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Vescovi della Diocesi Agrigentina

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

VESCOVI DELLA CHIESA AGRIGENTINA

 

I- II sec. S. LIBERTINO Protovescovo agrigentino, martire.
  S. GREGORIO I Sarebbe vissuto dopo il 262. Il suo nome fu ricavato dalla Legenda di S. Agrippina. La festa si celebrava il 22 giugno.
  MACARIO Di età incerta. Ricordato in un sinassario costantinopolitano al 24 novembre. Potrebbe essere la traduzione del nome Felice, il vescovo vissuto nel sec. VII.
  S. POTAMIO (Circa il 570), nominato da Leonzio nella biografia di S. Gregorio Agrigentino, perché lo battezzò e lo accolse tra i suoi chierici. Festeggiato il 29 gennaio.
  EUSANIO Storicamente sicuro, perché menzionato nelle lettere di S. Gregorio Magno come deposto da Papa Pelagio (578-580) in quanto usurpatore dei beni della Chiesa.
  EUSANIO  
 

TEODORO

o Teodosio

Ricordato da Leonzio come immediato predecessore di Gregorio, dovette morire prima dell’anno 590.
591-630 S. GREGORIO II Ne parla S. Gregorio Magno nelle sue lettere. Autore di un Commento all’Ecclesiaste in lingua greca. Ne ha scritto la vita Leonzio, egumeno di S. Saba in Roma, vissuto un cinquantennio dopo la sua morte. Calunniato dai suoi nemici e sottoposto a giudizio dal Papa, fu riconosciuto innocente. Ritornato in sede, trasformò in chiesa cristiana il tempio della Concordia, edificò la nuova cattedrale nell’area oggi occupata da villa Atena. Anche i greci lo onorano come santo e di lui se ne ammira l’immagine in mosaico in alcune chiese dell’Oriente. La sua festa cade il 23 novembre.
  FELICE (649) Ricordato negli atti del Concilio Lateranense, celebrato da Papa S. Martino I.
  GIORGIO Menzionato negli atti del Sinodo del Laterano, tenutosi ai tempi del Papa Agatone, e in quelli del Concilio Costantinopolitano III (680-681).
  ESILIRATO Il Lancia di Brolo lo ritiene successore di S. Gregorio.
  LIBERIO

Il Pirri, riferendosi a Tabulae agrigentinae, lo ritiene vescovo nel VII secolo.

 

S. ERMOGENE

Considerato l’ultimo vescovo di Agrigento prima della dominazione araba. Onorato come martire il 24 novembre.

 

S. ERMOGENE

 
1088-1100

S. GERLANDO

Nacque a Besançon, nel terzo o quarto decennio del sec. XI; studiò e insegnò nelle scuole capitolari di S. Paolo della stessa città. Compose varie opere sulle discipline del trivio e del quatrivio. Divenne famoso con il Computus, per cui fu detto: Computista. Con la sua Dialettica contribuì alla formazione della prima scolastica. Fu chiamato in Sicilia dal conquistatore Ruggero che lo destinò alla sede agrigentina da lui ricostituita. Ruggero nel 1093 assegnò i confini della diocesi e diede a lui e ai suoi successori il casale Cattà (probabilmente presso Raffadali) con cento villani. Consacrato vescovo da Urbano II, con la predicazione e le opere di carità rievangelizzò le nostre terre. Costruì la cattedrale e la casa episcopale e, per dodici anni, con zelo instancabile convertì musulmani e giudei. Morì il 25 febbraio 1100 e fu canonizzato nel 1159.

1100-1104

DROGONE

S. Gerlando, tornando da Roma e fermatosi a Bagnara Calabra, profetizzò a Drogone, priore del monastero, che gli sarebbe succeduto sulla cattedra agrigentina. Nel Libellus si parla della sua vita lodevole: “quia semper in justitia placuit Domino”.

1104-1105

ALBERTO

Sepolto fuori del recinto sacro del cimitero.

1105 –1128

GUARINO

Del suo episcopato si conoscono un atto in cui si menziona la costruzione della chiesa di S. Margherita e la partecipazione alla consacrazione della chiesa della Martorana e di S. Caterina a Palermo (1113).

