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Pianta

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

DA BACCHI A BUTTICČ

 

BACCHI - Famiglia venuta da Terranova (Gela) nella prima metà del 1700.

 

BAGANELLA - V. Mancuso/Mancuso Baganella.

 

BAGLIO - L'origine del cognome potrebbe ascriversi alla funzione di baglio o baglivo che dal tardo medioevo serviva ad indicare personaggi che occupavano posizioni rilevanti sia politiche che amministrative o giudiziarie. Il baglio o balio o balivo era il magistrato o il consigliere reggente una città per conto del sovrano e appartenere alla famiglia di un balivo era motivo onorifico, tanto da renderlo un attributo da trasmettere alla discendenza, identificando così un'origine che si distingueva dalla norma. La distribuzione del cognome è in tutta Italia, anche se più rappresentata in quella centrale.

 

BAIAMONTE - Baiamonte è tipico del palermitano e agrigentino assieme a Bajamonte e Baiamonti. Rarissimo, potrebbe essere veneto o emiliano, derivano dal nome medioevale Baiamons (tis) di cui abbiamo traccia ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove sotto l'anno 1168 si può leggere: "...manuum Carli de Curte Nova et Pandemilii et Baiamontis Ferrarii et Suzi Sartoris, testium...". Questa cognomizzazione la troviamo ad esempio a Modena nel 1170 con Rolando di Baiamonte. uno dei firmatari della carta di fedeltà ai consoli di Modena contro  Montecuccolo, i conti di Gomola e altri capitani e valvassori del modenese. La famiglia di Favara è venuta da Palermo nella seconda metà del 1800.

 

BAIO - Cognome, assieme a Bajo, abbastanza raro. Si individua un nucleo siciliano che dovrebbe essere di derivazione spagnola dal termine bajo (basso) e corrisponderebbe all'italiano Basso che sarebbe legato ad una caratteristica fisica del capostipiti. Si individua anche un ceppo veneziano, forse autoctono, ma che potrebbe anch'esso essere proveniente dalla Spagna. Esiste, poi, un piccolo ceppo piemontese che potrebbe derivare dal toponimo Baio Dora (TO) ed un nucleo lombardo del quale si potrebbe supporre una derivazione dal vocabolo baglio (vedi Bajetta). Per il nucleo siciliano esiste un'ipotesi affascinante secondo la quale il cognome Bajo deriverebbe dal nome del mitico compagno d'arme d'Enea di Troia: Bajos, morto vicino a Salerno in località golfo (di) Bajos, dove esiste una colonna in sua memoria sotto la quale si dovrebbe trovare sepolta la sua salma. Baio e Bajo, potrebbero derivare dal termine italiano baio a sua volta derivato dal latino medioevale badius (di colore rosso bruno). Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

BAJERI - Famiglia proveniente da Racalmuto all'inizio delle seconda metà del 1700, ma estinta nel corso del 1800.

 

BALCONERI - Famiglia proveniente da Naro nella prima metà del 1600, dimoranti anche in Girgenti, estinta nei primi del 1700. Si è rilevata la presenza di una famiglia proveniente da S. Cataldo, ma dimorante a Serradifalco, nella seconda metà del 1600 ed un'altra di Serradifalco nella seconda metà del 1700.

 

BALDACCHINO - È una delle più antiche famiglie di Favara, presente sin dalla metà del 1500.

 

BALDANZA/BALLANZA - A parte una famiglia venuta da Naro nella prima metà del 1600, si riscontra la presenza di un'altra famiglia venuta da Girgenti nella seconda metà del 1800, tutt'oggi presente anche nella variante Ballanza.

 

BALDO - Cognome con varianti: Baldi, Ballo, Balla, Balletti, Balletto, Ballini, Ballotti, Balloni, Ballone, Ballandi, Ballanti, Ballante, Ballantini, Balleri, Ballero, Ballerini, Ballerino, Ballarini, Ballatore, Balladore. Di origine medioevale, deriva da "ballare", "che balla o che sa ballare". Cognome già attestato nel IX sec., quando presso i Longobardi era presente nelle forme Paldus o Paldo. Dal 948, in avanzata epoca franca, ha assunto la grafia Badus, per divenire poi comune nei documenti latini dell'XI e XII sec. Tutte queste forme, quando non discendono direttamente dal germanico baltha “coraggioso”, possono costituire contrazioni familiari di nomi, anch'essi di origine germanica, quali Ubaldo, Tebaldo, Rambaldo, Sinibaldo, oppure, con la caduta del secondo elemento, Baldovino. Si può trovare nelle varianti Baldi, Baudi, Baudo, Baldini, Balducci, Baldacci, Baldecchi, Baldari, Baldesi. A Favara si rileva una famiglia proveniente da Pietraperzia verso la fine del 1500 ma che non ha avuto sviluppo. Altra famiglia è venuta da Agrigento all'inizio del 1600.

 

BALDONE/BALLONE - Cognome che si è propagato sin dal medioevo, tipico della Sicilia, con varianti nel settentrione come Ballarini nell'Emilia e Ballarin a Venezia. Deriva dal termine “ballare o ballerino”. Costituiscono varianti i cognomi Balli, Ballo, Balla, Balletti, Ballini, Ballotti, Ballarò, Ballandi, Ballante, Ballantini, Balleri, Ballerini, Ballarin, Balladore. Famiglia, presente a Favara nella seconda metà del 1500, con ceppi venuti da Agrigento e Racalmuto.

 

BALISTRERI - Costituiscono varianti i cognomi Balestri, Ballestra, Ballestri, Ballista, Balestrelli, Balestrini, Balestracci, Balestrassi, Balestrazzi, Balestrieri, Balestreri, Ballestrieri. Cognome tipico del Sud, che costituisce una delle varianti di Balestra, diffuso in tutta l'Italia peninsulare, tipico della zona che comprende Toscana, modenese, bolognese, ravennate e forlivese, appartiene al repertorio guerriero del pieno medioevo, testimonianza di un'influenza dal termine provenzale balestriers. Balestrieri ha un nucleo nel napoletano, uno nel Lazio ed uno nel parmense, con ceppi secondari sparsi a macchia di leopardo; Balestrini ha un nuleo nel milanese e Lombardia a nord di Milano, nel genovese e cagliaritano e nelle Marche; Balestrino ha un nucleo a Genova, uno a Cagliari ed uno nel salernitano; Balestro. molto raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno in Umbria, dovrebbero derivare dal mestiere o dalla qualifica militare di operatore alla balestra.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in un atto del 1434 a Bormio con un certo Giacomino Balestrus e nel 1500 a Milano con l'architetto ed ingegnere idraulico Giovanni Balestrieri o Balestrini (esistono entrambi i riferimenti). Nel 1534 risulta podestà di Bergamo Nicola Balestro, a Piacenza agli inizi del 1600 con Maria Caterina Balestrieri, un'ava di Giuseppe Verdi, in Valtellina nel 1700 con Lodovico Balestra fu Mariano, abitante a Fusine (SO), tesoriere della veneranda Scuola del Santissimo Sacramento.Il cognome probabilmente è stato importato nel meridione d'Italia al seguito dei molti tiratori in forza alle milizie francesi, giunte alla fine del XII sec. al comando di Carlo D'Angiò. È una delle famiglie più antiche di Favara, presente nella seconda metà del 1500.

