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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

La stele del barone Mendola trafugata

di Carmelo Antinoro

 

Nella metà degli anni 20 dello scorso secolo un gruppo di volenterosi favaresi, per iniziativa del cav. Salvatore Piscopo raccolse dei fondi per realizzare un monumento a perenne memoria del filantropo barone Antonio Mendola. Il costo complessivo dell’opera, compreso il trasporto ferroviario da Palermo fu di lire 10.485. La collocazione dell’opera all’ingresso della biblioteca comunale di Favara e l’inaugurazione avvennero nel 1926. Trattasi di una stele in marmo di Billiemi, con sopra il mezzo busto in bronzo del barone Antonio Mendola. L’opera venne realizzata dallo scultore palermitano Antonio Ugo, autore anche dell’opera marmorea custodita all’interno della chiesa dell’Immacolata, al boccone del povero.

Sono trascorsi 85 anni, quando la notte del 19 ottobre 2011 ignoti balordi, mai identificati, trafugarono il mezzo busto in bronzo, liberandolo dal monolite marmoreo modanato a cui il mezzo busto era collegato, lasciandolo a terra. La mattina successiva la notizia lasciò amarezza e sconcerto a Favara.

La biblioteca Mendola con la stele del barone ed il mezzo busto del 1926

Dopo alcuni giorni, considerato che nessuna notizia arrivava sul ritrovamento della scultura, l’Amministrazione comunale aprì un conto corrente postale per raccogliere fondi per la realizzazione di un nuovo mezzo busto, ma per la crisi dilagante, la diffidenza,  l'indifferenza e la contrarietà politica non un centesimo venne versato. La stele commemorativa restava così senza il suo inquilino, quell’inquilino che, per la verità, durante la vita era stato refrattario a titoli e orpelli.Mezzo busto del barone Mendola del 2015

Per volontà di un benefattore che non ha voluto svelare l'identità, intorno alla seconda metà del 2014 veniva commissionata all’artista aragonese Giovanni Proietto un nuovo mezzo busto. Il calco venne realizzato sulla scultura in marmo della chiesa del boccone del povero uguale, nelle forme, di quella in bronzo collocata nel 1926. La nuova (v. foto a dx) differisce da quella antica nella larghezza della parte d'appoggio, come si può vedere dalle due foto sottostanti. In sostanza l'artista non ha tenuto conto (o più probabile non è stato informato) che doveva essere ricollocato nella stessa base che i malviventi avevano abbandonato a terra nell'atto del trafugamento. Il 19 marzo 2015 si procedeva alla collocazione del nuovo mezzo busto, ma durante le operazioni la superficie d'appoggio si rivelava insufficiente, motivo per cui il mastro muratore, o chi per lui, ha pensato di capovolgere la base in marmo, con l'aggiunta di una nuova lastra di marmo che rende ancora più sgradevole l'effetto d'insieme. Infine ha fatto bullonare l'opera alla struttura in marmo e, per impedire altro trafugamento, ha riempito di calcestruzzo la parte retrostante dell'opera, il tutto in barba alle regole armoniche dell'estetica e del buon gusto.

Mezzo busto del barone Mendola del 1926 Mezzo busto del barone Mendola del 2015
Mezzo busto del 1926 Mezzo busto del 2015

 

Il vecchio mezzo busto differiva dal nuovo anche per la presenza di un particolare: il barone recava al petto la medaglia di cavaliere dell'ordine al merito del lavoro, ricevuta con nomina del 28 Giugno 1903 e fatta pervenire al barone con lettera del 17 luglio (giorno nefasto nei significati simbolici, come lo stesso barone aveva annotato nei propri diari). Fatto sta che il nuovo mezzo busto è stato spogliato da questa onorificenza.

Povero barone! Pare che la cattiva sorte lo perseguiti nonostante i tanti anni trascorsi dalla sua dipartita.

 

 

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