1128-1142

GUALTIERO Di origine francese, partecipò alla incoronazione di Ruggero II (1129) e alla consacrazione della cappella Palatina di Palermo (1140).
1154-1171

GENTILE

Toscano, già cancelliere del re Geiza di Ungheria e suo ambasciatore alla corte normanna di Palermo, anche da vescovo si interessò molto delle faccende politiche e per questo sperimentò il carcere. Compì la traslazione-canonizzazione di San Gerlando nel 1159.
1171-1191 BARTOLOMEO Prima vescovo di Agrigento e poi di Palermo, Tornò ad Agrigento, ritirandosi come monaco benedettino nel convento di S. Gregorio, dove morì nel 1201.
1191-1239

URSO

Il suo episcopato di 48 anni fu il più lungo nella sede agrigentina. Fu anche un episcopato turbinoso: per ben tre volte fu privato dei beni della Chiesa ed espulso. Per 14 mesi fu prigioniero dei Saraceni, ma venne riscattato con 5.000 tarì d’oro. Raccolse le salme dei Vescovi nella chiesa di S. Lucia, oggi distrutta.
1240-1264 RAYNALDO D'ACQUAVIVA Restaurò la cattedrale e l’episcopio e riordinò le rendite della Chiesa. Per opera sua, o almeno sotto la sua ispirazione fu composto il Libellus de successione pontificum Agrigenti. Il 10 agosto 1258 coronò re Manfredi e per questo fu scomunicato da Papa Alessandro IV.
1264-1271

GOFFREDO

Appartenne all'Ordine francescano. Nel 1267 fu accanto al Legato papale Rodolfo de Albano per la consacrazione dell'antica matrice di Naro edificata da Enrico Chiaramonte.
1271-1272 GUGLIELMO DE MORINA Dal 1270 era stato vicario del vescovo Goffredo.
1272-1276

GUIDO

Il 20 gennaio 1274 tolse ai monaci Gualtiero, Pietro, Giovanni e Goffredo la chiesa di Rifesi, perchè non vi risiedevano stabilmente ed erano attivamente in contrasto con lui.

1278 - … GUALTIERO È ricordato dalle Rationes decimarum come “substitus episcopi”. Alcuni storici lo ritengono successore di Guido, altri invece lo ignorano.
1280-1286

GOBERTO

Già decano del capitolo agrigentino. Nel 1286 fu trasferito alla diocesi di Capaccio.
 1287-1294 LAMBERTO Agostiniano. Forse soltanto amministratore. Secondo il Pirri fu vescovo dal 1287 al 1294).
1298-1302

ROBERTO

Forse è stato soltanto amministratore della nostra Chiesa.
1304-1326

BERTOLDO DE LABRO

Canonico di Chartres e cappellano di Benedetto XI, fu consacrato da Bonifacio VIII. Difese i diritti della sua Chiesa e fu consigliere apprezzato di re Federico di Sicilia. Nel 1306 consacrò l’altare della cattedrale, in cui incluse anche le reliquie di S. Gerlando.
1326

GIACOMO MUSCA

Venne eletto dopo la morte di Bertoldo, ma morì poco dopo.
1326-1327

B. MATTEO ORSINI

Domenicano e cardinale del titolo dei SS.Giovanni e Paolo al Celio. Per i suoi impegni alla corte pontificia di Avignone non venne in sede. È venerato come beato nel suo ordine.
1328-1348

FILIPPO HAMBALDI

Appartenne all'Ordine dei Domenicani. Ottenne dalla corte regali parecchi benefici per la sua Chiesa.
1350-1362

OTTAVIANO DE LABRO

Con decreto del 1354, distinse i canonici del capitolo della cattedrale in suddiaconi, diaconi e presbiteri. Durante le lotte dei Chiaramonte, di cui era devotissimo (Pirri), fu costretto a stare lontano dalla sede e dimorò in Sciacca. Nel 1362 fu nominato arcivescovo di Palermo.
1362-1392

MATTEO DE FUGARDO

Benemerito per la ricostruzione della cattedrale che trovò in parte crollata. Intervenne al sinodo provinciale indetto a Palermo dall’arcivescovo Bonito.