 

BALLARÒ - Cognome che si è propagato sin dal medioevo, tipico della Sicilia, con varianti nel settentrione come Ballarini nell'Emilia e Ballarin a Venezia. Deriva dal termine “ballare o ballerino”. Costituiscono varianti i cognomi Balli, Ballo, Balla, Balletti, Ballini, Ballotti, Ballone, Ballandi, Ballante, Ballantini, Balleri, Ballerini, Ballarin, Balladore. La famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 ed estinta nella prima metà del 1700 è venuta da Sutera (CL). Altra presenza è stata rilevata fra la fine del 1800 e l'inizio del 1900.

 

BALSANO/BALSAMO - Cognome diffuso in tutto il sud Italia e Sicilia, con un ceppo anche in Piemonte e Liguria, derivante dal nome beneaugurale medioevale Balsamus. Esempio di questa cognomizzazione si ha ad esempio a Solofra (AV) nel 1100 con il notaio Balsamus, come si legge in un suo atto: ...sui et illius heredibus viginti auri solidos constantinatos, et in suprascripta divisione semper firmiter permanere. Et taliter tibi Balsamus clericus et notarius scribere precepi .... Personaggio famoso con questo cognome fu l'avventuriero, alchimista e guaritore Giuseppe Balsamo (1743-1795) detto Conte Cagliostro. Si può trovare nelle varianti Balsamini, molto raro e tipico del pesarese e Balsamello, molto raro è specifico del palermitano. Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

BARBA - Cognome che dal X sec. si diffonde in tutta Italia. Può avere derivazioni diverse, una prima ipotesi è che derivi da un soprannome germanico indicante un uomo barbuto, un'altra possibilità è che derivi dall'appellativo dialettale barba (zio). Si può trovare nelle varianti Barbi, Barbis, Barbella, Barbetta, Barbolini, Barbucci, Barboccia, Barbone, Barbacci, Barbasio, Barbato, Barbè,Barbini, Barbato, Barbagallo. È una delle famiglie più antiche di Favara e la sua presenza è attestata nella metà del 1500. È probabile che la prima sia venuta da Girgenti, anche se è stata rilevata, verso la fine del 1600, una provenienza da Naro ed altra da Alcamo nella prima metà del 1800.

 

BARBERI - La derivazione di questo cognome è la professione del barbiere. In epoca antica, ma anche in epoche recenti, il barbiere era una specie di medico in scala minore che, oltre che svolgere pratiche igieniche e di cura delle persone, effettuava piccoli interventi chirurgici come salassi e flebotomie. Le prime attestazioni e diffusioni geografiche si riscontrano dagli inizi dell'XI sec. ed ha iniziato la sua espansione nell'Italia del nord e centro-occidentale, dove raggiunge la sua punta massima in Toscana, Piemonte e soprattutto biellese. Si può trovare nelle varianti Barbierato, Barberio, Barberia, Barbero, Barbera, Barberis, De Barberis, Barbè, Barberaz, De Barbieri, Debarbieri, La Barbera, Barberini e Barbieri. La variante Barbierato ha una particolare concentrazione nel Veneto. In Toscana si lega ai nomi di località come Barberino di Mugello o Barberino Val d'Elsa. In una delle varianti può avevre un'origine etnica ed essere legato alla Regione nord-africana della Barberia. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1900.

 

BARGIONE - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 alla prima metà del 1800.

 

BARONE - Cognome che potrebbe derivare dal termine germanico baro (uomo libero) declinato baroni (dell'uomo libero. Si trova anche nelle varianti Baroni, diffuso al centro nord e Baron concentrato nelle Venezie. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

BARRACCO - Sia Barracco che Barraco sono tipici siciliani del trapanese, ma è presente anche un ceppo originario in Valtellina, potrebbero essere di origini spagnole e derivare dal vocabolo barracho (grosso contenitore), ma è pure possibile una derivazione dal nome di una località, come potrebbe essere a solo titolo di esempio: "...Dallo lito del mare dove discende il fiume chiamato Barraco, et sale per lo detto fiume ..." in uno scritto nel 1400.  Tracce di questo cognome le troviamo nel 1300 a Spezzano (CS) dove la famiglia viene annoverata tra i nobili di parte aragonese, nel crotonese nel 1600 con il nobile proprietario terriero di Montespinello (KR) Bernardo Barracco e, in Valtellina nella seconda metà del 1500 Giovanni de Barracco fu Galeazzo è decano della comunitò di Fusine (SO), nel 1800 i Barracco possono fregiarsi nel casertano del titolo di Barone." Famiglia proveniente da Palermo, ma residente anche a Racalmuto, nella metà del 1700. A Favara la ritroviamo fra la metà del 1700 e la seconda metà del 1800.

 

BARRESI - Barrese, ha un ceppo nel reggino ed uno in Campania, Barresi č tipico della Sicilia e del reggino, dovrebbero derivare dall'etnico di Barrafranca (EN), tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Napoli nella seconda metą del 1200 con il nobile siciliano Alaimo Barresi, nel 1330 Abbo Barresi, titolare del feudo di Militello, acquisisce il feudo di Convicino e nel 1336 quello di Caltabellotta (AG): "...Dominus Abbas Barresius pro Petrapercia, Militello, Feudo et Molendinis...", nel 1500 troviamo Pietro Barresi, marchese di Pietraperzia (EN). Famiglia proveniente da Naro, con sporadiche presenze a Favara nel XVII e XVIII sec.

 

BARTOLOTTA - Bartali č specifico del fiorentino e del senese, Bartalini č tipicamente toscano, Bartalotta č un cognome di origine calabrese, Bartoletti č tipico della fascia che da Lucca arriva alla Romagna, Bartolini č molto diffuso dall'Emilia al Lazio, Bartolotta č siciliano, Bartolotti č specifico del bolognese e ravennate. Derivano tutti da modificazioni del nome medioevale Bartolus di cui abbiamo un esempio con l'insigne giurista bolognese Bartolus de Saxoferratus (1314-57) ed in quest'atto del 1400 nel cesenate: "...Postquam super venit Bartolus predictus filius dicti Sanctis et armatus una stanga lignea fecit insultum, impetum et aggressuram contra dictum Ser Joannem...". A Favara si evidenzia una presenza nella prima metà del 1600 ed un'altra nel secondo decennio del 1900.

