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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

Scintille di ricordi

di Carmelo Antinoro

 

Qualcuno tanto tempo fa mi ha accennato qualcosa sulla venuta a Favara del noto attore Aldo Fabrizi, ma, in assenza di un supporto documentale finora non ho fatto cenno. Di questo avvenimentoLibro di Massimo Fabrizi: "Aldo Fabrizi, mio padre" oggi ci da contezza  Massimo Fabrizi, il figlio di Aldo, nel suo recente libro dal titolo "Aldo Fabrizi, mio padre", edito da Gremese, anno 2006 (v. foto a dx).

Si legge nel libro: "Nel mio svagato procedere da un ambiente all'altro nella grande casa, ho trovato, in un quadretto, chissà di chi, raffigurante un castello con lo sfondo della marina, lo spunto per ritornare indietro di parecchi anni ... C'è stata un'occasione in cui mi sono travato con papà in un vero castello, non in quello inventato per gioco con Bonnard da Leonida. Eravamo agli inizi degli anni Cinquanta e il castello era quello di Walter Castri, ufficiale della marina, amico di vecchia data di papà, nella parte più meridionale della Sicilia: a Favara di Agrigento. Raggiungemmo il posto dopo uno stupendo viaggio nella Cadillac guidata da Giulione, attraverso un'Italia meno affollata, più silenziosa e tranquilla. Con noi erano Mario Amendola e Bruno Paolinelli. Non ricordo con sicurezza di quale film si stesse sistemando la sceneggiatura, forse "I pappagalli", ma non ha importanza ai fini di ciò che mi piace ricordare, cioè quell'aria di avventura che dava alle nostre giornate una colorazione speciale, raccolta, misteriosa, pregna di significati da interpretare, di sensazioni e di immagini dai contorni sfumati, ...".

Il castello a cui fa riferimento Massimo Fabrizi è quello dei Chiaramonte che, dopo una immane fatica sono riuscito a strapparlo da un atavico abbandono e restituirlo alla città.

Una nota va però chiarita. Il castello non era di Walter Castri, anche se una relazione c'era fra questo e l'antico maniero per via di donna Teresa La Lomia.

Ma chi erano Teresa La Lomia e Walter Castri e qual'era questa relazione?

Teresa La Lomia, zia del più noto frate cappuccino Gioacchino da Canicattì, figlia di Agostino (barone di Carbuscia e Torrazza) e donna Rosalia Li Chiavi, intorno al 1830 ha sposato l'avv. Antonio Licata, sindaco di Favara dal 1834 al 1836, morto a 34 anni,  nel 1837.

Palazzo della Famiglia Licata in piazza Madrice (o Vespri)- sec. XVIIINel 1863 Teresa La Lomia ha risposato il cugino del defunto marito: Giuseppe Cafisi, proprietario del castello di Favara. Antonio Licata e Teresa La Lomia hanno avuto cinque figli, fra cui il primogenito Biagio che ha sposato Francesca Maria (principessa di Baucina, contessa di Isnello, marchesa di Montemaggiore e baronessa di Montaspro). Dalla unione di Biagio e Francesca sono venuti alla luce una femmina e quattro maschi e, fra questi ultimi Oliviero, nel 1875. Oliviero è stato l'ultimo dei Licata a mantenere i contatti con Favara (il padre Biagio si era trasferito nella Palermo felicissima a 16 anni) per via dei vasti possedimenti. Oliviero conviveva con Maria Luigia Cattalani, madre di Walter Castri (n. 1911 - m. 1993), figlio di Attilio. Walter Castri negli anni "50-"60 dello scorso secolo era conosciuto in Favara perché spesso vi si recava per amministrare i beni di Oliviero, ma soprattutto perché qui si dedicava ad attività popolari, teatrali e folklorici.

 

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