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Storiella scandalosa di Guarino
L'arresto della madre di Guarino
Opunzie galeotte
Il ragazzo fenomeno suicida
Visse un piccolo genio a Favara
Prima automobile a Favara
Liti e questioni sull'eredità Mulè
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Patania, pittore della borghesia favarese
Vicenzu u mutu
150.mo dell'Unificazione
Un angioletto volato in cielo
Un coraggioso appuntato di P.S.
Stefanu Cuppularu
Figlio di un dio minore

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Opunzie galeotte

  di Carmelo Antinoro

 

Viale Itria nei primi del 1900Nel 1869 nella frequentatissima strada che dal viale Itria conduceva alle acque di Giarritella e nella strada di rimpetto la ex chiesa di S. Rocco (dove anticamente era stata piantata una croce di ferro, fra le Vie Cappello e Molino, al cui posto oggi si trova un pilastro con sopra la statua di Gesù, folte opunzie (fichi d’india) ed alberi di fico delimitavano la proprietà di don Gaspare Dulcetta e rendevano quel luogo pubblico insicuro e di ricovero per malfattori. Non a caso, in questo luogo avvenivano spesso reati (Favara in fatto di delitti non era seconda a nessun altro Comune, se ne contarono: 146 nel 1867, 162 nel 1868 e 123 nel 1869). Il 30 dicembre 1869, dopo diversi reclami, il sindaco Gerlando Vaccaro ordinò al Dulcetta la recisione degli alberi fino alle radici o la realizzazione di una cinta muraria alta non meno di due metri e mezzo, a contorno dei suoi terreni (che per circa il 70% comprendevano l’isola contornata dalle vie Cappello, S. Rocco e V. Emanuele, oggi interamente urbanizzata).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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