1392-1395

GILFORTE RICCOBONO

Non poté prendere possesso, perché vi si era insediato Pietro Curns o de Curtibus, eletto dall'antipapa Clemente VII. Nel 1395 il Papa Benedetto IX lo trasferì a Palermo.
1395-1398

NICOLÒ

Benedettino, non prese possesso della sede. Nel 1398 fu trasferito ad Orvieto.
1398-1400

NICOLÒ DE BURELLIS

Era canonico palermitano e uditore apostolico.
1400

GIOVANNI CARDELLA

Canonico palermitano, eletto dal Papa, non poté prendere possesso perché la sede era occupata illegittimamente.

1401-1412? GIOVANNI DE PINU Di origine catalana. Dopo una lunga vicenda, fu confermato dal Papa Bonifacio IX.
1414-1421

FILIPPO DE FERRARIO

Carmelitano, nativo di Caltanissetta. Nominato vescovo di Patti dall'antipapa Benedetto XIII e nel 1414 trasferito in Agrigento, riconosciuto vescovo legittimo dal Papa Martino V. Pare che sia stato ordinato cardinale.
1422-1441 LORENZO DI MESASSAL Cistercense di Poblet. Compì personalmente la visita pastorale. Riottenne da Eugenio IV che la Chiesa agrigentina fosse direttamente soggetta alla S. Sede.
1442

BERNARDO BOSCO

Era canonico di Leida. Il re Alfonso non accettò la sua elezione a vescovo di Agrigento, perché lesiva dei suoi diritti, perciò fu costretto a rinunciare.
1442-1445

B. MATTEO DE GALLO E GIMARRA (O GIMENA)

Nato in Agrigento nel 1376 0 1377, entrò nell'Ordine Francescano. Dal 1418 fu collaboratore di S. Bernardino da Siena in Spagna, in Italia e particolarmente in Sicilia, fondando diversi conventi. Di lui ci rimangono parecchie prediche. Eletto vescovo di Agrigento, venne consacrato a Sciacca il 30 giugno 1443. Calunniato e riconosciuto innocente da Roma, nel 1445 rinunziò all’episcopato. Morì in Palermo nel 1450.
1445-1451

ANTONIO PONTICORONA

Forse di origine agrigentina, domenicano, provinciale dell’Ordine, vescovo di Cefalù dal 1422. Partecipò al concilio di Costanza. Se ne ricordano la cultura e l’eloquenza.
1452-1471

DOMENICO XARTH

Cistercense di Barcellona, venuto in diocesi compì la sacra visita. Nel 1465 fu inviato dal Parlamento Siciliano al re per trattare gli affari della Sicilia. Morì in Roma.

1472-1479

GIOVANNI DE CARDELLIS

Benedettino di Gerona, eletto da Sisto IV vescovo di Agrigento, poi trasferito a Saragozza.
1479-1506

GIOVANNI DE CASTRO

Spagnolo di Valenza e familiare del cardinale Rodrigo Borgia, fu consacrato Vescovo di Agrigento da Sisto IV. Nel 1491 presiedette il Parlamento Siciliano. Nel 1496 venne creato cardinale da Alessandro VI.
1506-1537

GIULIANO CYBO

Di origine genovese, fu consacrato da Giulio II, di cui era parente. Restò per qualche tempo in diocesi e compì la visita pastorale. Restaurò la cattedrale, ornandola del tetto ligneo in cui fece rappresentare i Santi agrigentini, tra i quali S. Libertino, di cui promosse il culto. Morì in Genova e fu sepolto in cattedrale dove gli venne eretto un magnifico monumento che si può ancora ammirare.
1537-1544

PIETRO TAGLIAVIA ARAGONA

Fondò l'ospedale sotto il titolo di S.Maria Maddalena. Trasferito a Palermo, fu poi cardinale.
1544-1564