 

BASILE - Cognome diffuso in tutta Italia che potrebbe derivare dal nome Basilio, o meglio dal suo equivalente greco Basileios (regale). La famiglia di Favara è venuta da Girgenti. Era già presente nella seconda metà del 1500 e si è estinta nella prima metà del 1600.

 

BATTAGLIA - Cognome massicciamente diffuso in Italia. Può avere diverse origini, da quella da toponimi, peraltro presenti in tutta la penisola alla derivazione da soprannomi legati al carattere battagliero o alla partecipazione ad eventi bellici. Le prime presenze si rilevano nella seconda metà del 1500. Si possono trovare nelle varianti Battaglini e Battaglino. A Favara si hanno sporadiche presenze nella prima metà del 1600 e nella prima metà del 1900.

 

BELLANCA - Famiglia venuta da Mussomeli nella prima metà del 1600 ed estinta fra la fine del 1700 ed i primi del 1800.

 

BELLAVIA - È una delle famiglie più antiche di Favara, venuta da Sutera alla fine del 1500. È, inoltre, una delle più estese, per numero di componenti, dove fiorirono anche notai.

 

BELLINO - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

BELLO/LO BELLO - Belli č molto diffuso in tutta l'Italia centrosettentrionale, Bello č diffuso al sud, nel Triveneto ed in Piemonte, derivano derivano dal soprannome divenuto successivamente nome augurale medioevale Bellus di cui abbiamo un esempio nel 1400 a Bergamo: "...Cristoforus dictus Bellus filius quondam Pedrini Bardelle de Rota...", tracce di queste cognomizzazioni le abbiamo nella seconda metą del 1100 con il notaio "Petrus Bellus filius Iohannis Rastelli de Osenago civitatis Mediolani notarius". Personaggio famoso č stato il poeta dialettale romanesco Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863). Bello in Sicilia č diffuso nel palermitano, nell'agrigentino e nel siracusano in particolare. Dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche del capostipite. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500. Conta diverse provenienze: da Castrofilippo all'inizio del 1700 (l'unica che ha avuto seguito fino ai giorni nostri), da Augusta e Agrigento alla fine del 1800 e da Naro all'inizio del 1900.

 

BELLOMO - Cognome diffuso in tutta la penisola, derivante da un soprannome legato al vocabolo bell'uomo (come anticamente veniva scritto nei registri). Nel nord Italia si può trovare nella variante Bellomi. A Favara era presente una famiglia Bellomo, proveniente da Racalmuto, nella seconda metà del 1500, ma che si è estinta. Altro ceppo è venuto da Grotte verso la fine del 1700, ancora oggi presente a Favara.

 

BELLUZZO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Bellucci, Belluccio, Belluti, Belluto, Belluzzi. Bellucciè tipico del centro Italia con ceppi anche nel modenese e al sud; Belluccio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano; Belluti, estremamente raro, parrebbe del mantovano;, Belluto, molto molto raro, è specifico di Brandizzo (TO); Belluzzi ha un ceppo nel bolognese e basso mantovano ed uno nel vicentino; Belluzzo ha un ceppo a Legnago nel veronese e nel vicentino, uno tra la provincia di Udine e quella di Venezia, ed uno a Favara (AG). Dovrebbero tutti derivare dal nome latino Bellutus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "D(is) M(anibus) - L(ucius) Sicinius A(uli) f(ilius) Arn(ensi) - Bellutus IIIIvir - iter(um) i(ure) d(icundo) Clusi".  Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel Montefeltro e a San Marino agli inizi del 1400 con la nobile famiglia dei Belluzzi; nel cosentino nel 1600 a Frascinento in un atto leggiamo: "Die 16 men[sis] 9[m]bris 11 Ind[itioni]s 1612 in Casali S[anct]i Cosmi et Constitutis in n[ost]ri p[rae]sentia Horatio Belluccio sindico In p[rae]sentis dicti Casalis...", nel modenese, sempre nel 1600 un  Pietro Belluzzi è bargello di Vignola. Il cognome Bellucci presente in Capitanata (Puglia) deriva da un ceppo proveniente verso il 1600 dalla Sicilia dove era dedito al commercio e dove era giunto precedentemente provenendo dalla Spagna, molto probabilmente durante uno dei trasferimenti o delle conquiste spagnole. La f amiglia di Favara è venuta da Castrofilippo all'inizio del terzo decennio del 1800.

 

BELMONTE - Notabile famiglia venuta a Favara da Sutera (CL) nella seconda metà del 1600 ed estinta nella seconda metà del 1800 per mancanza di discendenza maschile. Oggi le maggiori concentrazioni si riscontrano nelle province di Cosenza e Roma, seguono Palermo, Salerno, Milano e Torino. Altre presenze di minore entità si riscontrano in quasi tutte le altre province d'Italia.

 

BENNARDO - Famiglia presente in tutto il nord Italia con la variante Bernardelli e in tutta la penisola, ma particolarmente al centro nord con Bernardi ed al sud Bernardo. Questi cognomi hanno origini diverse tra le quali possiamo ritenere valide la derivazione dal nome tardo latino Bernardus o Bernardinus oppure dal germanico Baerhard “forte orso”. Diffuso  e molto frequente in tutta l'Italia nel tipo "Bernardi", con punte massime in Lombardia, nel Veneto e in Emilia, è proprio della Toscana e del centro (ma anche dell'Emilia e della Venezia Giulia), dove è specifica la variante Bernich. Alla base è il nome di origine germanica Bernardo, già frequente e documentato in italia dell'Alto Medio Evo, ma affermatosi nel XII e XIII secolo per il prestigio e il culto di San Bernardo di Chiaravalle, e l'ipocoristico apocopato Bèrna  e Bèrno (Bernus è attestato a Firenze nel 997). Bernardo è l'adattamento del nome franco Bernhard, formato dal germanico "beran - orso, e hardhu - duro, fortte, valoroso". Significato originario quindi " forte, valoroso come un orso". Questa famiglia era chiamata Di Bernardo e Bernardo, successivamente Bennardo ed era già presente a Favara nella seconda metà del 1500. Oggi le maggiori concentrazioni le troviamo nelle province di Agrigento e Cosenza ed in minore misura in altre province italiane.

