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Favara che scompare
Costruire comunque e ovunque
Demolita torre del 1897
Demoliamo il Castello Chiaramonte
Favara: uno Stato nello Stato
Mura e futtitinni
Amministratori ignoranti e senza pietà
Favara: città dei vivi e dei morti

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

I dipinti di Farruggia

di Carmelo Antinoro

 

Chi era Pasquale Farruggia?

Pasquale Farruggia nacque a Favara il 17 gennaio 1936 da Giuseppe e Maria Di Stefano. La famiglia l'aveva portata a Favara il bisnonno Giuseppe, zolfataio di Aragona. Pasquale, in età giovanile, per far fronte alle esigenze economiche della famiglia si diede alla decorazione di soffitti di abitazioni private. Dopo il servizio militare, per ragioni economiche fu costretto ad emigrare in Francia, Belgio ed in Germania. Nel 1964 si trasferì in Inghilterra, chiamato dal fratello Emanuele. Questi gli fece ottenere un contratto di decoratore-illustratore di furgoni da gelati e bibite. Fu in Inghilterra che Pasquale fece la sua prima personale. Seguirono altre personali e, migliorata la situazione economica, fece ritorno a Favara, dove aprì un negozio di quadri e articoli di belle arti.

Così come aveva fatto con la fotografia il maestro elementare Francesco Maniglia, fra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900, anche Pasquale Farruggia fra la seconda metà del 1900 e l'inizio del terzo millennio, con un linguaggio cromatico personalizzato, attraverso la pittura, rispolverando il mondo contadino, vecchi mestieri e antichi giochi, ma anche scorci di antichi quartieri in totale abbandono, ha voluto fissato scene di vita, quartieri e manufatti in parte scomparsi.

Tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003 Pasquale Farruggia ha espresso la volontà di dare a titolo gratuito, in comodato d'uso, al Comune di Favara, alcune delle sue opere, affinché venissero esposte al Castello chiaramontano per un certo periodo di tempo e così fu: per dieci anni, dall'inizio del 2003 fino al mese di marzo 2013 i quadri di Farruggia sono stati esposti al Castello, fino a quando non sono stati impacchettati e messi da parte, per essere portati chissà dove. Colpito da un male incurabile Pasquale Farruggia morì il 24 agosto 2005.

 

Querelle sui quadri di Farruggia

Nel mese di marzo 2013 nei Social Network giravano notizie sullo spostamento dei quadri di Farruggia. Il 13 marzo l'emittente locale TVS pubblicava un'intervista fatta al sindaco sul destino delle tele, e questo rispondeva: I quadri sono stati asportati per salvaguardarli dalla caduta di calcinacci dal soffitto. Comunque le preziose tele non torneranno nel maniero medievale, destinato a diventare un polo di arte contemporanea.

a seguito di incarico verbale assegnato dal sindaco Rosario Manganella al notaio Andrea Bartoli,

 

I quadri di Pasquale Farruggia al castello

Alla volontà del pittore Farruggia seguì il Verbale di deliberazione da parte della Giunta Municipale n. 11 del 29-1-2003 avente per oggetto: "Autorizzazione stipula contratto di comodato con il pittore Pasquale Farruggia per l'utilizzazione dei suoi 20 quadri". In detto verbale si legge: "Premesso che il pittore favarese Pasquale Farruggia ha manifestato la volontà di concedere in comodato al Comune di Favara 20 quadri ad olio affinché per un periodo di almeno vent'anni siano esposti preferibilmente nelle sale del Castello Chiaramonte, palazzo medievale che ben si presta a simili iniziative, o, in subordine, nelle sale di rappresentanza del Comune ....Propone .....di accettare la proposta del pittore Farruggia; di autorizzare il dirigente del settore P. I. a stipulare il contratto di comodato; di approvare l'allegato schema di comodato.

A questo Verbale di G. M. ne seguì un altro: il n. 207 del 31-7-2003, avente per oggetto: Atto di indirizzo politico. Fissazione di obiettivi. Acquisto catalogo e litografie del pittore Pasquale Farruggia. Con detto Verbale si dava mandato al dirigente del settore P. I., BB. CC. e Turismo di provvedere all'adozione degli atti necessari per l'acquisto dei cataloghi e litografie realizzati dal pittore Farruggia, facendo riferimento allo schema di contratto di comodato tra il pittore favarese Pasquale Farruggia e il Comune di Favara approvato con precedente delibera di G. M. n. 11/2003 con il quale il pittore concedeva gratuitamente al Comune le proprie opere (n. 20 quadri ad olio) "da collocate per un periodo di circa 20 anni all'interno dei saloni del Castello Chiaramonte ed in altri saloni di rappresentanza dell'Ente";

Fino a qui nulla da eccepire, tranne che per un vizio essenziale: il contratto di comodato d'uso (documento soggetto a registrazione per essere valido sotto ogni effetto di legge) non esiste, non è mai stato redatto; esiste solamente una bozza incompleta e non firmata, il cui contenuto, in certi casi, è in contrasto con quello del Codice Civile in materia di comodato. Ma ci sono anche delle discrasie nelle delibere citate: con la n. 11/2003 la Giunta Municipale autorizzava il dirigente ad approvare l'allegato schema (evidentemente doveva riferirsi alla citata bozza incompleta e non firmata) e a stipulare il contratto di comodato, mentre con la n. 207/2003 la Giunta Municipale autorizzava il dirigente ad effettuare alcuni acquisti sulla base di un contratto approvato (in realtà inesistente) con delibera di G. M. n. 11/2003. Come previsto dall'art. 1803 del Codice Civile: "Il comodato è il contratto col quale una parte (comodante-pittore) consegna all'altra (comodatario-Comune) una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta", per tale ragione il contratto è l'elemento fondante affinché il comodato abbia effetto, ragione per cui tutta la questione è fondata su nulla e, in assenza di contratto, anche le citate delibere, le nn. 11 e 207 del 2003 non hanno valore. Questo significa che gli eredi del pittore Farruggia, a prescindere dalla decisione del Sindaco di continuare ad esporre le opere dentro il Castello od in altri luoghi, possono richiedere la restituzione dei quadri.

 

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