO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Latin e Latini. Latin, assolutamente rarissimo è triestino; Latini è tipico della fascia dell'Italia centrale; Latino, tipico del sud, ha ceppi in Sicilia, nel Salento, nel Gargano e nell'iserniese. Derivano dal cognomen latino Latinus, citato ad esempio da Virgilio nell'Eneide: "...Rex arua Latinus et urbes - iam senior longa placidas in pace regebat...", questa cognomizzazione era già presente in Toscana in epoca medioevale, si ricorda il Brunetto Latini (1220-1295) citato da Dante nella Divina Commedia nel girone dei sodomiti. Frammenti di questa famiglia la ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1500.

 

LATTUCA - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

LAUDICO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

LAUDISI - Cognome riscontrabile anche nelle forme Laudisa e Laudisio. Laudisa, molto raro, è tipico di Lecce; Laudisio, molto raro, sembra specifico del napoletano, salernitano e potentino; Laudisi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'Irpinia. Dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine franca Laudus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1355 dove è citato un ser Laudus Lambardo. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Salerno in un atto di conferimento della rettoria parrocchiale di S. Angelo in Solofra al sacerdote Pietro de Laudisio di Montoro (AV). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

LAURICELLA/LAURICELLA LUCA - Cognome originario della Sicilia, provincia di Agrigento; potrebbe derivare da un diminutivo del cognomen latino Laureola. Famiglia proveniente dalla Catalogna (Spagna) con i Mango di Casalgerardo (PA), ed imparentata con Ruggiero di Lauria (PZ). Altra derivazione potrebbe scaturire dalla fusione dei cognomi Lauri e Cella. Antichissima famiglia rilevata a Favara già nella metà del 1500 ed ancora presente ai nostri giorni. La variante Lauricella Luca è avvenuta a seguito di un matrimonio di un tale Luca, avvenuto nella prima metà del 1600.

 

LAURICI - Rarissime presenze di questa famiglia a Favara si attestano alla fine del 1500 e del 1800.

 

LAURO/DI LAURO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Laura e Lauri. Laura, molto raro sembra essere specifico della provincia di Imperia; Lauri è diffuso nella fascia centrale che comprende Umbria, Marche, Lazio e Abruzzi, con un ceppo anche nel napoletano; Lauro è tipico del napoletano. Dovrebbero derivare dal nome latino Laurus (consacrato ad Apollo) citato ad esempio in questo cenotafio di epoca longobarda: "...Laurus eras, Umfrede, tuas academia frondes iactavit merito, serta superba, diu...", è pure possibile, in alcuni casi, una derivazione da toponimi come Lauro (AV) e (CE) e simili.  Tracce di questa cognomizzazione si trovano sia a Fano (PS), che a Macerata fin dal 1500. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1700.

 

LAVORE - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1600 e all’inizio del 1900.

 

LAZZANO - Famiglia venuta da Agrigento nella prima metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

LENA/LENA VACCARO - Famiglia presente a Favara, nella variante Lena, dall’inizio del 1600 alla prima metà del 1700. Da quest’ultimo periodo ai nostri giorni la ritroviamo nella forma Lena Vaccaro.

 

LENTINI - Cognome di origini siciliane derivante dal toponimo Lentini (SR). Esiste un ceppo secondario lucano, trasferitosi poi a Monopoli. Si hanno tracce verso la fine del 1600 di un gabelliere daziario di nome Giovanni Battista Lentino, la cui famiglia acquistò poi nel tempo caratteri nobiliari, tant'è che nel registro della nobiltà del 1754 viene citato, a Monopoli, un Barone Giovanni Battista Lentini. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1600 ai nostri giorni.

 

LEONE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Leoncini, Legnetti, Leoni. Leoncini ha un nucleo tra la provincia di Genova e l'Alessandrino, ma esiste anche un ceppo fiorentino; Leonetti sembra avere un ceppo nel barese, uno nel cosentino, uno nel napoletano ed uno nel Lazio; Leoni è del centro nord e Sardegna; Leone è assolutamente panitaliano. L'origine di questi cognomi è varia, possono essere legati a soprannomi legati a caratteristiche comportamentali, all'essere nell'ambito di qualcuno nel cui stemma comparisse uno o più leoni, oppure in altri casi possono derivare dal nome medioevale Leone o dal nomen latino Leon. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

LETO - Famiglie venute a Favara nella seconda metà del 1800 da Palermo e Naro.

 

LI CAUSI - Famiglia venuta da Palermo e rilevata a Favara nella seconda metà del 1800.

 

LICATA - Famiglia con diversi ceppi, presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni. Di questa si evidenzia il ceppo dei principi di Baucina, venuto da Racalmuto all’inizio del 1600 e trasferitosi definitivamente nella prima metà del 1900.

 

LIGREGNI - Famiglia di San Giovanni gemini, presente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

LIMBLICI/LIBRICI/LIMBRICI - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1500 alla seconda metà del 1600 nella variante Librici e Limbrici. La ritroviamo dalla fine del 1800 ai nostri giorni nell’attuale variante Limblici.

 

LINO - Cognome di probabile origine del palermitano che può derivare sia dal nome medioevale italiano Lino, sia dall'aferesi di diminutivi di nomi come Angelo, Paolo, Agnolo etc. Frammenti di questa famiglia li ritroviamo fra la fine del 1500 e l’inizio del 1600.

 

LIONTI - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

LIOTTA - Cognome riscontrabile anche nella forma Liotto. Liotto ha un ceppo originario ad Aversa (CE), ma esiste un ceppo, forse non secondario a  Vicenza; Liotta è specifico della Sicilia. Dovrebbero derivare dall'aferesi del nome medioevale italiano Galiottus di cui abbiamo un esempio in Romagna in uno scritto del 1278: "...Eodem anno, die martis XXIV mensis maii, comes Manfredus potestas Faventie, cum tota milicia et populo civitatis eiusdem, et dominus Galiottus de Pipinis capitaneus partis Lanbertaciorum Faventie commorantium, cum tota militia et populo dicte partis, post terciam dicti diei, equitaverunt versus civitatem Imole...", tracce di questa cognomizzazioni le troviamo a Solofra fin dal XVII sec. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

LIPARI - Cognome riscontrabile anche nella forma Ripara. Tipici siciliani e del reggino, quasi scomparso Lipara, derivano dal toponimo Lipari (ME), isola delle Eolie, o dal suo nome antico Lipara. Famiglia venuta da S. Cataldo nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

LIVRERI - Cognome riscontrabile anche nella forma Livrieri. Potrebbero essere di origini pugliesi e dovrebbe derivare da un soprannome connesso con il vocabolo levriere (razza canina). Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

LO BIANCO - V. Bianco.

 

LO BUE - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1700 ai nostri giorni, con diverse provenienze, fra cui Agrigento, S. Cataldo, Castrofilippo e Racalmuto.

 

LO COCO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1700.

 

LO DESTRO - V. Destro.

 

LO IACONO/LO JACONO - V. Iacono.

 

LO MARTIRE - V. Martire.

 

LO MEDICO - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600 ed in modo frammentario fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

LO MERCATO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

LO PICCOLO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

LO PINTO - Famiglia di Palma di Montechiaro, venuta a Favara nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

LO PIPARO - V. Piparo.

 

LO PORTO - Famiglia venuta a Favara nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

LO PRESTI - V. Presti.

 

LO SARDO - V. Sutera/Sutera Sardo.

 

LO VERDE - Frammenti di questa famiglia si riscontrano nella seconda metà del 1600 e del 1800.

 

LO VASCO - V. Vasco.

 

LO VETERO - V. Vetro/Vetero.

 

LODATO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 alla seconda metà del 1800.

 

LOGGIA/ LA LOGGIA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 ed in modo frammentario nella seconda metà del 1800.

 

LOMBARDO - Cognome con varianti: Lombardini, Lombardino, Lombardi. Lombardi è assolutamente panitaliano, mentre Lombardo è più propriamente siculo calabro. Questi cognomi hanno molte origini, dalla derivazione dai molti toponimi quali: Alzano Lombardo (BG), Martirano Lombardo (CZ), San Vito dei Lombardi (AV) etc., alla cognomizzazione del nome medioevale italo germanico Lombardo, al soprannome indicante la provenienza regionale o etnica (dei Longobardi). Nato da un soprannome o appellativo che tra i secoli XII e XVI, significava "abitante dell'Italia settentrionale", ma deriva anche da nome di mestiere, infatti "lombardi" venivano anche soprannominati coloro che praticavano l'usura. Questa famiglia la ritroviamo a Favara già nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

LOMBINO - Famiglia presente a Favara dalla prima alla seconda metà del 1800.

 

 

LOMEO - Famiglia venuta da Bagheria nella seconda metà del 1800.

 

LONGINO - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1900 ai nostri giorni.

 

LONGO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Longetti, Longhi, Longis. Longetti, molto raro, è tipico del perugino; Longhi è limitato al nord; Longis, assolutamente rarissimo, è tipico valdostano; Longo è largamente diffuso in tutt'Italia. Dovrebbero derivare da variazioni del nome medioevale Longus, variazione di cui abbiamo un esempio nella Vita di Ubertino da Carrara del 1300 scritta dal Vergerio: "...Longettus erat hereditarius servus, et semper una nutritus..:", dell'uso di questo tipo di cognomizzazione troviamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 1172 a Milano: "...Et ad hanc previdendam causam interfuerunt duo estimatores, scilicet Albertus Longus et Iohannes Crozorinus qui estimaverunt hanc commutacionem proficuum esse ecclesie....", in alcuni casi potrebbero pure derivare da soprannomi legati al vocabolo "lungo" e probabilmente condizionati dall'altezza e dalla magrezza del capostipite. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

LOREFICE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

LUCCHESE - Frammenti di questa famiglia si riscontrano nella prima metà del 1600 e tra la prima e la seconda metà del 1700.

 

LUCERNA - Famiglia venuta da Agrigento nella seconda metà del 1800.

 

LUGLIO - Famiglia venuta da Agrigento nella seconda metà del 1800.

 

LUMIA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

LUNA - Cognome con più ceppi originari, nel vicentino, nell'area tra Perugia ed Ancona e probabilmente anche al sud, dovrebbe derivare dal cognomen latino Lunaris. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1900.

 

LUPARELLO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, nella prima metà del 1700. Altro ceppo è venuto a Stabilirsi a Favara nella prima metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

LUPO - Famiglia rilevata a Favara dalla prima metà del 1800, con provenienze da Mussomeli, Canicattì, Agrigento, ancora oggi presente.

 

LUSCIO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

MACALUSO - Cognome specifico siciliano, deriva da un soprannome dialettale legato al vocabolo siciliano macaluscio (cotone ripulito e preparato) di derivazione araba, con questo termine si indicava un liberto. Questa famiglia la ritroviamo in modo frammentario fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1700. La ritroviamo in forma stabile dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

MACCO - Famiglia di Agrigento, presente a Favara dalla fine del 1800 ai primi del 1900.

 

MADDI - Famiglia venuta da Mezzoiuso nella prima metà del 1500 e presente ancora oggi a Favara.

 

MAGLIO - Cognome di probabile origine campana, ha forse un nucleo nel Salento ed uno in Liguria dove potrebbe derivare da toponimi come Magliolo (SV), in linea di massima dovrebbero derivare dal nome della gens latina Manlia. Antichissima famiglia già presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

MAGLIOCCO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1800.

 

MAGRO - Famiglia rilevata a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi presente.

 

MAGRÌ - Famiglia venuta da Misilmeri (PA) nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

MAIDA - Cognome diffuso in Calabria e Sicilia, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo maidah (tavolo), esiste anche un'ipotesi che lo farebbe derivare dal toponimo Maida (CZ). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 con provenienze da Castrofilippo e Grotte.

 

MAIORANA - Cognome tipico siciliano, riscontrabile, anche se in forma più rara, nella forma Majorana Dovrebbero derivare da un soprannome originato dal fatto che la pianta di maggiorana in Sicilia viene considerata come portafortuna. Questa cognomizzazione si trova ad Erice (TP) già nel 1200 con il notaio Giovanni Maiorana. Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1900.

 

MAISANO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1800.

 

MALASÀ - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla seconda metà del 1800.

 

MALGUARNERA - Frammenti di questa famiglia si rilevano nella prima metà del 1600.

 

MALLIA - Frammenti di questa famiglia si rilevano nella seconda metà del 1600. Altro ceppo di Aragona è venuto a stabilirsi a Favara nei primi del 1900 ed ancora oggi presente.

 

MALLUZZO - Di questa famiglia si rileva a Favara la presenza di qualche frammento nella prima metà del 1700 e nella seconda metà del 1800.

 

MALTESE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Malta e Maltesi. Malta, abbastanza raro, sembra avere un ceppo calabrese ed uno siciliano; Maltesi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente; Maltese più diffuso è tipicamente siciliano,Derivano tutti dal toponimo Malta e dall'etnico corrispondente. Presenze a Favara di questa famiglia si rilevano fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600, nella prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai primi del 1900 con un ceppo di Agrigento.

 

MAMMO/MAMMO ZAGARELLA/ZAGARELLA - La Variante Mammo la ritroviamo a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. La variante Mammo Zagarella la riscontriamo a partire dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni. La variante Zagarella dalla fine del 1700 ai nostri giorni.

 

MAMMONA - Famiglia venuta da Agrigento nella seconda metà del 1700 ed ancora oggi presente.

 

MANCARELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

MANCUSO/MANCUSO BAGANELLA - Cognome riscontrabile anche nella forma Mancusu. Molto diffuso in Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania, ha un piccolo ceppo nel cagliaritano, dove troviamo anche la forma Mancusu, deriva da un soprannome originato dal vocabolo dialettale mancuso (mancino). Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1600 a Carolei (CS): "Die 16 men[sis] 9[m]bris 11 Ind[itioni]s 1612 in Casali S[anct]i Cosmi &  Constitutis... ...Et Cornelio Mancuso Casalis Caruli [Carolei] pertine[n]tias Civitatis Cos[enz]æ ...". Famiglia già presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni. Dalla metà del 1700 alla seconda metà del 1800 la ritroviamo anche nella variante Mancuso Baganella.

 

MANDRACCHIA - Famiglia di Agrigento presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai primi del 1900.

 

MANGANELLA - Famiglia di Naro venuta a Favara nella prima metà del 1600 ed ancora oggi presente.

 

MANGIONE - Cognome con forte nucleo in Sicilia ed uno probabile nelle Puglie, dovrebbe derivare da un soprannome. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla prima metà del 1800.

 

MANGRAVITA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1700.

 

MANIGLIA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

MANISCALCO - Cognome tipico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal nome di mestiere maniscalco (chi ferra i cavalli) o dalla responsabilità di scuderie padronali. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

MANNARÀ - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

MANNELLA - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, con qualche presenza nella seconda metà del 1600.

 

MANNESE - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

MANNINO - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

MANNO - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e gli inizi della seconda metà del 1600.

MANTEGNA - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara tra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

MANTUANA - Famiglia presente a Favara tra la fine del 1700 e del 1800.

 

MANZONE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Manzi, Manzo, Manzoni. Manzi è diffuso in tutta l'Italia peninsulare; Manzo è specifico del meridione e della provincia di Palermo, Manzoni è assolutamente lombardo. La derivazione di questi cognomi è dubbia, potendo sia derivare da un soprannome legato all'allevamento o alla cura o a qualche altro collegamento con i manzi (vitelloni), oppure dal nome medioevale Manso (Mansueto) o dal provenzale Mans, Manz. Un'altra ipotesi li fa derivare dal vocabolo latino medioevale mansum (rimasto) con riferimento allo stato di lavoratore asservito alla terra. Famiglia di Siculiana presente a Favara fra la seconda metà del 1800 ed i primi del 1900.

 

MARABELLA - Cognome riscontrabile anche nella forma Marabelli. Tipico della zona tra Milano e Pavia, potrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Marabel., ma potrebbe anche derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale milanese maravej (marabej = meraviglia) derivato dal latino mirabilis (meraviglioso). Famiglia presente a Favara alla fine del 1500.

 

MARAGLIANO - Cognome abbastanza raro che parrebbe avere due nuclei, uno originario nel genovese e uno secondario nell'agrigentino, potrebbe derivare da un toponimo come Borgo Maragliano (AT) o Tracce di questo cognome si trovano in Liguria già dal 1400, in uno scritto dell'inizio del 1400 si legge che fu grande benefattore dell'Abbazia di S. Siro di Genova il sensale Pasquale Maragliano con una cospicua somma versata nel Banco di S. Giorgio;nel 1600, nel genovese troviamo un capitano di ventura, divenuto famoso, Battino Maragliano; in un atto della metà del 1600 si legge: "...Bartolomeo Maragliano di Antonio Maria e Andrea Testino di Giacomo massari della chiesa di Calvari desiderano far fare una cappella in marmo secondo disegno del maestro "marmararo" Giuseppe Gaggini di Francesco..."; verso la fine del 1600 opera a Genova lo scultore Antonio Maria Maragliano (1664 - 1739).

 

MARANO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Marana e Marani. Marana è tipico del vicentino e del veronese e dovrebbe derivare dal toponimo Marano Vicentino (VI); Marani è diffuso in provincia di Milano e di Mantova, nel veronese, in Emilia e nelle Marche e dovrebbe avere un ceppo anche in provincia di Roma; Marano sembra specifico del centro sud. Dovrebbero derivare da toponimi contenenti la voce ..marano, peraltro molto diffusi, quali: Marano (PR), Maranello (MO), Marano dei Marsi (AQ), Marano di Napoli (NA), Marano Equo (RM), Marano Marchesato (CS), ecc..  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad Asigliano Veneto (VI) fin dal 1400, quando tra le famiglie nobili è elencato anche il casato dei Marana. Frammenti di questa famiglia, proveniente da Comitini, si riscontrano a Favara nella prima metà del 1800.

 

MARCELLO - Cognome presente a macchia di leopardo in tutto il sud, ha un nucleo importante nel casertano, in Calabria, nel barese, in Abruzzo, nel Lazio e sembra averne uno anche nel sud della Sardegna, deriva dal nome della Gens latina Claudia Marcella.  Si hanno tracce di questo cognome fin dal medioevo. Personaggio famoso di questa famiglia fu il compositore veneziano Benedetto Marcello (1686-1739). Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara nella prima metà del 1800.