 

BENNICA/PENNICA - La prima famiglia Pennica da Girgenti, dove fiorirono mastri marammieri e scalpellini, è venuta a Favara nella seconda metà del 1700. Nella metà del 1800 altra famiglia è venuta da Mussomeli. Nella prima metà del 1800, per un probabile errore anagrafico, Pennica è stato trasformato in Bennica. Oggi la maggior concentrazione dei Bennica la troviamo solo in provincia di Agrigento e quella di Pennica, oltre che in detta provincia, in misura minore in quelle di Caltanissetta, Palermo, Roma e Modena e, più limitatamente, in qualche altra provincia d'Italia.

 

BENTIVEGNA - Cognome abbastanza raro, tipico siciliano. La variante Bentivegni, assolutamente molto raro, sembrerebbe romagnolo. L'altra variante rarissima Bentivenga sembra lucano, con un ceppo non secondario in Sicilia, derivano dal nome beneaugurale medioevale Bentivegna. Si legge in un atto notarile del 1218: ... silicet Ildebrandino et Jacopo Cavalcantis et Ranerio Ranucci pro tertia parte et Gundo et Ranuccino et Bencivenni Gislincionis recipientibus pro se et Boninsegna predicto; in uno scritto del 1243 a Montieri (GR): "...tradidimus atque cessimus Bentivegne Davanzati mercatori Florentiae filio quondam Ugolini fedeli nostro...", o anche nell'ottava giornata del Decamerone di Boccaccio: "...Ora avvenne che, tra l'altre sue popolane che prima gli eran piaciute, una sopra tutte ne gli piacque, che aveva nome monna Belcolore, moglie d'un lavoratore che si facea chiamare Bentivegna del Mazzo, la qual nel vero era pure una piacevole e fresca foresozza, brunazza e ben tarchiata...". Oggi la maggiore concentrazione la troviamo in provincia di Agrigento; seguono Palermo e Milano e, in misura inferiore, Enna, Catania e Roma. Altre presenze più limitate si trovano in altre province italiane. La famiglia Bentivegna di Favara, ceppo unico, è una delle più antiche ed è venuta da Troina (EN). La sua presenza è attestata intorno alla metà del 1500.

 

BENZA - Potrebbe essere una variante di Benzi e derivare, quindi, da un nome germanico longobardo Bendizo (alfiere), trasformatosi in Benzo. Tracce molto antiche del nome Benzo si hanno nel 986 e si rifanno ad un Benzo come messo imperiale di Ottone. Nel 1059 c'era un vescovo Benzone d'Alba (CN), messo imperiale a Roma e fautore di Enrico IV. Di Benzoni si hanno notizie fin dal 1185, quando Federico Barbarossa investì il Dominus Benzone di Crema, assieme ad altri, dei privilegi di amministratore della città cremasca. Nel 1300 troviamo un personaggio famoso, lo scrittore preumanista Benzo d'Alessandria. Circa l'antichità del ramo ligure, basti vedere come nella storia di Quiliano (SV) in uno scritto del 1432, si parli dei Benzi come di un'antica famiglia di proprietari terrieri, mentre in un atto di compravendita del un Vivaldo de Petro e Bomo de Benzo, entrambi di Montenero (SP), comprarono da Venturino de Bonamico, taverniere, una quantità di pesce salato per soldi 20. Benzi ha un nucleo principale nelle province di Genova e Alessandria, ma esistono anche ceppi secondari nel milanese, nel modenese e tra forlinese e riminese. Benzone è quasi scomparso, mentre Benzoni è presente in tutto il nord, particolarmente concentrato in Lombardia. A Favara è stata presente una famiglia Benza verso la fine del 1500, proveniente da Carini (PA), ma si è estinta nella seconda metà del 1600. Oggi la maggiore concentrazione della famiglia si riscontra in provincia di Imperia ed in misura inferiore Caltanissetta. Una sparuta presenza la troviamo in qualche provincia del nord-ovest d'Italia ed a Catania.

 

BERLINGERI/BIRLINGERI - Famiglia di Castrogiovanni (antica Enna), presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

BERTOLINO - Il cognome si può trovare nelle varianti Bertola, Bertolaia, Bertolazzi, Bertoletti, Bertoli, Bertolini, Bertolotti, Bortoli, Bortolazzi, Bortolotti. Sono state rilevate diverse provenienze ed in diversi periodi. Oggi le maggiori concentrazioni della famiglia le troviamo nelle province di Trapani, Palermo, Cuneo e Torino; seguono Savona, Asti ed in misura inferiore altre province italiane. A Favara la ritroviamo fra la seconda metà del 1500 ed i primi del 1700.

 

BEVILACQUA - Cognome assolutamente panitaliano che può derivare sia da soprannomi probabilmente legati ad un amore particolare per il vino, sia da toponimi come Bevilacqua (FE) - (VR) - (BO) o altri; esempio di questa consuetudine si trova in uno scritto del 1050 dove si legge: ...Gregorius qui dicitur bibit aquam .... La nobile famiglia veronese dei Bevilacqua è originaria di Ala (TN) Guglielmo divenne nel 1300 Vassallo del Vescovo di Verona; alla Corte degli Scaligeri il suo casato crebbe d'importanza con Francesco che come ambasciatore dei Della Scala ricevette onorificenze dai Visconti, dai Carraresi, dagli Estensi e dal papa Clemente VI. La famiglia Bevilacqua è una delle più estese e, con esclusione di Nuoro, presente in tutte le province italiane. I Bevilacqua di Favara sono venuti da Palermo nella prima metà del 1800.

 

BIANCAVILLA - Famiglia presente in quantità esigue nelle province di Agrigento, Palermo, Roma, Imperia, Savona, Milano, Udine e Sassari. A Favara la ritroviamo sin dalla fine del 1800.

 

BIANCO/LO BIANCO - Termine anticamente usato come nome o come soprannome derivante da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale, da un toponimo, dal nome di una zona, etc. Si possono trovare nelle varianti Bianchessi, probabilmente di origine cremonese, già documentato in epoca medioevale e presente solo in Lombardia; Bianchi, Bianchini diffusi fortemente in tutto il territorio nazionale, con prevalenza al centro nord per Bianchini. I Bianchi di Firenze risalgono almeno al 1000, nel 1200 sono inseriti fra le casate nobili consolari, cioè la classe di ricchi e potenti feudatari più aristocratica di Firenze. Il casato Bianchi di Milano dovrebbe provenire da Bologna, il capostipite sembra sia stato Ugolino Bianchi, che nel 1390 Gian Galeazzo Visconti nominò Maresciallo del Ducato di Milano. Oggi la maggiore concentrazione della famiglia Lo Bianco la troviamo nella provincia di Palermo ed in misura inferiore in altre province italiane. La famiglia Bianco, invece, è presente in grandi quantità in tutta Italia, con maggiore prevalenza a Torino e Napoli. A Favara se ne attesta la presenza dalla fine del 1500 alla prima metà del 1700.

