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Non ci cambierà nessuno
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Costruire comunque e ovunque
Demolita torre del 1897
Demoliamo il Castello Chiaramonte
Favara: uno Stato nello Stato
Mura e futtitinni
Amministratori ignoranti e senza pietà
Favara: città dei vivi e dei morti

 

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

 

L'ex carcere mandamentale di Favara in agonia

di Carmelo Antinoro

 

Nel 1883 il Comune di Favara appaltava i lavori per la costruzione del nuovo carcere e ne rimaneva aggiudicataria l'Impresa di Calogero Re. I lavori ebbero inizio nel 1884 sotto la direzione dell'ing. Francesco Donati Scibona da Palermo. Nel registro dei conti di fine lavori veniva scritto: " ... con la sua severa architettura forma l'ornamento del luogo ov'è situato". Con la sua severa architettura la struttura carceraria formava l'ornamento di un luogo austero, ben diverso da quello di oggi, libero da ogni struttura limitrofa; così doveva essere per ben assurgere al proprio ruolo sin dal concepimento: non case informi come oggi, non l'impiastricciata piazza della Vittoria, tanto meno i parcheggi e il distributore di benzina. Dovettero passare 18 anni dalla posa della prima pietra affinché Favara vedesse la prima automobile.

Ma come scrisse Elio Tocco "Favara non è un paese ricco" e per non essere meno, anche le fabbriche dell'antico carcere sono state costruite con materiale povero: pietra, cotto e calce. Decenni di indomito abbandono hanno permesso il proliferare indisturbato e a dismisura di piante spontanee sulla linea di displuvio della copertura. L'apparato radicale delle piante ha trovato l'habitat ideale per farsi strada fra le intricate fessurazioni e sconnessioni delle fabbriche alimentate dallo stillicidio di acque meteoriche per nulla regimentate, scorrenti dalle coperture fatiscenti ed in condizioni estremamente precarie.

Dopo 126 anni anche il carcere, con la sua severa architettura, si è dovuto piegare all'indifferenza delle amministrazioni comunali che si sono fino ad oggi succedute, all'indifferenza della moltitudine dei favaresi che vede quell'antica struttura come una catapecchia inutile che potrebbe fare oggi spazio ad un bel palazzone. D'altronde se è stato possibile farlo sulle poderose strutture del castrum favarese, perché non farlo in piazza della Vittoria (per alcuni probabilmente si ritroverebbe il senso vero del nome assegnato alla piazza).

Nella notte, fra il 24 e 25 novembre 2010 è crollato il cornicione di coronamento del prospetto principale dell'ex carcere mandamentale di Favara. Meno male che questo è avvenuto di notte, se fosse successo di giorno probabilmente si sarebbe consumata qualche tragedia (v. foto).

 

Prospetto principale dell'ex carcere mandamentale dopo il crollo del cornicione di coronamento.

 

L'ex carcere mandamentale dopo il crollo del cornicione di coronamento.

 

L'ex carcere mandamentale dopo il crollo del cornicione di coronamento.

 

Nel corso del 2011 è stato eliminato il materiale crollato ed il prospetto è stato raffazzonato con un intervento grossolano. L'immagine che è venuta fuori è quella di una facciata mutilata, priva dell'antico cornicione di coronamento e, nel complesso, di pessimo effetto (v. foto).

 

 

L'antica struttura carceraria è in agonia dagli anni "60 del 1900 e la situazione in cui versa è estremamente precaria.

Crolla e si demolisce il centro storico di Favara, crollano i monumenti, tutto è degrado e abbandono a Favara. Oggi la città deve fare i conti con la sommatoria di anni di abbandono, indifferenza, abusi e cattiva gestione politica. Come scrisse il barone Mendola: In Favara non si può far nulla. È la negazione di Dio.

 

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