panorama
GeneoStoriaFavara

Stemma civico del Comune di Favara

Profilo e finalità

Home

contatto

Genealogia dei Favaresi

- emigrazione -

Memorie storiche

Curiosità storiche

Etimologia del dialetto

Album delle memorie

Dominazioni e re di Sicilia

Artisti siciliani

Vescovi della Diocesi Agrigentina

 

Archivio curiosità

01

02

03

04

05

06

 

Annuario di Favara, anno 1905
Poesie di un bambino al padre carcerato
Dall'assedio di Famagosta a Favara
L'omicidio Micari
A strata nova
Antica pescheria
Massoneria a Favara fra il XIX e XX sec.
Leonardo Sciascia e Favara
Il Milite Ignoto ha un nome
Scomparso in mare
Il piccolo attore Ciccio Iacono
Il s.tenente Giuseppe Cirielli
Luca Conoci vittima della ferocia umana
Note di una passeggiata ciclistica nel 1898
Il pittore Emilio Claudio Buonpensiere

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Il pittore Emilio Claudio Buonpensiere

di Carmelo Antinoro

 

Casina di Stefano Cafisi in contrada Saraceno

Casina di Stefano Cafisi in contrada Saraceno, costruita sui resti di una villa romana

 

Durante una delle mie escursioni, qualche anno fa, presso il sito archeologico della “villa romana” presso la contrada Saraceno, ad ovest di Favara, in una stanza, al piano superiore, della casina, un tempo di Stefano Cafisi (1847-1906 foto a dx), mi trovai innanzi ad una parete con la seguente Stefano Cafisiscritta:

E. C. Buonpensiere

In questa stanza passò 27 giorni del Settembre 1886 dipingendo fiori e frutta, disegnando macchine che lo amico del suo cuore Stefano Cafisi ne esponeva i suoi ideali congegni e qui diè fine alla compilazione dell’opera di disegno. L’ornamentazione geometrica policroma che con miglior titolo venne chiamata “Il disegno nei suoi principi scientifici e nella sua pratica applicazione”. Sia pace alla vita sua.

 

Scritta su una parete, in una delle stanze della casina di Stefano Cafisi

Che un pittore di nome Buonpensiere avesse avuto rapporti con qualche famiglia borghese di Favara mi era già noto attraverso un carboncino realizzato di sua mano, nel 1876, per donna Momma, ovvero Girolama Mendola, moglie di Salvatore Cafisi (zio di detto Stefano) e sorella del barone Antonio Mendola, ma questa scritta mi indusse a fare una ricerca per conoscere meglio il personaggio.

Emilio Caludio Buonpensiere (foto a dx) nacque a Gravina di Puglia il 2 febbraio 1849 da genitori siciliani. Suo padre fu don Luigi Buonpensiere e sua madre donna Albina Capolongo. Fece i suoi studi nel Regio Istituto di Belle Arti di Napoli dall'anno 1865 al 1871, rivelando presto una predilezione per le tematiche sociali. Incominciò ad insegnare disegno nella scuola tecnica d'Isernia e nelle ore libere eseguiva ritratti su commissione. Dalla scuola d'Isernia passò in Sicilia, a quella di Canicattì, dove eseguì felicemente alcuni pastelli e parecchi ritratti, tra i quali quelli della "Famiglia La Lumia". Eseguì molti lavori a pastello per l'Italia e per l'estero, specialmente per l'Egitto e per gli Stati Uniti. Tra le sue opere del periodo napoletano: “Scugnizzo napoletano”, nel 1869, esposto a Gravina, presso il museo della Fondazione Pomarici-Santomasi; un "San Giuseppe" per una cappella gentilizia nella chiesa di San Rocco in Gioia del Colle e un "San Sebastiano" per una principessa napoletana; "Un povero mendico", esposto nel 1870 alla Promotrice di Napoli, che meritò lodi speciali dal Morelli e dai capiscuola napoletani. In altre opere custodite a Gravina sono avvertibili suggestioni della coeva pittura toscana. Negli anni “80 del XIX sec. l’artista eseguì ritratti e quadri che presentò alle esposizioni di Milano (1881), di Torino (1884) e di Palermo. Fra i suoi quadri esposti alle pubbliche Mostre di Milano, di Torino e di Roma: "La Venere", "Il vecchio marinaro", "Il gatto soriano", "Una preoccupazione", "Le proletarie", "Mamma non viene". Alcune opere del Buonpensiere sono esposte nel museo Pomardi Santamasi in Gravina e alcuni ritratti presso privati.

Fu professore di disegno nel Regio Istituto Tecnico Filippo Parlatore di Palermo e nell’Istituto Tecnico G. B. Della Porta a Napoli.

Pubblicò i seguenti libri: “Pensieri metafisici”, “Della precognizione e del libero pensiero” e “Il disegno nei suoi principi scientifici e nella sua pratica applicazione” che, come detto, completò presso la casina di Stefano Cafisi presso la contrada Saraceno. Una sua biografia è inserita nel libro di E. Giannelli: “Artisti napoletani viventi – pittori, scultori, incisori ed architetti – Napoli, tipografia Melfi & Joele, 1916.

Pensando che i dipinti debbono mantenersi sempre con la medesima freschezza di colori, ha fatto uno studio sulla loro natura, scartando i composti di rame e di piombo, i quali anneriscono col tempo, per effetti dell'aria, della luce e delle emanazioni solfidriche o per contatto con altri colori.

I suoi quadri hanno avuto il giudizio favorevole, anzi le lodi della critica, la quale vi ha rilevato la freschezza del colore e la buona scuola del disegno. Il Buonpensiere ha esposto anche alla Prima Mostra Nazionale di Arte pura ed applicata promossa dalla Bernardo Celentano nel 1910 in Napoli.

Concorse per la carica di direttore tecnico di Palermo che vinse nel 1888, dove rimase fino alla morte avvenuta nel 1927.

 

Geneo Storia Favara