 

MARCHESE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Marchesi, Marchesini, Marchesino, Marchesini, Marchesotti. Marchesi è tipico dell'area lombardo emiliana; Marchesini è tipico dell'Italia settentrionale, con ceppi anche nelle Marche e nel Lazio; Marchesino è rarissimo e sembrerebbe dovuto ad un errore di trascrizione di Marchesini; Marchesoni è trentino; Marchesotti è specifico dell'alessandrino; Marchese è panitaliano, ma con un fortissimo nucleo in Sicilia. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi originati dall'aver, il capostipite, un qualche rapporto con una famiglia nobiliare, in qualità di servitori o mezzadri; potrebbe anche in qualche caso essere riferito al portamento o a caratteristiche di somiglianza o atteggiamenti da "marchese". Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

MARCHICA - Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

MARIA/DI MARIA/MARIA NASONTE - La variante Maria è presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Tra il 1500 ed il 1600 si rileva anche la forma Di Maria. La più recente forma Maria Nasonte (Nasonte è nato come soprannome) è dei primissimi del 1800.

 

MARINO/MARINIS - Cognome riscontrabile anche nelle forme Marina, Marinacci, Marinaccio, Marini, Marinoni. Marina è molto raro, non si evidenziano ceppi principali, si può solo presumere un'origine nel ragusano e forse nel genovese; Marinacci dovrebbe avere più di un ceppo, quello originario dovrebbe essere del perugino, ma sembrano esserci anche ceppi secondari nel Lazio e nel foggiano; Marinaccio è specifico del foggiano; Marini è diffuso in tutto il centro nord ed in Sardegna; Marinoni è assolutamente lombardo; Marino è molto diffuso in tutt'Italia con grossa prevalenza al centro sud.Derivano tutti dal cognomen latino Marinus o dal successivo nome medioevale Marino. I Marinoni vengono citati in un'iscrizione del 1216, collocata a Lurago Marinone (CO), nell'antica parrocchia di San Giorgio, che riporta essere un tal Giulio Marinoni uomo nobilissimo. Li troviamo nel 1373 a Desenzano, tra i notabili del paese, in alcuni casi potrebbe esserci una connessione con il vocabolo marina (litorale) e starebbe ad intendere che la località di dimora del capostipite era prossima ad un litorale. Fra le carte del Codice Diplomatico della Lombardia si trovano tracce del cognome Marinoni, già nel 1175, in un atto notarile leggiamo che un certo  Gibuino, preposito della chiesa e canonica di San Giorgio al Palazzo, in presenza di cinque chierici e canonici della stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius, suo avvocato in questo negozio, e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis, estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino de Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco, nelle località Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente di tredici pertiche e otto tavole e mezzo, una pertica e ventidue tavole, una pertica e diciassette tavole e mezzo, al prezzo di tredici lire e quindici soldi di denari buoni milanesi terzoli, somma che la chiesa impiega per acquistare da Gaido Faxolo la terra de la Turre, ma che il preposito consegna a Roberto Brema, il quale vanta un credito dal detto Gaido. Il proposito dà poi guadia di difendere questo contratto e pone come fideiussore il predetto Spada. Svariati ceppi e provenienze di questa famiglia si rilevano a Favara, la cui presenza continua è attestata dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1800.

 

MARONE - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

MAROTTA - Cognome diffuso in tutto il sud ha un nucleo importante in Campania ed uno in Sicilia. Improbabile la derivazione dal toponimo Marotta (PS), ma potrebbe derivare dal nome di alcune località, come Marotta nel comune di Giano Vetusto, vicino a Capua. Un primo ceppo di questa famiglia si rileva a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600. Qualche rara presenza si rileva nel XVIII sec.. Infine la ritroviamo in forma stabile dall’inizio del 1800 ed ancora oggi presente.

 

MARRELLA - Un ceppo di questa famiglia si rileva a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600. Altro ceppo di Grotte lo ritroviamo dalla fine del 1800 ai nostri giorni.

 

MARRIX - V. Di Caro.

 

MARRONE - Cognome riscontrabile anche nella forma Marroni. Risulta diffuso in tutto il centro sud, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, cosentino e Sicilia occidentale. Marroni è tipico della fascia centrale che comprende Toscana ed Umbria con il Lazio come nucleo centrale. Possono derivare dal nome medioevale Marronus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un atto del 1155 scritto in Milano: "...Signa + + + manuum Iordani qui dicitur de Sancto Raphaele et Corbatini et Mussi Congellerii et Marroni testium....". Famiglia venuta da Trapani nella seconda metà del 1600 ed ancora oggi presente.

 

MARSALA - V. Zambito/Zambito Marsala.

 

MARTELLO - Qualche presenza di questa famiglia si riscontra fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600. Un altro ceppo proveniente da Enna lo ritroviamo dalla prima metà del 1900 in poi.

 

MARTINES/MARTINEZ - Cognome riscontrabile anche nelle forme Martin, Martini, Martinis, Martino. Martin è tipico del Veneto e Friuli; Martini è molto diffuso in tutto il centro nord; Martinis è friulano; Martino è presente soprattutto al sud. Dovrebbero derivare tutti dal cognomen latino Martinus. Martinez sembra avere più nuclei, nel sassarese, sulle coste siciliane, nel napoletano e nel Lazio, di origine spagnola, come gli altri, è una derivazione ispanica del cognomen latino Martinus. Troviamo questa casata a Napoli nel 1601,  in uno scritto sulle torture subite da Tommaso Campanella si legge:"...giudici delegati nonché di me notaio. Alonso Martinez , carceriere delle prigioni del Castel Nuovo...", ma già mezzo secolo prima a Napoli erano famosi come produttori di arazzi Martinez e Dionisio, nel 1650 troviamo ad Alghero, con l'incarico di visitatore regio di sanità un tal don Martinez Rubio, ad Avellino verso la fine del 1700 troviamo il Vescovo Mons. Giacchino Martinez (1760-1782). Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1700 e nella seconda metà del 1800.

 

MARTIRE/LO MARTIRE - Cognome tipico della penisola salentina. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

MARTORANA/MARTURANA - Cognome riscontrabile anche nelle forme Martirano, Martorano, Marturano. Martirano, rarissimo, sembrerebbe lucano; Martorano ha ceppi nel napoletano, nel potentino e nel reggino; Marturano ha un ceppo nella Calabria meridionale e nel tarentino; Martorana è molto diffuso in Sicilia ed in particolare Marturana, molto raro, è tipico dell'agrigentino. Possono derivare da nomi di località individuati ad esempio dal fiume Martorano nel beneventano o dal Colle Martorano presso Bagnara Calabra o da Castello Martorano di Nicastro (CZ) o anche Martorana in Sicilia, di cui abbiamo traccia nel cognome di due personaggi citati in una bolla dell'estate del 1300 tali Giobbe e Roberto de Martorana. La variante Marturana, più antica, si rileva a Favara dalla metà del 1500 ai nostri giorni, mentra la forma più recente Martorana è presente dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

MARULLO - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo fra la prima metà del 1800 e la prima metà del 1900.

 

MARZEPPI - Frammenti di questa famiglia li ritroviamo fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

MARZIANO - Famiglia di Naro venuta a Favara alla fine del 1800.

 

MASELLO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Maselli e Masi. Maselli è diffuso a macchia di leopardo, si individuano almeno tre ceppi, in Puglia, nel Lazio ed in Emilia; Masi è presente in tutta Italia; Maso è decisamente veneto. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'aferesi di varianti del nome Tommaso. Maso potrebbe anche discendere da un toponimo come Maso Veneto o dal vocabolo veneto maso (casa colonica di montagna). Famiglia presente a Favara fra la prima metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

MASTROSIMONE - Famiglia presente a Favara fra la prima metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

MATINA/LA MATINA/MATTINA/LA MATTINA - Cognome tipico siciliano. La Mattina è riscontrabile in particolare a Palermo. La variante Lamattina è specifico di Caggiano (SA). Famiglia riscontrabile a Favara nelle tre varianti dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. La forma La Matina è la più antica e si riscontra fino alla prima metà del 1700. Mattina è una derivazione recente di Matina.

 

MATRONE - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 ed i primi della seconda metà del 1600. Qualche presenza si riscontra anche all’inizio del 1700.

 

MATTALIANO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1600.

 

MAURICI - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

MAURO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Maurelli e Mauri. Maurelli è discretamente raro, pur essendo presente a macchia di leopardo; Mauri sembrerebbe assolutamente milanese, con un ceppo ai confini tra Romagna e Marche ed uno nel triestino; Mauro è presente in tutt'Italia.  Questi cognomi dovrebbero derivare dal nome bizantino Maurus o dal nome germanico Maur o dal franco Mauri. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1600, nella seconda metà del 1700 e del 1800.

 

MAZZA - Cognome molto diffuso in tutta Italia. Potrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenenti il gruppo ...mazza, come da un soprannome. Antichissima famiglia presente a Favara già nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

MELI - Cognome riscontrabile anche nelle forme Mele, Melì, Melle, Melli. Mele è diffusissimo in tutto il sud peninsulare ed in Sardegna; Melì, assolutamente rarissimo, parrebbe siciliano; Melle, molto raro, sembrerebbe tarentino; Melli sembrerebbe emiliano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Mele (Miele); Meli ha ceppi in Sicilia, Sardegna, a Roma, nel fiorentino e nel parmense.Cognome attribuito spesso ad un figlio molto gradito e atteso.  Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Pisa in uno scritto del 1161: "...Rainerius Gaetani et Ildebrandus Mele et Gerardus quondam Guffredi missi sunt,..." ed in Sardegna nel 1200, in un atto del 1240 leggiamo: "...Ex hoc publico instrumento sit omnibus manifestum quod dominus Albithellus Mele, quondam Gualfredi Mele, publicus judex Castelli Castri Kallaritani et domini Ugolini de Ripafracta castellani eiusdem Castri...". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo venuto da Palma di Montechiaro.

 

MELISENDA - Frammenti di questa famiglia si riscontrano fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

MENDOLA/LA MENDOLA - Cognome originario della Sicilia occidentale. Potrebbe derivare dal nome di località Mendola, abbastanza comune in Sicilia, ad esempio Mendola di Terme Vigliatore (ME) o più semplicemende dalla dizione siciliana di Mandorla. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Famoso fu il barone Antonio Mendola di Favara.

 

MENDOLIA/MENDOLIA CALELLA - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500, fino ai nostri giorni. Il toponimo Calella è stato aggiunto nella seconda metà del 1600.

 

MERLO - V. Mosca.

 

MESSANA - Famiglia presente a Favara dai primi del 1800 ai nostri giorni.

 

MESSINA - Cognome presente in modo generalizzato in tutta Italia, con una grossa concentrazione in Sicilia. Deriva dal toponimo omonimo e rientra tra i cognomi tipicamente attribuibili a famiglie di religione ebraica o di origine ebraica. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500, fino ai nostri giorni.

 

MESSINESE - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1800 ai nostri giorni.

 

MEZZAPRONE - Famiglia venuta da Palma di Montechiaro alla fine del 1800.

 

MICCICHÈ - Cognome tipico siciliano Miccichè e le sue varianti Miccicchè e Micicchè. Derivano dal toponimo Miccichè feudo di Villalba (CL) a sua volta derivato dal termine arabo Miciken (terra nera). Troviamo tracce di questo cognome nel XII sec. quando il nobile casato dei Miccichè governava il feudo di Villalba, a Scicli (RG) nel 1600 troviamo il nobile Giuseppe Micciché. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500, fino ai nostri giorni.

 

MICELI - V. Di Miceli:

 

MIGLIORE - Qualche presenza di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1500, nella metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 in poi.

 

MIGNEMI - Famiglia canicattinese presente a Favara dalla prima metà del 1800 in poi.

 

MILANESE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Milanesi, Milani, Milano. Milanesi al centro nord, con massima e massiccia concentrazione in Lombardia; Milani è molto diffuso in tutta l'Italia settentrionale; Milano, diffuso in tutt'Italia è soprattutto presente al sud e nella zona occidentale dell'Italia settentrionale; Milanese è diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia. Questi cognomi derivano dal toponimo Milano, spesso sono di origine israelitica.  Traccia di questa cognomizzazione la troviamo nella seconda metà del 1500 con il vescovo di Bergamo Gianbattista Milani. Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 alla prima metà del 1900.

 

MILAZZO - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 e dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

MILIA - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1700 ai nostri giorni.

 

MILIOTI/MILIOTO - Antichissima famiglia presente a Favara nelle due varianti dalla metà del 1500 fino alla seconda metà del 1600 e dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

MILITELLO - Cognome assolutamente siciliano, deriva da soprannomi legati a toponimi quali Militello in Val di Catania (CT) o Militello Rosmarino (ME). Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 con provenienze da Vicari e Barrafranca.

 

MINALDO INFURNA - V. Infurna.

 

MINARA - Famiglia presente a Favara fra la prima metà e l’inizio della seconda metà del 1600.

 

MINASCE - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

MINGOIA - Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara nella seconda metà del 1500 e nella prima metà del 1800.

 

MINGUTO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

MINIO - Antichissima famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

MIRABILE/MIRAULI - Cognome riscontrabile anche nelle forme Mirabili e Mirabilio. Mirabili è quasi unico, dovrebbe essere abruzzese; Mirabilio, molto molto raro, è tipico della zona di Cepagatti (PE); Mirabile è tipico del sud, con ceppi sia nella Sicilia orientale che occidentale, nel napoletano ed in Puglia nel tarentino e brindisino. Derivano dal nome tardo latino Mirabilius di cui abbiamo un esempio in un atto del 1432: "...Ego Mirabilius dono ibidem de terra modiata II quae affrontat de parte circi in strada de aquilone in terra suniario et de meridie in terra suniario de occidente in strada..:". Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 ai nostri giorni.

 

MIRACOLOSO - Qualche frammento di questa famiglia di Agrigento si riscontra a Favara nella seconda metà del 1800.

 

MIRASOLA - Famiglia presente a Favara dalla metà alla fine del 1700.

 

MISTRETTA - Cognome tipico della Sicilia, deriva dal toponimo Mistretta (ME). Frammenti di questa famiglia si rilevano alla fine del 1500, nella prima metà del 1700 e tra la seconda metà del 1700 ed i primi del 1800.

 

MIZZI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

MODICA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 ed i primi del 1900.

 

MONACHELLO - Famiglia venuta a Favara da Palma di Montechiaro nella prima metà del 1800.

 

MONACHINO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 ai primi del 1900.

 

MONASTERO - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

MONASTRA - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1500 e la metà del 1600.

 

MONCADA - Cognome tipico siciliano, di origini spagnole, catalane in particolare, si ricorda il vescovo di Lérida in Spagna nel 1200 Guillermo de Moncada, nel 1272 in un trattato spagnolo si legge: "...Sea manifiesto a todos que como hubiese pleito entre el maestre de la caballería del Temple en Aragón y Cataluña y el noble barón don Ramón de Moncada y los freires de la caballería del Temple...". Tracce di questo nobile casato si trovano nel 1400 con Hugo de Moncada ammiraglio al servizio di Carlo VIII re di Spagna nominato vicerè di Sicilia e nel 1504 nel catanese in un atto si legge: "In nomine Domini Jesu Christi. Anno Dominicae Incarnationis Millesimo quincentesimo quarto , mense februarij tertiae Inditionis die vero septimo dicti mensis......don Joannis Thomae de Moncada predecessorum domini don Francisci de Moncada in presentiarum Comitis, et domini dictorum Comitatuum... ...Domino Joanni Thomaso de Moncada, conte d'Adernò di Caltanissetta, d'Agusta, signore di Paternò, maestro Giustiziere del Regno di Sicilia...". Famiglia presente nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600.

 

MONGIOVÌ - Famiglia presente a Favara fra la prima metà del 1700 e la prima metà del 1800.

 

MONTAGNA - Cognome riscontrabile anche nelle forme Montanari, Montanaro, Montani, Montanini, Monte, Monti, Monticelli. Montanari è settentrionale, con grossa prevalenza in Emilia; Montanaro è più specificatamente meridionale, con prevalenza nelle Puglie; Montani sembrerebbe avere due ceppi, uno in Lombardia ed uno tra Umbria e Lazio; Montanini è emiliano; Monte si trova a macchia di leopardo in tutta Italia, ha ceppi nel palermitano, nel Salento e nel barese, nel Casertano e nel foggiano; Monti è diffuso in tutt'Italia, con grossa prevalenza in Lombardia, Emilia, Piemonte e Toscana appenninica, ma presenta anche ceppi nel Lazio ed in Campania; Monticelli si trova un pò ovunque e non si individuano ceppi particolari; Montagna è assolutamente panitaliano. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi legati o ad una provenienza montanara o discesi da toponimi contenenti la radice Mont.., come ce ne sono moltissimi in Italia. Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1800 ai nostri giorni, con provenienze da Racalmuto, S. Biagio Platani e Porto Empedocle.

 

MONTAGNINO - Famiglia venuta da Mussomeli e presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1800.

 

MONTALBANO - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

MONTANA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600. Qualche presenza si rileva pure nella prima metà del 1700 e del 1800. La ritroviamo nuovamente dalla prima metà del 1900 ai nostri giorni, con un ceppo venuto da Agrigento.

 

MONTAPERTO - Famiglia presente a Favara dai primissimi del 1800 ai nostri giorni.

 

MONTELEONE - Questo cognome sembra presentare più ceppi, nella Calabria meridionale, nel tarantino, nel napoletano e salernitano ed in Sicilia, dovrebbe derivare dai molti toponimi o nomi di località con quel nome, come ad esempio: Monteleone di Puglia e Monteleone di Calabria (VV) che fu uno dei due capoluoghi della Calabria nel 1800 celebre anche per il suo castello. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1600.

 

MONTEMURRO - Famiglia venuta dalla provincia di Cosenza nella seconda metà del 1800.

 

MORELLO/MORELLO BAGANELLA/LAMORELLA - Cognome assolutamente panitaliano, derivante dal nome medioevale italiano Morellus, ma in alcuni casi può derivare da toponimi come: Ceppo Morelli (VB), Dodici Morelli (FE), Poggio Morello (TE), San Morello (CS) o Sasso Morelli (BO). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Baganella compare per la prima volta nella metà del 1600 come soprannome della famiglia Mancuso e col passare degli anni diventa cognome assieme a Morello, fino alla seconda metà del 1800. Dalla metà del 1700 Baganella si ritrova associato a Morello e permane fino ai nostri giorni.