 

BIANCUCCI - Tipico del centro Italia, sembrerebbero esserci tre ceppi uno nelle Marche sud orientali con epicentro nel maceratese, uno nel senese ed uno nel Lazio, l'origine del cognome dovrebbe essere derivata da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale, da un toponimo, o dal nome di una zona, etc. Tracce di questa famiglia si trovano in Toscana già dal 1300, in un atto del 1389 leggiamo: ...domus et terre contigue in Villa Lavachi districtus Masse... locata ad un certo Iacobuccio et Fosco del fu Biancucci del Comune di San Vitale (sottoposta alla signoria di Lucca). Nelle Marche, a Senigallia, parroco della chiesa di Santa Maria della Neve nella seconda metà del 1600 è un tale don Pierfrancesco Biancucci che si ricorda soprattutto per avere lui fondato nel 1669 la Compagnia della Santissima Trinità del Riscatto. Oggi le maggiori concentrazioni della famiglia le troviamo nelle province di Roma, Ascoli Piceno, Siena e, in misura inferiore in altre province italiane. A parte una singola presenza all'inizio del 1700, a Favara si rileva la prima famiglia stabile all'inizio del 1800.

 

BILELLO - Famiglia venuta da Menfi nella seconda metà del 1800, ma estinta nei primi del 1900. Oggi la maggiore concentrazione della famiglia la troviamo in provincia di Agrigento; in misura inferiore in quella di Palermo ed in quantità sparute in poche altre province.

 

BIONDO/BIUNDO/BLUNDO - Bionda ha un ceppo nella provincia di Verbania ed uno tra quella di Como e Milano, Biondi č assolutamente panitaliano, Biondo ha un ceppo siciliano ed uno veneto, derivano dal fatto dall'avere i capostipiti i capelli biondi e o la carnagione chiara. A Favara anticamente detta famiglia era chiamata Biunda, Biundo e Blundo. Una prima famiglia è venuta da Girgenti alla fine del 1500, ma si è estinta intorno alla metà del 1600. Si rileva pure una provenienza da Palma di Montechiaro nella prima metà del 1700, ma senza sviluppo. Il ramo attualmente presente a Favara è venuto da Canicattì nella seconda metà del 1600.

 

BISACCIA/BISACCIA CIBARDO - È una delle famiglie più antiche di Favara, presente già nella siconda metà del 1500, volgarmente chiamata Visazza. Altra famiglia Bisaccia è venuta da Ravanusa nella prima metà del 1700, che si è estinta nella prima metà del 1800 ed altra ancora da Girgenti nella prima metà del 1800.

 

BOCCADUTRI - Famiglia venuta da Girgenti nella seconda metà del 1800.

 

BONAFEDE - Famiglia presente a Favara in modo frammentario nei primi del XVII sec. La ritroviamo in modo stabile dai primi del 1700 alla prima metà del 1800.

 

BONANNO - Cognome siciliano di probabile origine pisana (Bonanni). Deriva dal nome augurale Bonusannus. Le prime tracce dei Bonanno in Sicilia si trovano a Caltagirone nella seconda metà del 1200, quando Giangiacomo Bonanno fu promosso a gran cancelliere del regno dall'imperatore Federico II, personaggio degno di nota è stato Filingieri Bonanno che nel 1700 fu capitano giustiziere di Palermo e governatore della nobile compagnia della Pace. A Favara una famiglia è venuta da Girgenti nel secondo decennio del 1600, ma si è estinta nella seconda metà dello stesso secolo. Altra famiglia è venuta da Naro all'inizio del 1600, ma si è estinta nella seconda metà del 1600. Tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 è venuta un'altra famiglia da Caltabellotta, che si è estinta nella seconda metà del 1600.

 

BONAVENTURA - Bonaventura sembra comprendere tre ceppi autonomi fra le province di Venezia e Treviso, in quelle di Viterbo, Roma e l'Aquila ed in Sicilia, nel catanese. La variante Bonaventuri parrebbe toscano. Entrambi derivano dal nome beneaugurale Bonaventura, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto del 1184 redatto in Brescia"...Ego Bonaventura notarius interfui et rogatus hoc breve scripsi..." e anche in uno scritto del 1261 a Firenze: "...Tunc florebat in ordine fratrum minorum frater Bonaventura, patria Tuscus et magister in theologia,..." Tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad esempio nell'archivio di Stato di Modena dove nel repertorio dei Notai del 1200 troviamo un notajo Albertino Bonaventura. Sporadiche presenze ritroviamo a Favara nella metà del 1700 e nei primi del 1900.

 

BONAVIA - Sporadiche presenze ritroviamo nella seconda metà del 1500 e nella metà del 1600.

 

BONETTO - Cognome che si trova nelle varianti Bonetti e Bonni, con forte prevalenza nella fascia centrale dell'Italia settentrionale, Bonini in Lombardia Emilia, Toscana e Lazio. Deriva dal nome latino Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo. A Favara la ritroviamo in modo frammentario alla fine del 1500 ed in forma stabile nella seconda metà del 1800.

BONFANTI - Cognome diffuso in tutt'Italia, con forte prevalenza nella fascia individuata dalla Lombardia Emilia, Toscana e Lazio, con un ceppo anche in Sicilia. Sembra derivare dal nome augurale tardo latino Bonusinfans (buon fanciullo). A Favara la famiglia la ritroviamo tra la seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600. Si segnala una blanda presenza anche nella seconda metà del 1800.

 

BONFIGLIO - Cognome che si può trovare nelle varianti Bonfigli e Bonfiglioli. Bonfigli ha due ceppi, uno nella provincia di Massa ed uno tra maceratese e Piceno, Bonfiglioli è specifico del bolognese, derivano dal nome beneaugurale medioevale Bonfilius; esempio di questo nome si ha nel XI secolo con San Bonfilius nato a Osimo nel Piceno e divenuto vescovo benedettino di Foligno nel 1078, l'uso del nome Bonfilius come inizio di cognomizzazione si ha ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove in un atto del 1186 si legge: Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo sesto, duodecimo die mensis februarii, indicione quarta. Vendicionem ad proprium sub dupla defensione fecit Otto filius quondam Iohannis qui dicebatur Bonfilius de loco Albariate in Arderico qui dicitur de Moecia de civitate Mediolani pro accepto precio argenti denariorum bonorum Mediolanensium nove monete.... Tracce di questa cognomizzazione si trovano nel 1600 ad Arezzo con lo scultore Jacopo Bonfiglioli di Arezzo. A Favara la ritroviamo a partire della seconda metà del 1500.