RODOLFO PIO DE CARPO

Caro a Leone X e Clemente VII; fu amico di S. Ignazio di Loyola e introdusse la sua Compagnia in Sicilia. Fu Cardinale e Decano del S. Collegio.
1565-1569 LUIGI SUPPA Domenicano catanese. A Trento fu teologo dell’arcivescovo di Palermo, Cardinale Tagliavia. Nominato vescovo ad ottanta anni, cominciò ad applicare i decreti del Concilio Tridentino.
1571-1573

GIOVANNI BATTISTA DE HOGEDA

Trasferito ad Agrigento dalla diocesi di Trapani di cui era Arcivescovo. Pare che abbia tenuto un sinodo.
1574-1577

CESARE MARULLO

Messinese, nel 1577 destinò a Seminario alcune case presso S. Maria dei Greci. Restaurò la cattedrale e il palazzo vescovile.
1577-1578

GIOVANNI DE ROXAS

Della diocesi di Cuenca, fu inquisitore di Sicilia. Nel 1578 firmava gli atti come inquisitore e vescovo eletto di Agrigento. Morì a Palermo il 21 maggio 1578.
1579-1584

ANTONIO  LOMBARDO

Nativo di Marsala, Vescovo di Mazara nel 1572, venne trasferito ad Agrigento nel 1579. Compì la visita pastorale e nel 1584 venne trasferito a Messina.
1585-1589

DIEGO DE HAEDO

Spagnolo di Carranza, già inquisitore di Sicilia. Fondò insieme al Capitolo il monastero della raccomandata. Nel 1589 celebrò il sinodo diocesano. Nello stesso anno fu trasferito a Palermo.
1589-1590

LUIGI DE AMATO

Di Collesano, ciantro della metropolitana di Palermo. Eletto vescovo di Agrigento, morì nel 1590, prima della consacrazione.
1591-1593

FRANCESCO DEL POZZO

Visitatore delle chiese di Sicilia e archimandrita di Messina, nel 1591 fu nominato vescovo di Agrigento. Per riparare la cattedrale e rifornirla degli arredi necessari, con il consenso di Gregorio XIV fece erogare dalla mensa vescovile in perpetuo 150 onze (Maramma). Fu molto generoso con i poveri. Nel 1590 pubblicò Rime spirituali.
1594-1606

GIOVANNI HOROZCO DE COVARRUVIAS

Nominato da Filippo II, fu consacrato vescovo da Clemente VIII. Introdusse i Gesuiti in Agrigento. Impiantò in città la prima tipografia; protesse letterati e artisti. Restaurò la cattedrale. Nel 1606 fu trasferito a Cadice dove morì nel 1610.
1607-1622

VINCENZO BONINCONTRO

Teologo del cardinale Borghese, poi Paolo V. Favorì lo sviluppo del Seminario, già aperto il 21-2-1607, a cui diede la nuova sede, quella attuale. Celebrò il Sinodo e costruì il monastero S. Vincenzo per le domenicane. Curò l’insegnamento della dottrina cristiana in diocesi, di cui compì la visita.
1623-1624

OTTAVIO RODOLFO

Fiorentino, vescovo di Ariano dal 1612. Creato cardinale da Gregorio XV. Morì in Agrigento, sembra di peste, e fu seppellito in cattedrale dove il fratello Nicolò, Generale dei Domenicani, gli eresse un monumento.
1627-1651

FRANCESCO TRAINA

Si interessò particolarmente delle condizioni di vita della città, rovinata dalla peste e dalla carestia. Moltiplicò le opere di beneficenza. Favorì lo sviluppo del Seminario nella cultura e nella pietà. Fece costruire l'urna di S. Gerlando. Tenne il Sinodo diocesano nel 1630. Soffrì molto per le turbolente vicende del suo episcopato.
1653-1657

FERDINANDO SANCHEZ DE CUELLAR

Uomo di grande virtù, dedito alla preghiera, alla penitenza e alle opere di bene. Nel 1655 celebrò il Sinodo. Morì in fama di santità il 4 gennaio 1657. Gli si attribuirono diversi miracoli.
1658-1664