 

MORGANTE - Cognome riscontrabile anche nella forma Morganti. Morganti è diffuso nell'Italia centrale, presenta un ceppo anche nell'area compresa tra le province di Varese, Como e Milano; Morgante sembra avere un ceppo in Sicilia nell'agrigentino, uno nel reggino e messinese, uno tra aquilano e provincia di Roma, uno nel milanese ed uno nell'udinese.Dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Morgante, reso poi famoso dall'Orlando Furioso. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni, con provenienze da Grotte, Palma di Montechiaro e Naro.

 

MORREALE - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

MORREALESE - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni

 

MORSICATO - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600. Si attestano sporadiche presenze all'inizio del 1600 e nella seconda metà del 1700, ma la famiglia si stabilizza a Favara nei primi del 1800

 

MOSCA/MOSCA MERLO PINTURO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Moscatelli, Moschini, Moschetti, Moscon, Mosconi, Moscher, Mascher, Mascheri, Moschen. Mosca è assolutamente panitaliano e dovrebbe derivare da soprannomi, ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale Mosca e Moscone, riferiti a persone piccole e sgraziate oppure particolarmente fastidiose. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo già nel 1172 negli Annales Pisani dove si legge: "Anno Domini MCLXXII, indictione v. Pisani tres galeas armaverunt, quarum capitanei et gomites Gallus Taliapagani et Iacobus quondam Rambotti Cerini, et Alberigus Pasce Mosca fuerunt; et usque in Sardineam navigaverunt, et duas naves Ianuensium super caput Albi in alto pelago viderunt,...". Cognome presente a Favara nelle varianti Mosca e Mosca Merlo Pinturo, nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1800.

 

MOSCATO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Moscat e Moscati. Moscat, quasi unico è presente solo nella Sicilia meridionale, tipicamente della provincia romana con un ceppo anche nel napoletano Moscati; Moscato è molto più diffuso sulla fascia che comprende Lazio e Campania ed ha un ceppo anche nella Sicilia occidentale. Moscato è un cognome molto diffuso in Sicilia orientale e meridionale, in Calabria (specialmente nella zona dello Stretto), in Campania (nel napoletano, nell'avellinese e maggiormente nel salernitano), ma altri ceppi si possono individuare nel Lazio, in Toscana, in Romagna, nel Veneto, in Lombardia ed in Piemonte.  Moscato deriva dal nome dato in passato a numerosi vitigni, anche differenti fra loro, ma con in comune un particolare aroma. Il termine muscatus o moscatus compare già nel Trecento in un trattato sui vini di Pier dÈCrescenzi. Si può ipotizzare quindi che il cognome sia derivato dall'attività legata proprio alla produzione del vino moscato. Varianti di Moscato possono essere Moscati (più raro e specificamente laziale) e Muscato, prevalentemente meridionale (calabrese e siciliano). Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

MOSSUTO - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

MUGLIA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla prima metà del 1700.

 

MULÈ - Cognome riscontrabile anche nella forma Mule. Sono tipici della Sicilia centro occidentale; Mule è molto più raro di Mulè, ma entrambi derivano dal vocabolo arabo mawlà (guida, maestro, superiore, meritorio) il mullah degli Sciti, tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1200 a Rodi, in uno scritto del 1229 si legge: "...Harpernus dictus Mule, castellanus castri et dapifer terrae de Rode...". Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

MUNNA/MUNDA - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la metà del 1500 e la prima metà del 1600, nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

MUSCARÀ - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

NACLERIO - Famiglia di Agrigento prtesente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

NAPOLI - V. Di Napoli.

 

NARDELLO - Famiglia di Aragona presente a Favara dalla prima alla seconda metà del 1800.

 

NASCA - Frammenti di questa famiglia ri riscontrano a Favara nella seconda metà del 1500, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.

 

NASO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700.

 

NASTASI/ANASTASI - Anastasi ha un nucleo importante in Sicilia ed un ceppo non secondario nel perugino, Anastasia ha un ceppo pugliese ed uno nel basso udinese, Anastasio è specifico del napoletano e salernitano, dovrebbero derivare dal nome tardo latino di tradizione cristiana Anastasius o dal nome greco bizantino Anastasios, nomi di cui abbiamo un esempio in Paolo Diacono nel suo Historiae Langobardorum: "...Hic Anastasius litteras Constantino papae Romam per Scolasticum patricium et exarcum Italiae direxit...", ma è pure possibile che in qualche caso derivino da toponimi come: Motta S. Anastasia (CT), Sant'Anastasia (NA), Sant'Anastasio (LU) o Valle Sant'Anastasio (PU). Famiglia presente a Favara fra la fine del 1500 e la fine del 1600.

 

NAVARRA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1800.

 

NICASTRO - Cognome abbastanza diffuso nell'Italia meridionale, dovrebbe essere originario della Sicilia meridionale, anche se probabilmente il primo territorio di origine è la provincia di Catanzaro, dovrebbe derivare dal toponimo Nicastro (CZ). Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1600 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

NICOLOSI - Cognome di origine siciliana, dal toponimo Nicolosi (CT). Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

NICOSIA - Cognome specifico siciliano, deriva dal toponimo Nicosia (EN). Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

NICOTRA - Cognome riscontrabile anche nella forma Nicotera. Nicotera è tipico della zona di Vibo Valentia e Catanzaro; Nicotra è specifico catanese, dovrebbero derivare da toponimi come Marina di Nicotera (CZ) o Nicotera (VV). Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

NIESI - Famiglia proveniente da Licata nella prima metà del 1800 ed ancora oggi presente a Favara.

 

NOBILE - Cognome molto diffuso e assolutamente panitaliano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'appartenere alla nobiltà, o dal fatto di essere al servizio di nobili o a caratteristiche dell'atteggiamento. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ai nostri giorni.

 

NONA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

NOTO - V. Di Noto.

 

NOTONICA - Famiglia venuta di Agrigento nella prima metà del 1900.

 

NOVARA - Cognome con un ceppo nel torinese ed uno nel trapanese. Derivano entrambi dal toponimo omonimo, in alcuni casi si può trattare di famiglie ebree indicate nei secoli scorsi con la città di origine. Famiglia venuta da Serradifalco nei primissimi del 1800 ed anccora presente a Favara.

 

NUARA - Cognome molto raro, sembra tipico dell'agrigentino, con un ceppo secondario nel palermitano. Dovrebbe derivare dall'aferesi del cognomen latino Januaria (januara), ma è pure possibile che derivi dal nome di una località siciliana come Santa Maria della Nuara. Troviamo tracce di questa cognomizzazione nel 1400 nel catanese con il celebre cesellatore siciliano Antonio La Nuara. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700 e dalla prima metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

OBISO - Cognome riscontrabile anche nella variante Obizzo. Obizzo, molto raro, dovrebbe essere lombardo; Obiso, estremamente raro, parrebbe siciliano. Potrebbero derivare dal nome medioevale Obizo o Obizzo, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale in un atto del 1191: "...Unde ad invicem in causa commutationis dedit ipse Obizo eidem domne abbatise ad partem ipsius monasterii petiam unam campi iacentis in suprascripto territorio...". Famiglia venuta da Racalmuto nella seconda metà del 1800.

 

OCCHIPINTI - Cognome riscontrabile anche nella variante Occhipinto. Occhipinto, assolutamente rarissimo sembrerebbe del nisseno; Occhipinti è tipico siciliano, specifico dell'estremità meridionale. Dovrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche o somatiche o comportamentali del capostipite o della famiglia. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Palermo fin dalla seconda metà del 1400 con il notaio Antonio Occhipinti e nel 1500 troviamo a Comiso (RG) una famiglia Occhipinti annoverata tra quelle benestanti. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500, dalla prima alla seconda metà del 1700.

 

ODDO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Oddone, Oddoni, Odoni. Oddone è specificatamente piemontese e ligure; Oddoni, rarissimo, sembrerebbe milanese; Odoni è raro, ha un nucleo tra Varese e Milano e forse un ceppo a Trieste. Derivano dal nome franco longobardo Oddo (che declinato fa Oddonis) dal quale discende il nome medioevale Otto e Ottone. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

OGNIBENE - Famiglia presente a Favara dalla prima alla seconda metà del 1600.

 

OLIVERI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Olivari, Oliverio, Olivieri. Olivari ha due ceppi, uno importante in provincia a oriente di Genova ed uno nel bresciano; Oliverio ha un grosso ceppo originario in Calabria; Olivieri è estremamente diffuso in tutta Italia; Oliveri ha un nucleo in Sicilia ed uno in Liguria, alessandrino e cuneese. Derivano tutti dal nome di mestiere di raccoglitori di olive o da modificazioni del nome Oliviero. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Mombasiglio (CN) fin dalla seconda metà del 1400 con Laurentius Oliverius e Andreas Oliverius citati in un atto tra i cittadini benemeriti della città, nella seconda metà del 1600 le troviamo a Nocera: "...Ioannes Curtius Oliverius Nobiles de Nuceria Iuris Utriusque Doctor illustrissime civiatis Narnie eiusque comitatus et districtus Gubernator...". Famiglia rilevata a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600. Altro ceppo è presente dall’inizio del 1900 in poi.

 

ONESTO - Frammenti di questa famiglia si riscontrano nella seconda metà del 1500.

 

ORISTAGNO - Frammenti di questa famiglia si riscontrano nella prima metà del 1600.

 

PACE/PACI - Pace è assolutamente panitaliano; Paci è diffuso in Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio e nella Sicilia meridionale. Derivano dal nome augurale medioevale Pace di una certa fama fu, nel 1500 Giulio Pace, professore all'università di Genova, di Heidelberg e di Valencia. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600. Ricompare nella seconda metà del 1600 fino alla seconda metà del 1700. Un ultimo ceppo è presente a Favara dai primi del 1900.

 

PAGANO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Pagana, Paganelli, Pagani, Paganini, Paganoni. Pagana molto raro è tipico della provincia di Enna; Paganelli è della zona tra l'Emilia e la Toscana appenninica; Pagani è del norditalia, ma con un ceppo importante in Lombardia; Paganini sembra avere almeno tre ceppi, nella Liguria orientale, nella Lombardia occidentale, in Emilia e Romagna; Paganoni è originaro dell'area che comprende il lecchese e la Bergamasca; Pagano è assolutamente panitaliano. Tutti questi cognomi fanno ipotizzare un'origine non cristiana delle famiglie, infatti era usanza medioevale il definire i barbari non cristiani o saraceni, con l'appellativo e quindi  il soprannome di pagano, ma è pure possibili che derivino da uno dei tanti toponimi con radice Pagan...come a solo titolo di esempio Pagani (SA). Circa l'antichità del cognome Pagani, in un atto di cessione di terreni, risalente all'anno 1136, leggiamo: "Duodecima iacet in via de Cario et est pertice .V.; ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia via de Aqua Longa. Tercia decima petia iacet in via de Cario, in loco Candiani et est pertice .X.; ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia Sancte Marie.".  Personaggio famoso è stato nel 1700 l'insigne giurista Francesco Mario Pagano nativo di Brienza, in Basilicata. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

PAINO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Paina e Paini. Paina, molto raro, ha un ceppo nel sudmilanese ed uno nell'alto vicentino; Paini ha più di un nucleo, uno nel parmense e reggiano, uno nel sondriese e uno nel bresciano. Dovrebbero derivare da un soprannome dialettale legato all'origine contadina della famiglia, paini da pagini (villani) da pagus (villaggio) e si tratterebbe di un epiteto sgradevole, è pure possibile una derivazione dal termine medievale paina inteso come pezzo di terra (area coltivabile), di quest'uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale in una Cartula venditionis del 1028 redatta a Calusco (BG): "...Et bergamena cum actramentario de terra levavimus, me paina Petri notarius et iudex tradidit et scribere rogavit in qua subter confirmans testibusque obtulit roborandum. Actum suprascripto loco Calusco....", non si può escludere anche un possibile collegamento con la paglia, o per il mestiere o per episodi che vi facciano riferimento. Personaggio famoso fu Ferdinando Paini, compositore, nato nel 1773. Famiglia venuta da Palermo nella prima metà del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

PALAMENGA - Famiglia venuta da Agrigento nella prima metà del 1800 ed ancora presente a Favara.PALAMEO. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la fine del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

PALERMO - Cognome estremamente diffuso in tutto il sud, deriva ovviamente dal toponimo omonimo, in qualche raro caso può essere di origini ebraiche. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PALMERI - Cognome assolutamente panitaliano, riscontrabile anche nella forma Palmieri. Deriva dal termine medioevale palmerius, attribuito a quanti avevano effettuato il pellegrinaggio in Terra Santa. Nella Cronica delle cose occorrenti nÈ tempi suoi di Dino Compagni si legge nel diario del dicembre 1294: "...Rimasono quivi i congiurati contro a Giano; i quali furon messer Palmieri di messer Ugo Altoviti, messer Baldo Aguglioni giudice, Alberto di messer Iacopo del Giudice, Noffo di Guido Bonafedi, e Arriguccio di Lapo Arrighi. I notai scrittori furono ser Matteo Biliotti e ser Pino da Signa. Tutte le parole dette si ridissono assai peggiori: onde tutta la congiura s'avacci? di ucciderlo; perch? temeano pi? l'opere sue che lui.", nel 1406 un Matteo Palmieri è fra i sostenitori dei Medici, nel 1432 nell'Archivio dell'Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, in un atto si legge: "...Stanziaro a Matteo di Marcho Palmieri lire 191 soldi 16. 6 ...", tracce di una famiglia Palmieri a Prato si trovano già nel 1400, un atto del 1496 sancisce la successione di tal Palmieri Antonio, nel 1520 Vescovo di Matera è un Palmieri, nel 1700 legato imperiale a Poggio Imperiale (AV) è un certo Don Carmine Palmieri. Personaggi famosi sono stati il pittore Giuseppe Palmieri (1674-1749) di Genova ed il marchese Giuseppe Palmieri di Martignano (LE) famoso economista del 1700. Qualche frammento di questa famiglia si rileva nel XIX sec.

 

PALUMBO/PALUMBO PICCIONELLO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Palombella, Palombelli, Palombi, Palombo, Palumbella, Palumbi. Palombella, molto raro, è tipico del barese e tarentino; Palombelli, molto molto raro, è laziale; Palombi è comune nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio; Palombo è tipico laziale, con ceppi anche in Abruzzo e Molise; Palumbella, assolutamente rarissimo, è pugliese; Palumbi, molto raro, è tipico del teramese; Palumbo è difusissimo in tutto il centro sud, derivano tutti da soprannomi legati al vocabolo dialettale palumbo (colombo) usato anche come nome, come si può desumere da questo scritto del 1300 a Pescara: "...Est profecto quaedam villa vocata Superclo, in Sancti Valentini Castello translata, quam a Tederamo et Palumbo germanis fliis quondam Reparati legaliter ad profectum Piscariensis Ecclesiae triginta solidis emit. ..", ma è pure possibile che molti ceppi derivino da nomi di località come Roccapalumbia (PA), Cessapalombo (MC), Colpalombo (PG), Santa Palomba (RM) e molte altre.  Troviamo tracce di queste cognomizzazione, in Campania a Solofra (AV) nel 1500 con il fiscale regio Tomase Palumbo,  in Calabria nel 1600 con 1mons. Paolo Palumbo, vescovo di Cassano Jonio (CS). Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Il soprannome Piccionello, comparso nella prima metà del 1700, è diventato pure cognome nella seconda metà del 1700.

 

PANARELLI - Cognome riscontrabile anche nella forma Panarello. Panarelli è specifico della fascia centrale delle Puglie; Panarello sembra essere specifico del messinese e catanese, con un possibile ceppo nel casertano, dove è comunque probabile che si tratti di trascrizioni errate del locale Panariello, che è specifico del napoletano e salernitano. Questi cognomi derivano da soprannomi originati dal vocabolo pane e stanno ad indicare o un aspetto del carattere del capostipite o il mestiere di fornaio. Famiglia venuta dalla provincia di Cosenza nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

PANZERA - Cognome specifico del bresciano e mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome legato o alle dimensioni abbondanti, o all'essere il capostipite una buona forchetta. Qualche frammemto di questa famiglia si rileva a Favara verso la fine del 1500 e nella prima metà del 1800.

 

PAPANDREA - Qualche frammemto di questa famiglia calabrese si rileva a Favara verso tra la prima e la seconda metà del 1800.

 

PAPIA - Cognome molto raro, tipico dell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco papas, cioè persona di rispetto, o forse anche dalla Gens sannita Papia, negli Annales di Tacito si può leggere, riferendosi ad una legge fatta nel 9 d.C. sotto il consolato di M. Papius Mutilus and Q. Poppaeus Secundus: "...Acriora ex eo vincla, inditi custodes et lege Papia Poppaea praemiis inducti ut, si a privilegiis parentum cessaretur,..."; la teoria che farebbe derivare questa cognomizzazione da Papia, forma medioevale di Pavia è quantomeno da ritenersi molto azzardata.

 

PARANINFO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

PARDO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Pardi, Pardini, Pardoni. Pardi ha un ceppo importante fra lucchese e pisano ed uno nel chietino; Pardini ha il nucleo principale nel lucchese ai confini con il pisano, Camaiore, Viareggio, Pietrasanta e nel pisano ai confini con il lucchese ed un ceppo a Terlizzi (BA); Pardoni è quasi scomparso, derivano dal nome tardo latino Pardus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina: "D(is) M(anibus) - Primulio - Pardo d(e)f(uncto) - et suis here(di)s f(aciendum) c(uravit)"; Pardo ha un ceppo nel nisseno a Gela (CL) e a Niscemi (CL) ed uno forse secondario a Napoli.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Napoli verso la fine del 1200 dove risulta in uno scritto un certo nobilis Ioannes Pardus e Petrus Pardus Munchellus, e a Volterra nel 1400 dove in un atto si legge: "...sponte et ex certa scientia et non per errorem dictam conductam factam per dictum Simonem nomine dicti Pardi, dictus Pardus omni modo ratificavit... " e a Pisa nel 1300: "...etiam terminus quingenii ad quem dictus presbiter Pardus ad ipsam ecclesiam ...". Famiglia venuta a Favara da Cava dei Tirreni verso la fine del 1700 e presente a Favara fino alla seconda metà del 1900.