 

BONGIORNO - Cognome tipico siciliano derivante dal nome beneaugurale medioevale Bongiorno, con un ceppo, probabilmente secondario in Puglia. La famiglia è molto diffusa nel Sud Italia soprattutto nel Siciliano con larga presenza in Messina Catania e paesi limitrofi. Sembrerebbe probabile la derivazione da Patti o da Lentini ottenendo privilegi da parte dei sovrani aragonesi per i servigi resi. Secondo altri sarebbe di origine spagnola e scesa in Italia verso la fine del XVsec.   Pare che un ramo abbia ottenuto il baronato di Santo Stefano e il governatorato della città di Messina.  Un tal Alfonso Bongiorno di Acireale si è unito con una discendente dei borboni delle due Sicilie del ramo dei conti di Roccaguglielmina, la cui discendenza ancora esiste.  A Gangi esiste tuttora il Palazzo Bongiorno del XVIII secolo.  Presente nel comune di Giarre e di Riposto (CT) rappresentato dalla signora donna Venera Bongiorno Buscemi fu Isidoro. A Favara le prime due famiglie sono venute da Calascibetta e Castronovo, all'inizio del 1600, ma estinte. Altra famiglia è venuta da Girgenti nella seconda metà del 1700 e ancora oggi esistente.

 

BONGIOVANNI - Il cognome Bongioanni è tipico del cuneese e sembrerebbe avere più ceppi, in Sicilia, in Piemonte e Liguria, nel bolognese ed in Lombardia e basso Veneto. Deriva dal nome medioevale Bonus Johannes. Tracce di questa cognomizzazione la si trova a Piacenza nel 1100 con il notaio Bonus Johannes, si ricorda inoltre il Cardinale di Mantova fatto poi Beato Bonus Johannes (1168-1249). A Favara troviamo sporadiche presenze nel XVII sec., nel XIX e nel XX sec. Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e dalla seconda metà del 1800 alla seconda metà del 1900.

 

BONO - Famiglia presente a Favara dagli inizi del 1600 alla prima metà del 1700.

 

BONOMO - Il cognome Bonomo ha un nucleo siciliano, uno laziale ed uno nel veronese. Si può trovare anche nelle varianti Bonomi e Bonomini. Bonomi è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale con grossa prevalenza nella zona centro settentrionale (Milano, Como, Varese, Bergamo, Brescia, Sondrio, Trento, Verona); Bonomini è specifico del bresciano. Tutti traggono origine dal nome augurale Bonushomus (buonuomo) o da sue modificazioni medioevali, quali ad esempio quella che troviamo in un atto di vendita del 1144 redatto in Pavia: "Constat nos Bonumiohannem, filium quondam Donumdei de Valli , et Purpuram iugalis, filia quondam Niger Bonum Marro, qui professi sumus ambo ex nacione nostra lege vivere Longobardorum ipso namque iugale et mundoaldo meo mihi consençiente et subter confirmante et iusta ex meam lege una cum noticia propinquorum parentum meorum qui supra Purpura visi sunt Lanfranco germano meo et Vasallo consobrino meo, in quorum presentia et testium certam facio professione quod nullam me pati violentiam ad quopiam hominem nec ab ipso iugale et mundoaldo meo nisi mea bona et spontanea voluntate, accepisse communiter sicuti et in presentia testium accepimus a te Oberto presbitero canonice Sancte Marie de loco Lomello, a parte ipsius ecclesie Sancte Marie argenti denariorum bonorum Papiensium libras decem, finito precio pro pecia una de terra aratoria iuris nostri, quam habere visi sumus super fluvio Ticini in loco et fundo Octabiano et in eius territorio ad locus ubi dicitur Plozone, et est pecia ipsa de terra aratoria per mensuram iustam iugeas duas....", o nella forma corretta in un atto dell'anno 1166 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove leggiamo: "...inter Bonomum qui dicitur da Syrone germanum suum de loco Salvano ut in Dei nomine debeat dare, sicut a presenti dedit, ipse presbiter Arnoldus eidem Bonomo germani suo ...".  Abbiamo tracce inoltre di un Giovanni Francesco Bonomi nel 1536, Vescovo di Vercelli e letterato. Tracce di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1900.

 

BONSIGNORE - Il cognome Bonsignore è tipicamente siciliano e la variante Bonsignori è toscano, in particolar di Livorno, con un ceppo anche a Pontedera e nel pisano. Derivano dal nome medioevale Bonussenior (Buonsignore), di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in uno scritto del 1115 a Milano: "...Mediolani, in burgo Porte Ticinensis, prope ecclesia Sancti Laurentii, necnon et inter Ugonem filium quondam Vuariberti qui fuit dictus de Sabladore et Bonumseniorem filium quondam item Bonisenioris  qui dicitur Guita de Auro de suprascripta civitate...". La famiglia la ritroviamo a Favara con sporadiche presenze nei secc. XVI, XIX e nel XX sec.

 

BONTÀ - Famiglia venuta da Aragona verso la fine del 1700 e tutt'ora esistente.

 

BORDINO - Famiglia venuta da Palma di Montechiaro nella seconda metà del 1800.

 

BORDONARO - Probabile variande di Bordoni, diffuso in tutto il centro nord con nuclei importanti in provincia di Sondrio, di Milano, di Rimini, in Umbria e nel Lazio. Potrebbe derivare da soprannomi legati a vocaboli tardo latini quali burdonem (asino selvatico) o al medioevale bordone (bastone da pellegrino). Famiglia che conta diverse provenienze a Favara, a partire dalla prima metà del 1600.

 

BORGHESE - Cognome originato da una provenienza cittadina, in contrasto con l'ambiente villano, probabilmente come soprannome prima e poi come indicativo di appartenenza famigliare. Risulta diffuso in tutta Italia. Anticamente la famiglia veniva chiamata col termine dialettale Borgese ed è stata presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla prima metà del 1700.

 

BORSELLINO - Famiglia venuta da Castrofilippo nella metà del 1600.

 

BORZELLA - Probabile variante di Borzelli, Borzilli e Borzillo. Borzelli è abbastanza raro, con un ceppo romano ed uno napoletano; Borzilli è praticamente unico; Borzillo, assolutamente rarissimo, è tipico della Campania centrosettentrionale. Il cognome  dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale Bortius. Famiglia venuta a Favara verso la fine del 1500. Altra è venuta da Castrofilippo nella seconda metà del 1800.

