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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

PERSONAGGI VARI

di Carmelo Antinoro

      

Internicola Michele di Antonino

(prefetto)

 

 

Internicola Michele (di Antonino) nacque a Favara il 26 1 1880 da Antonino e Maria Grillo. Quando Michelino aveva 22 anni correvano chiacchiere maldicenti sul conto di Assuntina Vita figlia del medico Calogero Vita e di Margherita Giglia sorella del sindaco Angelo Giglia. La ragazza, assai vispa, la sera del 3 dicembre 1901 è scappata di casa e si è rifugiata in una vicina, da dove ha fatto chiamare Michelino per mandare ad effetto la fuitina. La vicina ,invece di avvisare Michelino, riferì l'accaduto al dottor Vita, creando un parapiglia. Antonio Vita, zio della ragazza, aiutato dallo spirito di vino che massimo la sera soleva tenere in corpo, fece un tale chiasso da rendere manifesto lo scandalo. Donna Margherita Giglia andò a riprendere Assuntina per riportarla in casa e lì per lì voleva far di mano, ma gli fu impedito. Appena rientrata in casa, per tutta la notte diede una solenne lezione ad Assuntina e le voci, i pianti, i singhiozzi si protrassero sino al mattino. C’era un’altra voce in giro per Favara, cioè che la sera del 3 dicembre, alla chiamata della vicina di casa, andarono i due Internicola, il padre Antonino ed il figlio Michelino. Chiamarono testimoni e poi invitarono Margherita Giglia a venire a riprendersi la figlia Assuntina. Non si capisce se c'era o no intesa tra l'Assuntina e gli Internicola, il fatto certo era che Internicola, con o senza premeditazione, ha menato gran clamore intorno al fatto, e ciò ha nuociuto alla famiglia Vita, ha creato una specie di costrizione morale, quasi che il matrimonio fra Michelino e Assuntina si fosse reso obbligatorio. A seguito di quanto accaduto il dottor Calogero Vita ha ricevuto Michelino coi suoi più stretti parenti, lo ha presentato alla figlia, facendo ricevere alla stessa, dal futuro sposo, un costoso anello con diamanti. Nel contempo pare che Calogero Vita fosse deciso ad allontanare Assuntina da Michelino e di portarla a Napoli per rinchiuderla in collegio. Cose strane! Se il matrimonio si era concluso, perché allontanare la figlia, dividerla dal suo promesso? Fenomeni umani che non si spiegano.

Nel 1902 Michelino Internicola si è laureato avvocato nella regia università di Palermo ed ha rinunciato all'impiego del marchese Cafisi per esercitare liberamente la professione in Favara. Alla fine di dicembre 1902 il dr. Calogero Vita è andato a Napoli a riprendere Assuntina per fidanzarla e sposarla con l'Internicola.

La sera del 6 gennaio 1903 Antonino Internicola, padre di Michele, pieno di gioia è andato a leggere al barone Mendola un telegramma arrivatogli da Roma, nel quale si diceva vinto il concorso per il posto di segretario di prefettura del figlio Michelino. La futura suocera di Michelino era inferocita, avversa al matrimonio e il figlio suo, Gaetanino Vita, non ne perdeva pelo. Benché giovinetto, da collegio, conservava e dimostrava l'odio ispiratogli dalla madre. Gaetanino teneva il broncio, non ha voluto stringere la mano o volgere una parola benevola al novello cognato. Assuntina era contrariata, bistrattata, bastonata e vilipesa tutti i giorni.

Il 18 gennaio 1903 Michelino veniva immesso in carriera per pubblico concorso.

La sera del 7 febbraio, alle ore 5,30 Michelino e Assuntina si sono sposati con gran corteo di civili e con gran codazzo di popolo, col favore della bella giornata ed il clamore dei precedenti fatti amorosi.

Vi era una contraddizione. La famiglia Vita e il sindaco Giglia ostili. Quest'ultimo mandò un piccolo dono di 12 cucchiai d'argento dorato in scatola ed un biglietto, scusandosi di non poter fare visita e intervenire alle nozze per il lutto che gli permise di festeggiare la sua ottenuta commenda. Intanto un gran concorso, un'affluenza straordinaria di doni agli sposi, insomma un mare di contraddizioni in famiglia. L'avv. Vullo con la moglie venuti apposta da Girgenti, nonostante il lutto di suo padre.

Il piccolo Gaetano Vita, nuovo cognato, guardava in cagnesco l'Internicola. Cose assai curiose. Alla fine di febbraio i due sposini partirono per Bivona, giusto l'avviso arrivato con telegramma da Roma, per il posto di sottosegretario di sottoprefettura in quel gelido paese.

Michelino Internicola ha prestato servizio, oltre che nella sede di Bivona, Motta San Giovanni (RC) nel 1905, Cianciana nel 1907 come Regio Commissario, nelle sedi di Agrigento, Trapani, Alcamo (prima Commissario Straordinario e poi Sottoprefetto), Matera, Imola (Sottoprefetto), Abbiategrasso (Sottoprefetto), Monza, Como, Genova  (Viceprefetto).

Il 16 dicembre 1926 Michelino ha ricevuto la nomina di primo prefetto di 2ª classe della Provincia di Terni, dove è rimasto in carica fino al 15 settembre 1927 e a disposizione fino al mese di marzo 1930. Dal novembre 1927, come commissario prefettizio, amministrò l’ospedale pediatrico napoletano, la cui struttura operava in sedi variamente disseminate sul territorio cittadino, sia nel settore pediatrico che in quello della prevenzione della tubercolosi. Nella fattispecie fu commissario per la temporanea gestione degli Ospedali Riuniti dell'Opera Pia "Pausilipon Ospedali per Bambini" di Napoli e dall'ottobre 1928 commissario prefettizio per il Comune di Torre Annunziata (ottobre 1928 - febbraio 1929).

Nel marzo 1930 venne collocato a riposo per ragioni di servizio.

Michele Internicola fu "Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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