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Primo cinematografo a Favara
Miracolo clandestino di S. Calogero
Ambrosini e il pesce di Aprile
Esordio della Democrazia Cristiana
Il giusto nome della villa liberty
I pappagalli di donna Momma
Visse un ricco spagnolo
Ammoniti di 200 milioni di anni
Via P. Belmonte da correggere
La cisterna dei morti di colera
Il cimitero sotto la madrice
Reliquie sante al Purgatorio
Accadde a Gioacchino La Lomia
I figli di nessuno
Assassinio nella madrice

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Il miracolo clandestino di S. Calogero di Girgenti

di Carmelo Antinoro

 

Processione con la statua di S. Calogero in piazza Gallo, ad Agrigento, nel 1934.Così come oggi avviene, in Girgenti, nell’800 la statua di S. Calogero veniva portata per le vie della città a spalla da parte dei fedeli. Era una vera e propria baraonda, un vero tripudio baccanale. Dalle finestre e balconi si lanciavano in faccia al povero Santo i “muffoletti” o pagnottelle di pane ben lievitato e soffice, conciato con anice, ceci, orzo, fave, frumento ed altro ben di Dio.

Fra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900, imitando il festino di S. Rosalia di Palermo, si sostituì la spalla dei portatori con un gran carro ornato, tirato da diversi buoi. Con gran calca di popolo, di gente ebra di vino e di festività, il Santo percorreva la via Atenea, scendendo fino alla chiesa dell’Addolorata, nel quartiere Rabbatello.

La chiesa dell’Addolorata aveva due porte, quella principale verso la città e un’altra secondaria, nell’abside, verso la campagna, fuori la cinta daziaria.

Qualche benpensante meditò di utilizzare quella santa circostanza per fare un santo contrabbando. Non si sa se il prete, o più probabilmente il governatore, dalla porta di dietro introdusse nella pancia del capiente carro una grande quantità di bottiglie di liquori scelti e spiriti e questo, ovviamente, in maniera rigorosamente clandestina, fuori la cinta daziaria. Qualcuno avvertì il prefetto, il quale dispose un bel gruppo di guardie nel mezzo del cammino. Fermato il carro, come un miracolo saltarono fuori le bottiglie a centinaia.

Ne conseguì uno scandalo, ma il miracolo ebbe compimento. Le bottiglie furono confiscate e santamente inflitte le multe previste dal dazio consumo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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