panorama
GeneoStoriaFavara

Stemma civico del Comune di Favara

Profilo e finalità

Home

contatto

Genealogia dei Favaresi

- emigrazione -

Memorie storiche

Curiosità storiche

Etimologia del dialetto

Album delle memorie

Dominazioni e re di Sicilia

Artisti siciliani

Vescovi della Diocesi Agrigentina

 

Archivio curiosità

01

02

03

04

05

06

 

Primo cinematografo a Favara
Miracolo clandestino di S. Calogero
Ambrosini e il pesce di Aprile
Esordio della Democrazia Cristiana
Il giusto nome della villa liberty
I pappagalli di donna Momma
Visse un ricco spagnolo
Ammoniti di 200 milioni di anni
Via P. Belmonte da correggere
La cisterna dei morti di colera
Il cimitero sotto la madrice
Reliquie sante al Purgatorio
Accadde a Gioacchino La Lomia
I figli di nessuno
Assassinio nella madrice

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Reliquie sante al Purgatorio di Favara

di Carmelo Antinoro

 

Reliquie di S. FaustinaLa domenica del 27 luglio 1903 nella chiesa del Purgatorio di Favara c’è stata una rissa di popolino, per lo più donnicciole, che si accalcarono per vedere un corpo santo, miracoloso, che, secondo le dicerie, toccandolo mandava sangue fresco dopo secoli di cadaverazione, ed ogni persona aggiungeva uno sproloquio, una ciarlataneria per tramandare e riferire agli altri la cosa. Ma di cosa si è trattato realmente?. Intorno alla metà del 1700 mons. Castaldi, vescovo di Cefalù, donò al suo amico beneficiale della chiesa di S. Rosalia (detta del Purgatorio) di Favara una reliquia col busto e le ossa della gabbia toracica di una giovane martire, con un pezzo di biancheria intriso del sangue della stessa vergine santa. Fu riconosciuta autentica nella visita vescovile da mons. Granata e dal favarese Giosuè Licata canonico decano della cattedrale di Girgenti mentre funzionava da vicario capitolare in sede vescovile vacante. Dette reliquie vennero poi riposte sotto un altare, senza indicazioni e per molti anni il tutto cadde nell’oblio, fino a quando, insediatosi, nel giugno 1903, il nuovo beneficiale sac. Antonino Sutera, nel rassettare la chiesa, le rinvenne all’interno di un’urna di legno e vetro.

Ma a chi appartengono quelle reliquie?. Le reliquie appartengono a Santa Faustina martire (da non confondere con Santa Faustina Kowlaska, proclamata santa da Papa Giovanni Paolo II). Di una martire di nome Faustina, venerata in Roma, si conosce solamente un documento risalente a Sergio I (687-701), il cui corpo fu estratto dal cimitero di S. Callisto a Roma. Conosciamo l’esistenza di un Oratorio a Lei dedicato al XII miglio della Via Latina: S. Maria del Popolo, dove si conservano i resti che furono posti nell’altare in occasione dell’ampliamento della cappella che ospita il cardinale Alderano Cybo. Fu il cardinale vicario Gaspare Carpegna a donare, il 13 ottobre 1686, al cardinale Cybo il corpo della martire. La chiesa di S. Maria del Popolo deve il suo nome ad un’originaria cappella eretta da papa Pasquale II (1099-1118) per celebrare la liberazione del Santo Sepolcro a opera dei crociati nel 1099, a spese del popolo romano, anche se un’altra tradizione vuole sia in rapporto al sepolcro familiare dei Domizi, dove era sepolto Nerone, il cui fantasma infestava la zona, bonificata solo con la creazione della chiesa.

Di papa Sergio I si possiede il catalogo di una donazione di vari beni immobili, dove si afferma che, fra gli altri doni, fu concesso un fondo, esistente presso l’oratorio di S. Faustina, posto circa al XII miglio della via Latina. Ciò indica che alla fine del sec. VII vi era nella località un culto per questa santa. Nel Martirologio Geronimiano, al 9 luglio, sono commemorate una vergine Faustina e compagne. Mancano, tuttavia, prove per affermare che si tratti della Faustina del XII miglio della via Latina. De Rossi e, più tardi, Grossi-Gondi opinano che la santa del catalogo di papa Sergio fosse una martire locale deposta nel piccolo cimitero di Grottaferrata posto al X miglio; il Delehaye però giudica l’ipotesi non sufficientemente provata.

Reliquie di S. Faustina si trovano anche a Camerano, dove, nel sec. XVIII, a seguito del restauro, il Maratti vi trasferì le spoglie della santa e da qui il nuovo titolo assunto dalla chiesa, che dai Cameranesi è oggi conosciuta come chiesa di S. Faustina. Nell’urna è racchiusa una piccola lapide che porta inciso il nome di Faustina, anch'essa proveniente dalle catacombe romane.

Nel 1798 il beneficiale della chiesa del Purgatorio di Favara sac. Pasquale Mulè ha fatto riporre le reliquie in un’urna di legno e vetro realizzata dal mastro falegname Stefano Montalbano. La cassa toracica della santa è stata ricoperta di cera e completata con testa e mani, anch’essi di cera, comprati a Girgenti, oltre ad un drappino di veste, il tutto come oggi possiamo ammirare all’interno della chiesa del Purgatorio di Favara, sulla finestra cieca sopra la porta d’ingresso (v. foto).

Nell’iconografia agiografica Santa Faustina viene rappresentata con un giglio, come appare nell’opera di Antonio Fedi “I Santi Paolo e Faustina” del 1798. 

Geneo Storia Favara