 

PARELLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PARISI - Cognome molto diffuso in tutto il sud Italia, ma presente anche al nord, deriva dal toponimo Parigi, spesso come soprannome stante ad indicare una connessione con la Francia. Un'altra teoria fa discendere il cognome dalla popolazione gallica dei Parisii, popolo abitatore dell'antica Normandia, che, scesi in Italia, dopo la conquista delle Gallie, al seguito delle legioni romane, costituirono il nucleo delle legioni arruolate fra i galli e la loro definizione etnica parisii li accompagnò come soprannome prima e cognome dopo, una volta ottenuta la proprietà delle terre date loro come paga per la ferma e rimborso per i servigi prestati nelle varie guerre. Un ceppo pugliese dovrebbe discendere dal toponimo Parisi (BA). Un'altra ipotesi sull'origine del cognome lo farebbe derivare dal nome greco Paris (Paride). Il cognome Parisi del Trentino sudoccidentale, deriva dal nome Parisio, abbastanza diffuso nella zona nei secoli XIV e XV. Famiglia rilevata a Favara fra la seconda metà del 1500 e la metà del 1600, dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo venuto da Agrigento.

 

PARISOLA - Famiglia genovese presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

PARLAPIANO - Famiglia di Ribera, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

PARLATO - Famiglia venuta dal napoletano nei primi del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

PARRINO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1500. Altro ceppo, tutt’oggi presente, è venuto a Favara alla fine del 1800 da Piana degli albanesi.

 

PASCIUTA/LA PASCIUTA - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600.

 

PASSARELLO - Distribuito a macchia di leopardo un pò in tutta Italia anche con la variante Passarella. Un nucleo importante lo ritroviamo in provincia di Venezia, che deriva dal toponimo Passarella (VE) ed uno tra il casertano ed il Molise, che dovrebbe derivare dal nome bizantino Passara. Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 ai nostri giorni.

 

PASSARO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Passaretti, Passarini, Passera, Passerini. Passaretti è raro ed è della zona tra Napoli e Caserta; Passarini abbastanza raro, presenta un ceppo nel bolognese, uno nel veronese, uno nel maceratino ed uno tra Roma e Latina; Passera è specifico della zona che comprende il parmense, il piacentino il lodigiano, il milanese, il bergamasco ed il varesotto; Passerini ha un nucleo nella Lombardia occidentale ed uno nel bolognese.  Il nome Passara, Passera, Passarinus e Passerinus erano in uso nel medioevo, come si evince da un decreto edito a Cassago nel 1356:"...Passarinus de Orliano, consul et offitialis de Barzanò..." e potrebbero essere delle variazioni del nome bizantino Passara. Famiglia di Naro, presente a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PATANIA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PATERNO - Questo cognome ha un ceppo in Trentino nella zona di Spera, uno a Gravina di Puglia nel barese ed uno nel casertano a Piedimonte Matese, dovrebbero tutti derivare o da nomi di località o dal cognomen latino Paternus: "...quae Cato ille Censorius de disciplina militari scripsit, quae Cornelius Celsus, quae Frontinus perstringenda duxerunt, quae Paternus diligentissimus iuris militaris adsertor in libros redegit, quae Augusti et Traiani Hadrianique constitutionibus cauta sunt...", ricordiamo nel III secolo il proconsole Aspasius Paternus governatore di Cartagine. Qualche frammento di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1800.

 

PATTI - Cognome molto comune in Sicilia, derivante dal toponimo Patti (ME). Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

PAVONE - Cognome riscontrabile anche nella forma Pavoni. Pavoni, molto raro, ha un piccolo ceppo a Venezia ed uno a San Giorgio di Nogaro (UD); Pavone, molto diffuso, ha ceppi importanti nella Sicilia sudorientale, nel barese e tarentino, nel teramese e pescarese, ed un ceppo forse non secondario nel napoletano, e nel Piemonte, Pavoni ha un nucleo importante  a Roma, uno nelle Marche, nel maceratino in particolare, nel torinese e nel genovese ed uno a Vobarno nel bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome diventato poi nome nel tardo medioevo ricordiamo ad esempio Pavone Griffi a Giovinazzo (BA) nel XIV secolo e a Bolzano nel 1400 troviamo un tal notaio Pavone, è pure possibile che qualche ceppo derivi da toponimi come Pavone Canavese (TO), Pavone del Mella (BS), Pavona (RM) o simili. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Genova nel 1600 con il tipografo ed editore Giuseppe Pavoni, sempre nel 1600, la famiglia Pavoni è annoverata tra i maggiorenti  di Alfianello (BS), i Pavoni appartengono alla nobiltà riminese. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla prima metà del 1700.

 

PAXIA - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

PECORARO - Questo cognome sembrerebbe avere tre ceppi al sud, uno nella Sicilia occidentale, uno nel napoletano ed una nel Salento. Deriva dal nome di mestiere di pastore di pecore o beccaio. Il cognome potrebbe anche derivare dal vocabolo latino pecunia (ricchezza, averi, sostanze) derivante da pecus (gregge). Pecunia era nel mondo romano la dea del guadagno, pecorosus significava ricco di greggi. Tra i Pecoraro si individua un ceppo aristocratico a Napoli con palazzo feudale a Palma Campania. Di questo casato fu don Cosmo Pecoraro, docente della facoltà di Medicina presso l'Università di Napoli nella seconda metà dell'800. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

PEDALINO - Qualche presenza di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1800.

 

PELLEGRINO - Cognome diffuso in tutta l'Italia peninsulare anche nella forma Pellegrini. Ha diverse origini, dal cognomen tardo latino Peregrinus, al vocabolo pellegrino, inteso come straniero, al pellegrino con il significato attuale del termine, cioè di colui che ha fatto un pellegrinaggio, alla derivazione da un toponimo come: Pellegrina (VR), San Pellegrino (Lu), San Pellegrino Terme (BG), Pellegrino Permense (PR), San Pellegrino di Norcia (PG), etc. Frammenti di questa famiglia si rilevano nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

PELLITTERI - V. Pillitteri.

 

PENNICA - V. Bennica.

 

PENNISI - Famiglia venuta da Palermo e presente a Favara dalla seconda metà del 1800.

 

PERCONTRA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

PERI - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600.

 

PERITORE - Famiglia di Palma di Montechiaro, presente a Favara dall’inizio del 1800.

 

PERNICE - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

PETROZZI - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nei primi del 1900.

 

PETTA - Famiglia notabile venuta da Lercara nella seconda metà del 1700 e presente a Favara fino alla seconda metà del 1800.

 

PIAZZA - Cognome molto comune in tutto il nord, nel napoletano ed in Sicilia, deriva dai molti toponimi, estremamente diffusi in tutt'Italia, contenenti la radice Piazza. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi presente.

 

PICARDO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Picardi, Piccardi, Piccardo, Piccardoni. Picardi ha un ceppo genovese ed un nucleo campano; Piccardi ha ceppi nel genovese e savonese con rami nel cagliaritano, nel bergamasco e tra fiorentino ed aretino; Piccardo è tipico genovese con rami anche nel savonese; Piccardoni, rarissimo, è tipico dell'urbinate; Picardo, molto molto raro, sembrerebbe avellinese. Derivano dal nome medioevale italiano Picardus derivato dall'etnico (di Picardia), esempio di quest'uso si trova a Bergamo nel 1200 con un certo Picardo del fu Albertino Paneterii da Bergamo e in una sentenza: "...in platea Bergomi fuit combustus unus quidem Picardus iuvenis stipendiatus in arce propter sodomiæ delictum; et lata fuit sententia sono tubarum super regio novo...",  tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Venezia nel 1400 con Marcus Picardus e alla corte degli Sforza verso la fine del 1400 con Jacobus Picardus. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1500.

 

PICARELLA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PICCIONELLO - V. Palumbo.

 

PICILLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PICONE - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1700 e la seconda metà del 1800.

 

PIEMONTE - Famiglia venuta da Grotte all’inizio del 1900.

 

PIGNATA - Famiglia di Agrigento presente in modo frammentario a Favara nella prima metà del 1700.

 

PIGNOLA - Notabile famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1600.

 

PILATO - Presenze di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà ed alla fine del 1600.

 

PILLITTERI/PELLITTERI - Cognome molto raro, ha un ceppo a Roma ed uno nel potentino, deriva da un soprannome legato al mestiere di pellettiere, tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Laurenzana (PZ) nel 1700 con il reverendo Francesco Pellettieri, citato in un atto di donazione. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1800.

 

PINNAVAIA - Frammenti di questa famiglia si rilevano fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PINO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, fra la fine del 1600 e la seconda metà del 1700 ed infine nella prima metà del 1900.

 

PIPARO/LO PIPARO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1700 e nella prima metà del 1900.

 

PIPITONE - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

PIRAINO/PIRANIO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700. Un nuovo ceppo è venuto a Favara nella metà del 1900.

 

PIRILLO - Famiglia della provincia di Cosenza, presente a Favara nella prima metà del 1900.

 

PIRO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

PIRRELLO - Cognome tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto, dovrebbe derivare dal nome greco Pyrrhos o anche dal vocabolo pyrrhos, cioè rosso di capelli. Tracce di questa cognomizzazione si trova a Bagheria (PA) nel 1700, dove su di una lapide si può leggere: "Mastru Giuseppi Pirrello vassallo del Principe di Cattolica e Pretore di Palermo". Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1700

 

PIRRI - Il cognome sembra avere più nuclei, nel messinese, nel cosentino, nel sassarese e nel Lazio. La variante Pirro oltre ad un ceppo principale nel foggiano sembrerebbe averne anche uno nel napoletano, uno nell'agro romano ed uno nel maceratese. Dovrebbero derivare dal nome romano Pyrrhus o dal greco greco Pyrrhos, esempio di questo nome si trova ad Acerra (NA) nel 1400 con il Conte di Acerra Pyrrus de Baucio e in provincia di Roma nella seconda metà del 1500 con un tal Pyrrhus de Untis un Pyrrus Choellius e molti altri. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PIRRONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PISANO - Cognome riscontrabile anche nella forma Pisani. Pisani è panitaliano. Pisano è tipico del sud e della Sardegna e deriva dal toponimo Pisa.  Tracce di questo cognome le troviamo a Riva del Garda (TN) in un atto del 1382: "... Liber bonorum immobilium ommnium civium terre Rippe factus sub magnifico domino Paulo Pisano, dignissimo provisore Rippe in MCCCLXXXII indictione XVa existentibus syndicis ser Joanne Antonio Thyla notario et ser Petro Moscardini...". Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla prima metà del 1700.

 

PISCI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600 e fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

PISCOPO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Pisco, Piscopello, Piscopiello. Pisco, molto raro, è napoletano; Piscopello e Piscopiello sono pugliesi, della penisola salentina in particolare, derivano tutti da soprannomi originati dal termine greco episkopos (vescovo, soprintendente) carica non necessariamente religiosa riservata a quanti avessero responsabilità di comando nella comunità; Piscopo è anch'esso tipico del napoletano, ma con ceppi anche nel barese ed in Sicilia. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in una lettera d'indulto di Roberto D'Angiò datata 12 giugno 1340: "...Principalis clemencia dum censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis emollit nec solum leves excessus abolet sed interdum graves culpas mitigat et in facinoribus manifestis lenitive dispensat... ...Guillelmus de Majnardo, Petrus Piscopus, Nicolaus Piscopus, Guillelmus de Bonofilio...". Piscopo è un cognome diffusissimo anche in Campania, in Puglia, Sicilia e Lazio, così come nel nord Italia. Questo cognome deriva dall'aferesi del termine Episcopo che in greco designava un'ispettore e che nella terminologia ecclesiastica era riferito al Vescovo di una diocesi. A tal proposito possiamo dunque supporre che essi discendessero da un Vescovo (giacchè alcuni di essi nei secoli bui dell'alto medioevo ebbero figli) o che provenissero da una zona sede di un Vescovado (l'Episcopium). Il cognome appare comunque in vari atti già nei secoli XII-XIII in Puglia ed in Campania. Possiamo comunque notare che nel XII sec. esisteva in Capua (sede vescovile) una famiglia De Episcopo e nel XIII sec. esisteva in Aversa (altra sede vescovile) la nobile famiglia De Episcopo e De Archiepiscopo, mentre abbiamo notizie in Napoli nel XIII sec. di un'altra famiglia Piscopo (in Piazza S. Maria Maggiore), a cui probabilmente apparteneva Pandolfello Piscopo Alopo (+1416), Gran Camerlengo di Giovanna II. Ma una famiglia Piscopo era attestata fin dal XIII sec. anche in Arzano (Na), dove tutt'ora Piscopo è il cognome più diffuso. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PISTELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PISTONE - Cognome abbastanza diffuso, sembra avere due ceppi, uno nella Sicilia meridionale ed uno in Piemonte e Liguria, ma si individua pure un piccolo nucleo in Campania, che dovrebbe derivare dal nome o del fiume Pistone o del monte omonimo situato nel salernitano. La derivazione del cognome è controversa, si può supporre che abbia origine da un soprannome legato al vocabolo rinascimentale pistone (specie di moschetto) e sottintenderebbe il mestiere di soldato o di brigante, un'altra ipotesi lo farebbe derivare da un nome di località come ne esistono molte in tutt'Italia. Personaggi degni di nota sono stati nel nel 1400 a Caltagirone (CT) il notaio Matteo Pistone che redisse un atto di vendita di un dipinto del famoso pittore Antonello da Messina (1430-1479), nel  1600 Francesco Pistone notaio in Genova, Carlo Giuseppe Pistone di Montalto (1739-1795), che fu vescovo di Alessandria. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PISTRITTO - Cognome tipico del siracusano, zona di Floridia. Dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal mestiere di fornaio dal latino pistor. Famiglia di Naro venuta a Favara nella seconda metà del 1800 e presente ancora oggi.

 

PITANZA - Famiglia presente a Favara dalla metà del 1600 ai nostri giorni.

 

PITRONE - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla ai primi del 1800.

 

PITRUZZELLA - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PITÒ - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

PIZZO - Questo cognone sembra essere tipico siciliano, con un possibile ceppo nel Veneto. Dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale italiano Opizzo. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600.

 

PLACENTI - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara fra la fine del 1500 la prima metà del 1600.

 

PLETTO/PILETTO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

PLICATO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

POLISENA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

POLITO - V. D'Ippolito.

 

POLIZZI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600 e dall’inizio del 1900 ai nostri giorni, con un ceppo venuto da Palma di Montechiaro.

 

POLIZZOTTO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1500.

 

POLLICINO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara fra la seconda metà del 1600 ed i primi del 1700. Un altro ceppo, ancora oggi presente a Favara, è venuto da Lipari nella prima metà del 1800.

 

POMPEO - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PORCELLO - Cognome presente, a macchia di leopardo in tutta Italia anche nella variante Porcelli. I ceppi sono molti, nel palermitano, nel barese, nel napoletano, nel Lazio, a Trieste , nel genovese, in Piemonte ed in Lombardia, dovrebbero derivare o dal mestiere di allevatori di maiali o dal cognomen latino Porcellus. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600, fra la seconda metà del 1700 ed i primi del 1800.

 

PORRELLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

PORTALONE - Notabile famiglia di Licata, presente a Favara fra la prima metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

PORTELLA - Cognome riscontrabile anche nelle forme Portelli e Portello. Portelli ha un ceppo a Ruda (UD), uno a San Benedetto del Tronto (AP), in Sicilia a Lipari (ME) e a Scicli (RG); Portello , molto molto raro, è tipico veneto. Dovrebbero derivare da nomi di località, già nel medioevo, in molte città si identificavano delle zone con questo nome: "A.D. MCLX. In quinto consulatu Cocci, Pisani Consules civitatem a Portello, et via que percurrit usque ad viam Sancte Marie...", contrade denominate Portello si trovano un pò ovunque in Piemonte, Lombardia, Veneto, ma anche al sud. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1800.

 

PORTOLANO - Famiglia venuta da Agrigento nella prima metà del 1800 e presente a Favara fino alla prima metà del 1900.

 

POZZO - Cognome riscontrabile anche nella variante Pozzi. Pozzi è diffuso in tutto il centronord ed ha un nucleo importantissimo in Lombardia; Pozzo ha un ceppo in Piemonte tra torinese e biellese, un ceppo nel genovese ed uno nell'udinese, derivano da vari toponimi contenenti la radice Pozzo, o dall'abitare il capostipite nei pressi di un pozzo. Famiglia presente a Favara verso la fine del 1500.

 

PREDICARO - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

PREFETTO - V. Profetto.

 

PRESTI/LO PRESTI - Antichissima famiglia rilevata a Favara già nella metà del 1500 ed ancora oggi presente. Le forme Presti e Lo Presti si riscontrano fino alla prima metà del 1700, mentre dopo tale periodo il cognome si rileva soltanto nella variante Presti.

 

PRIMINTORO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700.

 

PRINCIPATO - Famiglia venuta da Agrigento alla fine del 1800 ed ancora oggi presente a Favara.

 

PRIOLO - Famiglia di Naro, venuta a Favara nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

PRIVITERA - Cognome riscontrabile anche nella variante Priviteri. Privitera è assolutamente siciliano; Priviteri, quasi unico, è anch'esso siciliano. Derivano da previtera (nome che nella Magna Grecia indicava la moglie di un prete ortodosso e stanno ad indicare appunto un rapporto famigliare o di dipendenza con una previtera. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

PRIZZI - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1800.

 

PROFETTO/PREFETTO - Famiglia di Aragona, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PROFUMO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600.

 

PROVENZANI/PROVENZANO - Provenzano sembra avere tre ceppi, uno principale nella Sicilia occidentale, uno nel cosentino ed uno nel leccese; Provenzani molto più raro sembra originario dell'agrigentino. Dovrebbero indicare una provenienza dalla regione francese della Provenza sia come zona d'origine che come soprannome di uno tornato da un viaggio in quella regione. Si hanno anche tracce dell'utilizzo nel rinascimento del nome Provenzano (equivalente di Francesco) si ricorda ad esempio a Siena il Provenzano Salvani, che rinvenne in una casetta della Contrada della Giraffa, che divenne da allora luogo di pellegrinaggio, un'immagine della Madonna conosciuta da allora come Madonna di  Provenzano, citato nel Purgatorio di Dante: "fu presuntuoso / a recar Siena tutta a le sue mani" (Purg. XI 122-123), nato a Siena nel 1220 circa, nel 1262 Provenzano fu podestà a Montepulciano, venne poi proclamato cavaliere ed assunse il titolo di "dominus" della sua città, morì l'8 giugno del 1269 nella battaglia di Colle Val d'Elsa, a capo della parte ghibellina, che costituiva la fazione preponderante nella sua città sconfitto dai guelfi fiorentini. Un altro personaggio famoso fu il pittore di Palma di Montechiaro Domenico Provenzani (1736-1794), un ceppo del quale fissò dimora a Favara nella prima metà del 1800.