 

BOSCARINO - Cognome costituente una delle tanti varianti di Bosco (v.); Boscarelli, molto raro, che sembra avere tre ceppi, nel beneventano, nel cosentino e nel catanese; Boscarello oltre al ceppo catanese, che parrebbe avere anche un nucleo nel vicentino. Dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vivere o presso boschi o dal lavorare nei boschi. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1600 a Caltagirone con l'illustre medico Gian Leonardo Boscarelli, medico personale di Donna Giovanna d'Austria, figlia di Giovanni d'Austria, il vincitore della battaglia di Lepanto. A Favara la famiglia la ritroviamo dalla seconda metà del 1600 alla seconda metà del 1700. Altra famiglia la ritroviamo a partire dai primi del 1900.

 

BOSCO - Diffusissimo cognome accompagnato da numerose varianti, deve la sua nascita alle origini agricole della società italiana e, in particolare, ai rigogliosi boschi, di cui era ricca la nostra penisola, spesso fonte di sostentamento per le popolazioni rurali. Alla base del cognome vi sono soprannomi come Boscarino o Boschero e, nelle forme dialettali, Boscain e Buscaien, frequenti in epoca medievale, venivano assegnati a coloro che si guadagnavano da vivere, svolgendo attività come il taglio della legna, la ricerca di erbe dalle proprietà medicinali o la raccolta del miele selvatico. Nonostante questi termini potessero assumere talvolta una coloritura dispregiativa, soprattutto quando sottolineavano la rustichezza di chi, conducendo un'esistenza selvaggia e isolata, si mostrava poco avvezzo ai modi del vivere civile, tale cognome evoca piuttosto l'incanto fiabesco e, al tempo stesso l'onesta fatica di vivere, entrambi legati al mondo silvestre. Anche i nomi di località che ricordano la presenza di un bosco nelle loro vicinanze, sono divenuti fonti per il cognome, che in questo caso designava il luogo di provenienza di un individuo, fra cui si ricordano Bosco Chiesanuova in provincia di Verona, Boscoreale in provincia di Napoli e Boscotrecase sulle falde del Vesuvio. Dal punto di vista etimologico il cognome deriva dal termine latino medievale Buscus, risalente al tedesco antico Busk, “macchia, boschetto”. Si trova anche nelle varianti Boschi, Busco, Del Bosco, Boschello, Boschini, Boscoli, Boscolo, Boscari, Boscarino, Buscarino, Boscaino, Boscariolo, Boscarato, Boschieri, Boscherini, Buscaglia, Buscaglione, Boscato, Boscivich. È diffuso in tutta Italia con variazioni regionali. Dei personaggi famosi si citano: il fondatore dei salesiani S. Giovanni Bosco, il critico e storico Umberto Bosco, il pittore manierista del cinquecento Andrea Boscoli ed il cantante melodico Fred Buscaglione. Dell'unico ceppo presente a Favara troviamo la prima presenza tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700. Famiglia presente a Favara dall'inizio del 1700 ai nostri giorni.

 

BOSCOLO - Cognome tipico veneto, molto diffuso dal rovigoto all'alto veneziano. Dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo bosco o al mestiere di boscaiolo. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Firenze nel 1400. È famosa la congiura antimedicea di Pier Paolo Boscolo di cui fu sospettato di far parte anche il Macchiavelli. La famiglia tutt'oggi presente a Favara è venuta da Sottomarina (Chioggia) nella seconda metà del 1800.

 

BOTTA - Cognome diffuso nella fascia centro occidentale dell'Italia settentrionale, con altri ceppi importanti anche in Campania, in Puglia ed in Sicilia. La variante Botti è molto diffusa in Lombardia, Liguria, Emilia ed alta Toscana, con ceppi anche nel Lazio ed in Campania. Botto invece è specifico di Piemonte e Liguria. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Bottus di cui ad esempio si hanno tracce nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove, in un atto del 1169 si legge: "...Albertum qui dicitur de Rivolta et Bottum qui dicitur Salinarius de Meleniano, nominative de ponte de Meleniano edificato supra flumen Lambri et de omnibus rebus territoriis et buschis...".  Tracce di questa cognomizzazione si trovano ad esempio ad Ardesio (BG) nel 1500 con il notaio Agostino Botto di Giovan Antonio di Ardesio e a Milano nel 1502 con Bergonzio Bottus uno dei conduttori delle entrate dello stato di Milano. Famiglia con sporadiche presenze a Favara fra la fine del 180o ed i primi del 1900.

 

BOTTONE - Cognome tipico del napoletano e salernitano, probabilmente derivante da Bottoni, quest'ultimo presente in tutta Italia, con prevalenza nel Lazio, in provincia di Milano, Ferrara, Bologna, nelle Marche ed in Toscana. L'origine del cognome può essere dal mestiere di fabbricante o venditore di bottoni o da un soprannome transitato dal dialetto. Tracce di questa cognomizzazione si trova a Cento (FE) fin dal 1200 dove opera Gioanni di Jacopo Bottoni Notajo del Vicario Generale di Bologna. A Favara la ritroviamo in forma stabile a partire dalla seconda metà del 1800.

 

BRANCATO - Cognome di probabile derivazione dal tardo latino Brancatius, che discende dal nome bizantino Pancratius (Pancrazio). La rara variante Brancati è presente nella provincia di Siracusa, Reggio Calabria, Catanzaro, in Basilicata ed in Campania. Brancato è tipico siciliano, con un ceppi nel potentino e nel napoletano che potrebbero derivare dal toponimo San Brancato (PZ). Gli altri dovrebbero derivare dal nome tardo latino Brancatius, che discende dal nome bizantino Pancratius (Pancrazio).  Tracce di questa cognomizzazione si trovano a Malta fin dal 1500: "...quod tota hereditas predicta devolvatur hori Petro Brancato ipsius testatricis patruo et...". A Favara troviamo sporadiche presenze alla fine del 1500, nel XVIII sec. e nella metà del 1800.

 

BRANDO - La famiglia sembrerebbe avere due nuclei, uno nel napoletano ed uno nella zona costiera di confine tra Basilicata, Calabria e Campania. Deriva dal nome medioevale di origine germanica Brando, anche attraverso l'aferesi dei suoi composti come Ildebrando ecc. Questo nome, abbastanza diffuso nel tardo medioevo venne portato ad esempio nel 1400 dal Cardinal Brando Brancacci.

 

BROCCIA - V. Veneziano/Veneziano Broccia.

 

BRONZO - Famiglia venuta da Famagosta (isola di Cipro) nei primi del 1600 ed estinta nella prima metà del 1700 per mancanza di discendenza maschile.

