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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

FAVARA: EDICOLE, CROCI, EPIGRAFI, ETC.

di Carmelo Antinoro

 

Il monumento ai CadutiMonumento ai caduti in piazza Cavour

Il monumento ai caduti per la Patria situato ad est di piazza Cavour, opera dello scultore palermitano Cosimo Sorgi, con la collaborazione dal padre Francesco, fu inaugurato solennemente il 23 aprile 1922 con la benedizione impartita dal vescovo mons. Bartolomeo Lagumina. Sulle lapidi sono incisi 273 nomi.

La fondazione, la base interna e la bordura esterna del monumento sono state eseguite dal mastro Raimondo Lentini e la ringhiera in ferro da Diego Galiano e figli.

La grande pietra che emerge dalla base rappresenta la guerra aspra e pericolosa della montagna. Adagiata su di questa un'aquila bronzea simboleggia l'eroismo e la vittoria. Porta nel becco una foglia di quercia divelta dal fascio che stringe fra gli artigli e che sembra voler deporre sui Caduti.

Dalla pietra si erge un obelisco lapideo che porta lo stemma di Favara e la storica data della prima Guerra Mondiale ed all'apice la radiosa Stella d'Italia in bronzo.

 

Piazza Cavour vista da est da una vecchia foto 

Piazza Cavour e monumento ai caduti visti da est, da una vecchia foto.

 

LE CROCI DELLE MISSIONI DEI FRATI

Nel passato, nel corso di ogni missione di frati in Favara, a perpetuo ricordo veniva impiantata una croce, sicché queste croci hanno una storia e una tradizione. Dette croci venivano piantate sopra gran piedistalli aperti davanti, e muniti di grata di ferro che si apriva e chiudeva a formare una cappelletta, in cui veniva collocata la statuetta del Cristo o della Madonna.

Le missioni del secolo XIX sec. duravano da 4 a 5 mesi. Si facevano molti esercizi spirituali in luoghi chiusi. Finivano con una festa trionfale e con grande processione e scene di pubblicità da parte dei peccatori penitenti.

Ogni missione lasciava effetti grandi, generali e duraturi nel tempo.

Ogni sera i devoti vi accendevano lampade. In alcune di queste croci, nel periodo di Natale, venivano accomodate le cosiddette novene con la "sparacogna", foglie di asparago selvatico, cosparse di fiocchetti di cotone bianco per la neve, foglie di arancio e limone. La sera, di fronte queste croci addobbate si celebrava la novena, con violini e altri strumenti di banda musicale o suonare la pastorale, la litania della Madonna ed altre canzonette.

Alcune di queste croci (le più antiche in legno) sono scomparse o sostituite con altre, in certi casi con cappellette o edicole votive in muratura. Si citano:

-    Croce di ferro (non più esistente) con grande piedistallo o figurella sulla collina di S. Francesco,  a tutela dell’antico cimitero.

-    Croce di legno (non più esistente) nel pianoro d'ingresso alla scalinata della chiesa dell’Itria - realizzata intorno al 1836 a seguito di una missione in Favara di tre padri gesuiti, a capo dei quali era p. Buonadonna. Verso il 1840-1841 vennero i Liguorini da Girgenti, il cui capo della missione fu p. Dolcemascolo, accompagnato dai pp. Picone, Bizzarrone e Trupia; ma non posero croce.

-    Croce (non più esistente) sul lato destro della strada rotabile che andava da Girgenti a Favara, a monte, ad un chilometro circa fuori dal paese, chiamata croce di S. Calogero - realizzata nel 1845 a seguito della venuta dei Liguorini con il rettore p. Fiorentino. C’erano pure i pp. Dragotta, Trupia ed altri.

-    Croce di ferro (al posto della croce oggi c'è un piedistallo con sopra la statua di Cristo - v. foto 3) con i simboli della passione di Cristo (il gallo, la spugna e la lancia, la corona di spine), lungo la strada che da Favara conduceva a Canicattì, presso l’antica e distrutta chiesetta di S. Rocco - realizzata nel 1859 a seguito della venuta dei cappuccini con il rettore p. Michele, assieme a p. Lorenzo da Bivona ed i pp. Giuseppe e Antonio. Questa croce, realizzata dal fabbro ferraio mastro Salvatore Galiano, era chiamata croce della Giarritella, perché vicina alla fonte Giarritella, dirimpetto il mulino a vapore del cav. Francesco Cafisi, anch’esso distrutto ed i cui casamenti si locarono ad uso di abitazione.