FRANCESCO GISULFO

Arricchì la Cattedrale di molti oggetti d’oro e d’argento, tra cui il prezioso tabernacolo di argento, e due organi. Ornò il coro di stucchi.Comprò per ill popolo la gabella della farina.
1666-1668

IGNAZIO D'AMICO

Catanese, dal 1662 vescovo di Patti. Uomo di eroica carità, egli stesso calava ai poveri dai balconi del vescovado biancheria e suppellettili.
1671-1672

GIOVANNI EVERARDO NIDHARD

Gesuita, nato in Germania a Muhlviertel. Appena eletto vescovo di Agrigento, subito fu fatto arcivescovo di Edessa e nel 1672 cardinale in pectore di Clemente X. Morì nel 1674.
1672-1674

FRANCESCO GIUSEPPE CRESPOS DE ESCOBAR

Spagnolo, inquisitore di Sicilia. Nel 1672 eletto vescovo di Agrigento. Morì nel 1674.
1676-1696

FRANCESCO MARIA RINI

Palermitano dei Riformati di S. Francesco. Nel 1670 fu eletto ministro generale dell’Ordine. Nel 1674 fu eletto vescovo di Siracusa. Traslato in Agrigento nel 1676, restaurò la cattedrale e celebrò il Sinodo diocesano.
1697-1715

FRANCESCO RAMIREZ

Uomo singolare per intelligenza, cultura e capacità di governo. Nel 1702 presiedette il Parlamento Siciliano. Celebrò il Sinodo diocesano (1703) e fondò il Collegio dei Ss. Agostino e Tommaso, annesso al Seminario (1712). Continuò e completò i restauri della cattedrale.
1723-1729

ANSELMO LA PEGNA

Ultimo nostro vescovo di origine spagnola. Benedettino, nel 1715 fu vescovo di Crotone. Venne traslato in Agrigento nel 1723. Fece tradurre in siciliano e stampare il Catechismo di S. Roberto Bellarmino. Aiutò molto i poveri.
1730-1754

LORENZO GIOENI E CORDONA

Fu uno di quei vescovi a cui per più ragioni compete il diritto dell’immortalità” (R. Gaglio). Riformò gli studi del Seminario, curò la disciplina del clero, costruì l'istituto che, ancora oggi, porta il suo nome. Pose sotto le regole del Corradini i collegi di Maria che diffuse in tutta la diocesi. Si occupò anche della costruzione del porto di Porto Empedocle.
1755-1768

ANDREA LUCCHESI PALLI

Anche la figura di questo vescovo è tra le più luminose della storia agrigentina. Costruì dalle fondamenta il palazzo vescovile e la biblioteca, da lui detta “Lucchesiana”, che volle donare al pubblico. Il popolo gli si affezionò talmente che una sera, al suo rientro in città, lo accompagnò “con fiaccole accese in mano, in segno di tripudio, conducendosi così in mezzo agli evviva sino al suo albergo.
1769-1775 ANTONIO LANZA Nativo di Mussomeli, consacrato a Roma nel novembre 1769, giunse ad Agrigento il 29 aprile 1770. Aiutò i poveri in vario modo, anche pagando i loro pegni, al Monte dei Pegni. Fu generoso anche con la città che aiutò a risanare il bilancio dissestato. Accoglieva con uguale dignità i cittadini dei diversi ceti. Protesse i Liguorini che lo assistettero in morte.
1776-1786

ANTONIO COLONNA BRANCIFORTI

Nunzio pontificio a Venezia e a Parigi, nel 1766 fu creato cardinale. Dopo l'elezione a vescovo di Agrigento, venne in sede e vi dimorò fino alla morte. È sepolto in Cattedrale.
1788-1792

ANTONIO CAVALERI

Agrigentino, compì gli studi nel nostro Seminario e nel Collegio dei SS. Agostino e Tommaso. Prima di essere eletto alla Chiesa di Agrigento, fu vicario dell'arcivescovo di Palermo e vescovo titolare di Eraclea. Per la brevità del suo episcopato non riuscì a realizzare il suo progetto di distribuire ai poveri, dietro pagamento di un censo, le terre della Mensa Vescovile e piantare un orto botanico per le medicine da regalare ai bisognosi.
1795-1817