 

PUCCIO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Puccetti, Pucci, Puccini. Puccetti, molto raro, ha un nucleo nella zona delineata dalle province di Bologna, Firenze, Livorno e LaSpezia; Pucci è diffuso in tutta l'Italia peninsulare; Puccini è specifico della Toscana; Puccio è tipico della Sicilia occidentale e del catanzarese. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Puccius, di cui abbiamo un esempio a Pisa nella seconda metà del 1200 con Puccius de Laiano citato fra i maggiorenti anziani della città nel 1289. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Firenze nel 1600: "...Franciscus ille Puccius erat Sæcularis : in hæresim eam tandem incidit, ut crederet et ubique prædicaret se esse missum a Deo ad Reformationem ecclesiæ ...". Antica famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

PUGLIA - Famiglia presente a Favara dall’inizio alla seconda metà del 1600.

 

PUGLISI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Pugliese, Pugliesi, Puglise. Pugliese diffuso in tutto il centro sud peninsulare e nel trapanese; Pugliesi ha un nucleo nel Lazio ed uno nel trapanese; Puglise è assolutamente rarissimo; Puglisi è tipico siciliano ad essezione del trapanese. Derivano dall'etnico pugliese, ma è pure possibile che derivino da toponimi ora scomparsi come Puglisi (SA) nel Cilento. Tracce di questa cognomizzazione si hanno a Comiso (RG) fin dal 1500, dove troviamo un mastro falegname Puglisi, sempre nel 1500 a Rende (CS) tra le famiglie nobili sono citati i Puglisi, nel 1600 a Palizzi (RC) tra i capifamiglia figura un Vincenzo Pugliese. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla seconda metà del 1900.

 

PULLARA - Famiglia venuta da S. Stefano di Quisquina nella metà del 1600 ed ancora presente a Favara.

 

PULSELLA - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600.

 

PUMA - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PUMILIA - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1600.

 

QUARANTA - Cognome diffuso in tutta Italia con un ceppo nelle Puglie, uno in Campania, uno nel Lazio, uno in Piemonte ed uno in Lombardia, ma ne esistono altri meno importanti in altre regioni. Possono derivare da toponimi come: Quaranti (TO), o simili, ma possono anche discendere da soprannomi connessi con il numero quaranta. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

RACALBUTO - Famiglia di Palma di Montechiaro, presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

RAGUCCIA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1600 e la seconda metà del 1700.

 

RAGUSA - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Raguseo, Ragusin, Ragusini, Raguso. Raguseo è tipico di Molfetta (BA); Ragusin, assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino; Ragusini è ancora più raro; Raguso è diffuso a Gravina di Puglia (BA) ed a Martina Franca (TA); Ragusa è specifico siciliano, e deriva dal toponimo siciliano omonimo. Dovrebbero derivare dal toponimo dalmata Ragusa, l'attuale Dubrovnik, e starebbe ad indicare mercanti dalmati insediatisi in Puglia.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in un atto scritto a Solofra nel 1521 dove compare come teste un tal Galante de Raguso. Di questa famiglia, a Favara si rileva qualche frammento nella prima e nella seconda metà del 1600. Un ceppo di Palermo è venuto nella metà del 1800 ed ancora oggi presente a Favara.

 

RAIA/RAJA - Questo cognome sembra avere più ceppi, in Sicilia e nel napoletano. Potrebbe essere di origine lusitano-spagnola, derivando dal nome di una zona del Portogallo (Raia, Plan de Raia) al confine con l'Estremadura in Spagna. Qualche frammento di questa famiglia si riscontra a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600, nella seconda metà del 1600 ed infine dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

RAINERI/RINERI - Cognome riscontrabile anche nella forma Rinieri. Rinieri è specifico del forlivese; Rineri è quasi scomparso.Derivano dal nome medioevale Rinierius o Rinerius (una delle molte varianti di Ranieri). Dell'uso di questo cognome abbiamo un esempio a Volterra nel 1206, nell' Archivio di Stato di Firenze leggiamo: "...MCCLXXXXVII, ind. X, tempore Bonifatii VIII, die II augusti... ...Dominico Rinierii. Capracio de dicto heremo...", tracce di questa cognomizzazione la troviamo a Bologna nel 1500 con lo scrittore Valerio Rinieri. Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1700.

 

RAMPELLO - Qualche frammento di questa famiglia si riscontra a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600, nella prima metà del 1700 e del 1800.

 

RAMPOLLA - Unico ceppo, di Palermo, presente a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

RANDAZZO - Cognome tipico siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Randazzo (CT), secondo alcuni potrebbe derivare dal nome bizantino Randaches, ma questa ipotesi sembra altamente improbabile. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700 e dalla metà del 1800 ai nostri giorni.

 

RAO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

RAPPAZZO - Famiglia di Camastra, presente a Favara nella prima metà del 1900.

 

RAVANÀ - Famiglia venuta da Agrigento nella seconda metà del 1700 ed ancora presente a Favara.

 

RE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Reale, Reali, Realini. Reali è più specifico del centro; Realini, molto raro è specifico dell'altomilanese e varesotto; Re e Reale sono presenti in tutta Italia;hanno un grosso nucleo nella parte centrooccidentale dell'Italia settentrionale, un probabile ceppo nelle Marche, nel Lazio ed in Campania, uno nel Salento ed alcuni in Sicilia.tutti questi cognomi possono derivare da soprannomi legati all'essere stati ad esempio Rè di una festa, o anche legati all'avere servito nell'esercito o tra i servi di un Rè, o anche per una caratteristica del portamento o del carattere. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni, con un ceppo di Agrigento.

 

REALE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Re, Reali, Realini. Reali è più specifico del centro; Realini, molto raro è specifico dell'altomilanese e varesotto; Re e Reale sono presenti in tutta Italia;hanno un grosso nucleo nella parte centrooccidentale dell'Italia settentrionale, un probabile ceppo nelle Marche, nel Lazio ed in Campania, uno nel Salento ed alcuni in Sicilia.tutti questi cognomi possono derivare da soprannomi legati all'essere stati ad esempio Rè di una festa, o anche legati all'avere servito nell'esercito o tra i servi di un Rè, o anche per una caratteristica del portamento o del carattere. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600.

 

REMIGIO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600.

 

RENDA - Cognome tipico meridionale, ha un nucleo in Sicilia ed un ceppo in Calabria, dovrebbe derivare dall'aferesi di una variazione dialettale del nome greco Layrentios (Lorenzo). Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700.

 

RESTIVO - Cognome tipico siciliano, deriva da un soprannome legato al vocabolo dialettale restivu (di carattere chiuso, schivo) originato evidentemente da una caratteristica caratteriale del capostipite. Troviamo già nel 1600 un mastro operaio di nome Restivo, citato in un contratto d'appalto redatto a Siracusa. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo venuto da Castrofilippo.

 

RICCA - Ceppo di famiglia nobile, venuto a Favara, da Vittoria, alla fine del 1700 e qui rimasto fino alla prima metà del 1800.

 

RICCOBENE/RICCOBONO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600, con qualche presenza anche nella seconda metà del 1600.

 

RICOTTA - Qualche frammento di questa famiglia si rileva fra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. Altro ceppo venuto da Cerda (PA) è ancora presente a Favara.

 

RIDULFO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

RIGGIO - Questo cognome sembra essere specifico della Sicilia e del reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Reggio (Calabria) nella sua variante dialettale. Famiglia presente a Favara intorno alla metà del 1500, verso la fine del 1600 e dalla prima alla seconda metà del 1800, con un ceppo di Palazzo Adriano.

 

RIMINI - Famiglia di Delia, venuta a Favara all’inizio del 1900 ed ancora oggi presente.

 

RINALDI - Cognome riscontrabile anche nella forma Rinaldo. Rinaldo dovrebbe avere un ceppo nel Veneto ed uno in Sicilia; Rinaldi è panitaliano. Entrambi derivano dal nome medioevale italo germanico Rhinaldo. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600 ed alla fine del 1800.

 

RINDINA - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1500 e dalla prima alla seconda metà del 1800, con un ceppo calabrese.

 

RINDONE - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1900.

 

RINIOLO - Famiglia di Agrigento, presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

RINOLDO - Cognome riscontrabile anche nella forma Rinoldi. Rarissimo, forse di origini cremonesi o mantovane, deriva dal nome medioevale italo germanico Renoldus di cui troviamo tracce in uno scritto del 1148 :"Eodem anno et eadem expeditione intrante Augusto, cum esset estus intolerabilis, nebulosa et pestilens aura, multi de primoribus regni obierunt, inter quos Renoldus, Coloniensis archiepiscopus, Daniel, Pragensis episcopus, ibidem mortui sunt, " e in un atto del 1267. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

RISICO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600.

 

RIZZO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Rizza e Rizzi. Rizza ha un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nella parte meridionale, un ceppo nel catanzarese e crotonese ed uno nel Lazio, molto diffuso al nord, con un ceppo nella Puglia e Basilicata ed uno nel Lazio Rizzi mentre Rizzo è assolutamente panitaliano. Derivano da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, i capelli ricci. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

RIZZUTO - Famiglia presente a Favara in modo frammentario fra la prima e la seconda metà del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

ROCCARO - Antica famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e laprima metà del 1600.

 

RODULFO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

ROMANO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Romanelli, Romani, Romaniello, Romanò, Romanoni. Romanelli è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare; Romani è del centro nord; Romaniello è tipico campano, del salernitano in particolare; Romanò ha un nucleo nel milanese e comasco ed uno nel reggino; Romanoni è decisamente milanese; Romano è assolutamente panitaliano. Dovrebbero tutti derivare o da uno dei vari toponimi contenenti la radice roma- quali: Bassano Romano (VT), Casalromano (MN), Fusine in Valromana (UD), Monteromano (RA), Roccaromana (CE), RomanÒ Brianza (CO), Romano Canavese (TO), etc. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

ROMEO - Cognome molto diffuso, presenta un nucleo molto importante in Sicilia e Calabria, un ceppo in Campania ed altri in giro per l'Italia, deriva dal nome medioevale bizantino Romeo (i bizantini si definivano .Romioi, cioè romani e le loro tracce in Sicilia e Calabria sono numerosissime, anche tramite cognomi come Romeo). Potrebbe derivare da “Romam eo”, che è complemento di moto a luogo (si trattava di pellegrini che andavano a Roma), oppure da \"(ex)Roma eo\" che è complemento di moto da luogo (si trattava di cavalieri, nobili che da Roma partivano per le crociate). Qualche frammento di questa famiglia è stata rilevata a Favara nella prima metà del 1700 e nella prima metà del 1800. Altri due ceppi sono venuti alla fine del 1800 da Agrigento e S. Giuseppe Jato. Ancora oggi la famiglia è presente a Favara.

 

ROSATO - Famiglia venuta da Lercara nella prima metà del 1800 ed ancora presente.

 

ROTOLO/ROTULO - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1700, dalla seconda metà del 1700 alla prima metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

ROTONDO - Famiglia di Naro presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

RUBINO - Cognome riscontrabile anche nella forma Rubini. Rubini è tipico dell'Italia centro settentrionale, con un probabile ceppo anche nel barese, Rubino è diffusissimo in tutto il sud, derivano dal nome medioevale Rubino. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

RUGGERI/RUGGERO - Cognome riscontrabile anche nella forma Ruggiero. Assolutamente panitaliani, derivano dal nome germanico Hrodgaer ("hroth" (fama, gloria) e "gaira" (lancia)), divenuto Rotecherius e quindi Rogerius o Rugerius. Famoso il santo vescovo Ruggero nato a  Canne (in Puglia) tra il 1060 e il 1070.Ruggiero è una famiglia di origine normanna già feudataria nel XIII secolo.  Giovanni de Ruggiero nel 1295 fu inviato con Riccardo Damnesco da Salerno dal papa per pregarlo di non investire del regno il Duca di Calabria alla morte di suo padre. Nel registro delle Piazze chiuse di Salerno la si trova annotata col cognome de Ruggieri. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

RUGGIANO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla prima metà del 1800.

 

RUMBOLO - Famiglia di Cammarata presente a Favara dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900

 

RUSSELLO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

RUSSO - Cognome riscontrabile anche nella forma Russi. Russi sembrerebbe specifico delle Puglie; Russo è molto diffuso in tutta Italia. Deriva da soprannomi dialettali legati alla caratteristica della colorazione dei capelli o della carnagione del capostipite. Tracce di questo cognome si hanno già nel 1200, in un atto del 7 febbraio 1279 redatto in Lunigiana viene citato un giudice Russo con un figlio notaio, vi si legge infatti: "...bona fide et sine fraude in omnibus et per omnia, pres. supr. iudice, coram dom. Russo iudice et Francischino not. eius filio in curia...". Nel 1400 a Napoli troviamo un notaio Francesco Russo, nel XVI secolo, in Sicilia, a Militello si trova un tal frate Bernardo Russo, erudito francescano che insegnò nelle principali cattedre dell'Ordine, facendosi apprezzare per le suevaste conoscenze. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700, all’inizio del 1800 e dai primi del 1900 ai nostri giorni.

 

RUSSOTTO - Famiglia proveniente da Cammarata e presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SABATINO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Sabadini, Sabatini, Sabatino, Sabbadini, Sabbatini, Sabbatino. Sabadini sembrerebbe avere un nucleo nel ravennate ed uno nel comasco; Sabatini è specifico dell'Italia centrale; Sabbadini dovrebbe avere un ceppo nell'udinese, ed uno nella fascia che dalla provincia di Milano, attraverso il bergamasco, il bresciano ed il mantovano, arriva fino al modenese; Sabbatini è più specificatamente marchigiano; Sabbatino, molto raro è del napoletano; Sabatino è diffuso in tutto il sud. Tutti questi nomi derivano dal nome medioevale Sabatus o Sabbatus e dal suo derivato Sabbatinus. Tracce di questa famiglia sono state rilevate a Favara nella seconda metà del 1500.

 

SABIA - Famiglia di Naro, presente a Favara tra la prima metà del 1700 ed i primi del 1800. Altra famiglia è venuta a Favara all’inizio del 1900, ma poi si è trasferita a New York.

 

SACCO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Sacchetti e Sacchi. Sacchetti è presente al centro nord; Sacchi ha un nucleo importante nell'areale che comprende le province di Alessandria, Pavia, Milano, Novara, Varese e Lecco, un ceppo nel mantovano e modenese, ma ha presenze significative in tutto il centro nord; Sacco è assolutamente panitaliano. Questi cognomi possono avere diverse origini, dall'aferesi del nome Isacco al soprannome legato al mestiere di produttore di sacchi, o di scaricatore.Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

SACCOMANNO - Famiglia presente a Favara dalla metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

SACHELI - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600 e tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800.

 

SAIA/SAIJA - Famiglia di Agrigento, presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

SAIEVA/SAJEVA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SALA - Questo cognome sembrerebbe specifico della parte centro occidentale del nord Italia, ma pare esserci anche un ceppo nella Sicilia occidentale. Dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi quali: Sala Comacina (CO), Sala al Barro (CO), Sala Biellese (BI), Sala Monferrato (AL), Salaparuta (TP). Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500, con tracce anche fra la fine del 1700, nella prima e seconda metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

SALADINO - Si individuano due ceppi, uno nella Sicilia occidentale ed uno nella provincia di Catanzaro. Deriva da soprannomi legati al nome di Sala-adin Al-Ayubi, detto Saladino (1169-1250), il famoso "feroce Saladino", fondatore di un grande stato musulmano e condottiero dell'esercito infedele contrapposto ai Crociati. Tracce antiche di questo cognome si trovano già nel 1200, in un atto redatto a Luni (SP) nel 1279 si legge: "...et Gualteroto q. domini Saladini de Fosdenova (Fosdinovo (MS))et aliis...". Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

SALAFIA - Famiglia presente a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

SALAMONE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Salamon, Salamoni, Salomon, Salomoni. Salamon e Salomon, molto raro, sono tipici del trevigiano; Salamoni, rarissimo, è forse un errore di trascrizione di Salomoni che ha un nucleo nel bolognese ed uno nel bresciano e veronese, questi cognomi derivamo dal nome ebraico Shelam (pacifico); Salamone è tipico siciliano. Famiglia presente dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

SALAZARA - Qualche traccia di questa famiglia si rileva a Favara fra la prima e la seconda metà del 1700.

 

SALDI - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la fine del 1600 e la prima metà del 1700.

 

SALEMI -Famiglia di Agrigento presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

SALERNO - Cognome diffuso in tutta Italia, con massima concentrazione al sud. Nel Napoletano prevale la forma Saliemo. Deriva dal nome della città campana, nel senso di persona nata o proveniente da Salerno. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600 e dall’inizio del 1700 alla seconda metà del 1800.

 

SALLÌ - Frammenti di questa famiglia si rilevano nei primi e nella seconda metà del 1700. Altro ceppo venuto da Aragona all’inizio del 1800 è rimasto a Favara fino alla seconda metà del 1900.

 

SALLIA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

SALTALAMACCHIA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SALVAGGIO - Antica famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SAMMARCO - Questo cognome sembra avere tre ceppi, uno nel palermitano, uno in Puglia ed uno in Campania. Dovrebbero derivare da toponimi come Cellino S. Marco (BR), San Marco di Locorotondo (BA), San Marco (SA) o i vari San Marco in provincia di Caserta. Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500. Qualche frammento si rileva anche nella prima metà del 1700 e del 1800.

 

SAMMARTINO - Antica famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SANFILIPPO - Antica famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ai nostri giorni, con diverse provenienze.

