panorama
GeneoStoriaFavara

Stemma civico del Comune di Favara

Profilo e finalità

Home

contatto

Genealogia dei Favaresi

- emigrazione -

Memorie storiche

Curiosità storiche

Etimologia del dialetto

Album delle memorie

Dominazioni e re di Sicilia

Artisti siciliani

Vescovi della Diocesi Agrigentina

 

Archivio curiosità

01

02

03

04

05

06

 

Storiella scandalosa di Guarino
L'arresto della madre di Guarino
Opunzie galeotte
Il ragazzo fenomeno suicida
Visse un piccolo genio a Favara
Prima automobile a Favara
Liti e questioni sull'eredità Mulè
Deli: natura incontaminata?
Patania, pittore della borghesia favarese
Vicenzu u mutu
150.mo dell'Unificazione
Un angioletto volato in cielo
Un coraggioso appuntato di P.S.
Stefanu Cuppularu
Figlio di un dio minore

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Giuseppe Patania pittore dell'alta borghesia

favarese dell'ottocento

di Carmelo Antinoro

 

Dipinto di Giuseppe PataniaGiuseppe Patania nacque il 18 gennaio 1780 da Giacinto (caffettiere e sarto) da Acireale e Giuseppa D’Anna (levatrice) ed abitò sin da piccolo a Palermo. All’età di 7 anni iniziò a frequentare la bottega di uno scultore e a 10 anni è stato introdotto nello studio di Giuseppe Velasquez. Dopo cinque anni lasciò il Velasquez e continuò gli studi da autodidatta, frequentando l’accademia del nudo, dove maturò il proprio stile. Nel 1803 esordì come ritrattista e due anni dopo, chiamato dal console di Spagna, si recò a Mayone e Minorca, dove eseguì diversi dipinti. Nel 1805, all’età di 25 anni è stato colpito da una malattia che lo ha costretto a rimanere segregato a casa durante i mesi freddi. Nel 1807 ha firmato l’autoritratto e gli anni che seguirono furono un continuo proliferare di opere. Nel 1832 ha sposato la vedova Narda Bucalo.

La sua abilità è stata apprezzata anche dall’alta borghesia favarese del suo tempo, quella che, oltre agli interessi economici curava anche quelli culturali. Nel 1838 ha dipinto un ritratto per il giudice di Favara. Nel 1840 ha prodotto un quadro a sfondo sacro per il barone Giuseppe Mendola e due ritratti per il marchese vecchio Giuseppe Cafisi e per il defunto padre Stefano, su suggerimenti e ricordi (Stefano Cafisi era l’amministratore dei beni del marchese di Favara e dopo la sua morte avvenuta nel 1833, quando il bilancio comunale annuo ammontava mediamente a 3.000 onze, da una sommaria inventariazione dei beni da lui lasciati, gli è stato stimato un patrimonio di circa 128.000 onze). Negli anni 1841, 1847, 1848 e 1849 ha firmato altri dipinti per la famiglia Cafisi, riproducenti ritratti, scene sacre, di famiglia, storiche, mitologiche e tratte da romanzi. 

 

Nella foto: Ritratto della famiglia di Francesco Saverio Cafisi, della moglie Maria Stella Giudice, della figlia Giuseppa col genero barone Giuseppe Morreale di Aragona, altre due figlie e la nipotina in corrozzina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Geneo Storia Favara