-    Croce di legno (non più esistente) sul pianoro della collina di S. Francesco - posata su un piedistallo realizzato appositamente nel febbraio 1901, in occasione della prima missione del XX sec. in Favara. La missione è stata breve, senza esercizi spirituali chiusi o di raccoglimento. I civili non ci sono andati. I tempi cominciarono a mutare. La missione, retta dal p. Benedetto da Palazzolo, è stata effimera, da non lasciare traccia nel morale del popolo (v. foto 1-2).

-    Croce di ferro su piedistallo o cappelletta realizzata con muratura in pietra da taglio nell’attuale piazza della Vittoria, di fronte l’ex carcere mandamentale - realizzata nel marzo 1932 a seguito della missione dei pp. Redentoristi  (v. foto 4).

-    Croce di ferro su piedistallo - realizzata nel marzo 1964 per la strada che conduce ad Agrigento (all’incrocio fra le vie A. Moro e P. S. Mattarella) a seguito di una missione francescana   (v. foto 5).

 

1) Croce del 1901 fra convento e orfanotrofio

 

2) Croce del 1901 fra convento e orfanotrofio

 

3) Edicola S. Rocco

5) Croce in v. A. Moro

 

4) Croce sopra edicola in piazza della Vittoria

 

 

LE EDICOLE VOTIVE

Cappella dedicata alla Madonna dell'Itria nel Palazzo Giudice di via Pirandello

 

 

 

 

Edicola in muratura con grata in ferro battuto della prima metà del 1800, dedicata alla Madonna dell'Itria, riprodotta con intonaco in bassorilievo dipinto (in cattivo stato di conservazione e in completo abbandono).

Si trova al piano terra del palazzo di Gaspare Giudice, sul muro est della galleria che dava accesso alle carrozze, con ingresso da via Piave, fra i quartieri del Carmine e della Grotta.

 

 

 

 

Edicola dedicata a S. Rosalia, in c.da ForcheLa stessa edicola ristrutturata

 

 

 

Edicola in muratura di fattura ottocentesca, dedicata a S. Rosalia, con calvario, in c.da Forche-S. Rosalia (di recente totalmente ristrutturata e rinnovata nell'aspetto), all’incrocio della strada che collegava Favara con Palma di Montechiaro, Naro e c.da Fontana degli Angeli.

 

 

 

Edicola votiva in v.sold. Costanza

 

 

 

 

 

Edicola in muratura di fattura molto povera, in via soldato Costanza, quartiere S. Calogero.

 

 

 

 

 

Edicola della Madonna delle Grazie

 

 

 

 

 

-    Edicola in muratura di gusto neoclassico, dedicata alla Madonna delle Grazie, realizzata sul muro di contenimento del terreno dove si trova ubicata la omonima chiesa "della Grazia lontana". L'edicola è stata realizzata dopo il 1885, a seguito della costruzione della strada Favara-Castrofilippo.

 

 

 

 

 

 

 

ALTRO

Cristo sacerdote al Seminario Vescovile di Favara.

 

 

 

 

 

 

Statua del Cristo Redentore in bronzo ubicata sulla collinetta del seminario vescovile, alta 3 m., posta su un pilastro di 12 m., opera di Luigi Fornara da Borgomanero, inaugurata nel maggio 1964. (v. foto a dx)

 

 

 

 

 

 

Epigrafe in onore di Ignazio Cascio

 

 

Epigrafe in piazza Garibaldi (già piazza del Carmine) apposta sulla casa d'abitazione ed in onore di Ignazio Cascio da parte del Comune di Favara (seduta di Giunta Municipale del 13 aprile 1886), secondo cui "il defunto Cascio era stato il solo che, con le sue ultime volontà aveva disposto, con animo filantropo, la maggior parte del proprio patrimonio - lire 12.750,00 - in vantaggio dei poveri del Comune e che per tale benefica azione meritava essere ricordato". (v. foto a sx)

 

 

 

 

Monumento in memoria di Ugo Foscolo (mai realizzato o forse realizzato e distrutto - opera di cui, comunque, non si ha memoria) la cui realizzazione venne deliberata il 9 giugno 1887 dal Consiglio Comunale che all’unanimità approvò la delibera di Giunta del 21 marzo 1887 per la spesa di lire 100.

 

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