 

SANFRATELLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

SANSONE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Sanson, Sansonetti, Sansonetto, Sansoni. Sanson è decisamente veneto, del vicentino e trevisano in particolare; Sansonetti ha un nucleo pugliese ed un ceppo tra Abruzzo e Lazio; Sansonetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneziano; Sansoni è del centronord; Sansone è diffuso al centro sud.Derivano tutti dal nome Sansone, in uso già nel 1100: "...Preterea totam terram Ricardi filii Sansonis Baiocenssis, et terram Benedicti filii Riguefemme, que duo tenementa venerunt in dominicum nostrum judicio curie nostre pro defectu heredum...", ma in alcuni casi possono derivare da nomi di località come Torre Sansone (CH), tracce di questa cognomizzazione le troviamo già nel 1400 a Siena: "...Incipiunt recollecte in forma questionu Reuerendi sacre theologie doctoris magistri Fracisci Sansonis de Senis ordinis minorum generalis super totum opus de physico auditu Aristotelis...", nel 1500,  nella Lista degli scolari dello Studio di Perugia del  1590 si trova un certo Thadeus Sansonius proveniente dalla  Provincia romana. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1600 e nella seconda metà del 1700.

 

SANTALUCIA - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1600, nella prima metà del 1700, del 1800 e nei primi del 1900.

 

SANTAMARIA - Questo cognome sembrerebbe specifico del sud Italia, ma con un ceppo nel genovese. Potrebbe derivare da toponimi, peraltro molto frequenti, contenenti Santa Maria, come ad esempio: Santa Maria a Vico (CE), Santa Maria La Bruna (NA), Santa Maria al Bagno (LE), Santa Maria degli Ammalati (CT), Santa Maria del Credo (CS), etc. Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 ai nostri giorni.

 

SANTANGELO - Cognome tipico del centrosud e del sud Italia, deriva da soprannomi legati a uno dei tanti toponimi contenenti San'Angelo, quali: CattÀ Sant'Angelo (PE), Monte Sant'Angelo (FG), Sant'Angelo (NA), Sant'Angelo dei Lombardi (AV), Sant'Angelo di Avigliano (PZ), Sant'Angelo di Brolo (ME), etc. Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

SANTORO - Cognome poco diffuso in paese, ma tipico del centro sud, specie del Napoletano e della Sicilia orientale derivante dal nome medioevale Santorus. Numerose le varianti: Santori, Santorio, Santoriello, Santorini, etc. Nel Trentino prevale la forma latineggiante Santorum. Fu in origine un nome medioevale, tratto dall'espressione latina Dies festus omnium Sanctorum, cioè festa di tutti i Santi (dove Sanctorum è genitivo plur. di sanctus, santo). Frammenti di questa famiglia li ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1600. Altro ceppo di S. Elisabetta si rileva a Favara dalla metà del 1800 alla seconda metà del 1900.

 

SANZO - Famiglia di Agrigento presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600.

 

SAPONARA - Cognome riscontrabile anche nella forma Saponaro. Saponaro è tipico pugliese. Non comune Saponara dovrebbe avere ceppi nella fascia che congiunge il salernitano al barese attraverso la Basilicata. Dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante o venditore di sapone, in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Saponaro (PZ)". Tracce di questa famiglia si rilevano fra la fine del 1500 e gli inizi del 1600.

 

SAPORITO - Tracce di questa famiglia si rilevano nella seconda metà del 1700.

 

SARDELLA - Cognome di origini pugliesi. Sembrano esserci anche dei ceppi, probabilmente secondari, lungo le coste adriatiche. Può derivare dal mestiere di pescatore o da caratteristiche fisiche del capostipite. Cognomizzazione molto antica, la si ritrova ad esempio anche nel 1500, nella vita di Benvenuto Cellini scritta ai tempi suoi in Firenze si legge: "...tal parole me l'aveva ridette quell'uomo dabbene di Giovanni Sardella. Di modo che io mi risolsi, che eglino m'avessino dato innuno scodellino di salsa, ...". Famiglia di Palma di Montechiaro presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SARDO - V. Lo Sardo.

 

SAVARINO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600.

 

SAVATTERI - Tracce di questa famiglia si riscontrano a Favara verso la fine del 1500, nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1900.

 

SAVIO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima metà del 1800 e del 1900.

 

SAZIO - Famiglia di Naro, presente a Favara fra la seconda metà del 1800 e gli inizi del 1900.

 

SCADUTO - Famiglia presente in modo saltuario a Favara dalla fine del 1800 alla prima metà del 1900. Si segnala il prof. Francesco Scaduto, docente di diritto canonico.

 

SCAGLIONE - Cognome di origine siciliana, con un ceppo nel cosentino. La variante Scaglioni è specifico dell'area che comprende il basso mantovano e l'Emilia centro occidentale. Dovrebbero drivare dall'aferesi di toponimi come Roncoscaglia (MO) o Massa Fiscaglia (FE). Famiglia presente fra gli inizi e la seconda metà del 1600.

 

SCALIA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, nella prima metà del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo proveniente da Palermo.

 

SCANIO - Famiglia di Naro, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

SCARDINO/SCORDINO - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900, con un ceppo proveniente da Naro.

 

SCARIANO - Famiglia proveniente da Palazzo Adriano nella prima metà del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

SCARNÀ - Famiglia proveniente da Palma di Montechiaro nella seconda metà del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

SCARPA - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella fine del 1500, nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

SCARSO - Cognome riscontrabile nelle varianti Scarsi, Scarzi, Scarzo. Scarsi, Scarzi e Scarzo Tipici sono tipici del genovese ed alessandrino, assolutamente rarissimi e probabilmente originati da errori di trascrizione; Scarsi ha un ceppo anche nel padovano, mentre Scarso sembra avere tre nuclei, uno nel ragusano, uno nel padovano ed uno tra il genovese ed alessandrino. Dovrebbero derivare da un soprannome medioevale scarsus con il significato di indigente. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e gli inizi della seconda metà del 1600.

 

SCAVONE - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600. Qualche presenza si rileva anche nella seconda metà del 1700.

 

SCHEMBRI - Cognome tipico siciliano, della costa sud occidentale e dell'agrigentino in particolare.
Questo cognome potrebbe derivare dal nome greco Skèmpres (pronuncia Schembri). Il cognome è presente a Palermo, Caltanissetta, Catania, Pachino (SR), Ragusa, Agrigento. In Italia anche a Taranto e Napoli. Presente anche a Malta. Godette nobiltà a Messina nei secoli XV e XVI un Eliseo Schembri, caveliere dell'ordine di Malta nel 1585. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

SCHIFANO - Cognome riscontrabile nella variante Schifani. Schifani, molto raro, è tipico del palermitano; Schifano, molto più diffuso, è della Sicilia occidentale. Dovrebbero derivare da una corruzione del nome Stefano, in alcuni casi derivano da nomi di località come Schifanoia (TR). Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SCHILLACI - Cognome originario della Sicilia, probabilmente derivato dal toponimo , Squillace (CZ). Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SCHIRÒ - Cognome riscontrabile nella variante Schiros.Schiros, assolutamente rarissimo, è del  catanese; Schirò è decisamente del palermitano. Entrambi sono cognomi di origine greca e dovrebbero derivare dal toponimo Skyros, un'isola delle Sporadi. Famiglia di Mezzoiuso (PA), venuta a Favara nella seconda metà del 1800 e presente fino alla prima metà del 1900.

 

SCIABICA - Famiglia di S. Elisabetta, venuta a Favara all’inizio del 1800 ed ancora presente.

 

SCIACCA - Cognome tipico siciliano, derivante dal toponimo Sciacca (AG). Improbabile una derivazione diretta dal vocabolo arabo Shaack (bagni) che si presume invece sia all'origine del nome della città. Antica famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SCIANGULA - Famiglia di Agrigento, presente a Favara dalla prima metà del 1800 all’inizio del 1900.

 

SCIARA - Cognome specifico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal toponimo Sciara (PA) che a sua volta deriva dall'arabo sciara (strada). Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara nella prima metà del 1600 e del 1700. La ritroviamo in forma stabile a partire dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SCIARROTTA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla prima metà del 1700 con un ceppo di Agrigento e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo di Palma di Montechiaro.

 

SCIASCIA - Cognome poco comune, tipicamente calabrese e siciliano. Deriva dal nome personale femminile Rosaria, di cui è una forma vezzeggiativo e affettiva. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600 e dalla fine del 1600 alla prima metà del 1700. La ritroviamo, infine, nella seconda metà del 1800.

 

SCIBETTA - Cognome tipico siciliano, dovrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Calascibetta (EN). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

SCICHILONE/SCICOLONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600, verso la fine del 1600 e tra la prima e la seconda metà del 1800, con un ceppo di Aragona (AG).

 

SCICLI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1800.

 

SCIFO - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1900.

 

SCIORTINO - Cognome tipico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo shurtih (sentinella). Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SCIOSCIOLI - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.

 

SCIUMÈ - Famiglia di Racalmuto venuta a Favara nella seconda metà del 1600 ed ancora presente.

 

SCIUNTO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600.

 

SCLAFANI - Famiglia di Agrigento presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

SCOPITTERI - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SCORDATO - Tracce di questa famiglia venuta da Cammarata si rilevano a Favara nei primi e nella seconda metà del 1800.

 

SCORSONE - Famiglia di Bagheria presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SCOTTI - Cognome riscontrabile nella variante Scotto. Scotto è di origine ligure, presenta ceppi secondari nel grossetano e nel napoletano, non è da escludersi in qualche caso un origine irlandese. Gli Scoti erano una tribù celtica che in principio risiedeva in Irlanda e che, in un secondo tempo, invase la parte settentrionale dell'isola britannica (attuale Scozia); Scotti è specifico lombardo, con un possibile ceppo secondario nel napoletano.  Gli Scotti, nobile famiglia piacentina sono citati fin dal XII secolo. Un'altra più comune possibilità è la derivazione di questi cognomi dall'aferesi di nomi medioevali quali Brasco, Brunellesco, Fiesco, Fosco, oppure da indicatori etnici come tedesco. Famiglia di Naro presente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

SCOZZARI/SCOZZARO - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla prima metà del 1600 nella variante Scozzaro. Scozzari lo ritroviamo dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

SCRAPPA - Famiglia presente a Favara dagli inizi del 1600 agli inizi del 1700.

 

SCRIMA - Famiglia venuta da Palermo nella seconda metà del 1800 ed ancora in vita a Favara.

 

SCUDERI - Cognome riscontrabile nelle varianti Scudera, Scudero, Scudieri, Scudiero, Scuteri. Scudera, assolutamente rarissimo, è specifico della provincia di Caltanissetta; Scudero, quasi unico è del atanese; Scudieri è napoletano; Scudiero ha un ceppo nel napoletano, uno nel cosentino ed uno nel padovano; Scuteri è siculo calabrese; Scuderi è tipicamente siciliano.Derivano tutti dal mestiere di scudiero, assistente addetto a portare lo scudo. Tracce di quest'uso si rinvengono nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale,  in una Carta pacti et transactionis del 1182: "...Gufredus magister de Landriano et Iohannes de Magistro et Iohannes Scuderus et Martinus Balbus et Iohannes de Saltu et Sarexinus et alii quam plures....". Famiglia presente a Favara dalla fine del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

SEDITA - Famiglia di Castrofilippo presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

SEMINERIO - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1800 alla metà del 1900, con provenienze da Grotte e Aragona.

 

SERIO - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima e nella seconda metà del 1800.

 

SERRAVALLE/SERRAVALLI - Seravalle sembra avere un ceppo in Friuli e trevigiano ed uno nel grossetano; Seravalli, più raro, uno nell'udinese ed uno nel fiorentino, potrebbero derivare da nomi di località come Castrum de Seravallo nome del XII  di una località del trevigiano, tracce di questa cognomizzazione si trovano a Pontassieve (FI) nel 1700 in una lettera del 1734 leggiamo che Il Priore Ferdinando Seravalli chiede di poter costruire un mulino a un palmento sul Risaio. Quella di Favara è venuta da Mangone (prov. di Cosenza) nella metà del 1800 ed ancora presente.

 

SERRAVILLO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara alla fine del 1500, nella seconda metà del 1600 ed all’inizio del 1900, con un ceppo di Castrofilippo.

 

SFARDA - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nei primi del 1600.

 

SFERLAZZA/SFERRAZZA - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni nelle due varianti, con provenienze da Racalmuto, Comitini, Castrofilippo, Grotte, Montedoro, Naro, Serradifalco, Agrigento.

 

SGARITO - Famiglia proveniente da Racalmuto e presente a Favara dalla metà del 1600 ai nostri giorni

 

SGUALI - Famiglia venuta da Agrigento all’inizio del 1700 ed ancora presente a Favara.

 

SICILIA - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 ai nostri giorni. Nel corso degli anni ad un ramo della famiglia è stato attribuito l’appellativo di “Canalaro”.

 

SICILIANO - Cognome riscontrabile nella variante Siciliani. Siciliani sembrerebbe del barese, Siciliano è diffuso in tutto il sud e deriva dall'etnico siciliano, proveniente dalla Sicilia. Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1800.

 

SICULO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la metà del 1500 e gli inizi del 1600, nella prima metà del 1700 e del 1800.

 

SICURELLA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1600, nella prima metà del 1700 e dai primi del 1800 alla prima metà del 1900, con un ceppo di S. Elisabetta.

 

SIDDIOLO - Famiglia di Aragona, presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

SIGNORINO/SIGNORINO GELO - Cognome riscontrabile nelle varianti Signori e Signorini. Sia Signori che Signorini sembrano avere due aree di distribuzione, il lombardo-veneto e la Toscana. Signorino è tipico siciliano. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Un ceppo lo ritroviamo nella variante di Signorino Gelo a partire dalla prima metà del 1700 per via di due matrimoni avvenuti fra le due famiglie.

 

SILLITTI - Tracce di questa famiglia si riscontrano a Favara nella prima metà del 1800.

 

SILVA - Cognome specifico della zona che va dal comasco al parmense, passando per il milanese, il pavese ed il piacentino; dovrebbe derivare da un identificativo di località, vicinanza con un bosco o selva. Troviamo i Selva, fin dal XIII sec. come nobile famiglia della Val D'Ossola. Importante personaggio fu Paolo Silva (1476-1536), comandante militare arruolato al servizio di Luigi XII e Francesco I re di Francia. Nobile famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

SIMONE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Scimone, De Sirnone, Simonetti, Simonetta, Simonimi, Simoncini, Sinùonato, Monetti, Monelli, Mioni, Simeone, Simeoni, Simonazzi, Simoncini, Simoni, Simonini, Simonelli. I cognomi con De sono tipici del Sud, mentre le forme in Sci sono calabresi e siciliane. Simeone ha un nucleo nel napoletano ed uno in Puglia; Simeoni ha un ceppo nelle Tre Venezie ed uno nel Lazio; Simonazzi è tipico dell'area che comprende mantovano e reggiano; Simoncelli ha un nucleo tra pesarese e forlivese, uno in provincia di Roma ed uno tra basso Trentino e bresciano; Simoncini è specifico della fascia che combrende il forlivese, la Toscana, le Marche, l'Umbria e l'alto Lazio; Simoni del centronord; Simonini ha tre ceppi, nel bresciano, nel modenese e nel lucchese; Simonelli è specifico del basso Lazio e Campania, con un possibile ceppo  sulla costa tra bassa Liguria ed alta Toscana ed uno tra bergamasco e bresciano; Simone è tipico del centrosud. Deriva dal nome personale Simone, che continua il lat. Simon e Simeon, ricalcato sul greco Sìmon e Symeón, derivanti a loro volta dal nome ebraico Simon, che è dal verbo sama, ascoltare: quindi "Dio ha ascoltato", riferito ai genitori e alle loro preghiere per avere un figlio, costa poi denominato. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo ad esempio alla fine del 1500 a Roma con il cardinale Hieronymus Simoncellus, nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia compaiono Octavius Simoncellus abruzzese e un certo Petrus Simon Simoncellus marchigiano. Famiglia presente a Favara dalla metà del 1600 ai nostri giorni.

 

SIMONERO - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

SINAGRA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

SINATRA - Cognome tipico della Sicilia sud orientale, con un ceppo anche nel palermitano, deriva da una modificazione dialettale del vocabolo latino senator (senatore). Si trovano tracce di questa famiglia a Cannizzaro (CT) nel 1600. Famiglia di Agrigento, presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla prima metà del 1700.

 

SIRACUSA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni, con ceppi di Siculiana e Agrigento.

 

SODO - Tracce di questa famiglia si riscontrano a Favara fra la seconda metà del 1800 e gli inizi del 1900.

 

SOLDANO - Questo cognome sembrerebbe avere due ceppi, in Puglia e nell'agrigentino. Si individua pure un nucleo nel torinese che potrebbe derivare dal toponimo Soldano (IM). Dovrebbero derivare dal sostantivo latino Soldanus (sultano) di cui si hanno parecchie conferme in vari scritti: "Elapsis demum aliquot diebus capitulum celebravimus generale, in quo vos in magistrum elegimus et ductorem, cupientes ut nulla vos mora debeat in Italia detinere, quia non est tutum, ut militia Templi absque magistro consistat. Et presertim cum in veritate sciamus, quod Saladinus Soldanus Babilonie generale promulgavit edictum, ut omnes milites ab Arbore Sicca usque Mecham et ab Alexandria usque ad Arabiam Ierosolimam venire festinet, quia Tironensem regnum suo vult imperio subiugari.". Nel 1150 troviamo a Bologna un insigne docente di Diritto: Azolinus Porcius anche detto Azzone Soldanus. Famiglia di Chiaramonte, presente a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600. Altro ceppo di Agrigento llo ritroviamo fra la seconda metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

SOLLAZZO - Famiglia di Licata, presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

SORCE - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SOTTILE - Cognome tipico siciliano, ma con un ceppo non secondario nel Friuli, di cui si hanno tracce già nel XV sec., in una lettera di denuncia conservata nell'Archivio Capitolare di Morsano (PN) con la quale un certo Giovanni Sottile chiede un risarcimento per i danni sopportati a seguito dell'invasione turca. Questa famiglia è una diramazione della famiglia d'Este e godette nobiltà in Messina nel secolo XV. Nel 1405 un Nicolò, dottore in legge, acquistò la tonnara di S. Nicolò e il 1 settembre 1433 l'investitura del feudo Alfano. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

SPAGNOLO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Spagna, Spagnoli, Spagnuolo. Spagna, non molto comune, è comunque presente a macchia di leopardo in tutta 'Italia; Spagnoli è molto diffuso in tutto il centro nord; Spagnuolo è diffuso in tutto il sud; Spagnolo è diffuso nel Veneto, Calabria, Campania e Puglia.Derivano dall'etnico spagnolo e starebbe ad indicare o un'origine spagnola, o comunque un rapporto con la Spagna, in alcuni casi potrebbe indicare una provenienza diretta da quella nazione, come ad esempio avvenne in occasione della cacciata dalla Spagna degli ebrei sefarditi nel 1492.  Troviamo tracce di questa cognomizzazione in Campania, a Sant'Egidio (SA), fin dal 1520 con un certo Nardo Antonio Spagnuolo. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1800.

