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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

PERSONAGGI VARI

di Carmelo Antinoro

      

Giudice Gesuela

(filantropa)

 

 

Gesuela Giudice 1853-1934Giudice Gesuela è nata il 21 novembre 1853 da Gaspare e Giuseppa Miccichè. “La Signorina” com’era da tutti chiamata, faceva parte di un illustre casato, tra i più ricchi di Favara. Viveva sola in poche stanze del secondo piano del sontuoso palazzo ereditario in usufrutto del padre Gaspare, sito in via Pirandello.

Donna Gesuela era distaccata da ogni bene terreno e viveva nella sofferenza, portando con se, sin dalla nascita una cronica infermità che le rendeva difficile e penoso il cammino. Nascondeva con francescana letizia il suo male, custodendolo come prezioso tesoro in piena uniformità al volere di Dio. Militò con perfetta letizia nel 3° Ordine di S. Francesco e le poche cartelle di rendita che possedeva venivano bruciate dal fuoco della carità senza che essa se ne rendeva conto.

Anima purissima edificava e confortava con la parola e con l'esempio di una vita tutta candore e tutta zelo.

Assieme ai fratelli Giovanni e Giuseppe elargì ingenti somme per la costruzione della nuova chiesa madre (quella attuale). La cupola, non prevista nel progetto originario, è stata un desiderio di donna Gesuela, così come l’organo (ancora esistente, recentemente restaurato) pare sia stata una sua silenziosa donazione.Donna Gesuela seduta a sx, con la madre, il fratello al centro e il padre seduto

In piena proprietà donna Gesuela aveva il giardino di S. Calogero che voleva donare ai padri salesiani, ma il pio desiderio non venne mai accolto dalla Congregazione dei figli di don Bosco per mancanza di personale.

Gesuela amò i giovani e fece di tutto perchè sorgesse in Favara un oratorio festivo, per questo fu ben lieta di donare parte di detto giardino per la costruzione dell’oratorio “mons. Giudice”, del quale oggi non esiste più traccia.

In mezzo alle ricchezze fu modello di povertà francescana e meritò il nome di «madre dei poveri». Zelantissima del culto divino profuse tesori per le chiese. Devotissima di Maria Santissima Ausiliatrice curò la celebrazione del 24 del mese e volle le immagini alla chiesa madre ed al collegio di Maria che amò come la pupilla degli occhi.

Morì col desiderio di avere i Salesiani a dirigere le sue opere predilette, lasciando preziosa memoria di elette virtù.

Alla sua morte, avvenuta il 28 agosto 1934, ad 81 anni di età, dal suo esile corpo religiosamente composto nella maestà della morte, si sparse un profondo profumo. Le persone presenti, fra cui Giuseppa Mendola, in un primo momento rimasero sbigottite e disorientate, ma poi si accorsero, vivamente commosse, che quello era il segno della santità

 

Dai ricordi personali scritti da Gaetano Miccichè (di Stefano e Giuseppa Mendola) consegnatimi dalla gent.ma figlia signora Graziella spos. Fanara.

Sopra un ritratto di Gesuela infante e una foto di Gesuela assieme alla madre Giuseppa Miccichè, al fratello comm.re Giovanni e al padre dott. Gaspare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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