SAVERIO GRANATA

Uomo assai dotto, favorì gli studi e la cultura nel Seminario e nella città. Stabilì nella diocesi una specie di gara catechistica con ricchi premi. Lasciò il suo patrimonio per l'Opera della dottrina cristiana e per l'educazione delle giovani povere, erigendo l'istituto intitolato al suo nome.
1818-1820

BALDASSARE LEONE

Palermitano, canonico e ciantro della cappella Palatina. Morì a Caltanissetta il 22 luglio 1820, durante la visita pastorale.
1823-1835

PIETRO MARIA D'AGOSTINO

Nato a Sciacca nel 1756, fu benedettino nel monastero di S. Nicola a Catania. Da Leone XII, nel 1823, fu nominato vescovo di Agrigento, dove riaprì il Seminario. Restaurò la cattedrale e fondò presso i Padri Liguorini, una casa di esercizi per il clero.
1837-1839 IGNAZIO MONTEMAGNO Nativo di Caltagirone (1768), era frate conventuale. Nella sua bolla di nomina a vescovo di Agrigento, Gregorio XVI pose la condizione che la diocesi sarebbe stata smembrata per erigere quella di Caltanissetta. Morì in S. Maria del Bosco, durante la sacra visita.
1844-1860

DOMENICO M.

LO JACONO

Già generale dei Teatini e famoso predicatore, venne consacrato vescovo di Agrigento il 30 giugno 1844. Riorganizzò la diocesi che durante la sede vacante che, nel 1844, era stata smembrata. Compì due volte la visita pastorale. Si interessò per portare ad Agrigento l’acqua di Rakalmari. Fu largo di aiuti ai poveri.
1872-1885

DOMENICO TURANO

Fu un apostolo infaticabile tra la gioventù, i chierici, i sacerdoti e la nobiltà di Palermo. Fu direttore spirituale del B. Giacomo Cusmano, la cui opera “Il Boccone del Povero” si diffuse poi molto nella diocesi agrigentina. Venne in Agrigento dopo 12 anni dalla morte dell'ultimo vescovo. Uomo di profonda spiritualità, cercò con ogni mezzo di restaurare la disciplina ecclesiastica e la vita spirituale della diocesi. Compì la visita pastorale e si dedicò particolarmente alla santificazione del clero.
1885-1898

GAETANO BLANDINI

Continuò e portò al successo il rinnovamento iniziato dal Turano. Costruì il seminario di Favara per assicurare ai seminaristi un luogo di serena villeggiatura. Organizzò le forze cattoliche nell'Opera dei congressi e diffuse le casse rurali e artigiane.
1899-1931

BARTOLOMEO M. LAGUMINA

Arabista e numismatico insigne, da vescovo continuò l'opera sociale del Blandini. Fu generoso con il seminario e la cattedrale che riuscì a riportare, in gran parte, all’antica purezza stilistica.
1932-1963

GIOVANNI BATTISTA PERUZZO

Giunse in Agrigento dopo una lunga esperienza di attività missionaria. Si preoccupò principalmente del rinnovamento della vita cristiana e perciò le missioni al popolo, i congressi eucaristici e le varie cattoliche organizzazioni, specialmente l’Azione Cattolica, in lui trovarono ispirazione, stimolo e slancio apostolico. Moltiplicò le parrocchie e ne costruì molte nelle zone più disagiate. Arricchì la diocesi di nuove famiglie religiose. Compì più volte la visita pastorale.
1963-1980

GIUSEPPE PETRALIA

Nativo di Bisacquino (1906), fu uomo di profonda cultura teologica e letteraria, fine e fecondo scrittore e poeta. Venne eletto vescovo di Agrigento il 14 ottobre 1963 e consacrato nella cattedrale di Palermo il successivo 3 novembre, festa di S. Libertino, protovescovo agrigentino. Il suo episcopato si svolse nel periodo glorioso del concilio Vaticano II e in quello doloroso del post-concilio, mentre la diocesi veniva funestata da calamità naturali, quali la frana di Agrigento del 1966 e il terremoto del Belice del 1968. Promosse la catechesi e la partecipazione ecclesiale attraverso i consigli pastorali. Fece la visita pastorale e presiedette la prima sessione del sinodo pastorale diocesano del 1979-81. Morì in Palermo il 7 luglio 2000.
1980-1988