 

SPALLINA - Famiglia di Gangi, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SPANÒ - Cognome riscontrabile anche nella forma Spano. Entrambi sono diffusi nel sud Italia, Spano più specifico della Sardegna e delle Puglie, Spanò, più siciliano e calabrese. Derivano da soprannomi dialettali connessi con il vocabolo spano o spanu (glabro, spelato). Spano deriva dal vocabolo della lingua sarda che significa giallo, marroncino. Già presente in Sardegna dall'alto medioevo, precisamente nella parte Nord-Est chiamata all'epoca Giudicato di Gallura (uno dei quattro giudicati in cui era divisa la Sardegna post Bizantina). Il cognome è documentato per la prima volta nell'anno 1113 ,quando il Giudice (Judex Rex) Comita Spano fece un lascito terriero immobiliare alla cattedrale di Pisa, lo stesso giudice istituì anche la diocesi di Civita (l'attuale Olbia) nell'anno 1139. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai primi del 1900.

 

SPARACELLA - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1800.

 

SPATA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1800.

 

SPATARO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

SPECIALE/SPEZIALE - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SPINA - Cognome riscontrabile anche nelle forme Spinelli, Spinello e Spini. Sia Spina, Spinelli e Spinello sono panitaliani, mentre Spini è propriamente lombardo, con un ceppo anche in Toscana. Molto diffuso nel Sud, meno nel Centro Nord. Deriva da un soprannome, nel senso figurato di cruccio, dolore morale o nel senso religioso di "spina di Cristo". Ma Spina è anche un nome di luoghi, specie del Nord, da cui può derivare il nostro cognome. Potrebbe derivare anche dal nome mediovale Spina e Spinello, o anche dall'aferesi del nome Crispino o suoi diminutivi, ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare da toponimi quali: Spina (PG), Spinea (VE), Spineda e Spino d'Adda (CR), Spinete (CB), Spineto Scrivia (AL), etc. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

SPINELLO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Spinelli, Spina e Spini. Sia Spina, Spinelli e Spinello sono panitaliani, mentre Spini è propriamente lombardo, con un ceppo anche in Toscana. Dovrebbero derivare dal nome mediovale Spina e Spinello, o anche dall'aferesi del nome Crispino o suoi diminutivi, ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare da toponimi quali: Spina (PG), Spinea (VE), Spineda e Spino d'Adda (CR), Spinete (CB), Spineto Scrivia (AL), etc. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

SPITALI - Famiglia proveniente da Palma di Montechiaro e presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

SPITERI - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

STAGNO - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni, con provenienze da Pietraperzia (la più antica), S. Cataldo, Pantelleria e Porto Empedocle.

 

STINCONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

STIVALA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

STUTO - Cognome tipico siciliano, particolarmente della zona di Lentini e Carlentini (SR). Un'ipotesi è che derivi dal termine dialettale stutare (spegnere), tracce di questa cognomizzazione si trovano fin dal 1500, in una polizza del Banco di S. Eligio del ragusano, un certo Pietro Paolo Stuto versa 45 ducati al monsignore dell’Isola per l’acquisto di “uno ingegno di maccaruni con quattro trafile, uno furlone, bilancia et altri stigli”. Famiglia di Castrofilippo, presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

SURRUSCA - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla prima metà del 1600.

 

SUTERA/SUTERA SARDO/LO SARDO - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600 come nomignolo (Sutera) della famiglia Randazzo. Dalla prima metà del 1700 il toponimo Sutera lo ritroviamo come cognome e nella seconda metà del 1700 accostato al toponimo Sardo.

 

SUTTASANTI - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

TABONE/TABBONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

TABBUSO - Tracce di questa famiglia sono state rilevate a Favara nella prima e nella seconda metà del 1800.

 

TACCONE - Cognome riscontrabile anche nelle forme Tacca, Tacchi, Taccon, Tacconi. Tacca ha un nucleo nel milanese e varesotto ed un ceppo forse secondario nel bellunese; Taccon, molto raro è tipico veronese; Tacchi è più propriamente dell'Italia centrale; Tacconi  sembra avere un ceppo tra sudmilanese e pavese, uno nel veronese ed uno nell’areale che comprende il modenese ed il bolognese e tutta l’Italia centrale; Taccone ha un nucleo nell’aquilano, uno nel napoletano ed uno nella Calabria meridionale. Dovrebbero derivare dal nome medioevale italogermanico  Tacco o Taccone, in alcuni casi derivano da toponimi come Taccona (MI) o Taccone (MT). Nel 1462 un Paolo Taccone, scultore, produce a Roma una statua di Sant'Andrea, commissionata da Pio II Piccolomini, nella seconda metà del 1400  Baldassarre Taccone compone la Danae che verrà rappresentata in occasione delle nozze tra Anna Sforza e Alfonso d'Este.  Tracce del cognome Taccone si trovano nella storia di Vibo Valentia dove nel 1570, un tal Paolo Taccone, fondò, assieme ad altri l'Accademia degl'Incostanti Ipponiesi. Nel 1798 imperversava in Campania il brigante Taccone.  Tracce di questa cognomizzazione si trovano ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove all'anno 1190 si legge: "...ex una parte predictum monasterium, ab alia parte Lafrancus Tacconus, a reliquis partibus ...". Tracce di questa famiglia sono state rilevate a Favara nella seconda metà del 1500, nell prima e seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

TAGANO - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1600 e dalla metà del 1700 alla prima metà del 1800.

 

TAIBI/TAIBBI - Cognome tipico siciliano. Taibbi è molto raro ed è tipico del nisseno, Taibi, più diffuso è tipico dell'agrigentino, derivano dal nome arabo Tayyb (equivalente dell'ebraico Tobia). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

TAIELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

TAMBURELLO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700.

 

TAMBURO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

TAORMINA - Cognome tipico siciliano, del palermitano in particolare, deriva dal toponimo Taormina (ME). Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo proveniente da Palma di Montechiaro.

 

TARANTO - Cognome diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud, deriva dal toponimo Taranto. Famiglia di Agrigento, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

TARARÀ - Famiglia di Aragona, presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

TAVERNA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla metà del 1600.

 

TEDESCO - Cognome riscontrabile anche nella forma Tedeschi. Entrambi sono diffusi in tutta l'Italia peninsulare. Derivano dall'etnico tedesco (originario della Germania), o per nascita o per caratteristiche fisiche o comportamentali. Qualche traccia di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1800.

 

TENERELLI - Qualche traccia di questa famiglia si rileva nella prima e nella seconda metà del 1800.

 

TENERELLO - Qualche traccia di questa famiglia si rileva nella prima metà del 1800.

 

TERMINI/TERMINE - Cognome che potrebbe avere due ceppi, nell'alto barese e nella Sicilia occidentale, palermitano ed agrigentino, dove dovrebbe derivare da toponimi quali: Termini Imerese (PA) o Casteltermini (AG).

 

TIRRITO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1600 e dalla prima metà del 1800 alla metà del 1900, con un ceppo proveniente da S. Biagio Platani.

 

TODARO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Todari, Toderi, Todero. Todari, quasi unico, potrebbe essere marchigiano; Toderi,certamente marchigiano, ha un ceppo importante in quel di Castelleone Di Suasa (AN); Todero, più raro, ha un ceppo veneto friulano, un ceppo campano ed uno nel catanese; Todaro sembrerebbe specifico del sud Italia, Sicilia soprattutto, ma si individuano nuclei anche al nord, nel Veneto e in Liguria. Derivano dal nome medioevale Todaro, di cui abbiamo traccia ad Avellino nel XII secolo con Todaro fu Costantino arcipresbitero di rito greco. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo tra la fine del 1400 e l'inizio del 1500 a Naso (ME) con il notaio Pietro Todaro. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1900. Questo cognome si trova anche associato a Vassallo (v.). Frammenti di questa famiglia si rilevano nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1600 e dalla metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

TERRANA - Famiglia presente a Favara dai primi del 1600 ai nostri giorni.

 

TERRANOVA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

TERRASI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700 e dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

TINAGLIA - Famiglia di Canicattì, presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

TINEBRA/TINEVRA - Famiglia di Racalmuto, presente a Favara dalla seconda metà del 1700 alla prima metà del 1900.

 

TODARO - V. Vassallo.

 

TONA - V. La Tona.

 

TORNABENE - Qualche frammento di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1700 e nella prima metà del 1800.

 

TORNAMBÈ - Famiglia presente a Favara fra la fine del 1600 e la seconda metà del 1700.

 

TRAPANI - Cognome diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia, particolarmente concentrato in Sicilia, dovrebbe derivare dal toponimo omonimo. Qualche traccia di questa famiglia la ritroviamo a Favara verso la fine del 1500, nella seconda metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

TORRETTA - Cognome riscontrabile anche nella forma Torretti. Torretti sembrerebbe specifico di Marche ed Umbria, con un ceppo nel Salento; Torretta non comune è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, si individuano ceppi nel palermitano, nel torinese, nella Lombardia occidentale, in Abruzzo ed in Puglia. Dovrebbero derivare da toponimi come Torretta (PA), Torretta Terme (Bo), Torrette di Ancona (AN), borgo della Torretta località di Ceva (CN) e simili, come è possibile pure che derivino dal nome di alcune località identificate dalla presenza di una torre. Tracce di questa famiglia si rilevano nella seconda metà del 1500 e verso la fine del 1700.

 

TORRICELLI - Famiglia di Naro, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

TORTORICI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

TOSTO - Cognome riscontrabile anche nella forma Tosti. Tosti è specifico dell'Umbria, Abruzzo e del Lazio e potrebbe in alcuni casi derivare dal toponimo Campotosto (AQ); Tosto è catanese, con un ceppo anche nel cosentino. Potrebbero derivare dal nome gallico Tosto (Tostonis) di cui si hanno tracce ad esempio nella storia dei Germani di Saxo Gramaticus, scritta verso la fine del 1100, dove si legge: "...Eodem tempore Tosto quidam, obscuro Iutiae loco ortus, ferocitate clarus emersit...  ...Nec Tostoni in vindictam sui animus defuit.Nam cum ob accepti vulneris magnitudinem reparandarum intra patriam virium copiam non haberet...", negli altri casi dovrebbero derivare da un soprannome legato al carattere particolarmente duro del capostipite.  Troviamo questa cognomizzazione in Calabria nel 1400, alla guida della guerra contro gli Aragonesi c'è infatti il Capitano cosentino Cola Antonio de Caroleis, detto Cola Tosti. Famiglia presente a Favara verso la fine del 1500 e nella prima metà del 1700.

 

TRAGNA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600. Altro ceppo di Agrigento lo ritroviamo a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

TRAINA - Cognome specifico siciliano, del palermitano ed agrigentino. Potrebbe derivare dal nomen tardo latino Trainus, di cui si hanno tracce nel centro Italia nel 150 d.C. ad esempio in: "...sed virtute venisse ad eum locum, quem avus meus Hadrianus, quem Trainus proavus non nisi exploratissimis dabat...". Il nome Trainus proseguì nel medioevo abbiamo a Pisa nel 1200 un  "...Trainus Ugolini de populo Sancti Micaelis de Iscalzi ..".

 

Famiglia della Piana degli Albanesi, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

TRAINITO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

TRAVALI - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

TRAVERSA - Qualche traccia di questa famiglia la ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1500.

 

TRIOLO - Qualche traccia di questa famiglia la ritroviamo a Favara nella seconda metà del 1500 e nella prima metà del 1800.

 

TROISI - Cognome riscontrabile anche nelle forme Troise e Troisio. Troise e Troisi sono specifici del napoletano, mentre Troisio potrebbe essere del salento. Tutti potrebbero derivare dall'antico nome greco Tros. Si hanno tracce di questo cognome fin dal 1500, ad esempio in un atto redatto a Solofra (AV), si legge: "...terre Solofre proprie in loco ubi dicitur li casali delli Burrelli iuxta bona venerabilis ecclesia Monasteri S. Augustini, iuxta bona magistri Robini de Petrone, iuxta bona Conforto de Troisio, iuxta bona heredi quendam Nicolai de Troisio...". Un giudice con questo nome è sempre indicato a Solofra nel 1500: "... In nomine nos Mattius Troisius de ditta terra Solofre et ipsius terre annalis litteratus judex ordinatus et creatus per Universitatem dicte terre pro ...". È stata documentata l'origine normanna del cognome (ereditato anche dai famigli) dal feudatario Troisio de Rota, venuto con Roberto il Guiscardo nella cittadina ora chiamata Solofra (AV). La famiglia Troisio (poi De Troisio, oppure Troisi, o Troise) è documentata dal 14 sec. (Vedi gli studi della Prof. Mimma De Maio, in "Medioevo Italiano" etc.).   Mentre le varianti Troisi e Troise sono piuttosto diffuse, l'originario Troisio sopravvive soltanto in poche famiglie nei comuni di Taurisano e Ugento (Lecce). Famiglia presente a Favara nella prima e nella seconda metà del 1600, dall’inizio del 1700 alla prima metà del 1800

 

TROVATO - Cognome riscontrabile anche nella forma Trova. Trova, molto molto raro, sembrerebbe sardo; Trovato è tipico della Sicilia orientale.Entrambi dovrebbero essere cognomi dati da comunità religiose a bambini abbandonati. Famiglia di Valguarnera, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

TRUPIA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

TULUMELLO - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1700, nella prima e nella seconda metà del 1800.

 

TUMMINELLO - Frammenti di questa famiglia si rileva a Favara nella prima e nella seconda metà del 1600, nella prima metà del 1700 e tra la fine del 1800 ai primi del 1900.

 

TUMMINERI - Famiglia di Noto, presente a Favara verso la fine del 1600.

 

TURCO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Turchi, Turcone, Turconi. Turchi è diffuso in Emilia, Toscana, Marche, con un ceppo non secondario nel chietino ed in provincia di Roma; Turcone è assolutamente rarissimo; Turconi è tipico delle province di Varese, Como e Milano; Turco è specifico del sud Italia.Derivano dal nome Turcus, proveniente dall'etnico turco, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1176 dove in un atto leggiamo: "...Ego Turcus qui dicor de Lomatio, notarius sacri palatii, hoc exemplum ab autentico exemplavi ..."ma stanno anche a significare un'origine non cristiana, mussulmana o saracena, può anche essere originato da caratteristiche comportamentali del capostipite, traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Frattamaggiore (NA) in uno scritto del 1708 si legge: "...Ad Orazio Turco d. venti e per esso al Conte Nicola Malinconico e sono a compimento di d. duecento per lo quadro fatto all’Intiempiatura della Venerabile Chiesa dello Spirito Santo della terra di S. Antimo...". Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600, tra la prima e la seconda metà del 1700 e dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

TUTTOLOMONDO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni, con provenienze da Raffadali e Agrigento.

 

TUZZOLINO - Un primo ceppo di Mussomeli si riscontra a Favara nella prima metà del 1600; altro ceppo è venuto da Cammarata nella prima metà del 1800 ed ancora presente.

 

UGO - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1600.

 

UNGARO - Famiglia venuta dalla provincia di Cosenza nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente a Favara.

 

URSO/D’URSO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Ursi, Ursone, D’Ursi, Dursi, Durso. Ursi è barese; Ursone, rarissimo, sembra originario del potentino; D’ursi, molto raro, è tipico di Oriolo (CS); Dursi, molto raro anch'esso, ha un nucleo nel salernitano ed uno nel barese; Durso, estremamente raro, occupa lo stesso areale; D'Urso è molto diffuso in Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad esempio nel 1500 a Ceglie (BR) con Antonio D'Urso, abbate della Chiesa di Sant'Anna, nel cosentino, nel 1600, la famiglia D'Urso acquisisce il feudo di Civita (CS) con il titolo baronale. Urso è molto diffuso in Sicilia, Calabria e nel Salento, con un ceppo, probabilmente secondario nel napoletano. Derivano dal cognomen latino Ursus, di cui si ha un esempio in una Cartula offertionis del 1012 a Bergamo: "...In nomine Domini. Enricus gratia Dei rex, anno regni eius hic in Italia nono, duodecimo calendas decembris, inditione undecima. Ego in Dei nomine Ursus filius quondam Pauloni de civitate Bergamo presens presentibus dixi:..." ed inoltre nella Historia veneticorum scritta dal campano Giovanni Diacono verso la fine del IX sec., dove si può leggere: "...Stephani Candiani filius et Stephanus de Sabulo, Dominicus Faletri filius, Ursus Grugnarius, duo fratres Salbiani filii et multi alii, nomina corum ignoramus. ...". Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in Irpinia in un atto del 1132 dove si può leggere: "...Carta Ursonis (genitivo di Ursus cioè dell'Orso) et Iohannis, filii Dauferii, de Scala et Miniano in Anditu qui est in loco ubi Vineola dicitur....". Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

VACCARELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600 e dalla fine del 1700 alla prima metà del 1900.

 

VACCARO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Vaccari, Vaccarini, Vaccaroni. Vaccari è estremamente diffuso in tutta la parte centrale dell'Italia settentrionale; molto raro Vaccarini, potrebbero individuarsi due ceppi, nel riminese e nell'anconetano, con un nucleo secondario nel milanese; Vaccaroni è assolutamente rarissimo, forse originario del milanese; Vaccaro è diffuso in tutto il centrosud. Dovrebbero derivare dal mestiere di vaccaro.  Nel 1500 troviamo come vescovo della diocesi di Ventimiglia un Domenico Vaccari, nel 1600 a Napoli è protonotario apostolico Monsignor Ercole Vaccari, a Castellamare di Stabia nel 1500 troviamo il nobile Fabio Vaccaro. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

VAIANELLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 alla prima metà del 1800.

