panorama

GeneoStoriaFavara

Stemma civico del Comune di Favara

Profilo e finalità

Home

contatto

Genealogia dei Favaresi

- emigrazione -

Memorie storiche

Curiosità storiche

Etimologia del dialetto

Album delle memorie

Dominazioni e re di Sicilia

Artisti siciliani

Vescovi della Diocesi Agrigentina

 

Blasone e gonfalone

Date memorabili

Agnello Pasquale

Civiltà scomparse

Centro storico

Castello Chiaramonte

Chiese, conventi, etc.

Famiglie e dimore storiche

Personaggi

Feste e tradizioni popolari

Fonti e bevai

Bambini proietti e ruota

Ospedali

Carceri

Sepolture e cimiteri

Macello

Biblioteca e museo

Edicole, croci, epigrafi, etc.

Prime scuole di Favara

Ferrovia

Colera morbus 1866-1867

Guerre

 

Sindaci dal 1819 al 1946

Medici dal XVI al XX sec.

Notai dal XVI al XX sec.

Religiosi dal 1600 al 1800

Arcipreti dal XVI sec. ad oggi

Delinquenti

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

LE CARCERI

di Carmelo Antinoro

 

Si hanno prove documentali sull’esistenza delle carceri di Favara dai primi decenni del XVII sec. ed erano allocate all’interno del castello. Ma che il castello fosse utilizzato come carcere è anche accertato dai notevoli graffiti e bassorilievi esistenti all’interno dei due vani utilizzati per tale scopo, risalenti ai primi del 1600 ed alla seconda metà del 1800 (v. foto): il carcere criminale e quello delle donne.

Il carcere criminale lo ritroviamo al piano terra, entrando a sinistra, dove c’era la cubassorilievo del carcere criminale del Castello risalente alla seconda metà del 1800cina e la prima rampa di scala d’accesso al piano nobile.

Entrando, a destra ritroviamo una delle tre stanze degli armigeri, poi carcere civile.

Il carcere delle donne era relegato in una stanzetta “del quarto superiore” (secondo piano) del mastio, dove sono ancora evidenti incisioni risalenti al XVII sec. Il motivo classico, ricorrente, era la croce, rappresentata in diversi modi, semplice, con il Cristo ed in modo più complesso, con le scale poggianti sui bracci, iconografia popolaresca riconducibile al calvario, presente sin dai tempi remoti in ogni paese. Risulta curioso un galeone sullo stipite della bifora che anticamente guardava il mare.

Sul lato opposto del carcere delle donne, nel quarto superiore una monofora ed un tratto della volta di copertura sono le  testimonianze di un ambiente che per un certo periodo venne utilizzato come stanza delle torture, come attestano i documenti, in un luogo alto e tale che le grida dei carcerati “in esperimento” non potessero essere udite dalla popolazione.

Con la soppressione degli ordini religiosi e con l’incameramento dei beni ecclesiastici da parte dello Stato, l’Ente Provincia, intorno al 1868, divenne proprietario del convento e della chiesa della Madonna del Carmelo che poi ha ceduto al Comune di Favara per adibirlo a carcere e sede dei RR. Carabinieri.

Tra il 1884 e 1885 veniva realizzato il carcere mandamentale di piazza della Vittoria da parte dell’impresa Calogero Re.

Da quando il carcere ha cessato di funzionare (anni "60 del 1900) è stato lasciato in miserevole abbandono e utilizzato come luogo di deposito (v. foto).

 

Vista dell'ex carcere da piazza della Vittoria

  Vista da piazza della Vittoria

Vista dell'ex carcere facciate nord ed est

Vista nord-est (prima della demolizione delle garitte e dei parapetti dei percorsi di guardia)

Atrio del carcere

Vista zona nord-est dell'atrio

Interno del carcereInterno del carcere

Interno del carcereInterno del carcere

Viste interne

vista esternavista esterna

Viste dall'atrio

Facciata dell'ex carcere subito dopo il crollo del cornicione di coronamento

  Situazione nel 2010, dopo il crollo del cornicione nella notte del 24 novembre dello stesso anno

La facciata raffazzonata dopo il crollo del cornicione di coronamento

Situazione oggi

 

Geneo Storia Favara