panorama
GeneoStoriaFavara

Stemma civico del Comune di Favara

Profilo e finalità

Home

contatto

Genealogia dei Favaresi

- emigrazione -

Memorie storiche

Curiosità storiche

Etimologia del dialetto

Album delle memorie

Dominazioni e re di Sicilia

Artisti siciliani

Vescovi della Diocesi Agrigentina

 

Archivio curiosità

01

02

03

04

05

06

 

Storiella scandalosa di Guarino
L'arresto della madre di Guarino
Opunzie galeotte
Il ragazzo fenomeno suicida
Visse un piccolo genio a Favara
Prima automobile a Favara
Liti e questioni sull'eredità Mulè
Deli: natura incontaminata?
Patania, pittore della borghesia favarese
Vicenzu u mutu
150.mo dell'Unificazione
Un angioletto volato in cielo
Un coraggioso appuntato di P.S.
Stefanu Cuppularu
Figlio di un dio minore

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Figlio di un dio minore

di Carmelo Antinoro

 

Esisteva a Favara una chiesetta rurale dedicata al SS. Crocifisso,  volgarmente chiamata delle due miglia per la distanza che intercorreva fra questa ed il centro abitato di Favara. La presenza di questo luogo sacro è attestato con certezza nel 1721 attraverso un atto del notaro Grazio Cafisi, riguardante una rendita sopra una vigna vicina a detta chiesa, nel feudo di Burgelamone, dove la chiesa era ubicata.

Nella prima metà del 1800 la chiesa era in rovina e venne ricostruita e benedetta nella primavera del 1843.

Nella seconda metà del 1800 in prossimità della chiesa avvenne un omicidio e da quel periodo in poi, per una serie di vicissitudini, venne frequentata sempre meno e perfino abbandonata, al punto da subire una sfrenata espoliazione degli oggetti ivi esistenti, compreso tegole, mattoni, legname, porte, ferramenta ed altro.

La tradizione orale ci da notizia sulla provenienza, da quella chiesetta rurale, di un Cristo crocifisso morto e deposto all'interno della madrice di Favara (v. foto 1 e 2), con precisione sotto l'altare della cappella della Madonna di Fatima, addossato al muro nord della navata del SS. Crocifisso (v. foto 3).

 

Cappella della Madonna di Fatima nella navata del SS. Crocifisso della madrice di Favara,

sotto il cui tabernacolo (dietro il pannello rosso) si trova il Cristo morto

(in basso a dx il Cristo Crocifisso, nell'abside della stessa navata)Altare con la Madonna di Fatima e Cristo morto Cristo mortoCristo morto Crocifisso nella madrice

 

Niente ci conferma quanto trasmesso dalla tradizione orale, ma c'è un particolare che potrebbe rivelarsi importante e riguarda un inventario dei sacri arredi redatto nel 1833, periodo in cui le fabbriche della chiesa delle due miglia minacciavano rovina. Tra calici, messali, pale d'altare pittate, si legge anche di una statua del SS. Crocifisso di palmi 6 circa. Ora, se è vero, come è vero, che sei palmi corrispondono ad una lunghezza di 1,50 metri, le cose dovrebbero corrispondere visto che le dimensioni del Cristo deposto sotto il tabernacolo della Madonna di Fatima ha quella lunghezza.

Fino a questo punto nulla da eccepire, a parte la notizia storica interessante. C'è, però, una nota stonata in questa situazione, ed è il fatto che l'ex arciprete don Giuseppe Veneziano ha interdetto alla pubblica visione questa splendida statua, occultandone la visione con un pannello rosso bene incorniciato (v. foto 3). La decisione di don Giuseppe Veneziano è maturata per il fatto che buona parte dei fedeli che si recavano alla madrice si fermavano ad adorare il Cristo deposto anzicché il Cristo Crocifisso presente nell'abside della stessa navata (v. foto 4). Questa decisione ha sicuramente cozzato con una tradizione popolare, visto che da molti fedeli non è stata bene accettata.

A questo punto c'é da chiedersi: forse il Cristo morto e deposto sotto l'altare della Madonna di Fatima è figlio di un Dio minore? Quel Cristo non è lo stesso Cristo Crocifisso in fondo alla navata? Se così è, cosa cambia per la chiesa? Cristo non può essere adorato in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo?

 

Geneo Storia Favara