 

VALDINOTO/VALINOTO - Famiglia proveniente dal napoletano nella prima metà del 1800 e presente a Favara fino alla prima metà del 1900.

 

VALENTI - Cognome riscontrabile anche nella forma Valente. Entrambi sono cognomi panitaliani, con prevalenza al sud e nelle Venezie per Valente ed al centro nord e Sicilia per Valenti. Come lontana origine, deriva dal participio pres. latino valens, dal verbo valere, star bene, nel senso di buona salute, ma anche forte e valida. Il nome fu molto comune in Roma, in età imperiale, per designare specialmente i soldati veterani delle province. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

VALENTINO - Famiglia presente a Favara fra la prima metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

VALLONE - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

VARDARO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

VARISANO - Antica famiglia venuta da Castrogiovanni (antica Enna) alla fine del 1500 ed ancora presente a Favara.

 

VASAPOLLI - Famiglia di Cammarata presente a Favara dalla prima alla seconda metà del 1600.

 

VASCA - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1800 alla seconda metà del 1900.

 

VASCO/LO VASCO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla prima metà del 1900.

 

VASSALLO/VASSALLO TODARO - Cognome riscontrabile anche nella forma Vassalli. Vassalli ha un nucleo lombardo, uno nel ferrarese, uno ligure ed uno nel barese; Vassallo ha un nucleo ligure piemontese, uno campano ed uno siciliano. Derivano dal nome Vassallus, dal termine medioevale che indicava un uomo libero sottoposto al re, o ad un nobile signore, o ad un vescovo. Esempio di quest'uso si ha nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove, in un atto del 1196 rogato a Milano: "...Actum in Mediolano. Interfuerunt Otto et Petrus qui dicuntur de Dexio et Vassallus Pelluccus testes. Ego Rogerius qui dicor Palliarius notarius sacri palacii tradidi et scripsi.". Tracce di questa cognomizzazione si hanno in un atto d'indulto di Roberto d’Angiò ai cittadini di Montoro (AV) datato giugno 1340, nel quale si legge tra l'altro: "...Principalis clemencia dum censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis ... ...Iohannes de Solofra, Philippus Vassallus, Nicolaus Magistri Martutij de Montorio...", tracce in Piemonte le troviamo nella seconda metà del 1600 con Vittorio Vassallo dei conti Bruno di S. Samone architetto insigne. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Nella prima metà del 1600 ad un ramo della famiglia, al detto cognome è stato pure attribuito quello di Todaro.

 

VASTA - Questo cognome sembra avere un ceppo nel brindisino, che potrebbe derivare dal toponimo Vaste (LE), uno nel catanzarese ed uno in Sicilia nel catanese, che potrebbero derivare dall'aferesi del cognome Savasta. Famiglia canicattinese presente a Favara fra la prima metà del 1800 e la seconda metà del 1900.

 

VECCHIO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Vecchi, Vecchini, Vecchione, Vecchioni, Vecchiotti. Vecchini parrebbe del veronese; Vecchi è in tutto il nord, con un ceppo fondamentale  in Emilia; Vecchione è decisamente campano; Vecchioni ha un ceppo nell'anconetano ed uno in provincia di Roma; Vecchiotti, molto raro, potrebbe essere laziale o abruzzese; Vecchio è tipico del centro sud. Deriva da sopra, derivano tutti dall'aggettivo vecchio, usato probabilmente come soprannome. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla prima metà del 1700.

 

VELLA - Cognome specifico siciliano che dovrebbe derivare da una variazione arcaica del vocabolo bella. Esistono vari intrecci tra la Sicilia e Malta relativi a questa famiglia nobile con il titolo di baroni di San Giovanni, Giuseppe Vella di Malta, si insediò in Sicila, dove suo figlio Giovanni Vella, nel 1674, divenne membro dell'Ordine di San Giacomo. La famiglia si imparentò poi con i Marchesi di Taflia e con i Conti di San Paolino d'Aquileja. Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

VENEZIANO/VENEZIANO BROCCIA/BROCCIA - Cognome dal significato trasparente, diffuso dappertutto in Italia, ma specialmente nelle Venezie nella variante Veneziani.. Nel Sud, dove prevale la forma Veneziano, testimonia i frequenti rapporti delle nostre terre con Venezia. I Veneziani furono a Bisceglie, sin dal '500, tra le famiglie parlamentari e alcuni loro membri figurano tra i sindaci della città. Gaetano Veneziano fu un noto maestro di musica e compositore biscegliese del “600. Il toponimo originario Veneziano si rileva a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Dalla prima metà del 1600 un ramo della famiglia viene soprannominato “Broccia”. Detto soprannome, col passare degli anni, diventa pure cognome assieme a Veneziano. Dalla prima metà del 1800 in poi, parte della famiglia perde il toponimo originario Veneziano e viene chiamata semplicemente Broccia. Oggi, quindi, si ritrovano famiglie chiamate Veneziano, Veneziano Broccia e Broccia.

 

VENTIMIGLIA - Tracce di questa nobile famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

VENTURA - Cognome riscontrabile anche nelle forme Venturi e Venturini. Venturi e Venturini sono tipici del centro nord; Ventura invece è panitaliano. Dovrebbero derivare dall'aferesi del nome medioevale Bonaventura, ma è pure possibile che derivino dal nome medioevale Ventura, peraltro molto raro. Cognome imposto come augurio sottintendendo che la ventura dovesse essere buona. L'uso medioevale di questo nome lo troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1152 a Castelnuovo: "...In presencia bonorum hominum corum nomina subter leguntur,  investivit Ventura, filius quondam Iohannisboni Mazaboe, cum lingno et bergamena quod in sua manu tenebat, Bovum,  filius quondam Arderici,...". Nel giugno 1259 in un atto redatto a Portovenere (SP) si legge di un Prete Ventura, ministro della chiesa di San Martino di Biassa, che dichiara che Tedaldino di Biassa e Tedaldino di Casen del fu Giovanni Buxoni si sono resi fideiussori per lui verso Meliorato Caramella, e s'impegna a serbarli indenni dalla malleveria prestata.  In un atto del 1279 redatto a Sarzana, si legge: "...Isti sunt homines de Brina qui iuraverunt precepta et sequimenta ven. patris domini Henrici lun. ep. et eius ep. lun. et eius curie et vicarie in manibus meis Fantinelli Melioris pro supr. dom. ep° not.ii supr. vicarie recipientis vice et nomine ipsius domini ep. et eius ep. et supr. vicarii et eius curie et vicarie supr: ... Dominicus Bonacursi, Giafferrus q. Bosi, Conte q. Juncte, Pruinus Campi, Corsus q. Oliverii, Ruffaldus q. Dominici,Ventura q.Caruttii...". Nell'archivio di Stato di Firenze, anno 1371 si legge: "...fior. due d’oro pagati dì 4° di maggio anno 1371, carta per mano di ser Piero di ser Grifo detto della tassagione, e di ser Anbruogi notaio alora a la Camera dell’Arme. Poi si fé carta della lezione di Cipriano detto dì 5 ° d’aprile anno 1371a consigliare la detta monna Sandra per ser Niccholò di ser Ventura Monachi loro notaio dÈ Priori come si contiene nella detta riformagione più chiaramente Nolfo di San Ginese qui in questa memoria. ...". Frammenti di questa famiglia si riscontrano a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1600, nella prima e seconda metà del 1700. La ritroviamo in forma stabile dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

VERRUSO - Famiglia presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

VESPUCCI - Cognome estremamente raro, originario di Peretola (FI), derivante da nomi medioevali come Vespino o Vespuccio. La famiglia Vespucci, il casato del famoso navigatore Amerigo, si trasferisce a Firenze da Peretola agli inizi del 1300. Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1900 ai nostri giorni.

 

VETRO/VETERO/LO VETERO - Antichissima famiglia, presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni. Fino alla prima metà del 1700 la famiglia veniva chiamata quasi sempre col toponimo latinizzato “Lo Vetero” che significa “vecchio”.

 

VICARI - Cognome riscontrabile anche nella variante Vicario. Vicario ha un nucleo nel varesotto, con ceppi nell'udinese, in provincia di Roma, nel casertano e nel messinese; Vicari ha un nucleo principale in Sicilia, con epicentro nel palermitano ed uno in provincia di Roma, dovrebbe derivare dal toponimo Vicari (PA) e Vicarello (Roma). Dovrebbe derivare dal termine medioevale vicarius (funzionario esecutivo) cioè demandato dall'autorità alla gestione di un certo potere. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600, fra la prima metà del 1800 e la seconda metà del 1900.

 

VILLA - Questo cognome sembrerebbe specifico della zona che comprende Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia, con epicentro nella Lombardia occidentale, ma dovrebbero esserci ceppi qua e là per l'Italia, nel Lazio e Abruzzi, nel Salento, nel napoletano ed in Sicilia, deriva dai molti toponimi contenenti la radice Villa, presenti ovunque in Italia. Famiglia venuta a Favara nei primi della seconda metà del 1800 e ancora oggi presente.

 

VILLAREALE - Di questa famiglia si rileva una breve presenza nella prima metà del 1700. Altro ceppo canicattinese si riscontra a Favara dalla seconda metà del 1800 alla seconda metà del 1900.

 

VINCI - Cognome tipico della Sicilia, reggino e Puglia centromeridionale, con presenza significativa nel genovese e nel sud della Sardegna deriva dall'apocope di nomi medioevali come Vincilago o Vinciguerra. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1900.

 

VINCIGUERRA - Cognome presente a macchia di leopardo in Italia. Dovrebbe avere più nuclei, dei quali uno nella zona tra La Spezia e Massa, uno nel basso Lazio ed alta Campania, uno nel chietino ed uno in Sicilia, deriva dal nome medioevale Vinciguerra. Troviamo questo nome soprattutto fra le casate nobili, nel 1186 a Pavia, un notaio così si firma: "Ego Vinciguerra imperialis aule notarius interfui et iussu suprascripti Artuxii hanc cartam scripsi", nel 1200 un tal Prete Vinciguerra e Armanno, figli del fu Alberto dei signori di Lagneto hanno una lite a Vernazza (SP), verso la fine del 1300, a Milazzo. In Sicilia, c'è un Vinciguerra de Aragona, nel 1400. I Vinciguerra sono baroni di Naso (ME) e nel 1600, troviamo, a Venezia, Scipione Vinciguerra di Collalto, in qualità di ambasciatore in Francia. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni con due ceppi, di Racalmuto e Palma di Montechiaro.

 

VINTI - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1700 alla prima metà del 1900.

 

VIRGILIO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

VIRGONE - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ai nostri giorni.

 

VIRONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 ai nostri giorni.

 

VITA/VITA GUADAGNO - Cognome con variante Di Vito. Di Vita, assolutamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Vita (TP); Di Vito è tipico della fascia centrale compresa tra il Lazio, gli Abruzzi, il Molise, la Campania e la provincia di Foggia e dovrebbe derivare dal cognomen latino Vitus o da una contrazione del nomen latino Vitellius. Famiglia proveniente da Convicino (antica Barrafranca) e Piazza Armerina, presente a Favara dai primissimi del 1600 ai nostri giorni. Il toponimo “Guadagno”, nato come soprannome nella seconda metà del 1600, è diventato cognome assieme a “Vita”.

 

VITALE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Vitali, Vitalini, Vitaloni. Vitali è specifico del centro nord; Vitalini è rarissimo è sembra specifico del sondriese; Vitaloni, molto raro, ha un nucleo nel sudmilanese e lodigiano, con possibili ceppi nell'anconetano, nel massese e nel ternano; Vitale è panitaliano, con prevalenza al sud. Derivano dal cognomen latino Vitalis o Vitalianus. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 alla seconda metà del 1900.

 

VITANZA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 fino alla prima metà del 1700.

 

VITELLO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Vitelleschi, Vitellio, Vitellozzi, Vitiello. Assolutamente rarissimo Vitelleschi è forse laziale; tipico del centrosud è Vitelli; rarissimo è più propriamente del sud Vitellio; Vitellozzi, molto raro, ha un ceppo nell'aretino ed uno a Roma; Vitiello è specifico del litorale Lazio-campano e dovrebbe derivare dal cognomen latino Vitelius; Vitello è tipico dell’agrigentino. Dovrebbero derivare dal nomen latino Vitellius, portato ad esempio da Aulus Vitellius (15-69 d. C.) che venne fatto imperatore di Roma nel 69 d.C. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Perugia nel 1200 con il cancelliere del Comune di Perugia  Bovicello Vitelli; Nel 1300 Bonifacio Vitelleschi è Castellano di Corneto in Cencelle (RM); Più tardi, in Toscana verso la metà del 1500 il marchese Chiappino Vitelli è signore di Cetona (SI) su cessione del Granduca di Toscana Cosimo De Medici. Dal 1599 al 1603 in Abruzzo il barone Ferrante Vitelli tiene il feudo di Paganica (AQ). Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

VIVACQUA - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

VIZZINI - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1600, nella seconda metà del 1700 e del 1800.

 

VOLO - Cognome tipico siciliano, di Carini (PA) e del nisseno. Potrebbe derivare dal praenomen latino Volus o Volusius, di cui abbiamo traccia in un antica lapide: "D(is) M(anibus) / L(ucio) Volus(io) L(uci) f(ilio) Vol(tinia) / Severiano IIIIvir(o) c(olonia) I(ulia) Apt(a) II / et flam(ini) item IIvir(o) c(olonia) I(ulia) / Had(riana) Auenn(iensi) et pontif(ici) / sacerdot(i) urbis Rom(ae) / aetern(ae) Vol(usia) Severiana / patri incomparabili". Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

VOLPE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Volpi, Volpini, Volpino, Vulpetti. Volpi è tipico dell'Italia centrosettentrionale;  Volpini sembra tipico della fascia centrale, Toscana, Marche, Lazio e Umbria; Volpino, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del pavese; Vulpetti, assolutamente rarissimo sembrerebbe originario del trapanese; Volpe è panitaliano, ma con prevalenza al sud. Tutti questi cognomi derivano da soprannomi legati a caratteristiche somatiche o comportamentali. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

VULLO/GULLO - Cognome riscontrabile nelle varianti Gulla e Gulli. Gulla, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano; Gulli è abbastanza raro, parrebbe avere un nucleo in Sicilia e Calabria, uno a Roma ed uno in Liguria; Gullo decisamente più diffuso, occupa gli stessi areali con un ceppo anche nel bolognese. Dovrebbero derivare dal cognomen latino Gullus ma è pure possibile  una derivazione dal nome normanno Gulian, o dall'aferesi di nomi latini come Agulus, Figulus o Regulus, esempio di questo nome, già come principio di cognomizzazione, lo troviamo a Volterra dove, nel 1208, è uno dei consoli un certo Lionardo di Gullo: "...Nos, Leonardus Gulli et Bonacursus Rolandini et Sigerius Guczolini, Vulterrani consules, ordinamus atque firmamus...". Famiglia venuta da Mussomeli nella seconda metà del 1500 col toponimo Gullo e rimasta a Favara fino alla prima metà del 1700. Vullo costituisce una variante di questa famiglia tutt’oggi presente a Favara.

 

ZACCARIA - Qualche traccia di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1600 e nella prima metà del 1800.

 

ZACCONE - V. Zarcone.

 

ZAFFONTE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600.

 

ZAFFUTO - Famiglia di Grotte, presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

ZAGARA - Qualche traccia di questa famiglia si riscontra a Favara nella seconda metà del 1700.

 

ZAGARELLA - V. Mammo/Mammo Zagarella.

 

ZAGONE - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara alla fine del 1700, tra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.

 

ZAMBITO/ZAMBITO MARSALA/MARSALA - Cognome specifico siciliano della zona di Favara, Agrigento, Montallegro e Siculiana. La famiglia “Zambito” risulta presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni. La famiglia “Marsala” la ritroviamo invece fra la prima metà del 1700 ed i primi del 1900. Il cognome composito “Zambito Marsala” si rileva a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni

 

ZANETTA - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara agli inizi del 1700 e del 1800.

 

ZARBO - Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1600 e del 1700. Altro ceppo di Palma di Montechiaro è presente dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

ZARCONE /ZACCONE - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Zacchetti, Zacchetto, Zacchi, Zacconi. Zacchetti è tipico delle province di Milano, Lodi e Pavia; Zacchi sembra avere tre ceppi, nel bresciano nel bolognese e tra Firenze ed Arezzo; Zacchetto è unico ed è un probabile errore di trascrizione; Zacconi, molto raro, dovrebbe essere tipico del maceratino, con un probabile ceppo secondario nel milanese; Zaccone ha un nucleo principale in Calabria, ma esistono ceppi, forse secondari nel materano, nel napoletano e tra genovese e astigiano. Tutti questi cognomi derivano da modificazioni o dell'aferesi del nome Isacco o, più frequentemente, da variazioni dell'apocope del nome Jacopo (Jaco, Giaco, Zaco, ecc.), nel primo caso, sono probabili ascendenze ebraiche. Famiglia venuta da Cammarata (con il cognome Zazzone) nella prima metà del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

ZIMBILI - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

ZIRAFA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 fino alla prima metà del 1700.

 

ZIRRETTA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 fino alla prima metà del 1800.

 

ZITO - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

ZUCCHETTO/ZUCCOTTO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Zucca, Zuccatosta, Zucchetti, Zucchi, Zucco, Zuccotti. Zucca ha un ceppo importantissimo in Sardegna, ma ce n'è uno anche nel torinese e nel milanese e pavese; Zuccatosta, assolutamente rarissimo, parrebbe tipico dell'anconetano; Zucchetti è proprio del triangolo Milano, Bergamo, Cremona; Zucchi è tipico di Lombardia ed Emilia; Zucco potrebbe avere un ceppo nel torinese e cuneese, uno nell'udinese ed uno nel reggino; Zuccotti è tipico del sudmilanese e cremasco; Zucchetto è tipico dell’agrigentino. Derivano tutti da soprannomi legati al vocabolo zucca, inteso come testa. Famiglia di Grotte, venuta a Favara all’inizio del 1800 ed ancora oggi presente.

 

ZUPPARDO - Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai primi del 1800, con diverse provenienze (la più antica è Licata).