LUIGI

BOMMARITO

 

Nato in Terrasini il 1 giugno 1926, è stato eletto vescovo titolare di Vannida e vescovo Ausiliare di Agrigento il 18 marzo 1976 e consacrato il successivo 1 giugno nel duomo di Monreale. Nominato vescovo di Agrigento con bolla pontificia del 2 maggio 1980, è stato trasferito all’arcivescovato di Catania in data 1 giugno 1988. Si è adoperato per tradurre nella vita dei fedeli e delle comunità ecclesiali le istanze teologiche e spirituali e i decreti del concilio Vaticano II. Ha continuato e portato a compimento il sinodo pastorale diocesano, facendone scaturire un programma di azione apostolica a lunga scadenza per tutta la diocesi. Ha favorito le vocazioni ecclesiastiche e riportato nel seminario diocesano lo studio della teologia.
1988-2008

CARMELO FERRARO

Nato a S. Croce Camerina il 12 settembre 1932, è stato ordinato sacerdote a Siracusa il 3 luglio 1955. Sacerdote novello fu vicario cooperatore della cattedrale di Siracusa. Successivamente, da Mons. Francesco Pennisi, fu inviato a Roma dove conseguì la licenza in Teologia. Rientrato a Ragusa, venne consegnato alla parrocchia di S. Giorgio, a Ragusa Ibla, dove esercitò il ministero per cinque anni. Insegnò Filosofia e Teologia nel Seminario Vescovile di Ragusa dal 1957 al 1962. Nel periodo "ragusano", Mons. Pennisi gli affidò l'incarico di direttore diocesano dell'Opera Vocazioni Ecclesiastiche. Fu anche membro della Commissione Catechistica Diocesana. Nel 1962 venne eletto arciprete della madrice di Vittoria (RG) dove rimase per sedici anni. Fu anche membro della Commissione Catechistica Diocesana.
2008

FRANCESCO MONTENEGRO

Nato a Messina il 22 maggio 1946. Ha compiuto gli studi ginnasiali, liceali e quelli filosofici e teologici nel Seminario Arcivescovile "S. Pio X" di Messina. Ha ricevuto l’ordinazione presbiterale l’8 agosto 1969 con incardinazione nell’arcidiocesi di Messina. Ha frequentato i corsi di teologia pastorale presso l’Ignatianum di Messina; dal 1969 al 1971 ha esercitato il ministero sacerdotale in una zona periferica della città; dal 1971 al 1978 è stato segretario particolare, successivamente, degli Arcivescovi Mons. Francesco Fasola e Mons. Ignazio Cannavò. È stato negli anni 1978-1987 parroco della parrocchia di S. Clemente in Messina; dal 1988 è stato direttore della Caritas diocesana, delegato regionale della Caritas e rappresentante regionale alla Caritas nazionale. Ha pure ricoperto i seguenti incarichi: insegnante di religione, assistente diocesano del Centro Sportivo Italiano, direttore diocesano dell’Apostolato della Preghiera, mansionario del Capitolo dell’Archimandritato, rettore della chiesa-santuario di S. Rita e padre spirituale del Seminario Minore. È stato membro del Consiglio Presbiterale. Dal 1997 al 2000 è stato pro-vicario generale dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e dal 1998 canonico del Capitolo protometropolitano della Cattedrale di Messina. Eletto alla Chiesa titolare di Aurusuliana e nominato ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela il 18 marzo 2000, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 29 aprile dello stesso anno. È presidente della Commissione Episcopale della CEI per il servizio della carità e la salute; presidente della Caritas Italiana; presidente della Consulta Nazionale per la pastorale della sanità; presidente della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali.
 

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