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Il piccolo attore Ciccio Iacono
Il s.tenente Giuseppe Cirielli
Luca Conoci vittima della ferocia umana
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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Il piccolo attore Ciccio Iacono

di Carmelo Antinoro

(da una biografia di Giuseppe Iacono, nipote e figlioccio di Ciccio)

 

Francesco (detto Ciccio) Iacono, nacque in un quartiere dell'estrema periferia sud di Favara, in via Bidello, n.19, il 19 dicembre 1939 da Giuseppe e Calogera Avenia, famiglia di antica tradizione contadina, arrivata da Siculiana nei primi del 1800.

La parentesi artistica di Ciccio Iacono trova riferimento nell’arrivo a Favara di una troupe cinematografica per girare alcune scene del film “Il cammino della speranza” del regista Pietro Germi, nel 1949, durante alcuni provini per la selezione di un bambino da impegnare come protagonista in un film col celebre attore Erminio Macario.

Capelli rossi, viso lentigginoso, con i calzoncini rattoppati, Ciccio Iacono aveva dieci anni quando si trovava lì a guardare le riprese, quando un signore, un certo Saro Urzì, poi rivelatosi un bravo attore siciliano, finendo di fumare una sigaretta la gettò per terra e, in un lampo, Ciccio prese quel mozzicone e finì di fumarlo. Questa scena fu vista da Urzì, il quale, finiti i provini, disse al regista Carlo Borghesio di avere individuato il ragazzo giusto per fare la parte del protagonista nel film dal titolo “Il monello della strada”. Cercò Ciccio ma non lo trovò. La produzione allora sguinzagliò diverse persone alla ricerca di quel ragazzino che doveva abitare in quel quartiere chiamato San Calogero, per via della settecentesca chiesa allora punto di riferimento di grandi e piccini. Il giorno dopo si presentarono a casa di Ciccio due persone: un favarese e un settentrionale; il favarese prospettò ai genitori di Ciccio le intenzioni della produzione e che avrebbero pagato bene il lavoro del ragazzo; dissero che l’avrebbero portato a Torino per girare il film e farlo studiare. Giuseppe, il padre di Ciccio, rispose che aveva bisogno di Ciccio in campagna e per vendere gli ortaggi. Insomma, non se ne fece nulla. Il giorno successivo le due persone ritornarono e dopo varie discussioni trovarono un accordo con i genitori di Ciccio.

Ciccio fu vestito di tutto punto, con scarpe e abiti nuovi e partì per Torino. A Torino lo iscrissero a scuola, lo allocarono in un convitto e dopo qualche mese cominciarono le riprese del film “Il monello della strada”. Il film avente come protagonisti Erminio Macario, Ciccio Iacono, Saro Urzì, con le musiche di Nino Rota uscì per le proiezioni nel 1950 riscuotendo un buon successo. Ciccio rimase a Torino per studiare e, in un ritorno nel suo quartiere San Calò (San Calogero) per una vacanza, portò con se una bicicletta regalatagli dalla produzione. Tutti i ragazzetti abitanti nel quartiere giocarono con quella bicicletta, andando su e giù, anche due alla volta.

Al ritorno a Torino, nel 1952, Ciccio prese parte di un secondo film: “Gli angeli del quartiere”, assieme a Rosanna Podestà, Marisa Merlini, Enzo Cerusico, ed altri.

Dopo questo film la casa di produzione ebbe difficoltà economiche e così Ciccio fece ritorno a Favara. Coi soldi guadagnati da Ciccio il padre acquistò un appezzamento di terreno.

Quando Ciccio si fece più grandicello, partì col fratello maggiore Martino per la Germania dove si sposò ed ebbe due figli. In Germania, lavorò a Koln, in una catena di montaggio di motori per auto, ed in quel luogo rimase fino alla morte sopraggiunta 1l 12 maggio 1996, all’età di 58 anni.

 

Il film "Il monello della strada"

Il film "Il monello della strada" con Ciccio Iacono

Il film "Il monello della strada" con Ciccio Iacono

Il film "Il monello della strada" con Ciccio Iacono

Il film "Il monello della strada" con Ciccio Iacono

 

Il film “Gli angeli del quartiere”

Il film “Gli angeli del quartiere” con Ciccio Iacono

Il film “Gli angeli del quartiere” con Ciccio Iacono

 

Ciccio Iacono col nipotino Giuseppe Iacono nel quartiere San Calogero a Favara

 

Ciccio Iacono nel periodo in cui si trovava in Germania

 

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