 

BRUCCOLERI/BRUCCULERI - I primi Bucculeri (poi Brucculeri e Bruccoleri) da Racalmuto erano presenti a Favara nella seconda metà del 1500. È probabile che uno dei rami oggi presenti abbia un collegamento con quella originaria racalmutese. Altri Brucculeri sono venuti da Castrofilippo tra la prima metà e la seconda Verifica la distribuzione della famiglia nelle varie

 

BRUNETTO - Il cognome Brunetto, assieme a Brunelli, Brunello, Brunelleschi, Brunetti, Brunini, Brunone, Brunacci, Brunati, Brunengo, Bruneri, Brunod e Brunese, costituisce una variante di Bruno (v.). Ritroviamo sporadiche presenze in Favara nella prima metà del 1800 e del 1900.

 

BRUNO - Cognome la cui storia è testimonianza dei fecondi scambi linguistici avvenuti fra le popolazioni italiche e le stirpi germaniche, già dal secolo I d. C. Fonte del cognome è il nome proprio germanico Bruno, la cui formazione seguì due differenti strade. Fu innanzitutto nome personale autonomo, alterato in Brunellesco, Brunello, Brunetto che, assieme al derivato Brunone, sono presenti nei documenti sin dall’VIII secolo. Fu, tuttavia, anche diminutivo familiare di nomi come Brunaldo, Brunoldo, Bruncaldo e Brunilde. Significato comune al personale germanico come al soprannome italiano, è il riferimento al colorito scuro della pelle, dei capelli o degli occhi di una persona, caratteristica che presso i popoli germanici doveva avere una particolare evidenza. Le varianti Brunengo e Bruneri possono essere state originate sia da modificazioni linguistiche settentrionali, sia dalla trasformazione di nomi longobardi o franconi, mentre cognomi che hanno una formazione più recente possono provenire da nomi di località come Brunello in provincia di Varese o Brunelli vicino Parma. Costituiscono varianti i cognomi Brunelli, Brunello, Brunelleschi, Brunetti, Brunetto, Brunini, Brunone, Brunacci, Brunati, Brunengo, Bruneri, Brunod e Brunese. Si citano l’umanista aretino Leonardo Bruni, l’anatomista Antonio Cesare Bruni, l’architetto e scultore rinascimentali Filippo Brunelleschi, il filosofo domenicano vittima dell’inquisizione Giordano Bruno, il patriota romano dell’ottocento Angelo Brunetti detto Ciceruaccio. A Favara la Famiglia Bruno la ritroviamo fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

BRUTTO/LO BRUTTO - Cognome tipico siciliano, dell'agrigentino in particolare; dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche del capostipite. Tracce di questo cognome le troviamo nel 1600 a Casteltermini (AG) con il notaro G. B. Lo Brutto. Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 in poi. La ritroviamo in forma stabile dalla fine del 1600 ai nostri giorni.

 

BUBELLO/BUMBELLO - Famiglia di Grotte, presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

BUFALARO - Famiglia venuta da Girgenti fra la fine del 1500 e l'inizio del 1600. Si è estinta nella prima metà del 1600.

 

BUFALINO - Cognome riscontrabile anche nella variante Bufalini, specifico dell'area che comprende Marche, Umbria e Toscana. Bufalino, abbastanza raro, sembrerebbe originario del siracusano, con possibili ceppi probabilmente secondari nel cosentino. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Bufalus di cui abbiamo esempio nel 1300 con Bufalus de Cancellariis, sepolto nel 1404 in ecclesia in platea Columnae a Roma.  Troviamo tracce di questa cognomizzazione nel XIV sec., nella Città di Castello (PG) con il castellano Niccolò di Manno Bufalini; personaggio famoso è stato l'architetto Francesco Antonio Bufalini (1670-1716 ) che operò sia a Roma che a Urbino. Uuna leggenda sulla famiglia Bufalini di San Giustino (PG), dice che un cavaliere al servizio dell'imperatore di nome Paolo di Riccomanno durante un torneo di caccia avrebbe ucciso una bufala e ne avrebbe preso la testa come emblema della sua famiglia da questo il soprannome Bufalino.  I Bufalini furono signori di San Giustino dove è visitabile il loro palazzo fatto erigere da loro nel 1492, con tanto di giardino all'italiana con ancora intatto il labirinto. Personaggi della famiglia più conosciuti sono: il cardinale Giovanni Ottavio, Ortensia madre del famoso cardinale Mazzarino e la poetessa Francesca Turina. Sparute presenze si trovano a Favara nella prima metà del 1700 e nella seconda metà del 1800.

 

BUGGEA - Antica famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500 ed ancora oggi in vita.

 

BUNONE - V. D'Anna.

 

BURGIO - È una delle famiglie più antiche di Favara, già presente nella prima metà del 1500 e tutt'oggi esistente. Conta una moltitudine di provenienze: Girgenti, Raffadali, Sutera, Ravanusa e Naro, ma si stabilizza a Favara verso la fine del 1800.

 

BURRASCA - Famiglia venuta a Favara nella prima metà del 1800.

 

BUSCAGLIA - Cognome tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese, l'alessandrino e la Liguria centrale. Famiglia espressasi a Milano nel 1500 con il sovrintendente di polizia Pietro Francesco il cui figlio venne fatto cavaliere di Santo Spirito di Toscana, nel 1600 acquisì il feudo di Lamagna, nel 1661 Filippo IV di Spagna concesse loro il rango nobiliare di Marchesi. A Favara la ritroviamo a partire dalla prima metà del 1800.

 

BUSCEMI - Il cognome è specifico di tutta la Sicilia. Si possono riscontrare le varianti: Buscema, tipico della Sicilia meridionale, del catanese, siracusano e ragusano in particolare; Bussemi, probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente. Sono tutti cognomi di origine araba, dal toponimo Buscemi (SR) e dalla sua forma arcaica Bussema o Buscema. È una delle famiglie più antiche di Favara, già presente nella metà del 1500 e tutt'oggi esistente. Conta una moltitudine di provenienze: Naro, Girgenti, Racalmuto ed infine Aragona. Quest'ultima si stabilizza a Favara nella prima metà del 1800.

 

BUSUITO - Si segnala una sporadica presenza nella prima metà del 1700.

 

BUTERA - Famiglia presente in modo frammentario a Favara nella seconda metà del 1500, nella prima metà del 1600 e del 1700. La ritroviamo in forma stabile dall'inizio del 1800 in poi.

 

BUTTACAVOLI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai primi del 1600.

 

BUTTAFUOCO - Famiglia presente a Favara fra la fine del 1500 e la metà del 1600.

 

BUTTICÈ - Famiglia provenienti da Girgenti nella prima metà del 1800.

 

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