panorama

GeneoStoriaFavara

Stemma civico del Comune di Favara

Profilo e finalità

Home

contatto

Genealogia dei Favaresi

- emigrazione -

Memorie storiche

Curiosità storiche

Etimologia del dialetto

Album delle memorie

Dominazioni e re di Sicilia

Artisti siciliani

Vescovi della Diocesi Agrigentina

 

Blasone e gonfalone

Date memorabili

Agnello Pasquale

Civiltà scomparse

Centro storico

Castello Chiaramonte

Chiese, conventi, etc.

Famiglie e dimore storiche

Personaggi

Feste e tradizioni popolari

Fonti e bevai

Bambini proietti e ruota

Ospedali

Carceri

Sepolture e cimiteri

Macello

Biblioteca e museo

Edicole, croci, epigrafi, etc.

Prime scuole di Favara

Ferrovia

Colera morbus 1866-1867

Guerre

 

Sindaci dal 1819 al 1946

Medici dal XVI al XX sec.

Notai dal XVI al XX sec.

Religiosi dal 1600 al 1800

Arcipreti dal XVI sec. ad oggi

Delinquenti

 

Ambrosini Alessandro

Ambrosini Gaspare

Ambrosini Vittorio

Bruccoleri Giuseppe

Cafisi Stefano

Giudice Gesuela

Girgenti Antonio

Guarino Gaetano

Indelicato Vincenzo

Internicola Michele di Pietro

Internicola Michele di Ant.no

Maniglia Francesco

Marrone Calogero

Mendola Antonio

Morello Baganella Salvatore

Palermo Camillo

Parlato Valentino

Portolano Paolo

Russello Antonio

Sajeva Domenico

Scaduto Francesco

Valenti Eugenio

Sindaci dal 1819 al 1946

Medici attivi dalla sec. metà

del 1500 ai nostri giorni

Notai attivi dalla sec. metà

del 1500 ai nostri giorni

Religiosi attivi dal 1600 al 1800

Personaggi religiosi

Arcipreti dal XVI sec. ad oggi

Militari

Delinquenti

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

PERSONAGGI VARI

di Carmelo Antinoro

      

Russello Antonio

(scrittore)

 

Prof. Antonio Russello 1921-2001Russello Antonio è nato a Favara il 27 Agosto 1921 da Salvatore e Angela Sferlazza, nel periodo in cui il padre prestava servizio in un casello ferroviario nel piccolo Comune di Villalba, in Provincia di Caltanissetta. Il padre, in quanto primogenito, volle dare lo stesso nome del nonno. La famiglia trae origine, a Favara, da un Gaetano, nato intorno al 1715 da Antonino e Giovanna da Grotte.

Antonio Russello fece le scuole elementari a Caltanissetta dove il padre fu trasferito alla stazione centrale. In età adolescenziale, soprattutto per le vacanze estive della scuola, veniva nel suo paese nativo e, assieme ai suoi compagni, faceva lunghe passeggiate verso i garrubbazzi, nella zona oggi urbanizzata ricadente fra le vie IV Novembre e Kennedy. Qui si andavano ad appollaiarsi sui rami e dal buio dello spesso fogliame, i piccoli indirizzavamo canzoni alle ragazze che lì andavano a passeggiare. A questo periodo si riferiscono i suoi romanzi Le terre di Zio Santo scritto nel 1948 e La luna si mangia i morti scritto nel 1953.

Nel 1932, all’età di nove anni, la sua vita subì ancora un rimbalzo per un altro trasferimento del padre, da Caltanissetta a Palermo. Anche le sue vacanze estive ebbero uno scarto tra il paese natale e la grande città del mare. Le sue avventure e le sue sensazioni le scriveva pure Elio Vittorini, con un padre che era pure ferroviere e fu, appunto, Vittorini che nel 1960 gli pubblicò La luna si mangia i morti.

Tra il 1932 ed il 1935 frequentò il ginnasio a Palermo, dove strinse amicizia con Enzo Mercanti e dove conobbe il professore Gaetano Agrigento, il quale lo aprì all’antifascismo ed all’amore per il mondo classico. In quel periodo lesse alcuni libri cosiddetti popolari.

Frequentava assiduamente le biblioteche di Palermo e a 18 anni, ha sentito le sinfonie di Schubert e da allora non ha scritto un libro che non fosse frutto di una suggestione musicale. Lesse Pirandello, Gramsci, Brancati, i classici greci e latini, Lorca e tantissimi altri.

Visse alcuni amori giovanili ricordati nel libro Anna e le altre.

Continuò la sua vita errabonda, infatti nel 1946 da Palermo si trasferì a Nicosia, dove andò ad insegnare. Non a caso le frasi di inizio di alcuni suoi romanzi si possono considerare una sola frase di compendio dei 50 anni e più di vita vissuta, errando per l’Italia e scrivendo; ed hanno il motivo d’un partire, arrivare lontano, e ripartire. Un’avventura amorosa tristemente conclusasi, lo spinse, alla fine dell’anno ad andar via da Nicosia.

L’anno dopo fu assegnato a Favara, ma un preside prete (probabilmente si tratta del sac. Giovanni Lentini e la scuola elementare "barone A. Mendola") lo disgustò al punto che andò sotto le armi per fare l’ufficiale.

Continuò la sua peregrinazione a Cesano di Roma e poi a Palmanova del Friuli, dove incontrò Enza Simeon, la donna della sua vita, che sposò nel 1956, nella basilica B. V. delle Grazie di Udine.

Congedatosi trovò lavoro in banca da dove fu licenziato per la scarsa dimestichezza coi numeri. Entrò, quindi, nella scuola dov’era il suo vital nutrimento.

Girò il Friuli, la Marca trevigiana, i paesi del padovano fino a stabilirsi definitivamente a Castelfranco Veneto.

Dopo 33 anni la casa editrice di Treviso Santi Quaranta ristampava il romanzo Giangiacomo e Giambattista con il nuovo titolo L’isola innocente, suscitando l’interesse di diversi critici italiani quali Luca Desiato che lo ha recensito il 23 febbraio 2003, Matteo Collura che ne ha scritto il 15 marzo 2003 sul Corriere della Sera, Nicolò Menniti-Ippolito che ha scritto una brillante relazione sul Mattino di Padova e La Tribuna di Treviso, Giuseppe Quatriglio che ha recensito il libro sul Giornale di Sicilia oltre al giovane critico Ferlita che ha scritto di Antonio Russello sulle pagine siciliane del giornale La Repubblica del 19 gennaio 2003 e su Stilos, l’inserto culturale del giornale La Sicilia del 16 settembre 2003.

Era il 1958 e scrisse il libro Giangiacomo e Giambattista, pubblicato nel 1969 dall’editore palermitano Flaccovio, nel 1970 finalista al Premio Campiello, vinto da Mario Soldati.

Nel 1963 l’editore Rebellato gli pubblicò La grande sete e, nello stesso anno, con Ronchitelli, pubblicò il volume Siciliani prepotenti. Seguono Il vento e le radici (1965).

Nel 1982 ha scritto Il carro dell’orsa minore e poi ancora Ragazze del Friuli, Venezia zero, Lo sfascismo, Le lunghe estati contemplando (tutti nel 1985), La corriera nella neve (1993), e così via, compresi numerosi testi teatrali, dei quali alcuni sono stati rappresentati quali: Ruderi (1946), La terra (1946), Racconto della luna (1973), La ballata degli uomini verdi (1975), Lo specchio, Inventare i nanetti (1985).

Antonio Russello si è spento a Castelfranco Veneto il 26 maggio 2001.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Geneo Storia Favara